Army of Two: Devil's Cartel

Il Cartello del Diavolo ha ormai i giorni contati
Scritto da Luca "Herm" DLil 30 marzo 2013
Army of Two: Devil's Cartel Recensione

Il brand Army of Two ha, volente o nolente, condotto una lunga traversata nella corrente generazione di console esordendo con un primo capitolo dalle meccaniche acerbe, poi rifinito ed ampliato in "40° Giorno". Con Army of Two: The Devil's Cartel, affidato per l'occasione ai Visceral Games, la saga compie un ultimo sprint nel palese tentativo di dare pieno e dignitoso compimento al percorso ludico intrapreso dal progetto ormai diversi anni or sono.


Mercenari o... poliziotti?

In Army of Two: The Devil's Cartel vestiremo i panni di Alpha e Bravo, due aspiranti mercenari alle dirette dipendenze della Trans World Operation (T.W.O.), associazione indipendente fondata qualche anno prima da Rios e Salem. Chi aveva apprezzato il carisma dei due comprimari nei precedenti capitoli, gioirà nel sapere come entrambi saranno presenze costanti lungo tutto il corso narrativo, rivestendo addirittura ruoli di primo rilievo. La missione affidata dal comando ad Alpha e Bravo sarà quella di proteggere Cordova, politicante di indubbio spicco, divenuto bersaglio dei cartelli messicani a causa della battaglia intrapresa contro lo spaccio di droga locale. Tra imboscate e rapimenti, ci ritroveremo ad inseguire per tutto il Messico i banditi del Cartello del Diavolo, forti di un esercito spropositato e di un armamentario all'avanguardia, nell'estremo tentativo di portare a termine il compito e salvare Cordova. Le nostre gesta prenderanno vita in un Messico dilaniato dalle guerriglie interne e dalla legge del più forte, tra vicoli cittadini, palazzi, chiese ed un cimitero.La narrativa del titolo presenta indubbiamente degli alti, raggiunti grazie a diversi colpi di scena e ad intrecci sufficientemente fitti, i quali riescono a rendere la trama più interessante di una semplice routine quest. Gli antagonisti, se generalmente stereotipati, sapranno comunque mantenersi su una linea di coerenza netta, non mostrando debolezze o particolari patemi d'animo. Rios e Salem non sembrano aver perso lo smalto di un tempo, e nemmeno Alpha e Bravo sono – a ben pensare - personaggi da scartare, a parte qualche battuta eccessivamente reiterata e spaventosamente infantile. Ciò che non convince del reparto narrativo sta invece alla base: il voler a tutti costi permeare le azioni dei protagonisti di un buon senso fine a se stesso finirà per rendere il tutto stucchevole, non solo facendo perdere identità alla nostra missione ma entrando anche in contrasto con l'ignoranza del contesto, dandoci tra l'altro l'impressione di aver intrapreso una crociata che in fin dei conti non è la nostra. Da un semplice incarico da mercenari, insomma, verremo quasi invischiati in una lotta alla criminalità messicana. Tornando dunque all'incipit: “Mercenari o poliziotti?”.


Tutti sanno che i barili rossi esplodono sempre!

