Dopo tanti anni di silenzio il capostipide del genere horror prova a riportare il terrore tra noi
Sono passati 16 anni da quando il capostipite del genere horror ha fatto comparsa nel mondo dei videogiochi. Non stiamo parlando di un titolo qualsiasi, bensì di un gioco che sfruttava una primitiva grafica tridimensionale per incutere terrore nelle menti dei videogiocatori. Alone in The Dark arrivò sul mercato nelle versioni per MS-DOS e Mac OS creando una vera ondata di novità nel mondo videoludico. Ora siamo nell’era tecnologica più avanzata, dove ogni anno si fanno passi da gigante in ogni ramo dell’informatica/elettronica, eppure sembra quasi d’avere un dejavu. Alone in The Dark è ricomparso sugli scaffali dei negozi di videogiochi, disponibile per quasi tutte le piattaforme in circolazione, ma non si tratta di una riedizione della vecchia pietra miliare, ma di un titolo completamente nuovo che vuole portare gli horror game ad un nuovo stadio qualitativo. Eden Games ed Atari sono molto fiduciose in questo ritorno della serie Alone in The Dark, ma sarà davvero un titolo rivoluzionario?
Il ritorno del principe
Come abbiamo già accennato, Alone in The Dark è considerato da molti il primo vero titolo horror ad apparire nel mercato dei videogiochi. Successivamente, molte altre saghe si sono ispirate alla sua meccanica di gioco, seppur con qualche differenziazione ( le due saghe più famose sono probabilmente Resident Evil e Silent Hill ). Ora che Eden Games ha voluto rispolverare lo storico brand, è normale fare comparazioni con quel che ci circonda, per capire se questo Alone in The Darki può realmente dare qualcosa di nuovo ai videogiochi. La risposta potrebbe sorprendervi… no. Fin dagli inizi si intuisce che il titolo è di buona qualità, ma se proprio vogliamo valutare oggettivamente il gioco si capisce che di innovazioni ce ne sono ben poche ( forse nessuna ) e si tratta per lo più di un unificazione di diversi gameplay per crearne uno più completo. Possiamo trovare un comportamento del protagonista simile a quello di Leon in Resident Evil 4, una visuale sfacciatamente da FPS nelle fasi in soggettiva ed una trama lineare che accompagna il giocatore dall’inizio alla fine. Con questa affermazione non si intende che il gioco è privo di originalità ma solo che non è un prodotto che rivoluziona un genere ( come invece ha saputo fare il primo Alone in The Dark ). Ora che abbiamo chiarito questo nodo cruciale è arrivato il momento di analizzare il gioco nei minimi dettagli.
Mi chiamo Carnby e non so chi sono
La storia del nuovo titolo Eden Games prende spunto dai misteri che si celerebbero dietro la costruzione di Central Park a New York, da sempre luogo che affascina gli appassionati dell’occulto. Cosa potrebbe esserci di così oscuro nascosto a Central Park? In Alone in The Dark si è tentato di creare una trama che spieghi la possibile verità che si cela nel parco cittadino newyorkese, seppur ognuno è libero di crederci o essere scettico. Quel che importa è che la storia sembra filare piuttosto liscia, senza particolari colpi di scena, ed accompagna passo, passo il giocatore fino alla fine. Questa linearità è una piccola pecca di Alone in The Dark, perché molti videogiocatori potrebbero stufarsi presto senza proseguire nel gioco. ( bastava qualche colpo di scena qua e là, invece bisogna arrivare alla fine per trovare qualcosa di interessante ndr. ) In sintesi, la lotta del protagonista Edward Carnby ruota attorno all’avvento di Lucifero, che è stato risvegliato e che sta tentando di arrivare sul nostro mondo. In qualche modo Central Park cela il segreto che permette di risolvere questo enorme problema e Carnby dovrà sconfiggere Satana che è pronto a tornare sulla Terra. Sebbene la narrazione in sé sia lineare, la riepilogazione dei capitoli precedenti e i filmati di intermezzo ( creati con il motore grafico del gioco ) sono ben costruiti ed utili per ricollegarsi alle vicende narrate.
