Call of Duty: Black Ops

Chiamata alle armi. Treyarch si arruola ma...
Scritto da il 17 novembre 2010
Call of Duty: Black Ops Recensione

E' finito nel peggiore dei modi possibili il “matrimonio” tra Activision e Infinity Ward. Forse la crisi del settimo anno è stata davvero la causa determinante o forse no, ma difficilmente verremo a conoscenza dei minimi particolari e dettagli a riguardo. Gli addetti del settore ritengono che i conflitti siano nati a causa del mancato pagamento delle royalties da parte di Activision nei confronti di Infinity Ward. Ovviamente si tratta di una bella sommetta visto il successo ottenuto da Modern Warfare 2. Ma a farne le spese, nel bene e nel male, è stata Treyarch, chiamata ad uno sforzo immane (nel corso della recensione vedremo se è stato davvero cosi) e a sviluppare il più difficile capitolo di Call of Duty: quello successivo al granitico Modern Warfare 2. Inevitabile il farne un confronto e l'andare a snocciolare ogni singola features di gioco, aspetto tecnico e narrativo. Soprattutto perché l'industria videoludica negli ultimi anni ha subito un processo di crescita incredibile, consentendo di usare tecnologie sempre più costose e performanti. A maggior ragione è tutto legato al mondo dei numeri, quello dei guadagni in primis, che fanno di una produzione un successo o un insuccesso. Per la serie “qualcuno vince e qualcuno perde” cercheremo di dare anche il nostro parere a riguardo, consci del fatto che la qualità e l'esperienza di Infinity Ward - forse - non sarà mai raggiunta da Treyarch. Insomma, cominciamo bene e speriamo di finire ancora meglio. Ma è giunta l'ora di fare sul serio...


I numeri, Mason, cosa significano?” (cit.)

Già, cosa significano? E' la domanda che più volte ci porremo nel prosieguo del gioco. Il gioco inizia così, dando i numeri! Intrigante, sì, soprattutto perché a pronunciarli è un'avvenente voce femminile. Ma dopo il video introduttivo s'inizia a capirne di più: nei panni del Capitano Alex Mason, subiremo un lungo ed estenuante interrogatorio per ricordare il significato di quel codice, di quei numeri a cui nessuno è riuscito ancora a dare una collocazione. Come immaginabile, il titolo di Treyarch è ambientato in un periodo storico precedente ai Modern Warfare di Infinity Ward, più precisamente in uno scorcio di Guerra Fredda tra il 1961 e il 1968. La storyline prende forma e si evolve attraverso l'uso smisurato di flashback e cut-scenes a non finire, che alternano immagini di repertorio reali, video in computer grafica e tutt'una serie di interferenze a schermo che danno al titolo un taglio decisamente cinematografico. Salta subito all'occhio la netta differenza tra l'ultimo CoD e questo Call of Duty: Black Ops. Innanzitutto la qualità e validità della trama, decisamente superiore nel titolo di Treyarch (in tal senso qualcosa scricchiolava in MW2), oltreché all'aspetto registico decisamente godibile anche grazie ad un'ottima narrazione dei fatti.

Come da routine, anche Black Ops ci mette nei panni di vari soldati e in location disperse in ogni angolo del mondo, introducendo pian piano qualche nuovo elemento alla trama e allo svolgersi della vicenda. Laos, Vietnam, Russia: queste sono soltanto alcune delle ambientazioni introdotte. Non mancano di certo gli armamenti, dai classici AK47 a pistole, fucili d'assalto e di precisione, tutti facenti parte del preciso periodo storico in cui il gioco è ambientato, salvo qualche riadattamento di armi attuali.


Spara che ti passa!

