Call of Duty: Advanced Warfare

Una nuova era per Call of Duty?
Scritto da Mail@ BlackDukeITAil 11 novembre 2014
Call of Duty: Advanced Warfare Recensione

Mantenere il ritmo delle aspettative dei fan con una serie annualizzata è sempre un problema. Quando poi quei fan sono decine di milioni, la questione si fa ancora più intricata. Call of Duty è ormai una costante nel mondo videoludico, il blockbuster per eccellenza che ogni novembre sbanca ai botteghini, indipendentemente dalla qualità effettiva dell’ultimo episodio. C’è chi dava la serie in crisi – le vendite di Ghost li smentiscono -, ma è chiaro che era necessario, dopo anni di passi incerti, qualcosa che sapesse di nuovo. E la risposta a queste richieste è Advanced Warfare, il primo titolo della serie sviluppato interamente da Sledgehammer Games, pronto ad inaugurare un ciclo di sviluppo di tre anni, contro i due in precedenza. Avere così tanto tempo in più rispetto al solito tandem Infinity Ward/Treyarch sarà bastato per “svecchiare” una serie un po’ stantia, o ha addirittura permesso di stravolgere le sue “storiche” fondamenta ?

IFrame


E’ tutto un castello di carte

E’ noto che in pochi giocano a Call of Duty per la sua campagna in single player, ma Sledgehammer Games ha investito parecchio in essa, con risultati però altalenanti. Tutto inizia nel 2054, uno sguardo nel futuro piuttosto remoto per una serie che è partita dalle Guerre del Novecento. Lo scenario dipinto non è poi molto lontano da quello a cui siamo abituati, e l’incipit ci vede impegnati a difendere la Corea del Sud dall’attacco dei “fratelli” del Nord. Una guerra più “moderna” che “avanzata”, ma che serve soltanto a dare il via agli eventi, mettendo in luce il vero protagonista della trama. Se infatti il giocatore vestirà i panni del soldato Jack Mitchell, interpretato dall’immancabile Troy Baker (aka Joel, aka Delsin), la vera star di Advanced Warfare è Jonathan Irons, una perfetta versione digitale del bravissimo Kevin Spacey (aka Frank Underwood, al quale personaggio Irons si ispira parecchio). Attorno alla figura di Irons, CEO della più grande compagnia militare privata del pianeta (Atlas), ruoterà tutta la trama del titolo (una delle migliori degli ultimi anni della serie Activision), con colpi di scena e tanta, tanta azione in perfetto stile hollywoodiano. Spacey fa da catalizzatore al susseguirsi di eventi, mentre al nostro buon Mitchell non rimane che eseguire gli ordini con tutta la convinzione che solo il sacro patriottismo americano può dare. La campagna di Advaced Warfare ci porterà così nella classica lotta per la sopravvivenza dell’umanità in un bel tour futuristico di tutto il pianeta, passando da Detroit, Baghadad, l’Antartide e perfino Santorini, tra le tante location disponibili, garantendo quindi una grande varietà di ambienti. Le missioni stesse presentano una buona variabilità, anche se raramente si esce dai canoni a cui la serie ci ha abituato, con checkpoint prefissati, nessun obiettivo secondario e poca libertà lasciata al giocatore. Siamo quindi davanti ad una campagna in single player piuttosto solida per gli standard della serie, pur presentando tanti dei limiti già espressi nei precedenti capitoli.


Exo a Go Go

Se quindi il buon Spacey è la vera star della trama, l’altro grande protagonista (non solo della componente single player, ma del titolo nel complesso) è l’Exo, ovvero la più grande novità introdotta nel gameplay di Call of Duty da…sempre, con tutta probabilità. L’Exo è una sorta di esoscheletro che permette ai soldati del futuro una mobilità e forza impossibili in precedenza. I due tipi di armatura che incontreremo durante la campagna (Unità d’Assalto e Specialista) dispongono ognuno di abilità peculiari, dal salto doppio al boost laterale, dall’invisibilità alla levitazione, fino alla possibilità di rallentare momentaneamente l’azione di gioco per uscire da situazioni critiche (Overdrive). Il risultato finale è che Advanced Warfare è senza dubbio il COD più dinamico di sempre, con una ritrovata verticalità negli scontri, oltre ad una maggiore velocità di gioco. Il tutto premia la spettacolarità dell’azione, dona nuova linfa vitale alla serie, ma allo stesso tempo mette in mostra una IA nemica non sempre all’altezza di questa guerra così avanzata. Purtroppo nella modalità single player non è concesso al giocatore alcun controllo sul tipo di Exo di cui disporre, dovendo sostanzialmente adattarsi all’equipaggiamento che viene proposto dal gioco ad ogni missione (un passo indietro, sotto questo punto di vista, rispetto a Ghost). Nel corso della campagna sarà però possibile potenziare l’Exo in diversi aspetti, completando sfide cumulative basate sul numero di kill, sui colpi alla testa, sulle uccisioni con granate e sui dati intel raccolti.

