Coffin Dodgers

Tanatofobia e altri disagi
Scritto da Leandro "White Lhio" Rossiil 16 maggio 2016
Coffin Dodgers Recensione

In questi ultimi mesi mi sono ritrovato ad affrontare più volte, IN MANIERA DEL TUTTO SIMBOLICA, la morte. Ho voluto infatti provare ad accostarmi alle opere del buon Miyazaki, ormai diventato celeberrimo per la serie Dark Souls e per il cupissimo Bloodborne. E proprio a questi titoli intendevo riferirmi col mio discorso: il numero di decessi che ha dovuto subire il mio alter ego virtuale è stato direttamente proporzionale alla quantità di imprecazioni che ho gridato a squarciagola (alcune delle quali hanno portato alla luce una certa vena creativa, diciamo così, che dubitavo di possedere). Preso probabilmente per pazzo da tutto il vicinato ho deciso che era arrivata l'ora di dedicarmi a qualcosa di più rilassante, anche se alla fine mi sono ritrovato a fare i conti con un titolo in cui la morte stessa era ancora una volta l'assoluta protagonista. Sto parlando di Coffin Dodgers, il gioco di kart al centro della nostra analisi che, nonostante le premesse di cui sopra, non ha portato alcun giovamento al mio attuale livello di (de)pressione. Se volete sapere perché continuate a seguirmi nei paragrafi successivi.


Troppo vecchio per queste cose...

Che ci crediate o no, questo Coffin Dodgers ha una trama, anche se definirla in tal modo è a dir poco esagerato. Parliamo, piuttosto, di un pretesto narrativo tutto sommato molto simpatico ma che avrebbe meritato uno sviluppo maggiore. 

In pratica, in una ridente cittadina abitata per lo più da anonimi personaggi molto in avanti con l'età, si presenta, un giorno, il tristo mietitore. Stiamo parlando proprio di quell'entità vestita di nero, sempre rappresentata con una lunga falce e dita scheletriche; la Morte è venuta a prendersi le anime degli allegri vecchietti che però, dopo una breve riunione, decidono di non essere ancora pronti per il trapasso. Cosa fare dunque? Ma naturalmente sfidare l'oscura signora a una partita a scacch... scusate, volevo dire a una gara di Go-Kart. Divertita dall'offerta, il terrore di tutti gli uomini accetta di buon grado la proposta, imponendo come unica regola la squalifica (cioè la dipartita) di coloro che non riusciranno ad arrivare per primi. 

Vi posso assicurare che il tempo che avete impiegato a leggere queste righe è maggiore di quello che ci metterà il gioco per illustrare tutta la storia. Non ci sono veri e propri dialoghi, solo brevissime scenette semi-statiche accompagnate da una didascalia che spiega la situazione. Per il resto è l'anonimato più totale, tanto che viene da chiedersi perché dare spazio ad una premessa così simpatica per poi non portarla avanti come si deve. Ma non importa, in fondo: è comunque più di quello che potevamo pretendere da un gioco di poche pretese come questo. 


La morte è davvero brutta

Coffin Dodgers mostra immediatamente i primi difetti non appena viene avviata la partita ma in questa sezione ci concentreremo in particolare su quelli inerenti al comparto grafico, lasciando il resto a un'analisi successiva. Essendo comunque un giochetto molto semplice non ci sarà moltissimo da mettere in evidenza.

Iniziamo col dire che l'unico merito del titolo, per quanto concerne l'aspetto tecnico, è la fluidità: Coffin Dodgers riesce a girare a 60 FPS praticamente fissi, sebbene ogni tanto si possa notare qualche calo qua e là. Il che non è poi un gran successo se consideriamo che ci troviamo di fronte ad un prodotto che avrebbe sfigurato persino su una Playstation 2. Spiace ammetterlo ma l'aspetto generale, sia dal punto di vista della grafica che in senso stilistico, non è dei migliori e la prima parola che viene in mente osservando le varie immagini in movimento è “povertà”. Personaggi e oggetti di contorno fanno a gara (ah ah, l'avete capita?) per il più basso numero di poligoni, mentre per quanto riguarda le texture la situazione non è certamente migliore; le superfici appaiono monocromatiche e la sensazione di trovarsi tra le mani qualcosa che pare essere stato riesumato dal passato è palpabile. Insomma, Coffin Dodgers sa di vecchio, coerentemente con l'età dei protagonisti del gioco, ma stavolta non in senso buono. Vi sono molti titoli che cercano di rievocare sensazioni ormai perdute o di stimolare la vena nostalgica dei giocatori (ce ne siamo occupati spesso su queste pagine virtuali di prodotti del genere), ma stavolta il risultato, complice anche la quasi totale assenza di effetti grafici degni di questo nome, non è convincente. Insomma, si tratta semplicemente di un qualcosa che non è esattamente piacevole per lo sguardo. 


