BioShock Infinite

L’ultima fatica di Ken Levine e Irrational Games
Scritto da Marco "Thresher" Accogliil 29 marzo 2013
BioShock Infinite Recensione

IFrame

Dopo BioShock, Irrational Games ritorna in campo pubblicando il terzo capitolo della saga, denominato BioShock Infinite. A differenza dei primi due capitoli ambientati nella famosa città sottomarina denominata Rapture, BioShock Infinite sposta l'attenzione nel cielo, a Columbia, una città sospesa nell'aria per mezzo di palloni aerostatici ed eliche a motore. Cambia anche la data degli eventi del gioco, posizionata nel 1912 e quindi cronologicamente prima dei primi due BioShock. Dopo una lunga fase di sviluppo, tante aspettative, tante promesse e anche un leggero ritardo, possiamo dire che il lavoro di Ken Levine abbia centrato il bersaglio? La risposta è un sonoro e deciso .


Corre l’anno 1912

La storia che dà il via alle vicende segue un personaggio di nome Booker DeWitt, un investigatore privato sommerso dai debiti a cui viene chiesto di recarsi a Columbia per recuperare una ragazza di nome Elizabeth in cambio della soluzione a tutti i suoi problemi. Ecco quindi che l’introduzione ci vede accompagnati da una coppia piuttosto stramba, dotata di una parlantina particolare, la quale porta il protagonista al faro dove inizieranno tutte le vicende: come per il primo BioShock, anche in Infinite l’avventura comincia in un faro, dal quale il protagonista verrà letteralmente spedito nel cielo tramite una cabina dentro cui potrà assistere a un maestoso e suggestivo scorcio di Columbia. Arrivato nella città volante, Booker si troverà davanti a una città da sogno, che pesca a piene mani dal sensazionalismo americano, guidata da un profeta e fondatore di nome Comstock, che si rivelerà poi essere la nemesi dell’avventura. Dopo una fase esplorativa iniziale, Booker si ritroverà braccato dalle guardie della città, in quanto l'esistenza di una negativa profezia sul nostro eroe, lo vedrà accusato di essere portatore di un destino avverso per Columbia. Impadronitosi di alcune armi, ben presto il protagonista riuscirà a penetrare nella torre dove è richiusa Elizabeth e a liberarla, non senza scatenare le ire del suo protettore Songbird, un gigantesco grifone meccanico. Dopo alcune peripezie, Elizabeth e Booker si ritrovano a fuggire insieme da Columbia e la trama, ricca e complessa come poche, prende il volo per non lasciare il giocatore fino al raggiungimento dei crediti. In effetti si può dire che la storia sia uno dei motivi principali per il quale vale la pena di giocare BioShock Infinite, veramente appassionante e ben scritta, unita naturalmente a una direzione artistica impeccabile. Vi diciamo solamente che andando verso la fine l'intreccio prende una piega decisamente innaturale, pescando a mani basse dalla teoria del multiverso e lasciando spazio ad ampie interpretazioni fino al finale, veramente maestoso. Oltre a questo, gran parte dell’avventura ruota sul rapporto che va formandosi tra Elizabeth e Booker, uno dei punti forti del gioco.


