Atelier Sophie: The Alchemist of the Mysterious Book

La serie alchemica di Koei Tecmo sbarca anche su PS4
Scritto da il 16 giugno 2016
Atelier Sophie: The Alchemist of the Mysterious Book Recensione

Una delle più floride serie di JRPG degli ultimi anni è senza ombra dubbio quella degli Atelier, titoli che differiscono non poco dalla cosiddetta massa soprattutto per i loro ritmi di gioco maggiormente rilassati e le tematiche trattate. La sua particolare identità ha permesso al prodotto di guadagnarsi un certo seguito anche in occidente e seppur non raggiunga i numeri di Tales of o Persona le vendite sono tali da giustificare comunque una costante ed ininterrotta pubblicazione di ogni episodio sviluppato recentemente. L’ultimo arrivato è Atelier Sophie: The Alchemist of the Mysterious Book, gioco realizzato per PlayStation 4, PlayStation 3 e PlayStation Vita che ci apprestiamo a recensire proprio in questo articolo. 


Ritorno alle origini

Questo nuovo Atelier Sophie prende notevolmente le distanze da quanto fatto nella precedente trilogia Dusk utilizzando toni molti più spensierati ed allegri rispetto a quelli seri e a tratti cupi a cui avevamo preso parte solo alcuni anni fa. Niente tragedie all’orizzonte, cataclismi o parenti scomparsi: la direzione intrapresa dal team di sviluppo ricorda molto da vicino quanto visto soprattutto con Atelier Meruru della trilogia Arald, in cui il cast di personaggi e le interazioni tra di loro sono i veri protagonisti dell’intero plot. Ecco quindi che la protagonista, Sophie, è una giovane alchimista alle prime armi che venuta in possesso di un libro parlante cerca di aiutarlo a recuperare la memoria per ripristinare la sua forma umana. Un pizzico di mistero e tanti buoni sentimenti in questo primo episodio per PlayStation 4, nel quale tutti i cliché tipici dei JRPG vengono a galla costruendo un cast di personaggi stereotipati ma comunque piacevoli. Se però cercate personaggi sfaccettati e ben approfonditi allora Atelier Sophie non è ciò che fa per voi in quanto essi sono per lo più soggetti monodimensionale che recitano una parte senza distanziarsi minimamente dai confini che li definiscono.


Finalmente relax!

Una componente preponderante di ogni episodio recente della serie Atelier era il suo rigido sistema a tempo con cui ogni istante di gioco veniva scandito. In Atelier Sophie questo sistema è stato completamente rivisto e notevolmente “rilassato” tanto che ora sarà molto meno pressante portare a termine le varie missioni che ci verranno assegnate. Questi limiti di tempo infatti sono stati notevolmente dilatati se non talvolta quasi completamente eliminati e ciò permette anche ai giocatori meno avvezzi a questo tipo di meccaniche di avvicinarsi al titolo senza subire eccessivi traumi. 

Anche il sistema alchemico è diventato più user friendly: le ricette necessarie ad ottenere pozioni, oggetti e quant’altro non dovranno più essere reperite all’interno del mondo di gioco ma saranno inventato al momento dalla fantasiosa Sophie, la quale colta da un’intuizione creerà al momento la formula magica. Certo, è sempre necessario reperire gli ingredienti all’interno del mondo di gioco, ed ecco quindi che una buona parte dell’esplorazione nei vari dungeon sarà volta proprio ad ottenerli così da poter creare tutto ciò che serve al completamento della missione di turno. 

Del sistema di combattimento invece che possiamo dire? La scelta è ricaduta su una classica turnazione rigida, proprio come i suoi predecessori, nella quale le due linee di lottatori si fronteggeranno sino all’ultimo punto vita. Non c’è granché da dire in relazione al battle system, d’altra parte è molto simile a quanto si è visto nei passati sei capitoli pubblicati su PlayStation 3 e PlayStation Vita, il bello però del tutto risiede molto probabilmente nelle intriganti meccaniche legate agli attacchi in coppia. Mano a mano che si progredirà nel gioco nuovi compagni si aggiungeranno al nostro party e così facendo scopriremo di conseguenza anche nuove devastanti combo che ci saranno utili contro i nemici più coriacei. 


Performance sottotono?

Atelier Sophie non è un brutto gioco, sia mai, ma dobbiamo ammettere che risulta essere tutto sommato sotto tono rispetto alla precedente trilogia Dusk. I ritmi molto più blandi della narrativa, così come l’intreccio stesso non di certo avvincente, potrebbero scoraggiare i giocatori in cerca di un prodotto appassionante e che regala emozioni. Sophie è una protagonista deliziosa ma il cast di comprimari è a tratti insipido se non si è disposti a passar sopra alla loro quasi esasperata stereotipizzazione. Anche il comparto grafico convince solo in parte: se da un lato abbiamo una direzione artistica deliziosa, dall’altro la mera tecnica lascia parecchio a desiderare in quanto molti degli ambienti in cui si svolge l’avventura sono in fin dei conti spogli, così come non soddisfano affatto le animazioni dei vari personaggi. I veri punti di forza di Atelier Sophie sono l’ottimo sistema alchemico, la rinnovata scansione temporale e soprattutto il battle system a turni rigidi, classico ma comunque divertente. Se siete quindi alla ricerca di un JRPG non troppo impegnativo, con ritmi rilassati e pregno di buoni sentimenti allora il titolo Koei Tecmo potrebbe fare proprio al caso vostro.

PRO:- Deliziosa direzione artistica
- Buon battle system
- Sistema di scansione del tempo migliorato
CONTRO:- Tecnicamente è ormai stantio
- Trama blanda
- Personaggi spesso troppo stereotipati
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VOTO FINALE7
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Cover Atelier Sophie: The Alchemist of the Mysterious Book

Atelier Sophie: The Alchemist of the Mysterious Book

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Atelier Sophie: The Alchemist of the Mysterious Book2016-06-16 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/atelier-sophie-the-alchemist-of-the-mysterious-book-53837/La serie alchemica di Koei Tecmo sbarca anche su PS41020525VGNetwork.it