Non è colpa dell'età 

Inizialmente avevamo parlato di Go-Kart, ma in realtà utilizzeremo dei piccoli scooter che vengono “truccati” dai furbi vecchietti prima dell'inizio del torneo. Per quanto riguarda le dinamiche del gioco, non potrebbe esserci nulla di più semplice: si tratta di una serie di gare di velocità che si svolgono entro i confini della cittadina che fa da cornice all'intera storia e che presentano le medesime regole che caratterizzano gran parte dei titoli dello stesso genere. Per esempio, potremo danneggiare gli avversari collezionando vari “power up” sparsi in giro per tutto il percorso anche se l'equipaggiamento messo a disposizione non brilla particolarmente quanto a creatività: razzi, armi da fuoco, barriere protettive, dispositivi che generano onde d'urto... tutte cose già viste in altri giochi simili, solo che stavolta, oltre ad esserci molta meno inventiva dietro, l'impatto visivo non è neanche dei migliori. 

Il sistema di guida vero e proprio presenta alcune incertezze: ci vuole un po' per imparare a padroneggiare i controlli (neanche troppo precisi in verità) e quando questo obbiettivo viene finalmente raggiunto ci si rende conto che il gioco non si dimostra poi così innovativo o divertente. A peggiorare la situazione interviene un level design decisamente poco apprezzabile: i circuiti si somigliano un po' tutti e spesso, nonostante l'apparente semplicità dei tracciati, si finisce per andare fuori strada a causa di una struttura un po' troppo confusionaria. Perfino in merito alla longevità la situazione non migliora, dato che la modalità storia si completa in una manciata di ore senza neanche troppi sforzi: è vero che la difficoltà cresce gradualmente, ma potenziando a dovere i nostri veicoli (feature piuttosto apprezzabile, va ammesso) riusciremo a cavarcela senza faticare eccessivamente. Tuttavia, capita non di rado di dover fare i conti con un sistema di collisioni e con una IA calibrati veramente male e che saranno capaci di farci perdere ogni vantaggio raggiunto fino a un determinato punto. Insomma, pare proprio che l'abilità conti relativamente e che la vittoria, nonostante risulti quasi sempre a portata di mano, sia legata piuttosto alla fortuna. 

Ad arricchire l'offerta ci pensano alcune modalità extra (in una delle quali potremo dedicarci alla raccolta di collezionabili, una sorta di sfida a tempo davvero poco elaborata) che tuttavia non possono risollevare la qualità generale di un titolo fin troppo spartano. Neppure il multiplayer in locale riuscirà a dare lo stimolo necessario per convincere il giocatore a riprendere in mano più di una volta questo racing game: e dico “più di una volta” non a caso dato che in un solo pomeriggio avrete visto tutto quello che Coffin Dodgers ha da mostrare. 


Una bara davvero scomoda

Coffin Dodgers non riesce a portare a compimento l'obbiettivo che si prefigge nel titolo, ovvero, quello di evitare la sepoltura, dato che in poche ore lo avrete già dimenticato e riposto in un angolo buio della vostra libreria virtuale. Spiace molto che un titolo dalle premesse tanto simpatiche non riesca poi a offrire nulla di alternativo rispetto al vasto panorama dei giochi appartenenti al medesimo filone o a mettere sul piatto dei contenuti effettivamente validi. Se cercate sfide appassionanti a bordo di Go-Kart vi conviene cercare altrove, tenendo a mente l'idea di dare a Coffin Dodgers una possibilità solo nel caso vi veniste a trovare senza reali alternative. 

PRO:- Premessa simpatica
- Possibilità di potenziare i veicoli
CONTRO:- Noioso, privo di inventiva
- Graficamente e stilisticamente poverissimo
- Longevità bassa
Mario Kart 8Il re incontrastato. Ultimo capitolo di una serie che ha praticamente inventato un genere e che ancora oggi riesce a spadroneggiare senza difficoltà.
Trials Fusion ( PS4 )Se amate le due ruote, questo è un titolo che potreste adorare.
VOTO FINALE5
SCHEDAGIOCO
Cover Coffin Dodgers

Coffin Dodgers

  • data d'uscita: 03 maggio 2016
  • produttore: Wales Interactive
  • sviluppatore: Milky Tea Studios
  • Genere: Corse Arcade
  • Multiplayer: Locale
  • Supporto: PlayStation Network
Scheda completa...
Coffin Dodgers2016-05-16 17:42:49http://www.vgnetwork.it/recensioni/coffin-dodgers-53532/Tanatofobia e altri disagi1020525VGNetwork.it