La saga annuale torna a far parlare di sè.
Puntuale come un orologio svizzero, il nuovo Call Of Duty non poteva mancare all’appuntamento di quest’anno. Forte del successo dei precedenti capitoli, tra alti e bassi la serie ha potuto godere di un numero enorme di copie vendute, battendo record su record e riuscendo sempre a spuntarla con i diretti concorrenti in fatto di vendite e fan base. Modern Warfare 3 è l’ultima fatica di Infinity Ward in collaborazione con Sledgehammer Games e Raven Software, un gioco che all’apparenza potrebbe sembrare un semplice aggiornamento di MW2, ma che in realtà nasconde molta più cura di quanto si creda.
Lupi Solitari.
Come da tradizione, la campagna single player non esula dai soliti schemi della saga, offrendo un notevole impatto scenografico, situazioni scriptate per favorire la spettacolarità e linearità a manetta, mantenendo quindi i difetti tipici di ogni Call Of Duty, tra cui un’IA imbarazzante, la già citata totale linearità dei livelli e l’assenza di qualsivoglia scelta utile a sviluppare uno stile di gioco personale; ma andiamo con ordine. La storia di Modern Warfare 3 riprende esattamente dal punto in cui ci aveva lasciato il capitolo precedente, in un mondo sull’orlo della terza guerra mondiale che si concretizzerà in questo capitolo. Sarà compito di Price e soci scovare il redivivo Makarov e terminare questa guerra una volta per tutte. Il punto di forza della campagna è senza dubbio la varietà nelle ambientazioni in cui ci ritroveremo a giocare: gireremo per il mondo attraverso Parigi, New York, Londra e altro ancora, impersonando diversi personaggi oltre ai soliti già visti nei precedenti Modern Warfare. La trama non è nulla di memorabile, ma tutto sommato svolge bene il suo lavoro di fornire una coerenza alle varie missioni. Dal punto di vista della giocabilità poco o nulla è cambiato: si tratta di seguire sempre il solito corridoio pieno di script ammazzando i nemici e avanzando tra le coperture, spezzando l’azione grazie all’uso di supporti aerei, sezioni a bordo di veicoli non pilotabili dal giocatore e sezioni a bordo di una torretta. In generale la campagna tende a non essere troppo ripetitiva e cerca di variare costantemente l’azione. Peccato che duri poco più di 6 ore, non riuscendo quindi a giustificare l’esborso economico solo per il single player. Comunque, tutti coloro che non sono interessati al multiplayer potranno estendere il divertimento giocando le spec ops , modalità già vista in Modern Warfare 2, e la nuova modalità survival, che tratterremo in seguito. Nonostante quindi la campagna sia buona e forse la migliore della serie Modern Warfare, il vero fulcro di Call Of Duty è il multiplayer, che andremo immediatamente a illustrare.
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