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Assassin's Creed ( PS3 )

Assassin's Creed ( PS3 )
Videogioco PlayStation Network
Informazioni Assassin's Creed
7.5

Recensione Assassin's Creed  Scritto da: Francesco "Kaiserfranz" Granitto | Data: 2008-07-24

Uno degli action che ha fatto più parlare di sè. Ma nel bene o nel male?

Assassin’s Creed (d’ora in avanti AC) è stato un gioco che, nel bene o nel male, ha fatto molto parlare di sè: già mesi prima della sua uscita ufficiale, la figura cupa ed atletica di Altair (il protagonista di AC) faceva il giro del mondo attraverso immagini, video, pubblicità, in quello che probabilmente è stato uno dei prodotti più pubblicizzati del settore. Il progetto ambizioso dei ragazzi della Ubisoft Montreal era quello di ripetere lo straordinario successo della trilogia di Prince Of Persia, provando ad introdurre delle meccaniche di gioco innovative e mai viste prima che avrebbero dovuto far urlare al capolavoro al momento della sua uscita. Queste scene di giubilo iniziale però sono state quasi immediatamente stroncate da un male comune e difficile da curare nei videogiochi e che spesso sancisce la differenza tra una pietra miliare ed un giochino qualunque: la ripetitività. AC purtroppo è stato colpito in maniera grave da questo “morbo”, portando alla delusione più profonda una folta schiera di giocatori che avevano atteso con ansia l’uscita di questo titolo e che dopo poche ore di gioco e di meraviglia dinanzi allo stupore iniziale, si è subito posto la fatidica domanda “Tutto qui?”. Con ciò non si vuole assolutamente insinuare che AC sia una schifezza da evitare nella maniera più assoluta perché sarebbe pura eresia fare di codeste affermazioni, ma è evidente che un gioco non può basare tutto il suo successo sulla spettacolarità della sua grafica. Ma andiamo per ordine, perché non si può puntare il dito prematuramente su un prodotto, senza prima averne esplicitato ed elogiato le qualità che lo contraddistinguono e che comunque lo riescono a sopraelevare da una miriade di prodotti di basso livello e renderlo un gioco piacevole e molto interessante.

Emozioni visive, visioni emotive


Alla domanda “La cosa che vi è piaciuta di più in AC?”, la risposta più scontata e sicuramente più vicina alla realtà è “Il comparto grafico”: ebbene si, ciò che rende davvero AC speciale è la sua spettacolarità, il lato da mostrare al pubblico giocante e non, come un quadro meraviglioso ma privo di significato, il quale comunque riesce a regalare emozioni forti a chi lo guarda in superficie e attrarre una moltitudine di persone al suo cospetto. Le emozioni più forti che AC riesce a regalarci sono quelle dovute al lavoro del suo motore grafico; un lavoro eccezionale che riesce a riprodurre anche dei particolari che a prima vista potrebbero sfuggire all’occhio umano, ma che ad una attenta analisi non possono che far provare piacere a chi è cultore dell’estetismo e che rigiocherebbe un titolo solo per poter godere ancora di quelle visioni. Immaginatevi immersi in una città viva e pulsante come Acri al tempo delle crociate (della terza in particolare) riprodotta con cura, dove per le strade affollate e polverose si mischiano genti di tutti i tipi: dal Crociato con la mano pronta sulla spada a difendersi, alla povera donna che cerca di elemosinare qualche spicciolo dai passanti, al predicatore di piazza che con i suoi discorsi cerca di soggiogare la folla ai voleri del proprio signore, oppure ai mercanti nelle loro bancarelle a cui i cittadini si avvicinano curiosi per poter vedere le merci.

Altair oggi ha corso, si è nascosto tra la folla, ha saltato tra i palazzi e si è tuffato nel vuoto. Ed è stata una giornata tranquilla.

