Da qualche anno a questa parte, il genere action ha subito una sorta di re-invenzione, grazie alle novità viste dapprima in
Devil May Cry e ancor più affinate in
God of War: nemici mastodontici inseriti in contesti diversi ed impreziosimento del gameplay con l’aggiunta dei quick time events, vera e propria chicca utile allo stacco del concitato momento in favore di un’interazione diversificata ma sempre gradita.
Dante’s Inferno viene pubblicato dopo i presunti rivali più vicini,
Bayonetta e
Darksiders, anche se il titolo di
EA è più similare a colossi come
God of War e abbandona la via del tamarrissimo omonimo "demone che piange".
Dante's Inferno. Infrazione di una sacralità?Se pensiamo di trovarci di fronte ad un titolo in cui l’azione spasmodica e sanguinolenta la fa da padrona, occultando la trama, ci sbagliamo di grosso: l’ideologia narrativa è profonda e convincente, anche se i più penseranno che far indossare a
Dante Alighieri i panni di un crociato sia una blasfemia. Invece funziona egregiamente grazie ad un
Dante disperato e pentito, in cerca della sua
Beatrice, la cui anima è stata rapita da
Lucifero per motivi più chiari man mano che si avanza nella storia. Vi basti sapere che la scelta chiave di Dante innesca un ingranaggio demoniaco che spingerà nella disperazione la povera Beatrice e farà esultare
Lucifero, il quale vede nella neo-cadaverica donna una sposa perfetta. Trama quindi poco banale, anzi davvero piacevole e descritta tramite dei filmati realizzati in stile comics con una tecnica che si avvicina a
Frank Miller di Sin City, colorato però da un ipotetico Joe Madureira. Gameplay.
Il sistema di gioco si basa sulle classiche combo, inanellabili tramite la diversificazione della pressione dei tasti, e un sistema di crescita coadiuvato da una mappa sferografica, vagamente riconducibile a quella vista in
Final Fantasy X, in cui determinate abilità sbloccate servono ad aprire la strada verso potenziamenti di livello più alto, il tutto diviso in due soluzioni:
Condanna o Assoluzione. Durante i combattimenti è possibile infatti effettuare una mossa finale, tramite un quick time event, e scegliere se distruggere l’anima del malcapitato o assolverla, aumentando così l’esperienza, e i punti spendibili, nel menu di crescita associato; condannare un nemico significa aumentare la potenza dell’Empietà, legata alla falce rubata alla
Morte, mentre l’assoluzione coltiva la Santità e il conseguente aumento della forza intrinseca alla Croce donataci da
Beatrice. Entrambe le strade posseggono alcuni punti in comune: la possibilità di aumento delle barre inerenti ai punti vita e mana, oltre al potenziamento delle magie che
Dante raccoglierà durante il suo viaggio. L’equipaggiamento di
Dante non si ferma e viene rimpolpato da alcuni artefatti nascosti per tutto il macabro scenario, delle speciali
Reliquie in grado di aumentare determinate caratteristiche dell’eroe.
Durante la discesa infernale, Dante incontra molte anime che si distinguono dalla massa e proprio le figure con cui interagisce nell’Opera "
Divina" vengono riproposte nella versione videoludica:
Paolo e Francesca, Farinata degli Uberti, Orfeo, il Conte Ugolino e addirittura un enorme Minosse sotto forma di boss di fine livello, senza contare il mastodontico
Caronte, che da traghettatore si trasforma in imbarcazione a cui
Dante stacca amorevolmente la testa. La maggior parte di questi personaggi possono essere anch’essi assolti o condannati; se l’opzione cade sull’assoluzione viene attivato uno speciale minigioco sotto forma di rhythm game con cui perdonare i peccati che il personaggio in questione ha compiuto in vita. In caso di condanna,
Dante si sbizzarrirà in una succosa killer-move.
Tanto Inferno per Dante quanta rabbia per Kratos.Se
Dante’s Inferno non reinventa nulla nel genere action, anzi coglie a piene mani dallo stile di
God of War, i tecnicismi e la precisione utilizzata nella ricostruzione dell’
Inferno dantesco meritano un plauso speciale. Gli sviluppatori di
Visceral Games sono riusciti a ricostruire i gironi infernali in maniera davvero convincente, caratterizzando il profilo di disperazione grazie alle anime sempre urlanti di ogni scenario, visibili in ogni angolo dello stage. Lo stesso design dei guerrieri nemici coglie appieno l’aria che si respira nell’Inferno: mostri orripilanti ma con una fisionomia ben definita come i
Golosi, riprodotti classicamente come creature obese, oppure gli
Eretici, in grado di richiamare sortilegi. Il Motion Engine si comporta meravigliosamente e non cade in alcun rallentamento neanche negli scontri più frenetici, ed il numero di poligoni utilizzato risulta davvero impressionante, garantendo così una qualità di animazione davvero alta.
Come appena detto, il comparto audio è artefice di quel pizzico di qualità tecnica che fa compiere a
Dante’s Inferno un passo in più rispetto a molti altri titoli del genere. Il parlato totalmente in italiano è solo la cornice di uno studio approfondito eseguito a livello certosino: ogni locazione infatti propone urla e lamenti, alternati da minacce e avvisi di varia natura da parte proprio delle anime intrappolate.
Dante’s Inferno possiede una particolare verve in grado di compiacere il videogiocatore in molti aspetti: la trama inizialmente può sembrare lenta e scontata, ma dopo aver superato
Caronte l’utente comincia inevitabilmente a chiedersi cosa sia mai accaduto realmente a
Beatrice. Il sistema di controllo possiede una modalità di crescita facilmente gestibile ma profonda, anche se la soluzione di assolvere o condannare può dare l’idea di spezzare troppo le fasi concitate. Dobbiamo dire, però, che il tutto si presenta in maniera molto convincente.
Il nuovo fenomeno di
EA pecca solamente in ambito longevità, dal momento che il tempo utile per completare l’avventura si aggira intorno alle otto ore di gioco, effettivamente troppo poche per un titolo del genere. Una volta terminata l’avventura viene sbloccata una modalità speciale,
Porte dell’Inferno, in cui orde di nemici si scagliano senza pietà contro il protagonista del gioco. A breve verrà sbloccata inoltre una modalità online
ad-hoc denominata
Tormento di Santa Lucia, in cui sarà possibile sperimentare una co-op mode. Insomma, gran bel lavoro per i
Visceral Games, con
Dante's Inferno.