Batman: Arkham City

Il Cavaliere Oscuro è tornato
Scritto da @ EdrianoCordarail 27 ottobre 2011
Batman: Arkham City Recensione

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Guardando al passato e tirando le somme possiamo essere soddisfatti delle ultime annate nell’ambito dei videogames, ricche di titoli di grosso calibro che hanno ben figurato sui nostri televisori. Tra le piccole perle da ricordare c’è un certo Batman: Arkham Asylum sviluppato dal team inglese Rocksteady, che prendendo un brand già fin troppo sfruttato (chi bene chi male), è riuscita nell’intento di sviluppare una trama interessante ed uno stile di gioco molto convincente. Certo, il gioco in questione non era esente da difetti, ma pare che le critiche ricevute siano state recepite fin troppo bene e questo Batman: Arkham City ne è la palese dimostrazione. Non più uno spazio piuttosto ristretto ma una vera mini città nella quale l’uomo pipistrello può scorrazzare tra grondaie e gargoyle, planando sui nemici e dando vita a scazzottate degne di questo nome. Siete pronti a vestire nuovamente i panni di Batman?


Il Cavaliere Oscuro è tornato

L’aspetto meglio riuscito di quest’ultima fatica Rocksteady è sicuramente l’intreccio narrativo che fa da filo conduttore lungo le ore di gioco. Il protagonista è manco a dirlo Batman, caratterizzato questa volta da tratti più cupi ed emotivamente profondi, quasi a rendere il suo essere più legato al giocatore, invece che ad un mero personaggio da muovere su schermo. Le sue parole permettono di conoscere un’anima afflitta e logora (quasi quanto il suo costume, che si deteriora pian piano per colpa delle battaglie svolte), proprio quella che i disegnatori DC comics hanno faticosamente snocciolato nei numerosi fumetti. Batman, ed in primis Bruce Wayne, sono quindi i degni protagonisti di un’avventura impreziosita da colpi di scena e da folli personaggi che faranno la loro comparsa nei meandri di Arkham City, anche loro ottimamente riprodotti dalla software house (alcuni in maniera più approfondita di altri) Ma cos’è questa città misteriosa? Il nuovo sindaco di Gotham City, Quincy Sharp (chi ha giocato Asylum se lo ricorderà senz’altro), ad un anno di distanza dalla follia di Joker (parola alquanto stonata visto che lo stesso Joker è folle! Ndr.), ha deciso di rendere parte della città una sorta di recinto nel quale i malviventi possano essere studiati dal dott. Hugo Strange, il quale predica di avere una cura per le bizzarre menti dei malviventi di Gotham. In questo strambo progetto il nostro supereroe decide di vederci chiaro e, purtroppo a sue spese, si ritroverà invischiato in una lotta tra fazioni interne a questa Arkham City, che senza troppi problemi sembra essere fuori controllo. Qualcosa che non quadra purtroppo c’è, e Batman non fa fatica ad accorgersene. Da quel momento la sua vita e quella dei peggiori villani che lui stesso ha rinchiuso cozza e si fonde, in un turbinio di incontri, scontri, dialoghi e colpi bassi. Soprattutto il personaggio di Joker (sì ancora lui, ndr) risulterà legato in maniera indissolubile al destino dell’uomo pipistrello, ma vi lasciamo il gusto di scoprire il perché.

L'Enigmista è uno dei personaggi meglio caratterizzati del gioco.


Sono io il pazzo, o sono loro i malati mentali?

A rendere ancor più movimentata la faccenda, come se non fosse già caotica di suo, ci si mette l’Enigmista, mattatore di malsana comicità e conduttore di un vero gioco al massacro che solo Batman può fermare. Manipolatore o manipolato? Non si direbbe ma il dubbio sorge alla mente nel corso del gioco perché anche il Bruce Wayne di Arkham City non la da di certo a dire e sembra quasi che lui e l’Enigmista giochino a chi stupisce di più. Insomma, tante saranno le volte che vi ritroverete a che fare con questo personaggio, tra missioni secondarie e non, ma ciò che non mancherà sarà una profonda caratterizzazione della mente contorta dell’Enigmista, quasi da oscar si potrebbe azzardare. Il cast non si limita solo a questi interlocutori ma in Arkham City vediamo tantissimi altri personaggi del mondo di Gotham: Pinguino, Due Facce, il Cappellaio Matto, Bane, Mr. Freeze, Harley Quinn e tanti altri. Tuttavia questi altri figuri non risultano così profondamente caratterizzati come i primi citati, ma crediamo che tutto ciò derivi dal fatto che il tempo è tiranno e gli sviluppatori si sono concentrati maggiormente sui principali attori del gioco e poco sui vari comprimari. Se così non fosse stato ci troveremmo di fronte ad un gioco mastodontico che probabilmente sarebbe stato impossibile realizzare in soli 2 anni. In tutto ciò trovano spazio anche i compagni fidati di Batman: il maggiordomo Alfred, il supporter Robin ed Oracle (capirete meglio di chi si tratta giocando a questo gioco). Alfred non le manda certo a dire al suo padroncino e non perderà occasione di stuzzicarlo, forse per spronarlo a dare il meglio o forse perché il loro rapporto si basa anche su questo. Robin è invece un fuoco di paglia, capace di fare qualche entrata spettacolare ma niente di realmente corposo in termini di tempo di gioco. Alla fine, chi in sordina compie degnamente il proprio lavoro, è Catwoman, che con le sue sinuosità e la sua aria da cattiva gattina ammalia sia buoni che cattivi, rimanendo così un personaggio ambiguo del quale non si sa se fidarsi oppure no.

