Dead Space 2

Nello spazio nessuno può sentirvi urlare
Scritto da Mail@ BlackDukeITAil 05 febbraio 2011
Dead Space 2 Recensione

Lo spazio, oscuro, vuoto, ha da sempre creato terrore, paura nell’uomo, moderno e non. Quasi inconcepibile nella sua struttura, o meglio assenza di struttura, lo spazio è fonte di disagio. Lo Spazio Morto non può che essere ancora peggio.

Dead Space è stata una delle più piacevoli sorprese del 2008. Sviluppato dai semi sconosciuti ragazzi di Visceral Games, questo survival-horror sci-fi ha ridato vita ad un genere nato recentemente e quasi già defunto. Resident Evil e Silent Hill ormai hanno perso la loro componente survival, rimanendo letteralmente bloccati in un sistema di controllo non adatto ai tempi moderni. Ma Dead Space ha dimostrato che è possibile creare un gioco d’azione, in particolare un TPS, genere più che attuale, senza sacrificare per forza una delle due: sistema di controllo moderno o componente survival. Corpi morti che riprendono vita, necromorfi, mostri di ogni tipo, il tutto in stretti corridoi di strutture spaziali disabitate, piccole stanze, senza via di fuga: dentro, terrore e morte; fuori, il vuoto.


Benvenuti (si fa per dire) sulla stazione orbitale Sprawl

Abbandonati, fortunatamente, gli angoscianti interni della nave spaziale Ishimura, il secondo episodio della serie EA inizia in una stazione spaziale su una delle lune di Saturno. Il gigante pianeta gassoso, munito del classico anello di asteroidi, torreggia spesso attraverso le ampie (e talvolta fragili) vetrate della Sprawl, questo il nome dell’insediamento umano, che in realtà di umano ha conservato ben poco. Svegliatosi in infermeria, tenuto stretto da una camicia di forza, Isaac Clarke, sopravvissuto agli orrori di Aegis VII, vede davanti a sé la morte in faccia. Lo stesso effetto del Marchio presente sul pianeta proibito si ripete qui, con uomini tramutati in orribili mostri, assetati di sangue e morte. La stazione, precedentemente abitata da numerose persone, è ora terreno fertile per il microrganismo liberato da (un altro) Marchio. Ovviamente tutto ruota nuovamente attorno alla particolare religione di Unitology.

L’esperienza fatta dal (in passato muto) ingegnere nella sua precedente (dis)avventura gli servirà di sicuro, per cercare di uscirne vivo ancora una volta. O forse no. Perché Isaac, comprensibilmente, ha perso la testa negli orrori della Ishimura. Incubi, allucinazioni (rese in modo davvero magistrale), con evidenti spunti da un classico della letteratura di fantascienza come Solaris, tormenteranno il protagonista per tutta la durata del gioco. Un uomo turbato, distrutto nella mente che però, allo stesso tempo, ha acquisito facoltà di parola, potendo così interagire con i pochi superstiti nei quali si imbatterà a bordo della Sprawl. Isaac è ora un personaggio molto più completo e interessante che in precedenza, e la trama, pur forse non riuscendo a catturare come con il primo capitolo, fa quello che deve fare, stimolando il giocatore a sentirsi nei panni di uno sventurato protagonista, e non di un semplice avatar.


Nuovo Isaac… stessa solfa?

Non solo Isaac ha subito qualche modifica. Le ambientazioni, ora non più limitate a stretti corridoi di una nave spaziale, godono di una maggiore varietà, oltre che di una più ampia metratura, con vasti spazi dove non ci si può affatto sentir sicuri. Perché sì, una delle caratteristiche peculiari dei necromorfi è quella di essere particolarmente letali, ma soprattutto veloci, e la loro tendenza a spuntare all’improvviso da condotti d’aria o da angoli bui non fa che mettere costantemente ansia al giocatore, che ha solo le poche armi a sua disposizione per risolvere le orribili situazioni. A proposito di armi, tornano tutte quelle viste in Dead Space, con qualche aggiustatina e nuovi poteri secondari, ma affianco alle vecchie glorie trovano posto novità interessanti, come un potente fucile impala-necromorfi o un letale posizionatore di mine, utilissimo per tattiche difensive. Tutte le armi, in più, danno la sensazione di essere ancora più letali che in precedenza, ma non contanteci troppo: la penuria di munizioni (soprattutto ai livelli di difficoltà più elevati) e gli assalti devastanti e terrorizzanti dei nemici, oltre che le loro diverse abilità di combattimento, costituiscono la formula per scontri a fuoco dalla tensione quasi senza eguali nel panorama videoludico attuale. Rimane una certa linearità di fondo negli obiettivi di Isaac, che spesso consistono nel raggiungimento rettilineo di un punto ben specifico, ma il tutto ora è maggiormente interconnesso, senza interruzioni tra i vari capitoli.

Anche i necromorfi sono ripresi in gran numero dal precedente episodio, ma ovviamente sono stati potenziati, e ne sono stati aggiunti di nuovi, spesso ancora più terrificanti dei loro predecessori. Ognuno va affrontato a suo modo, cercando di bilanciare armi e munizioni per ogni situazione ambientale, per ogni “cocktail” di mostri. E se si è alle strette, ecco che bisogna menar le mani, e il tutto risulta più semplice che in passato grazie ad un sistema di corpo a corpo leggermente migliorato. Tornano anche i due poteri secondari di Isaac, la stasi e il modulo cinetico: la prima permette, previo consumo di una parte di ricarica, di rallentare temporaneamente il tempo (scusate il gioco di parole) relativo a necromorfi o oggetti vari (sempre utili per risolvere determinati enigmi); il secondo invece permette di interagire con l’ambiente sollevando qualsiasi tipo di oggetto, potendolo poi sparare dritto contro i nemici. Sono state invece riviste, in positivo, le fasi a Gravità Zero, sempre un colpo d’occhio spettacolare, specialmente quelle ambientate nello spazio aperto. Ora sarà infatti possibile staccarsi dal terreno e muoversi liberamente nello spazio tridimensionale, grazie a mini-propulsori presenti sulla tuta del coraggioso ingegnere. Bello da vedere e divertentissimo da provare.

