Bethesda Softworks come compagnia più o meno la conosciamo tutti. Fondata nell'85 vanta parecchi titoli sul curriculum, alcuni di buona fattura ed altri meno, ma questa ditta è conosciuta soprattutto per i titoli milionari quali la serie The Elder Scrolls e la più recente Fallout(dal 3 in poi).
Solita anche pubblicare più titoli nello stesso anno, questo 2011 si prospetta impegnativo fra uno Skyrim, un Rage ed un Brink. Oggi vi vogliamo parlare di quest'ultimo, nato dall’accoppiata che vede appunto la famosa Bethesda da una parte ed il gruppo un po’ meno famoso di Splash Damage, fra tutto sviluppatore della parte multiplayer di Doom 3. Come è riuscito il lavoro?
L'arca.
Brink è ambientato su un isola artificiale chiamata Ark sulla quale sorge la città del futuro: è la città indipendente dalle fonti esterne, è in grado di autosostenersi e nella società c'è un posto dignitoso per tutti. Sarebbe bello, ma gli accadimenti del futuro sono sempre imprevedibili: i mari, innalzatisi, costrinsero l'arca ad allontanarsi dalle coste e la città divenne un rifugio galleggianti per i rifugiati in arrivo a centinaia su barche ed aerei. Il sitema collassa ed Ark, 40 anni dopo, è allo sfascio.
Durante questo processo la città venne divisa in due: da una parte i fondatori con le loro forze di sicurezza ancora fedeli all'idea nativa di Ark ed al suo sistema. Essi impediscono alla gente di allontanarsi dalle coste perchè, a detta loro, troverebbero solo la morte.
In contrapposizione troviamo la resistenza, un gruppo di ribelli che promette di ascendere al potere destituendo i fondatori e cercare altri sopravvissuti al di fuori dei confini marittimi, chiedere aiuto e ricominciare... Sempre che la situazione non sia realmente come descritto dai fondatori!
E' qui che dobbiamo scendere in campo con i nostri personaggi in schermaglie per il dominio in un intreccio di trama che però non si spreca molto.
Giorno dopo giorno...
Infatti la storia è strutturata a missioni la cui descrizione iniziale è composta al massimo da tre o quattro righe di testo e l'elenco degli obiettivi.
Lo svolgimento di queste e lo sviluppo generale della storyline si rivela piuttosto piatto, prevedibile che, per giunta, deve svilupparsi in uno spazio piuttosto striminzito di una quantità di missioni per fazione davvero imbarazzante, tanto che è possibile contarle con una mano. Si rivela comunque carina l'idea di aggiungere due missioni aggiuntive alla fine con risultati rovesciati.
Trama quasi assente quindi, gettando alle ortiche quello che poteva essere certamente un buon background con del potenziale.
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