Armikrog

Noia in stop motion
Scritto da il 20 agosto 2016
Armikrog Recensione

Le avventure grafiche sono un capitolo fondamentale della storia del videogioco. Avventure dalla bellezza sempiterna e che vedono in sviluppatori come LucasArts il loro picco in termini di qualità, divertimento e giocabilità. Ci sono comunque stati altri esponenti di spicco, tra cui The Neverhood, titolo del 1996 che stupì la critica per il suo gameplay ma, soprattutto, per uno stile artistico già in voga al cinema ma assolutamente nuovo nei videogiochi: lo stop motion. Realizzato interamente in claymation, The Neverhood resta impresso nella memoria di molti e oggi lo ricordiamo grazie all’uscita di Armikrog, avventura grafica nata su Kickstarter dagli autori di The Neverhood e che vuol riportare in alta definizione i fasti di un tempo, non riuscendo tuttavia a bissare il successo.


L’esaltazione prima della tempesta

Il gioco ruota attorno alle disavventure di Tommynaut, esploratore spaziale la cui navicella in avaria si schianta sul pianeta Spiro 5, ritrovandosi successivamente imprigionato in una fortezza aliena, l’Armikrog del titolo. Insieme a lui c’è Beak-Beak, un cane volante e parlante che sarà suo compagno d’avventura per uscire da questo luogo pericoloso. Durante il gioco saremo in grado di comprendere meglio le ragioni dell’esistenza di questa fortezza, tramite diversi video che illustreranno la trama ed il suo svolgimento, ben realizati anche se non di grandissima qualità. Anche sul fronte gameplay l’iniziale emozione di trovarsi su un’avventura grafica e tutti i possibili enigmi del caso, lascia spazio ad un senso di desolazione e amarezza: di base, infatti, abbiamo delle soluzioni molto buone come la presenza di due personaggi, Tommynaut e il suo cane, da poter selezionare in base al tipo di enigma, nonché in base a determinate aperture accessibili solo dal nostro amico a quattrozampe. Inoltre, in quanto cane, Blek-Blek non sarà in grado di vedere il mondo a colori bensì in bianco e nero, cosa che inoltre permette di vedere dettagli e indizi che non potremmo vedere al comando di Tommynaut. Sparisce inoltre il classico inventario, una mossa che normalmente potrebbe risultare oscena ma che, a mio avviso, permette di poter godere del gioco su console: pur essendo un punta-e-clicca, l’utilizzo del joypad non risulta fastidioso e anzi, riesce ad essere quasi più confortevole del classico mouse, permettendo azioni che in altri titoli sarebbero risultate più ostiche del normale.

Tutte queste buone premesse vanno però a schiantarsi contro enigmi tutti molto simili tra loro, eccezion fatta per una difficoltà crescente che, al netto della sfida, risultano monotoni, fino ad arrivare a frustrazione pura nel caso di enigmi che rischiano di interrompere il proseguimento del gioco. A infilare il dito nella piaga ci pensa poi la longevità: Armikrog può tenervi impegnato forse 5 ore nel caso in cui non siate troppo abili col genere, ma anche 3 se siete già stati svezzati a pane e Monkey Island, il che da precipitare il gioco in un loop di amarezza che pochi giochi hanno saputo fare.


Argilla viva

Solo il versante tecnico e artistico riescono a tenere Armikrog lontano dal vero pattume videoludico: anche dopo vent’anni, infatti, la stop motion e la claymotion continuano a rimanere tecnologie affascinanti, soprattutto con l’avvento dell’alta definizione che permette di cogliere tanti dettagli extra che non possono che lasciare stupefatti. In tal senso, Armikrog è un esempio mirabile di fusione di tecniche artistiche digitali, perfettamente animato e supportato poi da una scrittura molto intelligente, cosa comunque scontata visto che il team ha lavorato ad autentici capolavori demenziali come i titoli della serie di Earthworm Jim, dunque abilissimi nella creazione di situazioni surreali e dialoghi pungenti che non mancheranno di strapparvi una risata. Lo stesso dicasi per la colonna sonora, con musiche che ricordano le classiche composizioni sci-fi con quel qualcosa in più che riesce a creare l’atmosfera ideale per giocare.

Purtroppo, però, non basta un’ottima direzione artistica per tenere in piedi un gioco, soprattutto in questo caso dove le premesse erano decisamente esaltanti: un team con un grande passato alle spalle e con la giusta esperienza, nonché una campagna Kickstarter per il gioco che ha ottenuto grande successo. Resta quindi molta delusione per un titolo che, pur con le sue radici solide, cresce davvero troppo poco e, soprattutto, abbastanza storto.

PRO:- Stile artistico impeccabile
- Colonna sonora azzeccata
- Un ritorno al passato...
CONTRO:- ...frustrante e ripetitivo
- Longevità imbarazzante
The Walking Dead - Game of the Year Edition ( PS4 )Il presente delle avventure grafiche, poco nostalgico ma non per questo meno interessante.
The Secret of Monkey IslandUn classico intramontabile del genere, tuttora divertente, obbligatorio per tutti
VOTO FINALE6
SCHEDAGIOCO
Cover Armikrog

Armikrog

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Armikrog2016-08-20 11:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/armikrog-54112/Noia in stop motion1020525VGNetwork.it