Molto più di un semplice PNG

Una delle affermazioni più frequenti del buon Levine verteva sul legame che il gioco punta a creare fra il giocatore ed Elizabeth, compagna che ci seguirà per quasi tutta l’avventura. Lei infatti non sarà semplicemente un personaggio che appare durante le cutscenes (peraltro sempre viste dagli occhi del protagonista), ma sarà invece una presenza costante ed importante sia nella trama che nel gameplay vero e proprio. Nonostante Elizabeth sia sempre presente, anche durante i combattimenti, il gioco non consiste semplicemente in una grande missione di scorta: lei saprà difendersi egregiamente e non potrà morire, evitando noiosi game over a causa di un’IA magari imperfetta. Al contrario, le routine che gestiscono il movimento di Elizabeth sono state programmate in maniera perfetta: non si incastra mai con lo scenario, non si perde tra le ambientazioni e fa di tutto per restarci vicino senza risultare opprimente, spesso commentando e dialogando con Booker che, al contrario del protagonista di BioShock, ha il dono della parola. Oltre ad essere un personaggio necessario ai fini della trama, Elizabeth saprà anche aiutarci nel campo di battaglia, prima di tutto raccogliendo rifornimenti, munizioni e soldi sparsi in giro che noi potremo accettare tramite la pressione di un tasto quando il comando appare su schermo. Inoltre lei avrà ben presto a disposizione il potere di aprire i cosiddetti Squarci, dei collegamenti con dimensioni parallele che ben presto avranno uno scopo ben preciso nella trama, ma non solo. Durante i combattimenti potremo infatti far aprire degli squarci da Elizabeth per fornirci equipaggiamento aggiuntivo, coperture o una posizione di vantaggio utile per cogliere i nemici alla sprovvista, così come chiamare degli alleati meccanici sottoforma di torrette fisse e mobili, oltre che ostacoli ambientali quali pozze d’acqua e liquido infiammabile da sfruttare con i poteri messi a disposizione al protagonista. Insomma, Elizabeth è un personaggio tremendamente vivo, che cresce e matura insieme al giocatore e con il quale svilupperà ben presto un legame profondo, molto simile a quanto visto in Half Life 2: Episode 1 con la bella Alyx. Il tutto è rafforzato da un ottimo doppiaggio, sia in inglese che in italiano.


Comunque è uno sparatutto

A volte capiterà di dimenticare che BioShock Infinite appartiene al genere degli FPS: si spara anche tanto, ma piuttosto spesso l’azione verrà messa da parte in favore della trama e dell’esplorazione, la quale ripaga con equipaggiamento, soldi e rifornimenti necessari per procedere nell’avventura specialmente a difficoltà elevate. A Normale infatti il gioco è piuttosto semplice, si muore raramente e in caso di morte semplicemente perderemo una piccola quantità di denaro ed Elizabeth ci rimetterà in piedi in una stanza poco distante da dove siamo stati sconfitti, motivo per il quale vi consigliamo di inziare con la modalità Difficile o, se siete in cerca di una sfida ostica, con la modalità 1999 da sbloccare tramite il completamento dell’avventura o inserendo il famoso codice Konami nella schermata del titolo. Parlando del gameplay, BioShock Infinite mantiene una formula molto simile a quella del primo BioShock: si tratta sostanzialmente di generosi scambi di proiettili con diverse categorie di nemici e un sistema di combattimento reso leggermente più profondo tramite l’aggiunta di poteri, chiamati Vigor (i Plasmidi 2.0 in pratica, ndScanna), che ci conferiscono la capacità di lanciare granate infuocate, potenti scosse elettriche, convertire un nemico o un macchinario temporaneamente dalla nostra parte e lanciare i nemici in aria. L’uso intelligente dei Vigor è indispensabile per procedere ad alte difficoltà e viene regolato dalla barra del “mana”, da riempire con i Sali sparsi per i livelli. Naturalmente in uno sparatutto che si rispetti è indispensabile offrire un buon parco armi e in questo senso BioShock Infinite non delude. Partiremo con una semplice pistola e un mitragliatore per poi raccogliere strumenti quali fucili a pompa, fucili da cecchino, lanciagranate, minigun, lanciarazzi e alcune varianti modificate, quali il Tuono (più potente del fucile a pompa, ma dotato di un caricatore di soli due colpi) o il fucile a raffica (meno versatile del mitragliatore, ma il fuoco a raffica consuma meno munizioni). È possibile spendere i soldi trovati nei tre tipi diversi di distributori, potenziando le armi, i Vigor e acquistando munizioni, medikit e Sali. Dato che a differenza del primo BioShock i soldi scarseggiano sarà opportuno specializzarsi nell’uso di alcune armi e Vigor scegliendo accuratamente quali potenziare. Inoltre potemo migliorare le capacità del protagonista in due modi: raccogliendo le Infusioni che ci consentiranno di aumentare la capacità dello scudo, del mana e della vita e trovando i pezzi di equipaggiamento sottoforma di vestiti, che forniscono a Booker abilità addizionali quali una maggiore velocità di ricarica e un pò di cura in seguito a un uccisione in corpo a corpo. Parlando del melee, potremo utilizzare uno strumento per attaccare i nemici chiamato Skyhook, ma la sua utilità principale risiede nella capacità di aggrapparsi allo Skyline, una componente del gameplay presente in molti livelli e che andremo immediatamente a descrivere.