Eden Games e le innovazioni
Gli sviluppatori ci hanno provato: hanno cercato di mischiare alcune tecniche odierne con qualche idea nuova di zecca. Prima tra tutte, c’è la gestione dell’inventario, ricreato in modo tale che venga visualizzato l’interno della giacca di Edward, con annessi lacci per oggetti come spray curativi, munizioni, bottiglie infiammabili, ecc… In questo modo il giocatore è spronato a porre attenzione allo spazio utilizzato ed a liberarsi degli oggetti inutili ( gli spazi non sono infiniti, e si hanno 5 posti a sinistra, 4 a destra e due al centro occupati da pistola e dalla torcia ). Altra novità interessante è quella relativa alle combinazioni di oggetti. E’ possibile, per esempio, unire un fazzoletto con una bottiglia incendiaria in modo da creare una molotov. Se a questa combinazione si aggiunge del nastro adesivo, allora la molotov potrà anche attaccarsi ad una superficie ed esplodere successivamente ( basta aver accesso la miccia con l’accendino ). Questa “gioco” alle combinazioni è molto interessante e sarà la chiave per proseguire nel gioco senza particolari problemi. Fin da subito, infatti, imparerete che per distruggere i nemici ( siano essi umaniz, ratz, ecc… ) il fuoco è necessario. Come trovarlo se nelle vicinanze non ci sono focolai? Basta mettere un po’ di benzina nella pistola per creare una sia di fuoco quando si spara! Semplice, utile e devastante! Questa combinazione diventerà la vostra preferita e la userete per tutto il gioco. Ultima innovazione degna di nota è la scelta di dare al giocatore la possibilità di giocare i singoli capitoli che compongono la storia, senza doverla ricominciare di nuovo. Potrebbe sembrare assurdo ma potrete finire e rifinire il gioco in un nano secondo grazie a questa novità…
Il buio avvolge il mondo… la fine è vicina Eden Games è da sempre conscia del potenziale tecnico presente in Alone in The Dark. Infatti, le prime impressioni che ci eravamo fatti vedendo i primi video erano positive. Con il gioco alla mano, però, saltano fuori due facce della medaglia… se da un lato è indiscutibile il livello qualitativo raggiunto dal motore grafico Twilight 2, è impossibile non notare alcune imperfezioni che sporadicamente si fanno notare. Un problema che molte volte compare è il passaggio di poligoni all’interno di altri poligoni. Questo è largamente diffuso nel mondo dei videogiochi, ma capirete che vedere una corda passare attraverso ad Edward non è cosa gradevole. Altri piccoli problemi grafici è possibile trovarli lungo l’avventura, ma in linea di massima possiamo affermare che l’intero comparto grafico è di buon livello ( soprattutto gli effetti di acqua, fuoco e consumo del legno ). La parte audio non è dissimile dal motore grafico e non è esente da imperfezioni. C’è però da scagliare una freccia a favore del doppiaggio e di alcuni motivetti dell’OST che sono altamente orecchiabili e profondi. L’ultima parte tecnica di cui dobbiamo spendere due parole è il motore fisico. Anch’esso compie alti e bassi durante la sessione di gioco, con qualche piccolo bug che qua e là si presenta. Per racchiudere tutte queste considerazione in un’unica frase, si può affermare che la parte tecnica di Alone in The Dark sembra essere uscita a metà, seppur nel complesso sia godibile.
Eden Games e l’orrore
Alone in The Dark non brilla molto tra la miriade di titoli presenti sul mercato. Il problema principale è che nonostante si giochi tranquillamente dall’inizio alla fine, quel che resta è l’amaro di non essere completamente soddisfatti. Questo è dovuto al fatto che il gioco in sé sembra uscito a metà, con alcune parti che andrebbero sistemate mentre altre all’altezza della situazione. Eden Games dovrà prendere questa piccola critica in considerazione per il prossimo capitolo che sicuramente arriverà ( almeno lo speriamo ). Anche se il principe non è tornato ai suoi fasti di un tempo, possiamo tranquillamente consigliare questo titolo a chi è un amante del genere e dell’occulto.
F.E.A.R. è un titolo che in quanto a terrore potrebbe insegnare a molti. almeno da provare... soprattutto ora che si appresta ad avere un secondo capitolo chiamato Project Origin.
Silent Hill è da sempre sinonimo di terrore, più psicologico che terrore vero e proprio, ma comunque un esperienza dai caratteri forti. Presto arriverà l'ultimo capitolo chiamato Homecoming...
Alone in The Dark è un gioco godibile, che non pretende molto dal giocatore e che si lascia giocare tranquillamente. E' vero, le premesse erano altissime su questo grande ritorno, e pure io agli inizi ero entusiasmato. Però, dopo pochi minuti si capisce che in realtà il titolo Eden Games è un gioco buono ma niente più, perché di problemi ( bug ) ce ne sono e sono anche visibili... Confido nel futuro secondo capitolo che, salvo particolari problemi, non dovrebbe tardare ad essere annunciato.