La trasmissione Chi Vuol Essere Milionario? (un tempo chiamata Chi Vuol Essere Miliardario? per ovvi motivi legati all'euro) è una delle più seguite e rinomate degli ultimi anni. Condotta in Italia da Gerry Scotti, ha visto la luce in America e da lì sono nate tutta una serie di trasposizioni, anche videoludiche. Ultima delle quali, quella che andiamo a recensire oggi, Le Edizioni Speciali.
A, B, C o D?
Il videogioco ci proietta subito alla modalità "fulcro" del titolo, quella che riprende la trasmissione: 15 domande in serie, una sola possibilità di risposta e tre aiuti esterni per provare a concludere la scalata con l'ambito premio, il Milione di Euro (o Dollari, o Sterline, potete scegliere nelle impostazioni la valuta). Forse è quasi riduttivo descrivere lo svolgimento del gioco, dato che anche i meno informati sono sicuramente al corrente di come si sviluppa, ma noi adempiamo al dovere pienamente!
Partendo dalla domanda meno complessa, si va via via proseguendo con domande sempre più difficili e ricercate, con una buonissima varietà ed un sistema random che sembra funzionare abbastanza bene - abbiamo fatto svariate partite e non abbiamo mai riscontrato una domanda "doppia" - con il presentatore virtuale che prova a tenerci sulle spine fino all'ultimo. Se dovessimo avere difficoltà con qualche domanda (eventualità che si presenta abbastanza spesso, a meno che non siate tuttologi), procediamo con gli aiuti: il famigerato 50 e 50, che toglie due delle quattro possibilità , l'aiuto del pubblico, che fa votare gli spettatori, e la chiamata a casa, che a volte non riesce nemmeno a suggerire una risposta.
Il sistema di gioco è facile, intuitivo e diretto, tale da non creare alcun problema di apprendimento, ma risultando subito poco stimolante per i videogiocatori incalliti. Chiaramente a seconda della passione per i quiz-games, le reazioni saranno diverse, però l'immediatezza nel gioco è contrastata dalla (evitabilissima) lentezza del costrutto, il quale - ahinoi - ricalca il quiz televisivo anche nelle notevoli pause o nei "jingles" d'intermezzo, carini e simpatici la prima volta, imbarazzanti nelle partite successive.
Ultima nota dolente, il conduttore virtuale e la personalizzazione dell'avatar. A parte l'avere un'espressione da malefico burlone, irritante a dir poco, il conduttore fa uso delle frasi di conduzione un po' a sproposito, asserendo che "non ne hai sbagliato una!" dopo le prime due domande, o altre uscite come "stai andando benissimo!" dopo la prima. Un sistema di controllo sulle frasi a seconda del numero progressivo di domande non sarebbe stata una cattiva scelta, anzi, avrebbe evitato alcuni commenti insensati.
Riguardo la personalizzazione del nostro avatar, invece, una piccola nota negativa: non si può personalizzare in alcun modo. Che delusione.
MultiQuizzone!
La modalità multiplayer, si sa, è ormai ricercatissima dagli sviluppatori. Specialmente nei quiz-games, dove diventa fonte di divertimento e frenesia! Se non fosse per la modalità "dito più veloce", dove effettivamente si crea un po' di elettricità tra i concorrenti, il gioco risulterebbe abbastanza lento e con poca verve da offrire. Certo, quando si è in quattro giocatori si riesce comunque a trovare una discreta dose di divertimento, però abbiamo visto di molto meglio in giro, riguardo il genere. Presente anche la canonica Classifica Online, che raccoglie tutti i punteggi più alti (quando si arriva al milione finale, ad esempio, vengono conteggiati i punti in base al tempo e agli aiuti usati).
Varie ed eventuali
Chi Vuol Essere Milionario? Le Edizioni Speciali ci ha visto alle prese con la modalità principale, di cultura generale, ma anche con le due edizioni particolari, ovvero South Park e Cinema. La possibilità di combinare le domande delle due modalità aggiuntive con la cultura generale è ottimamente concepita, e nell'edizione South Park le persone del pubblico diventano proprio come quelle della serie tv dedicata ai ragazzini violenti, sboccati e cafoni.
Chi Vuol Essere Milionario? Le Edizioni Speciali è dunque un buon quiz-game, che offre la solita dinamica di gameplay senza eccellere in alcun campo, ma nemmeno demeritare in maniera abissale, dato che ripropone comunque il format che ha reso famosa (ed apprezzata) la trasmissione. Sarà piuttosto divertente, quindi, sfidare il "saccente" zio o provare alla propria moglie che in casa la cultura è di chi porta i pantaloni. Forse.