Dopo la recensione di Battlefield 3, ora tocca al suo primo contenuto scaricabile, o DLC, uscito circa a metà Dicembre (una settimana prima su PlayStation 3): Ritorno a Karkand.
Questo DLC, dai molti contenuti e dal prezzo non certo leggero di 15€, offre diverse novità tutte concentrate sul multiplayer. Per la precisione questo pacchetto aggiuntivo porta con sé 4 nuove mappe multiplayer tratte direttamente dal capitolo precedente della serie regolare, 10 nuove armi sbloccabili attraverso le “Assegnazioni”, alcune nuove piastrine e una distruttibilità potenziata.
Scopriamo se questo DLC vale tutti i soldi che chiede.
Isola di Wake
Partiamo con questa mappa dalla forma veramente particolare. Si tratta di una mappa in maggior parte ricoperta d’acqua con un’isola al centro a forma di ferro di cavallo, lunga e sottile.
È proprio questa forma unica a rendere difficoltosa l’ambientazione del giocatore che nelle prime partite si troverà spiazzato, non dalla quantità di luoghi, nascondigli, angoli e anfratti ma, al contrario, dalla quasi totale assenza di questi. La striscia di terra che caratterizza il terreno calpestabile della mappa è molto stretto e collinoso, pieno di sali e scendi, con pochissimi edifici e ancora meno nascondigli, si rivela una mappa molto ostica per i cecchini che faranno fatica a trovare una posizione ideale e al contempo riparata.
Di contro la totale apertura della mappa la rende molto adatta ai piloti di caccia o elicotteri che potranno colpire l’isola con facilità.
Isola di Wake è molto adatta alla modalità Corsa, proprio per la sua struttura lineare e diretta, che permette un’avanzata più chiara per gli attaccanti e una difesa più ostica per i difensori; in modalità Conquista è abbastanza giocabile ma non certo la migliore per questo tipo di mappa.
Golfo di Oman
Sicuramente una delle mappe più apprezzate di Battlefield 2 per la sua ampiezza e per la varietà di ambienti che propone. Golfo di Oman è una mappa abbastanza vasta dove una fazione parte dalle portaerei al largo ed approccia la spiaggia con velivoli, imbarcazioni e veicoli anfibi. In breve tempo gran parte dell’azione si riversa sulla terra dove ambientazioni cittadine ricche di coperture, edifici adatti al cecchinaggio e zone costiere, piatte e regolari offrono un ottima variabilità e tipologia di scontri. Un giocatore può tranquillamente optare per solo una zona della mappa, quella che preferisce di più, senza dover per forza spostarsi da un punto all’altro della mappa in quanto l’azione riesce e distribuirsi al meglio per tutta la sua estensione.
La modalità Conquista è la più indicata per Golfo di Oman, in modalità Corsa risulta un po’ sprecata.
Penisola di Sharqi
Questa è una mappa prettamente urbana caratterizzata da una moltitudine di edifici tutti ammassati percorsi da alcuni vicoli particolarmente stretti, adatti al combattimento su brevi distanze. In questa mappa gli spazi ridotti la fanno da padroni e la scelta di un fucile a pompa come arma primaria non è fuori luogo. I campi lunghi e le grandi distanze sono scarsi in Penisola di Sharqi, i cecchini preferiranno i soffitti degli edifici, soprattutto della stazione TV, posta in un’estremità della mappa, in grado di dominare con la sua altezza gran parte della mappa. Al contrario per tutte le altre classi questa mappa risulta da subito familiare e congeniale ai diversi tipi di arma a corto e medio raggio.
L’abbondanza di edifici esalta la distruttibilità migliorata presente in questo DLC, ogni muro, ogni facciata o riparo può essere distrutto, alcune case possono implodere seppellendo così tutti quelli al loro interno.
È una mappa versatile che dà il meglio di sé in Conquista ma che non disdegna la modalità Corsa.
Attacco a Karkand
Questa è la punta di diamante di tutto il DLC in quanto è stata eletta a furor di popolo come la migliore mappa di Battlefield 2; proprio per questo motivo DICE ha deciso di rispolverarla per portarla a nuovi fasti con il motore grafico Frostbite 2.0, inserendola così in Ritorno a Karkand.

Combattimenti serrati in vasti spazi urbani
Per chi non la conoscesse già, Attacco a Karkand è una mappa esclusivamente urbana, ma che si estende largamente su grandissime distanze. La particolarà di Karkand è che, nonostante ad una prima occhiata possa sembra sempre uguale a se stessa, invece propone molte zone diverse. La diversità è data dalla presenza di edifici di conformazione diversa, con varie altezze, più o meno finestre o balconi, posizionati sulla mappa in modo non casuale.
Attacco a Karkand è caratterizzata da una moltitudine di anfratti e luoghi in cui nascondersi per mirare in tutta tranquillità ai nemici che riempiono le strade sottostanti. A differenza di Penisola di Sharqi, anch’essa mappa urbana ma contraddistinta da spazi ristretti, Karkand ha sì molti edifici ma abbastanza distanziati gli uni dagli altri, tranne nella zona del Mercato. La presenza di molte strade tra i casolari permette la percorrenza fluida di tutti i mezzi da battaglia ma spesso costituisce un pericolo mortale per la fanteria che rischia sempre di essere impallinata dai nemici presenti nei piani alti degli edifici o nei vicoli laterali.
Karkand inoltre presenta alcune zone rialzate e ribassate rispetto al livello di partenza che offrono molti altri spunti tattici e di gameplay.
L’estrema complessità della mappa costituirà un problema per coloro che ci giocheranno per la prima volta; molto spesso verranno uccisi senza sapere da dove sono stati colpiti. Nelle partite Conquista questa complessità è accentuata vista la vastità della mappa e la quantità di angoli dove potrebbe annidarsi qualche nemico. In modalità Corsa invece gli attaccanti non dovranno preoccuparsi di guardarsi alle spalle vista la struttura della partita ma spesso sarà difficile avanzare proprio per la conformazione della mappa che favorisce in certi casi i difensori. Entrambe le modalità sono ottime su Attacco a Karkand anche se Conquista è quella che esalta maggiormente le qualità di questa mappa.
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