Ammaliati dallo spettacolo visivo che queste masse popolane sanno offrire, ecco che ci si trova di fronte ad una caratteristica del tutto nuova che è stata introdotta da AC: l’interazione con la folla. AC introduce uno standard del tutto nuovo in questo senso, riuscendo a darci una piacevolissima sensazione di fisicità quando si ha la possibilità di vedere Altair girovagare tra queste folle, facendosi largo con circospezione oppure, se inseguito, a suon di vigorose spallate, col costante rischio di perdere l’equilibrio e così anche il vantaggio accumulato sugli inseguitori. La fuga tra la folla è solo una minima parte del repertorio acrobatico in dotazione di Altair; repertorio che trova la sua massima espressione di spettacolarità in due momenti ben precisi, dove AC svela del tutto le sue carte: per la precisione si parla dell’iterazione con gli edifici e lo stile di combattimento.
Se muoversi in sintonia con la folla suscita approvazione e soddisfazione, basta avvicinarsi ad un muro o ad una qualsiasi sporgenza per assistere ad uno dei pezzi forti di AC, perché basterà la pressione di un semplice tasto per vedere Altair arrampicarsi agevolmente su per l’edificio quasi fosse una normale scalinata. Le animazioni di Altair in questo caso sono davvero ben fatte, nonostante in alcuni frangenti risultino un tantino forzate o quantomeno pilotate. Alcune di queste scalate, in particolare quelle di alcuni punti chiave del gioco, richiedono un minimo di attenzione in quanto bisogna cercare di volta in volta dei nuovi appigli a cui far sorreggere il nostro alterego e una volta arrivati in cima si può sfruttare un particolare “potere” di Altair che ci fornirà una notevole panoramica sulla città sottostante in tutto il suo splendore; bassifondi nella quale potremmo subito ritornare, tramite un altro “potere” di Altair e di ogni altro assassino che si rispetti, ovvero il cosiddetto “Salto della Fede”, un salto nel vuoto a mò di angelo che termina sempre e guarda caso in dei cumuli di paglia, sparsi un po’ per tutta la città ed immancabili sotto questi punti chiave.
Se tutto questo girare e saltare vi provoca delle forti emicranie, e preferite a tutto ciò uno spettacolare combattimento, beh anche qui AC introduce qualcosa di innovativo , che sfortunatamente inizia a presentare i primi sintomi di quel terribile morbo di cui purtroppo è affetto AC. Il sistema che gestisce i combattimenti nel gioco possiamo dire che si dirama in due direzioni: la parte “stealth” ( ben lontana dai canoni dei veri giochi stealth) e quella da mischia. Riuscendo ad avvicinarvi di soppiatto ad un nemico senza che lui si accorga di voi o prima che abbia la possibilità di reagire è possibile portare a termine degli assassini furtivi, rapidi, belli da vedere e terribilmente letali, che non lasciano scampo ai malcapitati. Se invece si predilige uno stile più aggressivo e diretto, allora la probabilità che veniate spesso circondati da truppe di nemici pronti a farvi la pelle non è tanto remota, ma al contrario di quanto possa sembrare impossibile, uscirne indenni senza neanche un graffio non sarà affatto un’impresa ardua, ma basterà soltanto armarsi di un po’ di pazienza ed avere il giusto tempismo. Il meccanismo di base è molto semplice: è sufficiente premere il tasto di attacco al momento giusto per vedere sullo schermo il prode Altair fare con grazia e leggiadria (da fare invidia ad un ballerino!) tutto quello che avremo desiderato facesse sotto nostro diretto comando: schivare, parare, contrattaccare, spintonare; tutto mentre il giocatore vi assiste impotente come se fosse un qualunque spettatore di uno show che alla fine mostra sempre e solo le stesse cose, le stesse azioni.