Ma il futuro dipinto dai ragazzi di Sledgehammer Games non è dominato unicamente dall’Exo, ed in giro per il globo troveremo tante altre diavolerie tecnologiche con cui divertirci (e massacrare chi ci si porrà innanzi), dimostrando una buona linea creativa durante tutto il corso dell’opera. Ad esempio le granate, modificabili nelle loro sotto-classi letteralmente on-the-go, oppure il Goliath, una sorta di mini-Titan pronto ad essere pilotato per portare distruzione sulle linee nemiche, ma non solo: laser, mine sonore, impulsi elettromagnetici, droni, moto volanti e tanto altro aiutano a creare l’idea tangibile di un mondo futuro sì, ma anche possibile e coerente. Sotto il punto di vista del design, quindi, Advanced Warfare ha basi solide, sicuramente da poter ampiamente sfruttare per i futuri episodi.


Exo tu che Exo anch’io

Arriviamo quindi all’analisi del cuore di ogni Call of Duty, perché per quante versioni digitalizzate di celebri attori si inseriscano all’interno della trama, i milioni di fan spendono la maggior parte del loro tempo a riempire ed intasare i server online. La modalità multiplayer di questo Advanced Warfare funziona in modo non dissimile dalla precedenti: per quanto riguarda la creazione della propria classe ritorna il sistema visto per la prima volta in Black Ops II, il Pick 10, aggiornato a 13. Si possono così spendere un totale di 13 punti per il proprio equipaggiamento, scegliendo con grande libertà su cosa puntare nello specifico. Si può ad esempio rinunciare alle granate e selezionare una abilità Exo in più, oppure personalizzare il proprio fucile preferito con tutti gli add-on possibili ed immaginabili, oppure ancora puntare tutto sulle wildcard, cercando l’equipaggiamento direttamente sul campo di battaglia; volendo, si può anche rinunciare ai vari premi delle killstreak, spendendo punti in altro. Insomma, le combinazioni sono tantissime, ed ogni giocatore può adattare il proprio loadout al suo peculiare stile di gioco. Chiaramente in Advanced Warfare la componente velocità gioca un ruolo predominante, con buona pace dei giocatori più “piantati”.

Le mappe di gioco, tredici in totale, non brillano certamente di carattere, risultando alquanto generiche (a parte un paio), ma forniscono il terreno perfetto per scontri imprevedibili, viste anche le nuove possibilità di movimento offerte dall’Exo: doppi salti, scivolate laterali, dash in aria, corse rapidissime, per il Call of Duty più movimentato di sempre. Uno stile di gioco, questo, che forse non si adatterà a tutti i fan della serie, alcuni dei quali potranno rimpiangere la “stabilità” offerta dai precedenti titoli. Tra le modalità di gioco, molte riprese dai precedenti ma con qualche interessante new entry (nell’ambito comunque di variazioni sul tema), troviamo anche una playlist priva di movimenti Exo, pensata per chi piace farlo “normale”, ed una playlist Classificata con regole e modalità da eSport . Il multiplayer di Advanced Warfare richiede ad ogni modo una curva di apprendimento più ripida dei precedenti Call of Duty, come gestione sia del proprio equipaggiamento che dei movimenti in battaglia. Un'altra grande novità nel multiplayer di questo ultimo capitolo è l’inserimento di un sistema di loot, sotto forma di Rifornimenti acquisiti o completando alcune sfide o completamente random. Dentro a questi pod di rifornimento potremo trovare Armi modificate (visivamente, ma anche come statistiche), vestiario di vario tipo (con effetto unicamente visivo) e bonus da utilizzare nelle successive partite. Il sistema aiuta a mantenere vivo l’interesse del giocatore nella sua scalata all’immancabile Prestigio, ma non aggiunge più di tanto all’esperienza complessiva. Al momento, segnaliamo un net-code ancora non perfetto, così come qualche punto di respawn che non convince, ma confidiamo nel continuo processo di aggiornamento (anche dal lato server) a cui andrà incontro il titolo nei prossimi giorni e mesi.

Infine, arriviamo all'analisi della terza componente dell’offerta Advanced Warfare, quella storicamente dedicata alla cooperazione. Niente modalità Zombie (prevista come DLC a quanto pare), ma al suo posto troviamo Sopravvivenza Exo, che mette quattro giocatori davanti a continue ondate di nemici armati di Exo, Goliath, droni e sfide progressivamente più impegnative, all’interno di alcune mappe già viste nella modalità multiplayer. Durante la partita si acquisiscono punti per potenziare il proprio Exo e le armi a disposizione, ma l’IA non proprio all’altezza vista nella campagna single player si trova in questa situazione ancora più “imbarazzata”, ed il respawn un po’ casuale dei nemici rende l’azione un tantino confusa. Divertente, ma si poteva realizzare qualcosa di più organizzato con i tre anni di sviluppo.