Questo è quindi il mondo di Batman: Arkham City, sfaccettato, profondo, caratteristico, tetro e pericoloso quanto basta che ben traspare le tinte noir della creazione DC Comics.


Lo sporco lavoro del pipistrello

Arkham City è la naturale evoluzione di Arkham Asylum e pertanto le basi del gameplay non differiscono poi molto dal predecessore. Potremo nuovamente aggrapparci con il rampino alle pareti, agguantare i nemici silenziosamente, usare i batrang per stordire i malviventi e tutte quelle “normalissime” azioni che un buon supereroe deve sapere fare. Le vere novità stanno nel come gli sviluppatori siano riusciti a sistemare quei problemi che nel primo episodio sono stati evidenziati dai videogiocatori. In primis ora troviamo un motore che gestisce i combattimenti migliorato, capace di dare a Batman, per mezzo di apposite sequenze, la possibilità di disarmare i nemici e di contrattaccare senza fronzoli, anche respingendo oggetti che gli vengono lanciati. Ciò permette un più agevole faccia a faccia con gli scagnozzi provvisti di lame, le quali appunto possono diventare innocue. Ciò è però subordinato dal fatto che il nostro protagonista matura nel corso dell’avventura, acquisendo la possibilità di imparare nuove tecniche da utilizzare in battaglia (come quelle sopra descritte per esempio) o di migliorare il proprio arsenale. Altri esempi di abilità molto utili sono quelle delle combo finali devastanti che permettono di mandare KO facilmente i nemici oppure la facoltà di utilizzare i veri pipistrelli come escamotage d’attacco. I punti esperienza spendibili nel catalogo che man mano prende forma si ottengono ancora una volta per mezzo di missioni portate a termine e di battaglie vinte, a testimoniare che le facilitazioni vanno guadagnate sul campo.

Il Mantello ci salverà in diverse situazioni.


Usiamo i gadget a nostro favore

Oltre al già citato Batrang, che tornerà molto utile soprattutto per la sua duttilità nelle situazioni intricate, il Rampino (anch’esso già citato) sarà il principale compagno di viaggio del nostro Bat-Eroe. Grazie ad esso potremo sorvolare Arkham City aggrappandoci ad ogni sorta di sporgenza, inanellando movimenti che ricordano quasi le scorribande di Spider-Man tra i grattacieli, permettendoci di avere il pieno controllo su ciò che accade in questo mini reame dei villans. Muovendoci in lungo ed in largo sarà anche l’occasione di incrociare missioni secondarie che, seppur facoltative, aumentano lo spessore della trama del gioco e permettono per un attimo di svagarsi dai gravosi oneri del filone principale. Il Rampino tornerà anche utile per districare dalle mani le armi da fuoco dei malviventi, dandoci un piccolo vantaggio negli scontri uno contro uno. Passando oltre, altro gadget importante è il Gel Esplosivo, che a volte risulterà una vera fonte di salvezza, sia contro i nemici che nello scovare anfratti inimmaginabili. Il Decrittatore, altro oggetto multifunzione, permetterà a Batman sia di entrare in luoghi inaccessibili attraverso un simpatico minigame per le password, sia di intercettare le comunicazioni radio all’interno di Arkham City (addirittura alcuni nemici vi contatteranno direttamente in radio). Altri piccoli amici fidati sono: il fucile elettrico, le bombe congelanti, la visione a raggi X che risulta indispensabile nella maggior parte delle situazioni ed infine il mantello per muoversi agilmente in aria. In tutto questo sono indirettamente consentiti i mix di utilizzo, a volte letteralmente necessari nell’organizzare una tattica vincente per sbarazzarsi facilmente dei nemici! Se qualcuno si era lamentato della poca varietà del primo episodio, questa volta non può che ricredersi e godere delle migliorie apportate. Brava Rocksteady!


Se la trama non basta, arricchiamola! 