Ad affiancare trama e location suggestive, troviamo missioni tutto sommato interessanti almeno per quanto riguarda la varietà delle situazioni di gioco e degli obiettivi di gioco da perseguire. Dall'uso di una catapulta a fasi in cui c'è da sguazzare nelle paludi stagnanti del Vietnam, dai tunnel sotterranei infestati da vietcong a sessioni più spettacolari su veicoli o scene al rallenty. Ma attenzione, non è tutto ora quello che luccica. Se da un lato è doveroso dare una pacca sulla spalla a quelli di Treyarch, quantomeno per aver presentato un plot narrativo decisamente buono, per aver saputo proporre nel giusto modo il dualismo USA-URSS dell'epoca e l'avere usato nomi e cognomi reali, dall'altro vanno richiamati e sgridati come degli scolaretti. Difatti, l'eccessivo uso delle scene di intermezzo finiscono per spezzare troppo il ritmo di gioco, appesantendo il livello d'intrattenimento proposto e provocando un rapporto spettacolo/interazione troppo alto. Va evidenziato anche l'uso eccessivo di script, in alcuni casi al limite della sopportazione. Non da meno l'IA approssimativa in molti casi: capita di vedere i propri amici sparare al nulla o in qualche direzione random e senza alcuna motivazione apparente, casi in cui l'IA nemica è presa da raptus kamikaze e un respawn davvero eccessivo. Su quest'ultimo aspetto era stato migliorato qualcosina nell'ultimo MW2, ma il lavoro di Treyarch non è stato altrettanto preciso. Sparare a nemici che resuscitano in continuazione in presenza di un determinato obiettivo, magari perché ci si trova a qualche metro, centimetro o millimetro dalla posizione in cui il respawn magicamente termina, è qualcosa di tanto frustrante quanto emblematico del (non) grado di perfezione raggiunto da Treyarch in questo Call of Duty: Black Ops. Per quanto riguarda il level design è meglio farla breve. Il gioco è tutto “guidato” e le ambientazioni perlopiù ristrette, molte delle quali definibili come “location corridoio”, non fanno che confermare quanto detto finora. Ma a riguardo torneremo nel paragrafo di chiusura. Non rendono giustizia alla causa nemmeno le fasi di gioco che richiedono l'utilizzo di veicoli, stracolme di script e fasi di guida - salvo rari casi - su binario. Rendersi conto di “pilotare” un elicottero cambiando solo la direzione di sterzata e sparando con missili e mitragliatrice a più non posso aiuta a capire la strada scelta: quella della spettacolarità da raggiungere a qualsiasi costo e senza creare troppi grattacapi ai meno avvezzi al genere. Il ricordo peggiore, in tal senso, è stata una delle scene di guida iniziale, precisamente quella a cavallo di una splendida moto verde militare: accelerazione, freno e guida ai nostri completi comandi, ma l'eliminazione dei nemici dinnanzi a noi – anch'essi su due ruote – ha evidenziato come sia possibile fare delle vittime tenendo il mirino dell'arma rivolto verso il cielo!

Quindi, concludendo l'analisi della modalità in singolo, possiamo confermare i passi avanti compiuti su trama e caratterizzazione dei personaggi principali di gioco, ma mantenere seri dubbi sulla scelta di rendere quest'esperienza fin troppo cinematografica. Fattore che ha impedito alla trama del gioco di decollare nella lunga distanza. Per quanto riguarda la longevità siamo ai soliti livelli, oltretutto confermati anche dai prodotti concorrenti. Dalle cinque alle sette ore, niente di più. Ma per fortuna c'è il multiplayer, la vera colonna portante di questo brand.


Scommettiamo che...