Advanced Graphics, ma non solo

Dal punto di vista tecnico, Advanced Warfare è a tutti gli effetti il primo COD con in mente la nuova generazione di console, migliorando di parecchio quanto visto nel timido Ghost. Tanti nuovi effetti di illuminazione e particellari aiutano a dare carattere all’azione di gioco, così come l’ottima riproposizione digitale degli attori già citati all’inizio dell’articolo. Siamo sempre e comunque davanti a livelli di gioco piuttosto ristretti e caratterizzati dalle solite sequenze scriptate da perfetto blockbuster hollywoodiano, ma è innegabile che il risultato complessivo sia quantomeno spettacolare. Il tutto, su PS4, a 1080p e 60 fps sostanzialmente costanti, specialmente nelle sezioni multigiocatore (che però pagano dazio riducendo alcuni dettagli grafici).

Il comparto sonoro fa il suo dovere nell’accompagnare la frenetica azione di gioco, ma se la colonna sonora pare decisamente debole e sostanzialmente trascurabile, tutti gli altri effetti sonori, dai cigolii dei robot ai molteplici rumori delle exo-tute, fino al rombo vero e proprio delle armi, rappresentano una vera gioia per le nostre orecchie, riuscendo a trasmettere le giuste sensazioni. Il doppiaggio italiano è soltanto ai limiti della sufficienza, salvandosi in particolare il nostro Roberto Pedicini, doppiatore ufficiale di Kevin Spacey.


La Guerra non cambia…mai

Call of Duty: Advanced Warfare è il titolo che svecchia di più la serie da tanti anni a questa parte. Sledgehammer Games ha capito la voglia di novità dei tantissimi giocatori, in una serie perennemente uguale a sé stessa. Il risultato è buono in certi aspetti, non riesce in altri, mentre in un certo senso raggiunge l’eccesso in altri ancora. Siamo davanti ad un “nuovo” COD solo di facciata, visto che la sostanza è sempre quella, ma l’agilità offerta dagli Exo cambia in modo sostanziale il gameplay, più dinamico che mai, specialmente online. Con il nuovo ciclo di tre anni di sviluppo possiamo aspettarci un Advanced Warfare 2 intorno al 2017, e le basi messe in piedi da Sledgehammer Games sono comunque piuttosto solide. Resta da vedere la direzione che prenderà la serie nel prossimo anno viste le novità di gameplay introdotte nell’ultimo capitolo. L’Exo non è mica per tutti, giusto?

COMMENTO
Mail@ BlackDukeITA

Seguo la serie Activision da anni, ma ad ogni episodio (post-Modern Warfare, un classico moderno) la sensazione di stanchezza e di ripetitività continua ad assalirmi. Advanced Warfare è un titolo importante nell’ecosistema di Call of Duty, un episodio che prova veramente a cambiare qualcosa, pur rimanendo in fin dei conti lo stesso gioco. All’azione frenetica fatta di salti, corse e riflessi ultra-umani ho però sempre preferito la calma e tensione di un match Veterano, dove la coordinazione della squadra poteva effettivamente cambiare il corso della partita ed un proiettile ben piazzato risolveva tutti i problemi. Questo episodio è probabilmente il più lontano dal mio ideale di Call of Duty, ma rimane oggettivamente un buon titolo. E poi, c’è Kevin Spacey!

GRAFICA:8.5Si nota il netto miglioramento rispetto a Ghost. Ottimo anche il design complessivo di questa Guerra Avanzata.
SONORO:8Ottimi effetti sonori future-proof si accompagnano ad una colonna sonora trascurabile. Solo sufficiente il doppiaggio.
GIOCABILITà:8.5L’Exo cambia abbondantemente il gameplay della serie, ma può non convincere tutti. Tanta velocità e frenesia, anche online.
LONGEVITà:9La campagna single player ha una durata nei canoni del genere, e il multiplayer competitivo/cooperativo rimane il cuore del gioco a lungo termine.
VOTO FINALE8
PRO:-Le abilità Exo rinfrescano il gameplay come non mai
-Buona varietà in single player
-Kevin Spacey!
CONTRO:-IA non all’altezza dell’Exo
-Doppiaggio che non convince in toto
-Net Code ancora ballerino
Destiny ( PS4 )L’altro grande FPS(/MMO) Activision di questa fine 2014. Radicalmente differente da COD in molti aspetti.
Titanfall ( XBOX ONE )L’FPS Respawn ha molto in comune con il nuovo Call of Duty (o è il contrario?).
SCHEDAGIOCO
Cover Call of Duty: Advanced Warfare

Call of Duty: Advanced Warfare

Scheda completa...
Call of Duty: Advanced Warfare2014-11-11 15:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/call-of-duty-advanced-warfare-47659/Una nuova era per Call of Duty?1020525VGNetwork.it