Oltre alla main story che senza fatica seguirete nelle parecchie ore di gioco, capiterà spesso di imbattersi in missioni secondarie che non vanno assolutamente trascurate (è tutta esperienza per il nostro eroe). Fin dalle prime ore di gioco si noteranno diverse varianti, partendo dai più complessi indovinelli di Edward Nigma fino a giungere a piccole aggressioni a prigionieri politici. In tutto ciò si inseriscono prepotentemente anche i trofei dell’Enigmista, una sorta di cimeli da collezionare per completare al 100% il gioco. Invece, missioni secondarie molto interessanti sono quelli che vedono protagonista Victor Zsasz che, attraverso lo squillo di telefoni cittadini (a cui si deve rispondere) ci darà sfide da cogliere la cui pena in caso di fallimento è la morte di un innocente. E’ proprio la corposità di queste sfaccettature alla trama che danno l’idea di quanto vasto e profondo sia Batman: Arkham City, un vero progetto mastodontico che non delude i fan di Batman.

Oltretutto, con i vari indovinelli dell’enigmista e con i suoi trofei gli sviluppatori si sono letteralmente sbizzarriti, creando trappole e situazioni tra le più disparate, che sarà un vero piacere, nonché una sfida, affrontare.

IFrameBatman: Arkham City - Trailer di lanciodi VGNetwork

 


Questo è Batman!

Il level design che accompagna la storia risulta essere piuttosto differente rispetto al primo episodio, pur non abbandonando certi aspetti che hanno convinto in passato. Ora avremo dalla nostra spazi aperti, ampi, nei quali saltellare allegramente, ma rimangono comunque i luoghi angusti fatti di cunicoli e corridoi che la faranno da padroni nelle varie location che custodiscono i cattivoni di turno. A tal proposito, c’è da segnalare la presenza di Boss, ostici quanto basta da farci usare il cervellino per poterli eliminare. Analizzando la parte tecnica dei luoghi di Arkham City c’è da rimanere esterrefatti di fronte ai dettagli che compongono le location, così come all’ottimo utilizzo dell’Unreal Engine 3 per i personaggi, tutti ben riprodotti e che si avvicinano parecchio alle bozze originali della DC. Il sonoro è altrettanto ottimo, sempre preciso ed intonato con la situazione che si profila a schermo, segno di un lavoro certosino svolto nella regia quasi cinematografica del gioco.

Possibile che sia tutto un turbinio di complimenti? Batman: Arkham City è realmente perfetto? Come ben sappiamo, difficilmente un prodotto è perfetto. C’è da segnalare qualche rallentamento qua e là, ed alcune imprecisioni nei movimenti che a volte possono mettere nei guai il giocatore. Si possono notare anche delle penetrazioni di elementi poligonali che paiono ancora essere un problema onnipresente nei videogiochi odierni (chissà se in futuro sarà ancora così). Infine, qualche texture non molto ben curata risulta da vicino un po’ troppo abbozzata ma per fortuna dei grafici è il colpo d’occhio globale che ammalia. Nonostante queste piccolezze, davvero frivole, Rocksteady ha svolto un lavoro ottimo su più fronti, costruendo un prodotto che si eleva rispetto la media, convincendo sia pubblico che critica almeno per una volta. Batman: Arkham City può essere ricordato come uno dei migliori giochi dell’annata 2011, e chissà cosa ci potrà riservare il futuro di questo brand.

COMMENTO
@ EdrianoCordara

È stato un vero piacere giocare Batman: Arkham City. C’era tanta attesa attorno a questo gioco e questa volta non è stata delusa, anzi, il prodotto Warner ha stupito e convinto come non mai! Batman combatte come nei fumetti senza sconti ed il suo navigare lungo le strade di Arkham City da sensazione di potere. La storia poi ti rapisce senza problemi e l’unico momento di relativa calma è quello scaturito dai ragionamenti prima degli scontri più complicati. Un gioco da assaporare ogni momento e che penso possa contendersi il titolo di miglior gioco del 2011.

GRAFICA:9.5Tanto stile da vendere ed un’atmosfera tetra e buia che ben si sposa con Gotham. I personaggi sono costruiti in maniera sopraffina.
SONORO:9Le musiche ricordano quelle della serie cinematografica e risultano ottime.
GIOCABILITà:9.5Ancor più migliorata rispetto Arkham Asylum. Sia i combattimenti che le fasi da girovago sono quantomeno ben ricreate.
LONGEVITà:9.5Forse ci manca giusto un’ipotetica modalità multiplayer. Per il resto, tra contenuti da sbloccare e la modalità Nuovo Gioco + si passeranno parecchie ore di gioco.
VOTO FINALE9.5
PRO:- Una Gotham come non si era mai vista
- Ottime animazioni
- Trama di grande spessore
CONTRO:- Qualche rallentamento
- Personaggi secondari non convincenti
- Doppiaggio italiano a volte inadeguato
Batman: Arkham Asylum (X360)Il primo episodio scaturito dall’estro di Rocksteady. Un predecessore che diverte e che vale la pena recuperare.
Lego Batman ( X360 )Una stramba divagazione che vede il mondo di Batman sposarsi con l’universo LEGO.
SCHEDAGIOCO
Cover Batman: Arkham City

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