Child of Light

Aurora Magistralis
Scritto da Mail@ mattscannail 28 aprile 2014
Child of Light Recensione
Cantiamo di Aurora, gentile creatura, pulzella dai rossi capelli, intenta a vivere i suoi anni più belli. Nell'Austria Ottocentesca la sua triste storia si dipana, da apparentemente morta a sognatrice arcana. In Lemuria poi le sue vicende seguiremo, alla ricerca del padre da tempo infermo; con spada e magia esplorerà gli angoli più bui, cercando la via verso i luoghi natii. 
Ci siamo divertiti a giocare con le rime, per introdurvi alla storia di Child of Light, RPG 2D in uscita su console fisse e PC realizzato grazie al mirabile Ubi-Art Framework, engine già utilizzato nelle ultime due scorribande di Rayman, incluso il recente Legends. In Child of Light seguiremo infatti le vicende della rossa Aurora, una piccola principessa una notte di Pasqua spirata nel suo letto. La giovane però si risveglierà in una terra magica, Lemuria, nella quale le toccherà combattere per tornare a casa dal malato padre, coadiuvata da un manipolo creature indigene dagli aspetti e comportamenti bizzarri. Le rime e le parole forbite sono parte del gioco: tutto in questo titolo cerca di assomigliare a un'opera d'arte, a un poema, a un quadro. Dall'aspetto grafico alla colonna sonora, senza dimenticare i dialoghi, tutti rigorosamente in rima o in stile comunque poetico. 
IFrame
Opera di Ubisoft Montreal, il più grande studio occidentale ad oggi esistente (più di 2100 dipendenti), autore delle serie di Prince of Persia, Splinter Cell e Assassin's Creed, tra le altre, Child of Light non è il classico progetto tripla A ma piuttosto un esperimento con un genere in disuso e un motore grafico in due dimensioni: più di nicchia si fa fatica. E tuttavia, tantissimi videogiocatori, incluso chi vi scrive, magari erano molto più curiosi di testare questo particolare titolo scaricabile piuttosto che il prossimo Assassin's Creed. Possiamo dire con certezza ora che le attese sono state ripagate, visto che Child of Light si propone come una possibile sorpresa di questo 2014 e meriterebbe lo stesso successo che il suo compare DD Made in Ubisoft, Trials Fusion, sta avendo sin dalla sua uscita. 

L'arte di Ubisoft

Figlio di Patrick Plourde, già autore di Far Cry 3, come avrete capito anche e soprattutto visivamente questo onirico viaggio tra le terre di Lemuria differisce dalle precedenti produzioni del team di sviluppo. Le splendide possibilità date dal mai troppo lodato (speriamo che i rumors su un episodio di Prince of Persia che lo utilizza siano veri, ndr) Ubi-Art Framework si traducono in uno dei videogames più belli da vedere a cui abbiamo mai avuto il piacere di giocare. Sin dal primissimo livello nella foresta, per arrivare poi a montagne, grotte, mari e castelli, vi possiamo assicurare che rimarrete spesso a bocca aperta. Child of Light nelle sue due dimensioni sfuma ogni confine tra un disegno su carta e un videogame, creando scenari incredibili, ricchi di dettagli. Personaggi, piattaforme e nemici – li vedrete negli ambienti di gioco prima di combatterli – sono sapientemente portati in vita ma come detto sono gli sfondi a fare la parte del leone. Guardate un video, le nostre immagini nella galleria, o meglio, acquistate Child of Light per sapere di cosa parliamo. Una direzione artistica eccellente, un capolavoro. 
Per quanto riguarda le differenze tra le versioni, l'ultima fatica di Ubisoft Montreal gira a 1080p e 60FPS (qualche rallentamento ma fugaci) su Xbox One e PS4, mentre a 720p su Wii U, Xbox 360 e PS3. La versione Playstation 4 aggiunge poi Remote Play con PS Vita e lo sfruttamento del gamepad per controllare Igniculus (il nostro fido compagno elementale) con il touch screen rimane invece l'arma segreta di Nintendo Wii U.
Non solo grafica però: affrontando questo gioco di ruolo non potremo non notare le oniriche tracce realizzate da Cœur de Pirate, giovane e bella pianista, compositrice e cantante quebecouise (viene dal Quebec, regione francofona del Canada, ndr). Una colonna sonora magistrale, con un utilizzo sapiente e romantico del pianoforte.