Army of Two: The Devil's Cartel è uno sparatutto in terza persona nudo e crudo.Scendendo nei meandri del gameplay è innegabile come il tutto sia stato velocizzato e reso incredibilmente dinamico, specie se confrontato con i capitoli precedenti. Più nemici a schermo, decine e decine di oggetti esplosivi e veicoli con mitraglie renderanno ogni sezione un esplosione di intrattenimento e goduria ludica. Le fasi shooter funzionano come in passato, e pur non godendo di una raffinatezza a 360 gradi, sapranno regalarci momenti di intensa soddisfazione.E' stato rivisto il sistema di copertura, con adesso la possibilità di muoversi da un muretto all'altro semplicemente puntando e premendo l'apposito tasto; il sistema, nonostante inizialmente ostico da padroneggiare, tende poi ad addolcirsi con la pratica, risultando lievemente impreciso soltanto nelle sessioni più concitate e difficoltose.Sono stati inoltre apportati alcuni accorgimenti tesi a rendere la formula di gameplay ancora più estrema rispetto al passato: il cambio di spalla è adesso automatico, fa ritorno la possibilità di essere rianimati da un compagno, sezione anch'essa estremamente velocizzata sia in fase di estrazione della pistola che in quella di rianimazione, mentre è stata inspiegabilmente eliminata la possibilità di schivare in capriola, la quale avrebbe fatto comodo in più di un frangente. La formula è rafforzata dall'introduzione dell'Overkill, una modalità di fuoco ottenibile uccidendo i nemici, la quale ci renderà temporaneamente invulnerabili e aumenterà esponenzialmente la nostra potenza di fuoco: ogni proiettile verrà quasi tramutato in un'esplosione, e, specie attivando l'abilità simultaneamente con il compagno, prenderà vita su schermo uno scenario apocalittico, tra coperture che saltano, esplosioni a catena e nemici smembrati ed inermi dinnanzi alla nostra avanzata.E' stato ridisegnato il sistema dell'evoluzione del personaggio: la struttura monetaria ritorna, e moneta sonante sarà ancora necessaria per l'acquisto di ogni singola arma. Tuttavia, a questa ossatura ne è stata affiancata un'altra, ripresa a piene mani dai tipici shooter multiplayer odierni: un sistema esperienza diviso per livelli che ci darà accesso, in modo chiaramente graduale all'armamentario e a tutti gli sbloccabili che il titolo offre. Ogni uccisione ci darà un tot di EXP, legato e proporzionato allo stile utilizzato per l'esecuzione: un headshot o una multikill ci daranno ovviamente molti più punti rispetto ad una semplice pallottola piantata nel torace. Il sistema, seppur non innovativo, funziona e spingerà ancor più l'acceleratore verso la massimizzazione del gameplay.Con la pressione delle quattro frecce del pad sarà poi possibile impartire comandi basilari al compagno controllato dall'IA, presenza costante lungo tutto il corso della storia; le dinamiche alleate saranno abbastanza buone ed estremamente precise ed accurate, specie in fase di supporto. L'intelligenza dei nemici è invece molto meno elaborata e più spinta all'autodistruzione da carne da macello.Se le fasi shooter hanno ricalcato, ripercorso e meglio delineato le orme dei primi due Army of Two, quello che delude estremamente in The Devil's Cartel è l'involuzione delle meccaniche cooperative. Laddove nel precedente capitolo erano state introdotte diverse novità interessanti - seppur molto macchinose ed embrionali - come un approccio sandbox alle sezioni ed alcune chicche di gameplay peculiari, con la produzione in analisi gli sviluppatori sembrano aver fatto addirittura un passo indietro. Sono state abolite le scelte morali, le poche fasi stealth sono mal strutturate, ed altre possibilità di gioco quali il poter prendere in ostaggio il nemico o la finta resa, sono state eliminate di netto. Inutile dire quanto questi passi falsi vadano ad inficiare non solo la longevità e la rigiocabiltà del titolo, ma in particolar modo lo spoglino di personalità e carattere, proprio quello che il brand aveva guadagnato grazie alle prime due incarnazioni; quello che, probabilmente, aveva fatto innamorare migliaia di fan. Oltre a basilari momenti in cui far da scaletta o coprire il compagno, sono state create sezioni in cui saremo costretti a dividerci e a decidere la strada da seguire in missione; in realtà si tratterà di spezzoni abbastanza brevi e molto spesso legati alla mera copertura aerea. Ciò che viene a mancare è proprio quel senso/bisogno di cooperazione lungo il corso delle missioni a cui il titolo avrebbe potuto e dovuto ambire e – francamente – arrivare.


Dulcis in fundo? Non sempre.

Schermata principale dinanzi, è giunto il momento di capire quanto il titolo abbia da offrire e come sia stata strutturata l'avanzata lungo il corso narrativo, e qui - non mi esimo dal commentare – risiede il vero tallone d'Achille della produzione.Al di là di una Campagna dalla durata media di 6-7 ore, non c'è nessun'altra modalità di gioco, scelta e risultato imperdonabili per un titolo pubblicato a prezzo pieno. Tra l'altro, risulta inspiegabile la mancanza di un multiplayer competitivo che, forte della natura adrenalinica e dinamica del gameplay e del sistema monetario avrebbe anche potuto alzare il livello qualitativo della produzione, o quantomeno aumentarne discretamente la longevità.La Storia sarà giocabile, fino a 2 giocatori, interamente in Split Screen o Online tramite il classico Match Making che ci darà la possibilità di scegliere in quale server entrare direttamente da una lista su schermo; nonostante la nostra prova non abbia evidenziato lag o problemi di hosting, il sistema di drop-in realizzato non è ottimale, in quanto sia che qualcuno entri nella nostra partita che nel caso opposto, saremo costretti a ripartire dal checkpoint precedente: fortunatamente i punti di controllo in ogni missione saranno molto ravvicinati, ma essere interrotti nel corso di una sparatoria non è, a voler usare un eufemismo, proprio il massimo.Ogni missione della campagna sarà divisa in mini-sezioni e contestuali intermezzi durante i quali poter cambiare e personalizzare interamente l'equipaggiamento. Il tasso di personalizzazione è totale: progredendo con i livelli ed investendo parte dei nostri risparmi potremo potenziare le nostre armi, modificare esteticamente l'armatura e cambiare o creare nuove maschere.