Le novità sostanziali in questo Call of Duty: Black Ops arrivano direttamente dalla modalità multiplayer. Alcune davvero azzeccate e di sicuro appeal per gli irriducibili della scalata al livello più alto! La rivoluzione, attuata in realtà con Modern Warfare, è stata migliorata ulteriormente in MW2 e, sembra quasi strano, ancor più in quella di Black Ops. Sebbene Treyarch abbia preso a piene mani dal lavoro di Infinity Ward, c'è da segnalare l'introduzione dei CoD Points e, tra tutte, della modalità Scommessa. Se i CoD Points assolvono al compito di far decidere al giocatore come spendere i propri “soldi”, e quindi via all'acquisto di nuove armi, accessori e personalizzazioni estetiche, la modalità Scommessa rappresenta davvero una bella novità per la serie. Si parla della possibilità di poter scommettere i punti CoD, accumulabili tramite vittorie, serie di uccisioni e raggiungimento di obiettivi specifici in sessioni multiplayer, in svariate modalità di gioco. La tipologia di scommessa è suddivisa in 3 range: bassa, media e alta. Si passa rispettivamente da 10, 1000 e 10000 punti CoD, e non si possono selezionare né classe né abilità e potenziamenti. Le varianti inserite, tutte ottime per elevare il grado di sfida e capire chi ci sa fare e chi meno, sono tutte ben concepite:

  1. Un colpo in canna: a nostra disposizione un sol proiettile, un coltello e 3 vite totali. Ad ogni uccisione viene consegnato un nuovo colpo:

  2. Età della pietra: una balestra, un coltello e un tomahawk. Quest'ultimo, se scagliato contro il nemico, provoca morte istantanea, azzera il punteggio dell'avversario ed è un oggetto recuperabile;

  3. Gioco delle armi: in questa modalità vince il primo giocatore che esegue una uccisione con ogni tipo di arma;

  4. Tiratore scelto: le armi si alternano per tutti i giocatori ogni 45 secondi e le serie di uccisioni permettono di sbloccare nuove abilità.

L'attribuzione dei premi viene effettuata nei confronti dei primi tre classificati e tiene conto del numero complessivo di uccisioni portate a termine.

Bisogna parlare anche della modalità Training che rappresenta un vero e proprio allenamento (lo si può giocare da soli o in split screen con amici in locale) contro avversari governati dalla CPU. Una buona base per i novizi del multiplayer di Call of Duty o per chi non ama particolarmente la competizione online. Se le modalità sopra citate hanno portato un po' di novità e freschezza, ciò non avviene per il resto della produzione multiplayer. Le modalità solite sono realizzate sulla base di quelle già conosciute e viste negli ultimi due Modern Warfare. Ovviamente con mappe aggiornate e proponendo match fino ad un massimo di 18 giocatori. Non tutte sono giocabili dall'inizio però. Servirà difatti raggiungere determinati livelli per sbloccare, man mano, tutte le varianti online previste. Il numero di armi è come sempre altissimo e di ottima riproduzione, con una miriade di accessori e “perks”, ossia le abilità che consentono di migliorare il nostro soldato sotto determinati aspetti. E' possibile inoltre selezionare, dal menu di creazione della classe, anche i Contratti da voler portare a termine. Si tratta di veri e propri obiettivi a tempo con annessi compiti specifici da perseguire, che fanno guadagnare un buon numero di CoD Points a seconda del grado di difficoltà. Ovviamente nulla è gratis: i contratti devono essere acquistati, ma in caso di obiettivo raggiunto i punti guadagnati, poi spendibili come riteniamo più opportuno, coprono con ampio margine la spesa iniziale.

Per quanto riguarda il level design delle mappe multigiocatore c'è da dire che è stato compiuto un buon lavoro anche se qualcosa è stato lasciato al caso. In generale possiamo però dire che sono ben riprodotte e che bene si adattano alle esigenze di tutti, dall'amante della strategia d'assalto a quello che preferisce fasi più tranquille ed incognite. Da marcare invece la mancanza di veicoli guidabili (cosa possibile nel Battlefield Bad Company 2 di EA) e una interazione con l'ambiente di gioco più che soddisfacente. Per quanto riguarda i problemi legati all'host si è rimasti sulla falsariga di Modern Warfare 2: in caso di abbandono si viene reindirizzati, dopo una breve pausa che serve per il trasferimento dei dati e delle statistiche di gioco fino a quel momento raggiunte, in un altro host. Stessa condotta a riguardo della personalizzazione del “biglietto personale”, la cui customizzazione avviene tramite acquisto di pacchetti di caratteri e vinili sempre per mezzo dei CoD Points.