Pur sempre un videogame 

Tra la musica e lo splendore visivo ci si potrebbe perdere quel comunque ottimo videogioco che è Child of Light, un RPG in due dimensioni che mette grande enfasi sull'esplorazione degli ambienti. Non attendetevi grandi distese o enormi città, piuttosto location più piccole ma veramente ricche di angoli, scrigni e segreti da scoprire. Soprattutto quando vi dedicherete alla ricerca degli oggetti o dei collectibles o al completamento delle – seppur poche – subquests dovrete tenere gli occhi aperti per scovare ogni pertugio o porta nascosta. Facile poi per Aurora, con le sue capacità di levitazione, raggiungere l'obbiettivo, o magari schivare un avversario sulla mappa. 
Nei combattimenti potremo usare due personaggi alla volta, per un RPG a turni che ricorda tanto nelle meccaniche il vecchio e amatissimo Grandia. Per capirci, si tratta di un ibrido tra i turni classici e l'ATB di Final Fantasy XIII. In basso scorrerà una barra che mostra il susseguirsi delle azioni di elementi del party e nemici. Ogni azione avrà una sua durata e dovremo pensare bene ad anticipare i nemici prima che ci colpiscano, facendoci perdere tempo e rallentare le operazioni. Nel momento della scelta della mossa il tempo si fermerà, ma un certo dinamismo accompagnerà ogni sfida. A mischiare le carte in tavola arriva poi il nostro fido Igniculus, controllabile tramite analogico destro (o con un altro controller e un amico in co-op), in grado di curare i nostri personaggi o rallentare i nemici: davvero semplice ma intelligente e originale. Ogni sfida sarà infatti un calcolo mentale per sferrare i nostri attacchi al momento giusto. 
Le pecche di Child of Light in questo reparto sono due: l'eccessiva semplicità, quantomeno nella difficoltà Normale (non abbiamo mai visto un Game Over) e il limite di due elementi nel party. Troveremo infatti una manciata di strane creature disposte ad aiutarci, peccato che averne solo due in azione alla volta limiterà molto le nostre possibilità, rendendo futile cotanta compagnia. Per ovviare ad un livello di sfida non elevato, vi consigliamo eventualmente di iniziare direttamente da “Difficile”. Per arrivare al termine della storia serviranno all'incirca 10-15 ore, belle intense. Child of Light non è lunghissimo, ma secondo il nostro modesto parere raggiunge il perfetto bilanciamento tra longevità e interesse. 

Oculo, mi raccomando

Ad aggiungere profondità, arriva un capiente albero delle abilità e soprattutto il sistema di crafting degli Oculi. Gli oculi sono gioielli dotati di poteri magici, in grado di donare bonus d'attacco, difesa o elementali ai personaggi a cui sono equipaggiati. La questione non finisce qui, visto che gran parte del tempo che spenderete nei menu di Child of Light verrà utilizzato per combinare più oculi insieme, cercando di migliorarne le caratteristiche o fondendoli per ottenerne di colori e poteri nuovi. Peccato però che quello degli oculi sia l'unico equipaggiamento e personalizzazione possibile per i combattenti: nessuna arma, nessuno scudo, nessun accessorio o quant'altro. La semplificazione non è male, ma non avere neanche un infido negoziante con cui avere a che fare in un RPG ci ha stupito un minimo. 
Tralasciando qualche piccolissimo difetto o mancanza, Child of Light è una gemma, o forse meglio dire un Oculo. Per chi è convinto che i videogames siano una possibile forma d'arte, l'opera di Ubisoft è un elemento in più per perorare questa causa. Magnifica OST, stupendo comparto grafico ad acquerelli, battle system solido e divertente, una storia toccante dai personaggi e luoghi ispirati. Potrebbero essere i migliori 15€ che abbiate mai speso, specialmente nel caso amiate i giochi di ruolo. 
COMMENTO
Mail@ mattscanna

Una ventata d'aria fresca, soprattutto su console next-gen, un'avventura audiovisiva che vi consiglio spassionatamente di intraprendere. Instant classic.

GRAFICA:10Per favore, usate l'Ubi-Art Framework per tutti i giochi d'ora in avanti. Non ci lamenteremo.
SONORO:9.5Bellissima colonna sonora dai toni dolci e sognanti.
GIOCABILITà:8.5Apparentemente molto classico e semplicistico, ma profondo quanto basta e con un pizzico di strategia in più.
LONGEVITà:8Certo, non è infinito, ma dura il giusto. Poche side-quests.
VOTO FINALE9
PRO:- Un disegno splendido
- Musiche evocative
- Stile da vendere
CONTRO:- Poco da fare dopo aver finito
- Gestione limitata del party (no equip)
Trials Fusion ( PS4 )Genere completamente differente, ma Ubisoft questo mese ha invaso i marketplace.
Rayman Legends ( XBOX ONE )L'altro esempio next-gen di Ubi-Art Framework.
SCHEDAGIOCO
Cover Child of Light

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Child of Light 2014-04-28 18:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/child-of-light/Aurora Magistralis1020525VGNetwork.it