Dall’alto dei cieli

Lo Skyline è il sistema di trasporto utilizzato a Columbia per le merci e in seguito anche per le persone opportunatamente equipaggiate con uno Skyhook: si tratta sostanzialmente di binari sospesi per aria simili a quelli di un ottovolante. Tramite la pressione di un tasto, potremo aggrapparci e scivolare su questi binari per spostarci nei livelli, consentendoci di attaccare i nemici dall’alto e raggiungendo posti altrimenti inaccessibili. Il level design di BioShock Infinite è ottimo. Sebbene i livelli siano piuttosto lineari, potremo molto spesso esplorare a fondo le ambientazioni in cerca di rifornimenti ed accedere in parti di livello altrimenti bloccate grazie ad un’altra delle abilità di Elizabeth: la capacità di scassinare serrature previo l’utilizzo di uno o più grimaldelli trovati sul campo. Ad ogni modo, i livelli non sono assolutamente dei corridoi alla Call Of Duty, ma consentono di spostarsi in cerca di una copertura più congeniale e, quando presente, lo Skyline dona dinamismo ad alcuni dei luoghi più movimentati. In generale è stato svolto un ottimo lavoro nel non dare l’impressione di essere su dei binari fissi da attraversare in linea retta e grande attenzione è stata data all’esplorazione. L’ambientazione originale è resa in maniera eccellente, offrendo alcuni paesaggi molto suggestivi e in generale, una coerente ricostruzione di una città che permea di patriottismo americano da ogni pixel, complice la presenza anche di alcuni nemici meccanici chiamati Patrioti, dei robot giganteschi armati di mitragliatrice a canne rotanti dalle fattezze dei padri fondatori. Sulla varietà dei nemici c’è da dire che, seppur non fornendo nulla di particolarmente originale in questo senso, BioShock Infinite ci mette davanti una sfida degna grazie a diversi tipi di nemici ognuno dotato di pattern differenti di attacco e di un’IA discreta. Partendo dai soldati più comuni, armati all’arma bianca o di armi leggere per poi ricadere sui grossi calibri che prendono le fattezze di miniboss. In particolare abbiamo gli Handyman, potenti e agili il cui punto debole è il cuore luminoso, i già citati Patrioti da colpire agli ingranaggi posti alle loro spalle, i Boys Of Silence, dei palombari ciechi dotati di udito acutissimo e capaci di chiamare rinforzi se individuano il giocatore e qualcun altro che non vi vogliamo svelare per non rovinare la sorpresa. Sebbene i nemici non brillino per intelligenza, sono capaci comunque di dare del filo da torcere al giocatore, si muovono in continuazione e se armati cercheranno di tenere le distanze, fornendo supporto ai propri compari all’arma bianca.


Hai capito l'Unreal Engine 3

Sul versante puramente tecnico, BioShock Infinite generalmente può vantare un ottimo lavoro su tutti i fronti. Ottime le texture, così come i modelli dei vari personaggi peraltro animati veramente molto bene, anche se i nemici scarseggiano per varietà. Il motore grafico fa abbondante uso di effetti speciali per rimarcare uno stile che non vuole essere assolutamente improntato al fotorealismo, ma al contrario vuole crearne uno onirico, ma non troppo fuori dal mondo. Notevoli sprazzi di bloom e sfocatura ambientale contribuiscono a rendere Columbia una città unica e intrigante e ciò sfocia in una direzione artistica di altissimo livello, con ambientazioni convincenti e sempre interessanti. L'unica critica che si può muovere al comparto grafico riguarda più che altro lo streaming lento delle texture, un tipico difetto del motore utilizzato. Inoltre la versione PC non è propriamente ottimizzata, mostrando incertezze su alcune configurazioni, specialmente quelle che riguardano una scheda video AMD. Ad ogni modo il motore è molto scalabile e si può intervenire su parecchi parametri per venire incontro ai sistemi meno prestanti. Sul versante sonoro, il gioco si fa notare soprattutto per un ottimo doppiaggio in inglese e un non meno meritevole doppiaggio in italiano. La colonna sonora vanta alcune canzoni su licenza tipiche degli anni ’20, in perfetto stile BioShock, e un discreto numero di tracce originali che donano atmosfera alle ambientazioni e contribuiscono a rendere più interessanti alcune situazioni. Ad ogni modo, la soundtrack non lascia il segno, ma risulta comunque molto interessante e ben incastrata. Ottimi i campionamenti delle armi e in generale gli effetti sonori utilizzati.