Le uniche osservazioni negative da fare, almeno per il momento, sono dei problemi con i punti di respawn e di alcune mappe affette da glitch, seppur circoscritti in alcuni punti, che permettono di diventare invisibili agli occhi dei nemici, oltre ad un problema relativo al mancato audio dei passi avversari, soprattutto nei luoghi chiusi. La stessa Treyarch ha però rassicurato tutti sul rilascio di una patch a breve ma, in sostanza, la software house ha "proposto" un multiplayer solido con l'intento di accentuare ulteriormente il grado di personalizzazione del “proprio soldato”.


Maledetto zombie, adesso ti stendo!

Due parole vanno spese anche per il ritorno della modalità Zombie, attesa invano dai possessori di Modern Warfare 2 ma che torna a gran voce in Call of Duty: Black Ops. Come accadeva in World at War, c'è la possibilità di giocare sia offline (fino a 2 giocatori in split screen) che online insieme ad altri tre utenti. Diverse le ambientazioni, molteplici le tipologie di armi a disposizione che possono essere acquistate, direttamente nella location in cui siamo segregati, soltanto accumulando punti che vengono assegnati in base al numero di uccisioni effettuate e alle riparazioni effettuate alle zone d'accesso.

Un buon passatempo quindi, che aggiunge ulteriore longevità al titolo Activision e dove la cooperazione è l'arma principale e fondamentale per una buona riuscita. Impossibile non rimpiangere la modalità Spec-Ops di MW2, ma almeno son tornati gli zombie e non può che farci piacere!

Quando la differente resa dello stesso engine grafico può divenire motivo d'orgoglio

Stiamo parlando dell'id Tech, il motore grafico su cui poggiano le basi di Modern Warfare, Modern Warfare 2 e Black Ops. Disarmante, però, la resa grafica ottenuta in MW2 da Infinity Ward e quella raccolta da Treyarch con l'ultimo capitolo. Ma come mai il comparto grafico risulta più “sporco” e meno accattivante che mai? Sostanzialmente perché West e Zambella avevamo messo le mani più volte sul motore originale, ottenendo cosi un risultato quasi perfetto. Non è stato lo stesso per questa produzione, ma sia chiaro: di paesaggi suggestivi e belle vedute in Black Ops ce ne sono, è la qualità complessiva di tutto il motore grafico che è collocabile un gradino al di sotto delle produzioni IW, per non parlare dell'aumento di texture di bassa risoluzione. Ma i problemi purtroppo non finiscono qui: nella versione per Xbox 360 abbiamo riscontrato anche qualche problema di compenetrazione poligonale, in casi sporadici per fortuna. Anche perché è il caso di ricordare che il gioco fila liscio sui 60 fotogrammi per secondo e anche una “vecchia” console 360 non risente minimamente di alcuna sorta di problema in tal senso. Le imprecisioni però si estendono anche al motore fisico, in modo particolare al contatto proiettile/corpo nemico. Il risultato a schermo appare molto spesso poco verosimile, quasi forzato; di tutt'altro avviso in modalità multiplayer dove, evidentemente, il non utilizzo di script e algoritmi in maniera massiccia attenuano tantissimo il problema. Per dovere di cronaca va riconosciuto anche l'ottimo utilizzo delle palette cromatiche, gli effetti di luce strepitosi e la più che buona realizzazione degli eventi atmosferici.

Per quanto riguarda il comparto sonoro siamo su ottimi livelli. Effetti sonori, da quelli degli armamenti a quelli di esplosioni e veicoli, ottimamente riprodotti, doppiaggio in italiano ben recitato e di ottimo effetto (peccato per il lip sync orrendo) e buona soundtrack, quasi anonima in alcuni casi ma spontanea e di forte richiamo in altri.


Treyarch vs Infinity Ward. And the winner is...