Meglio stare a casa.

Come già avvenuto con altre produzioni, The Army of Two: The Devil's Cartel è la prova di come il Frostbite 2 sia un motore grafico capace di condurre a risultati ambigui, sia per gli ormai evidenti limiti hardware delle nostre console che per una mancata ottimizzazione di fondo. Il risultato ottenuto con questo capitolo non differisce di molto, ad un primo sguardo, da quello raggiunto dal precedente episodio. A dire il vero il boost, se non meramente estetico, si è concretizzato in altri frangenti permettendo la presenza di più nemici a schermo, di aree più vaste, di una buona distruttibilità ambientale, seppur parzialmente scriptata e di animazioni indubbiamente rifinite. Il colpo d'occhio è globalmente buono ma, specie sotto la luce del sole, è sporcato da un fastidioso aliasing; negli interni e nelle sessioni meno luminose i difetti vengono ben nascosti e tra buoni effetti luce e discreti particellari il risultato è senza dubbio piacevole. A sottolineare l'epicità di alcune fasi shooter concorre un buon comparto registico che, non di rado, interverrà con slow motion durante le fasi di Overkill o quelle più esplosive.Il gioco è interamente in italiano, sia nei testi che nel buon doppiaggio; la colonna sonora è sempre orecchiabile anche se non memorabile o ricercata come in altri titoli del genere.

COMMENTO
Luca "Herm" DL

The Army of Two: The Devil's Cartel è da considerarsi una produzione a metà.Se proprio la porzione offerta funziona alla grande e diverte, si avverte, al contempo, la palese mancanza di tutto il resto. Il titolo, a causa di alcune scelte discutibili, traccia un'involuzione della cooperativa laddove invece ne era auspicabile un exploit, sacrificando in nome di una standardizzazione inaspettata diverse peculiarità che, se sviluppate, avrebbero chiuso il cerchio con maggior coerenza e personalità. La mancanza di missioni aggiuntive o modalità competitive non fa che rendere consigliabile l'acquisto del titolo ai puristi del genere, magari, con un po' di pazienza, anche al primo taglio di prezzo.

GRAFICA:7Comparto tecnico che, tra alti e bassi, si attesta nella media odierna.
SONORO:7Buono il doppiaggio e discreta l'effettistica delle armi. La colonna sonora non riesce ad entusiasmare.
GIOCABILITà:8Divertente, distruttivo ed entusiasmante, non riesce però ad evolversi nelle dinamiche Coop.
LONGEVITà:5Vero tallone d'Achille del titolo, a causa delle poche modalità o missioni aggiuntive. I pochi bivi nelle missioni poi non favoriscono la rigiocabilità.
VOTO FINALE7
PRO:- Esplosioni e piombo a gogo
- Modalità cooperativa ben confezionata...
CONTRO:- ... anche se alcune magagne online ne inficiano l'efficacia
- Rigiocabilità molto bassa
Army of Two: Il 40° Giorno ( PS3 )Il predecessore è indubbiamente un titolo da giocare, per godere della stessa esplosiva iniezione di adrenalina di questo terzo capitolo.
Army of Two ( PS3 )Curiosi di scoprire le vere origini del brand? Beh, non dovete altro che recuperare e giocare il capostipite, Army of Two!
SCHEDAGIOCO
Cover Army of Two: The Devil's Cartel

Army of Two: The Devil's Cartel

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Army of Two: Devil's Cartel2013-03-30 13:55:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/army-of-two-devil-s-cartel/Il Cartello del Diavolo ha ormai i giorni contati 1020525VGNetwork.it