Conception II: Children of the Seven Stars

Un nuovo sfidante della serie Persona si affaccia nel mondo dei JRPG
Scritto da il 03 giugno 2014
Conception II: Children of the Seven Stars Recensione

In tutti questi anni uno degli elementi che ha sempre contraddistinto il genere dei JRPG è stata senza ombra di dubbio la trama, che ha fatto sognare ed appassionare milioni di videogiocatori di tutte le età. Tra i titoli più famosi non possiamo far a meno di citare capolavori del calibro di Final Fantasy VII, Final Fantasy Tactics, Xenogears, Xenosaga, Tales of the Abyss, Persona 4 o Chrono Trigger, dove la componente narrativa è uno dei loro principali punti di forza. Le storie raccontate si sono evolute negli anni, sono diventate più complesse, hanno iniziato a toccare temi scottanti e talvolta anche molto delicati come per esempio la guerra, la clonazione, la segregazione di minoranze e chi più ne ha più ne metta. Insomma gli sceneggiatori si sono potuti sbizzarre nei modi più disparati, raggiungendo livelli qualitativi davvero notevoli. Ci sono titoli come questi e titoli come Conception II, in grado di azzerare tutti i progressi che il genere ha fatto negli anni a colpi di seni prosperosi e battute dal doppio senso di dubbio gusto.


Una narrazione discutibile

Il mondo di Conception II è afflitto da una terribile piaga, i Dusk Circle, luoghi infestati da mostri di ogni tipo in cui regna l’energia oscura. Questi mostri purtroppo attaccano anche le città abitate dagli uomini e per combatterli è nato un corpo speciale, per la precisione un’accademia, la quale addestra teenager scelti dal destino e con poteri speciali. Tra questi vi è anche il nostro protagonista, Wake, che a differenza dei suoi coetanei viene definito “il dono di Dio” in quanto possiede una quantità di etere enorme, in grado di generare un campo difensivo che permette di andare a stanare i mostri direttamente nei Dusk Circle. In aiuto di Wake arriveranno le più brave studentesse dell’accademia, con le quali dovrà “unirsi” spiritualmente, trasmettendogli il suo etere per generare gli Star Cild, dei veri e propri bambini, manifestazione corporea del potere dei due, da utilizzare in combattimento contro i mostri. Se avete letto dei doppisensi nelle premesse della trama non preoccupatevi, è tutto normale: il titolo infatti gioca costantemente con frasi ambigue, generando molto spesso battute di dubbio gusto che generalmente imbarazzano il giocatore per quanto sono inappropriate. La cosa che lascia più esterrefatti, però, è l’insistenza con cui la trama fa uso di questi stratagemmi: non si tratta del solito fanservice lolicon (NDR ovvero il complesso della lolita ) a cui alcuni titoli giapponesi ci hanno abituato negli anni, niente affatto, qui è proprio una componente costante e radicata fin nel profondo del gioco, tanto da risultare quasi fastidiosa visto che affligge non solo la narrazione ma anche la caratterizzazione dei personaggi, gran parte dei dialoghi ed il gameplay. Insomma, cara Spike Chunsoft, il troppo stroppia, è proprio il caso di dirlo!


L’ennesimo dungeon crawler

Sotto il punto di vista del gameplay il titolo risulta essere un classico dungeon crawler, nel quale i personaggi dovranno visitare labirinti composti da vari piani per arrivare in conclusione al boss finale, rigorosamente da sconfiggere per purificare il Dusk Circle di turno. L’esplorazione è purtroppo ridotta all’osso e si limita unicamente ai labirinti in quanto tutto il resto del gioco è gestito attraverso un classico hub centrale, dal quale accedere alle varie location e servizi offerti dall’accademia. I dungeon, che dovrebbero essere il punto cruciale del gioco, non brillano di certo per originalità e varietà ed anzi, spesso risultano essere abbastanza noiosi da percorrere non invogliando affatto il giocatore ad affrontarli.Non è tutto da buttare però: fortunatamente il sistema di combattimento, a differenza degli altri aspetti del gioco, è ben congegnato e profondo, tanto da risultare il vero perno su cui l’intera produzione ruota. Nel dettaglio il party sarà costituito innanzitutto da quattro unità, la prima composta da Wake ed una delle varie ragazze, le rimanenti invece composte da tre Star Child che si differenziano tra loro per classi, abilità possedute ed affinità elementale. Gli Star Child, come già accennato, dovranno essere generati facendo “accoppiare” Wake con una delle varie ragazze presenti nel gioco e le loro caratteristiche saranno determinate dall’affinità che il protagonista avrà con le giovani pulzelle. Questo sistema, denominato classmate, è in fin dei conti profondo e ben strutturato, peccato che per essere sfruttato al massimo si debba integrare con meccaniche da simulatore d’appuntamenti che sono tutto fuorché interessanti e divertenti.Tornando al battle system, questo prevede turni rigidi ed è strutturato attraverso una griglia circolare divisa in quattro settori, con la quale attaccare il nemico da diverse angolazioni. La pianificazione è quindi fondamentale in Conception e scegliere la giusta area nonché le abilità più adatte con cui colpire il nemico sono elementi molto importanti alla riuscita degli scontri. Un po’ di tattica non fa mai male ed il gioco Spike Chunsoft risulta essere abbastanza riuscito almeno sotto questo punto di vista.