Activision. Questa la miglior risposta. Gli incassi record, quelli che hanno fatto la storia di Modern Warfare 2 fino a qualche mese fa, molto probabilmente saranno raggiunti, se non superati, dall'ultimo Black Ops. Dopo le prime 24 ore il prodotto Treyarch era già a circa 6 milioni di copie vendute, generando introiti per circa 360 milioni di dollari. Cifre alte, come sempre, che permettono alla serie Call of Duty e alla stessa Activision di regnare incontrastati nel panorama degli sparatutto. Almeno in termini di vendite. Quel panorama che ha visto nelle comparse anche l'ottimo Battlefield Bad Company 2 di DICE (che a breve verrà fuori con un corposo dlc multiplayer) e il discusso Medal of Honor, il cui difetto più grande risiede in una modalità multiplayer molto discutibile.

Andando ad analizzare il lavoro dei due team di sviluppo, prodotto alla mano, c'è da riconoscere la supremazia di Infinity Ward per meriti, metodi di lavoro e innovazioni portate alla serie CoD e che, oltretutto, è stata capace, con il lancio della serie Modern Warfare, di attirare critica e pubblico dalla sua parte, regalando vere e proprie perle videoludiche ai fan del genere. Treyarch ci ha provato, in parte riuscendoci, ma ci sembrano davvero troppe le somiglianze e i copia/incolla dai prodotti di IW, oltreché le discutibili scelte fatte nella campagna single player. E per carità, basta sentir dire, scrivere e voler dimostrare che questo Call of Duty: Black Ops è il miglior CoD di sempre. Si entrerebbe soltanto nel ridicolo, e nel demenziale.

Nostalgia canaglia

Chiusura nostalgica, quel tanto che basta, prima di passare la parola a Black Duke, detto “Il Saio”, per il second take. L'immagine affianco mostrata non è che il ritratto di quel che sta avvenendo, ahinoi da diversi anni, al parco titoli degli FPS e in generale nel settore videoludico. A utilizzare quest'immagine, tanto veritiera quanto indiscutibile, è stata la stessa Kotaku, che ha voluto evidenziare come negli anni il modo di intendere l'FPS sia scemato a favore della spettacolarità, del taglio molto più cinematografico e dei tanto amati/odiati casual gamers che proprio non ne vogliono sapere di andare alla ricerca di questo o quell'altro ambiente/obiettivo di gioco se non imboccati dall'inizio alla fine. Ed è esattamente quello che accade in Call of Duty: Black Ops, un FPS che viaggia e fila liscio lungo un binario e che a momenti propone più cut-scenes che vere e proprie fasi giocabili.

Ovviamente il discorso è da espandere un pò a tutti gli odierni sparatutto, ma in particolar modo vogliamo riferirci al lavoro di Treyarch che, come già detto sopra, finisce per spezzare in maniera netta il ritmo di gioco a favore delle tante scene filmate. Queste scelte, dettate dal fatto che non ci siano valide idee su come rinnovare un gameplay sempre identico o di non volere spendere troppo tempo sul single player visto che tutti sanno quale è la modalità predominante di CoD, rendono il prodotto spettacolare ma poco coinvolgente sul campo di battaglia. Ma, e qui chiudiamo il discorso, se c'è da valutare la bontà cinematografica del titolo è un conto, se invece bisogna dare la propria opinione riguardo a quel che offre questo sparatutto è un altro.

Quindi, presto detto: Nostalgia Canaglia!

Call of Duty: Black Ops - Second Take - di Edoardo "Black Duke" Rasciti

Come ha ben sottolineato il buon (e presto Santo) Dartagnan nel suo articolo, Black Ops è il primo frutto (marcio), dell’abbandono da parte dei talentuosi (e a quanto pare non pagati) ragazzi di Infinity Ward, del colosso Activision (qui il link ad un mio articolo che forse spiega meglio la faccenda). Storicamente, è sempre stata IW a produrre i CoD “rivoluzionari”, quelli che sperimentavano di più, quelli che aggiungevano novità alla formula. Da sempre, Treyarch ha sviluppato sulle basi di quanto fatto dai “coinquilini”, apportando poche, timide modifiche, prendendo in prestito molto. Di sicuro, fino ad ora, il lavoro di sviluppo di IW era a disposizione del secondo team di sviluppo, permettendo alla fine di creare titoli comunque buoni, lasciando al gruppo di West e Zambella il lavoro pesante: indirizzare la serie verso nuove, future vie.

