Arslan: The Warriors of Legend

Il principe buono
Scritto da @ ricpelleil 17 febbraio 2016
Arslan: The Warriors of Legend Recensione

La fossilizzazione del genere musou.

Piuttosto che proporre un qualcosa di altisonante come “The Warriors of Legend”, il sottotitolo relativo al primo adattamento videoludico della light novel Arslan Senki avrebbe potuto benissimo sostanziarsi in qualcosa del tipo: “venti anni, e sentirli tutti”. Sono passati infatti quattro lustri, mese più, mese meno, dal rilascio del primissimo Dynasty Warriors, produzione Koei che ha spalancato la strada ad una sequela di titoli contraddistinti da un microscopico quantitativo di innovazioni, perseveranti nella riproposizione coatta di un gameplay perennemente infossato nelle sabbie mobili di un’azione frenetica, senza sosta ma lapalissianamente legata al caro, vecchio motivetto del button mashing.

Una carneficina incontrollata, spesse volte mediata da una struttura narrativa interessante e parecchio profonda, talvolta drogata declinando in chiave musou alcune delle opere extraludiche nipponiche di maggior successo. Un piccolo filone all’interno del quale si inserisce, evidentemente, l’ultima produzione Omega Force, Arslan: The Warriors of Legend appunto, che sebbene accolga al proprio interno alcune interessanti variazioni sul tema, non riesce proprio a scrollarsi di dosso quella putrida membrana senescente che sembra aggrovigliare ogni dynastiana creazione di Koei Tecmo.


La leggenda continua

L’estrema fedeltà ed adesione alla fonte d’ispirazione, tratteggiata dal giapponesissimo Yoshiki Tanaka, contribuisce a rendere vivido e ottimamente caratterizzato un universo, quello del Principe Arslan e compagnia cantante, descritto con amore e puntigliosità mediante le sfide somministrate attraverso uno Story Mode quantomai concreto e completo. L’introduzione di un’enciclopedia in-game non riesce tuttavia a mitigare la perpetua impressione che, senza un importante substrato di conoscenza pregressa, i dettagliati frammenti narrativi incastonati tra una battaglia campale ed un’altra risultino sovrabbondanti di dettagli ed informazioni apprezzabili, in fin dei conti, soltanto dai fan più esagitati della novel. Una volta calcata la sanguinolenta terra che fa da sostegno fisico alle possenti membra dei combattenti coinvolti nella pugna virtuale, ci si accorge come ogni personaggio possieda un moveset precipuo, caratteristica che instilla qualche goccia di adrenalina all’interno di un canovaccio ludico altrimenti abbastanza prevedibile, intrecciato mediante intarsio di sessioni guerrafondaie tendenzialmente molto, troppo simili tra di loro. L’introduzione delle Mardan Rush, hotspot facilmente localizzabili sulla mappa di gioco per via della loro rifulgente apparenza che, se sfruttati, consentono di dare il via ad un’azione di gioco evoluta in grado, da sola, di stravolgere l’esito di una battaglia, poco rinnova un mood ancorato alle tradizionali meccaniche berserk dei titoli di questo genere.


I botti finali

E poco importa che, oltre alla possibilità di aggiungere effetti elementali alle armi, Omega Force abbia implementato un card system latore di modifiche più o meno importati alle statistiche di ogni personaggio. Tutto quel che c’è in più è certamente un’evidenza del tentativo della software house nipponica di differenziare questo prodotto dal mare magnum di offerte similari che affollano il mercato, un anelito che tuttavia fatica a raggiungere alcun risultato tangibile, consegnandoci una digital creatura dannatamente indistinguibile dal resto del branco, non fosse per il setting ospitante. Da constatare come, al di fuori della possibilità di prendere parte alle missioni in tandem con un amico, localmente piuttosto che online, nessuna altra modalità sia stata introdotta in Arslan per concedere al fruitore ulteriore materiale da indagare, a totale detrimento della longevità. Oltre ai collezionabili e all’anelito a raggiungere elevati gradi di valutazione a termine di ogni scontro, rimane poco o nulla da fare, una volta portata a termine la storia. Il risultato finale? Microscopicamente, Arslan: The Warriors of Legend non riesce ad esaltare da qualsiasi punto di vista lo si osservi. A livello complessivo, invece, si configura come palese esempio che senza adeguate contromisure, il genere musou tutto sia destinato ad un rapido, incontrovertibile declino.

PRO:- Story Mode curato
- Qualche novità…
CONTRO:- … Peccato siano quasi ininfluenti
- Ripetitivo
- Poche modalità di gioco
Dragon Quest Heroes: L'Albero del Mondo e le radici del male ( PC )Un interessante connubio tra action-RPG e musou, tutto da provare.
Dynasty Warriors 8: Xtreme Legends Complete Edition ( PS4 )L’ultimo capitolo della serie da cui “nasce” Arslan: The Warriors of Legend.
VOTO FINALE6
SCHEDAGIOCO
Cover Arslan: The Warriors of Legend

Arslan: The Warriors of Legend

  • data d'uscita: 12 febbraio 2016
  • produttore: Koei Tecmo
  • sviluppatore: Omega Force
  • Genere: Azione
  • Multiplayer: Online e Locale
Scheda completa...
Arslan: The Warriors of Legend2016-02-17 18:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/arslan-the-warriors-of-legend-52624/Il principe buono1020525VGNetwork.it