Quando tutte le giornate sembrano uguali

Sfortunatamente oltre al sistema di combattimento ci sono altri elementi che fanno decadere la qualità dell’intero titolo. Come accennato varie volte, AC è affetto dal distruttivo “morbo” della ripetitività che colpisce il mondo dei videogiochi e che può portare prodotti di rilievo nel baratro dei giochi “discreti ma non eccellenti”. L’aspetto più martoriato da questo male è senza dubbio il gameplay puro, che mette a dura prova la pazienza del giocatore, riproponendo per tutta la durata del gioco sempre la solita minestra, buona all’inizio, ma stomachevole dopo qualche porzione. Questo menù così poco vario comprende innanzitutto le missioni del gioco, le quali sono una sfrenata semplificazione del lavoro svolto da un assassino: recati in quella città, trova qualche informazione sul bersaglio e quando ne sai abbastanza eliminalo (che poi a dir la verità, le informazioni che riusciremo a recuperare per i vicoli della città sono utili solo perché sbloccano l’accesso alla missione di assassinio, in quanto alla fin fine sono del tutto obsolete). La pianificazione delle uccisioni è ridotta praticamente a zero, tanto che sembra un po’ azzardato definirlo come un gioco stealth quando questa componente o manca del tutto o è ridotta al minimo sindacale; sarete dunque liberissimi di entrare nelle guarnigioni dei nemici con una spada in mano ed affrontarli uno per uno a viso aperto senza avere il bisogno di non farvi notare, in barba ad uno dei tre dogmi del credo di un assassino, che poi è alla base del gioco stesso: un bel guaio insomma.
Se poi il vostro intento non è quello di mandare subito all’altro mondo il malcapitato di turno, ma prima avete intenzione di ispezionare e gustarvi la città alla ricerca di qualche missione secondaria con cui svagarvi e con la quale staccare dalla monotonia di quelle principali, beh preparatevi ad un’altra doccia fredda perché le missioni secondarie sono una la fotocopia dell’altra, e facendole vi renderete conto che anche le reazioni dei cittadini che aiuterete sono molto standardizzate di città in città, rendendo il tutto anche privo di soddisfazione personale per un innocente salvato dalle angherie e dai soprusi dei nostri nemici.

La storia di un assassino

A questo punto è lecito domandarsi: se i combattimenti e le missioni annoiano, e a quanto pare l’unica cosa da salvare è il comparto grafico, il gioco avrà almeno una profondità di trama tale da renderlo quantomeno godibile? La risposta a questa domanda è un sonoro sì, che un po’ rappresenta l’ancora di salvezza dell’intero titolo, dato che sicuramente, almeno l’80% di chi avrà finito o finirà AC , l’avrà fatto o per il semplice motivo di vedere come si evolvesse la vicenda e se ci fosse qualche speranza di vedere un qualche sequel, oppure perché faceva parte della schiera di accanitissimi “un gioco iniziato va poi sempre terminato”. La trama di AC è una storia un po’ complessa ed intricata che fonde insieme passato e presente e prende vita attraverso i ricordi genetici di un ragazzo qualsiasi chiamato Desmond Miles, discendente del mitico Altair. L’interesse che questo ragazzo suscita nei confronti dell’equipe di scienziati che lo studiano senza interruzioni con l’ausilio di un macchinario, l’Animus, in grado di leggere i ricordi genetici impressi nei geni umani e che portano la testimonianza diretta dei nostri antenati risiede in un antico tesoro custodito dai templari all’epoca delle crociate e che dona poteri immensi a chi lo possiede e lo contempla. Per questo motivo Desmond sarà soggetto ad intense sedute in questo macchinario e che gli faranno ricordare tutti gli avvenimenti più importanti della vita di Altair in quel periodo specifico, scoprendo di volta in volta verità sempre diverse per arrivare infine alla grande rivelazione. Con ciò si può tranquillamente affermare che la trama di AC dunque non sia affatto scontata e patetica, ma al contrario presenti varie sfaccettature e retroscena che non fanno altro che aumentare l’interesse e ad invogliare il giocatore a proseguire nel suo cammino per trovare la verità.

In definitiva

Concludendo dunque, AC non è purtroppo il capolavoro che molti si aspettavano, rimanendo comunque un discreto prodotto che altro non può offrire se non le basi per un lavoro futuro che riprenda e migliori le tematiche già affrontate: quasi come se fosse un diamante grezzo appena estratto dalla roccia e della quale se ne conosce il valore ma che avrà bisogno di molto lavoro per essere rifinito e diventare così un vero e proprio gioiello prezioso.

 

In alternativa a Assassin's Creed


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Pregi del gioco

Innovativo sotto molti punti di vista

Motore grafico appagante

Animazioni superbe nella maggior parte dei casi
Difetti del gioco

Ripetitivo al massimo

Combattimenti da rivedere

Troppo corto

Pagella del gioco
Voto grafica
9
Il lato migliore di AC: dettagli curati e animazioni spettacolari
Voto sonoro
7
Discreto. Si poteva fare molto di più.
Voto giocabilità
6.5
Missioni ripetitive e sistema di combattimento da rivedere
Voto longevità
6.5
Il gioco dura poco e annoia presto, tuttavia la trama riesce a coinvolgere

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