Colori, colori ovunque!

Sotto il versante tecnico Conception II è un titolo che risulta essere tutto sommato discreto nonostante la sua natura multipiattaforma. Il gioco innanzitutto si divide in due parti ben distinte: le sessioni dedicate all'interazione con gli altri personaggi e l'esplorazione dei dungeon. Nel primo caso Spike ci mette a disposizione schermate statiche 2D con artwork di buona fattura e menù a schermo per esplorare le varie aree come i negozi o alcune parti dell'accademia. Questi ultimi purtroppo non sono stati concepiti nel migliore dei modi e risultano essere abbastanza confusionari e poco intuitivi da navigare. Per quanto riguarda invece i dungeon la loro realizzazione è ahinoi abbastanza semplicistica e in generale mancano di dettagli ed elementi a schermo: spesso questi si riducono infatti a banali corridoi o stanze di diverse dimensioni, che sono popolate unicamente da casse del tesoro o nemici. Fortunatamente la grafica delle battaglie è la parte più riuscita, con modelli poligonali di personaggi e nemici ben realizzati ed animati, una paletta di colori variegata e molto accesa nonché effetti speciali di magie ed abilità coreografici e piacevoli alla vista. Buono infine il comparto sonoro, che vanta una soundtrack piacevole ed un doppiaggio in lingua inglese abbastanza riuscito.


Un risultato tutt'altro che soddisfacente

Conception II è un gioco che non ci ha assolutamente convinto e che anzi ha sollevato in noi più di qualche dubbio sulla sua qualità. Il ricorso eccessivo al fanservice, che si traduce in doppi sensi a sfondo sessuale e ragazze prosperose in ogni angolo, affligge praticamente ogni parte del gioco, trasformando la trama ed i dialoghi con i vari personaggi in qualcosa di abbastanza grottesco ed imbarazzante. Come se non bastasse anche il gameplay non risulta essere dei migliori: l'esplorazione dei dungeon e le parti da simulatore d'appuntamenti sono entrambe abbastanza noiose e ben lontane dai fasti di titoli simili quali i Persona di Atlus. Ciò che si salva è solo il battle system e la generazione degli Star Child, discretamente profondi e dotati di elementi tattici. Per il resto, se desiderate giocare un JRPG ci sono molti altri titoli decisamente più meritevoli del gioco Spike Chunsoft.

COMMENTO

Ero decisamente curioso di provare Conception II in quanto aveva alcuni aspetti interessanti dalla sua parte. Purtroppo però, una volta iniziato a conoscere il gioco, sono rimasto abbastanza contraddetto dall'eccessivo fanservice che pervade il gioco, che fa dei doppi sensi a sfondo sessuale l'elemento principale su cui la trama e la caratterizzazione dei personaggi ruotano. Come se non bastasse anche il gameplay non è dei migliori, risultando più di qualche volta noioso e per niente accattivante. Esistono molti altri JRPG meritevoli d'essere giocati, Conception II è da tenere in considerazione solo se siete davvero a corto di titoli.

GRAFICA:6,5Un po' povera in alcuni frangenti, ma tutto sommato piacevole
SONORO:7Discrete musiche e doppiaggio curato
GIOCABILITà:6Battle system buono, ma tutto il resto è da dimenticare
LONGEVITà:6Il gioco dura abbastanza, ma avrete voglia di affrontare l'imbarazzante e banale trama?
VOTO FINALE6
PRO:- Grafica colorata
- Buon doppiaggio
CONTRO:- Eccessivo ricorso al fanservice
- Gameplay ripetitivo
- Trama da dimenticare
Persona 4 GoldenUno dei migliori JRPG disponibili sulla portatile Sony e non solo. Profondo, longevo e divertente.
Tales of XilliaL'ultimo episodio della famosa serie Namco è un ottimo esponente del suo genere.
SCHEDAGIOCO
Cover Conception II: Children of the Seven Stars

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Conception II: Children of the Seven Stars2014-06-03 15:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/conception-ii-children-of-the-seven-stars/Un nuovo sfidante della serie Persona si affaccia nel mondo dei JRPG1020525VGNetwork.it