La sostanza di questo gioco targato Codemaster è interamente espressa nel titolo: Bodycount, che solo in un primo momento può sembrare un fps interamente old school, vi mette nei panni di un tizio armato fino ai denti col solo scopo di scaricare proiettili su qualsiasi organismo vivente, e non, che popola il pianeta terra. Non siamo comunque nei dintorni dell'apprezzatissimo Serious Sam, che faceva della macellazione indiscriminata la propria ragion d'essere; nel nostro caso è la distruzione totale (in teoria) degli ambienti e non l'annientamento nudo e crudo dei bersagli a farla da padrone, a differenza di quanto visto nel titolo Croateam. Nonostante questo possiamo tuttavia assicurarvi che il "conteggio dei corpi" (morti, ovviamente) salirà alle stelle dopo pochi minuti dall'accensione della console. Scopriamo allora se crivellare allegramente tutto quello che rientra nei contorni del mirino si rivela un'esperienza appagante.
Non chiedere: spara!
Bodycount non si perde certo in convenevoli, preferendo gettarci subito nella mischia con un fucile in mano, piuttosto che perdere minuti preziosi a raccontarci una storia che, in fin dei conti (anzi, dei bodyconti...), è meramente pretestuosa. In pratica, il brevissimo incipit iniziale recita più o meno "nel mondo ci sono tante persone cattive, noi che siamo fighi e ce l'abbiamo più lungo (il mitragliatore s'intende) le uccidiamo tutte senza pietà , vuoi unirti al massacro?". Dopodiché si passa immediatamente a scaricare proiettili su miliziani e sui terroristi il cui obbiettivo non è sempre chiarissimo. Per il resto la narrazione è affidata unicamente ai briefing che accompagnano le schermate di caricamento e alla voce dell'assistente operativo, una ragazza che si limita a indirizzarci verso il prossimo traguardo e a fare qualche commento. Se pensate però che questo sia un difetto, dovreste ricredervi; è completamente in linea con lo spirito del gioco, immediato e semplicistico. Infondo, perché dare spazio a lunghe sequenze d'intermezzo, quando poi i vari "personaggi" non giocanti hanno il solo, ingrato, compito di raccogliere col petto i proiettili che inavvertitamente fuoriescono dalla nostra arma?

Cosi tanti colpi e così pochi dettagli
Purtroppo, salta subito all'occhio la povertà grafica del titolo Codemaster. Le texture sono quasi tutte abbastanza scialbe, e il dettaglio generale è veramente basso, anche per un gioco che fa del suo fiore all'occhiello l'ampiezza delle mappe (un difetto che viene ulteriormente messo in evidenza da altri fps ad ambientazioni aperte come Halo Reach o quel mostro di Rage, prossimo all'uscita). Il tearing è ben visibile, anche se non troppo invasivo, e il frame rate si dimostra talvolta un po' ballerino. Bisogna però ammettere che l'azione di gioco non ne risente minimamente e le sparatorie si susseguono con grande frenesia.
La realizzazione delle armi è invece molto buona, non eccelsa in vero ma comunque gradevole a vedersi. Stesso discorso per i modelli poligonali dei nemici che sono tuttavia animati un po' goffamente.
Ma cosa dire del level design? Gran parte dell'azione si svolge tra baraccopoli disastrate, laboratori sotterranei in stile fantascientifico e in aree molto vaste dove impazza la guerriglia urbana. Il gioco permette di sfruttare a dovere gran parte dello scenario, tra ripaari di pietra e barili esplosivi piazzati strategicamente. I nemici sono disposti nella giusta misura tra i vari frangenti di ogni livello, così da dare al giocatore la possibilità di gestire ogni combattimento senza problemi. Non vi è inoltre un'unica strada percorribile; sebbene il gioco sia estremamente lineare, sta a voi scegliere quale percorso intraprendere per arrivare alla meta. Passerete attraverso le abitazioni eliminando i nemici dall'alto, oppure li affronterete direttamente in spazio aperto? A voi la scelta.
Dobbiamo mettere però in evidenza un difetto che, date le premesse, lascia il giocatore con l'amaro in bocca: la distruttività delle strutture, pur essendo elevata, è comunque limitata a oggetti ben specifici. Un vero peccato, soprattutto perché un titolo come Red Faction Guerrilla ha già dimostrato anni fa come si comporta un provetto demolitore...
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