La storia prima di tutto

Durante le varie presentazioni tenute da Ken Levine, esso ha voluto rimarcare sempre una cosa: BioShock Infinite non avrà il multiplayer per dare un maggiore risalto al single player e così fu. Sebbene infatti non sia prevista alcuna modalità multigiocatore (i DLC si occuperanno di mostrare parti aggiuntive della trama), comunque il gioco non lascerà il vostro hard disk (o la vostra console) dopo un paio di sedute. Per completare la campagna ci impiegherete un lasso di tempo variabile fra una dozzina di ore a molte di più, in base alla velocità con la quale attraverserete le ambientazioni e la vostra voglia di esplorare, che verrà sempre ripagata con rifornimenti aggiuntivi. Effettivamente BioShock Infinite risulta essere molto più godibile se giocato con calma, perdendo tempo a esplorare ogni anfratto dei livelli e a godere della cura riposta al level design. Non ci sono finali multipli e scelte importanti da fare, la trama è una sola e quindi il fattore rigiocabilità stimola poco in questo senso, ma una volta completata l’avventura viene voglia di ributtarsi a capofitto nelle battaglie, magari alzando la difficoltà per poter usufruire meglio degli strumenti a nostra disposizione. Concludendo, cosa non è BioShock Infinite? È un gioco molto divertente, è una storia originale e appassionante, è un pezzo d’arte ritratto sottoforma di videogioco capace di prendere il giocatore e non mollarlo più fino al raggiungimento dei riconoscimenti. In ogni caso, è un gioco titolo estremamente consigliato e sarebbe veramente un peccato ignorare questa perla del mainstream, dato che di titoli così curati se ne vedono pochi di questi tempi. Non lasciatevelo sfuggire.

COMMENTO
Marco "Thresher" Accogli

Mio dio, non giocavo a un gioco così appassionante e ben realizzato da un sacco di tempo. Tanto di cappello a Irrational Games per essere riuscita a sviluppare un gioco capace di riscuotere consensi unanimi da tutte le parti: ecco cosa succede a sfruttare il cervello, il cuore e la passione nel proprio lavoro. Escono fuori opere di qualità come BioShock Infinite.

GRAFICA:10Direzione artistica impeccabile e componente tecnica egregia
SONORO:8.5Doppiaggio in italiano ottimo e in inglese semplicemente superbo, colonna sonora ottima e non troppo eccessiva
GIOCABILITà:9.5Sparatorie divertenti, le armi e i Vigor si amalgamano splendidamente, il tutto unito da una trama magistrale
LONGEVITà:9Una dozzina di ore per finire l'avventura, che variano in base all'esplorazione. Niente multiplayer, ma il titolo tiene incollato fino alla fine
VOTO FINALE10
PRO:-Trama spettacolare
-Ambientazione ben riuscita
-Sparatorie divertenti
CONTRO:-Qualche problema nelle texture
-Difficoltà base piuttosto bassa
-Checkpoint posizionati male
BioShock ( PC )La prima opera di Irrational Games è assolutamente consigliata
Deus Ex: Human Revolution ( PC )Come per Infinite, anche Human Revolution racconta una storia dietro una direzione artistica di alto livello
SCHEDAGIOCO
Cover BioShock Infinite

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