Ora è evidente che tutto questo non è più possibile: con la cacciata di IW, i ragazzi di Treyarch hanno dovuto ricominciare non da Modern Warfare 2, ma da World at War. Almeno questa è l’unica spiegazione per il generale passo indietro fatto sotto quasi tutti i punti di vista. Black Ops, pad alla mano, si gioca più come WaW che come MW2. L’assenza della modalità Spec-Ops, il ritorno degli Zombie (con un gameplay praticamente invariato, ma andava bene già allora), un motore grafico stranamente sporco e non limato come quello del secondo episodio della saga “moderna”, un comparto sonoro poco incisivo e una scarsa attenzione in alcune scelte della componente multiplayer (oltre a delle mappe povere di carisma), nonché una generale mancanza di rifinitura: Black Ops, spesso, sa di vecchio. E non basta la piacevole introduzione del sistema a scommesse (dove vince effettivamente il più bravo), o il rinnovato sistema di CoD points, a tratti confuso, e che nega quella simbiosi che si veniva a creare tra giocatore e arma (al fine di sbloccarne tutti gli accessori) per controbilanciare il tutto.

E questo, ahinoi, è solo l’inizio: come fatto notare dal contratto di esclusività con Xbox360 per i DLC dei prossimi Call of Duty fino al 2012, avremo un CoD all’anno. Un CoD sviluppato in metà del tempo, e sempre e soltanto da Treyarch. E’ vero che gli incassi premiano, ma fin quando questa tendenza potrà andare avanti?

Personalmente, e salvo sorprese, la serie di Call of Duty finisce qui, dato che dai prossimi episodi Treyarch potrà ispirarsi solo a se stessa. E con una Infinity Ward ora rinominata Respawn Entertainment e sostenuta da EA, la concorrenza sarà sempre più dura. Detto questo, Black Ops rimane comunque un buon esponente della serie, che migliora in particolar modo il comparto narrativo, un tantino fiacco nell’ultimo Modern Warfare. Il futuro però, salvo colpi di scena, è purtroppo grigio per la serie che ha dominato il panorama del genere FPS negli ultimi anni.

GRAFICA:8.5Un gradino sotto il risultato ottenuto da Infinity Ward con Modern Warfare 2.
SONORO:9Effetti sonori di armi, esplosioni e veicoli, davvero ottimi. Doppiaggio di buon livello, ma sincronizzazione del labiale da brivido.
GIOCABILITà:8.5La stessa di sempre, anche se in modalità single player il ritmo viene spezzato troppo spesso da cut scenes ed il level design in singolo è semplicemente ridicolo. Tutt'altro discorso, ovviamente in positivo, per il multiplayer.
LONGEVITà:10Dalle 5 alle 7 ore in singolo, a seconda del grado di abilità e livello di sfida scelto. Pressoché infinito in multiplayer, il vero pezzo forte, e non dimentichiamo il ritorno della modalità Zombie.
VOTO FINALE8.5
PRO:-Trama interessante.
-Multiplayer online infinito.
-Tanto spettacolo ma...
CONTRO:-...si spezza troppo il ritmo di gioco.
-Il solito sputo in single player.
-Grafica “sporca” e lip sync orrendo.
Call of Duty: Modern Warfare 2 ( PS3 )Uno dei migliori sparatutto presente in circolazione.
Battlefield: Bad Company 2 (PC)Un serio rivale di CoD. Bad Company 2 ha fatto un salto di classe, rispetto al predecessore, davvero altissimo.
SCHEDAGIOCO
Cover Call of Duty: Black Ops

Call of Duty: Black Ops

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Call of Duty: Black Ops2010-11-17 15:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/call-of-duty-black-ops/Chiamata alle armi. Treyarch si arruola ma...1020525VGNetwork.it