A proposito di spazio, una novità nel gameplay consiste nella possibilità di rompere particolari finestre, con conseguente depressurizzazione della stanza. E come la Fisica insegna, l’aria va da zone ad alta verso zone a bassa pressione: il risultato è ovviamente quello di un fortissimo vortice di risucchio che sputa nel vuoto siderale oggetti, necromorfi ed eventualmente, a meno di non attivare in tempo la chiusura di emergenza, anche Isaac stesso. Un’arma a doppio taglio che può però salvare la vita al povero ingegnere nelle situazioni più complicate. Il gameplay di Dead Space 2, in poche parole, non cambia molto dell’apprezzata formula del primo episodio, ma ne potenzia l’efficacia visiva e le sensazioni trasmesse al giocatore. Il risultato è un’esperienza davvero sublime, con pochi paragoni, e proietta meritatamente il gioco nell’olimpo dei survival-horror e dei TPS.


Sensazioni forti

Dead Space 2 non si fa certo problemi a sbattere brutalmente in faccia al giocatore una violenza ai limiti del sopportabile. Dato il gameplay a base di smembramenti, potete facilmente immaginare i risultati delle vostre azioni, ma in particolare gli effetti della mancanza di tali azioni: Isaac può morire in una incredibile varietà di modi, tutti terribili ed altamente splatter. Non è assolutamente un titolo per deboli di cuore, mentre i fan del genere apprezzeranno la realizzazione tecnica, tutta improntata a creare una sensazione costante di ansia e paura. Come da tradizione, nessuna icona a schermo, ma tutto l’HUD è rappresentato sulla tuta di Isaac stesso, rendendo il tutto ancora più immersivo. Il comparto grafico è di ottimo livello, anche se non poi molto lontano dal precente capitolo, con texture convincenti e nemici ancora più spaventosi che in precedenza. Stesso discorso per la componente sonora, sia come effetti (quelli delle armi davvero stupendi, così come quelli dei nemici) che come colonna sonora, per non parlare poi del doppiaggio completamente in italiano, realizzato con evidente cura, senza le fastidiose intromissioni di Dario Argento nel primo episodio. Il risultato, accompagnato da una cura generale per i dettagli davvero superlativa, fa di Dead Space 2 un’esperienza di livello pari a quelle tipiche delle esclusive. Decisamente d’impatto. 


Smembramenti in multiplayer

Per la prima volta nella piuttosto giovane serie, Visceral Games ha pensato di introdurre una componente multiplayer competitiva affianco alla sempre solida modalità per giocatore singolo. Due squadre, ognuna composta da quattro giocatori, si sfidano a base di smembramenti in una manciata di livelli ispirati alle ambientazioni del gioco offline. Una squadra ovviamente sarà formata dagli ingegneri umani, equipaggiati degli stessi poteri di Isaac, stasi compresa. L’altra, invece, è formata da quattro diversi tipi di necromorfi, ognuno con i suoi poteri e le sue peculiarità. La squadra umana, una volta iniziata la partita, dovrà quindi concentrarsi, e cooperare, per raggiungere tutta una serie di obiettivi entro il tempo limite. Scopo dei necromorfi è ovviamente quello di impedire la loro realizzazione. Il risultato è abbastanza caotico, e forse dovrà essere un tantino meglio bilanciato (gli umani sembrano troppo forti per ora), ma è comunque un passatempo divertente, che potrà rubarvi del tempo (anche grazie all’immancabile sistema di progressione basato sui punti esperienza) una volta portata a termine la modalità offline, vero centro d’attenzione del titolo.


Dead Space: Extraction, solo su PlayStation 3

Un grande incentivo per comprare la versione PS3 dell’ultima opera Visceral Games è la presenza, nella Limited del gioco (in realtà venduta allo stesso prezzo della Standard di X360) del titolo completo Dead Space Extraction, spin-off della serie uscito nel 2009 su Wii, riadattato per PlayStation Move. Per una recensione più completa vi rimandiamo all’articolo del nostro Gek, in quanto la struttura del titolo è esattamente la medesima. Qui ci limitiamo a confermare come il motion controller Sony si adatti alla perfezione al gameplay di FPS on-rail di questo piacevole titolo alternativo, prequel a tutta la serie videoludica. Ovviamente, la maggiore potenza di PlayStation 3 si fa sentire, e il risultato, pur non raggiungendo Dead Space 2, è comunque ottimo, con effetti speciali molto convincenti. Peccato per l’assenza del doppiaggio in italiano che obbliga i non anglofoni a leggere i sottotitoli e a perdersi spesso parte della scena (o viceversa). Dead Space Extraction è una piacevole aggiunta, che permette di avere una visione ancora più completa della vicenda. E’ disponibile anche come download dalPlayStation Store, e se siete fan della serie e possedete un PS Move, ve lo consigliamo caldamente.


Una nuova, terribile, Odissea nello Spazio

Dead Space 2, pur non sorprendendo come il primo capitolo, è un’esperienza di altissimo livello sotto tutti i punti di vista. Un titolo veramente survival-horror, duro e crudo, che spaventa e mette tensione per tutta la sua durata. La modalità multiplayer è solo un’aggiunta, ormai indispensabile, ma non intacca minimamente il cuore single-player del titolo. Se amate le atmosfere sci-fi curate, in cui il gameplay si unisce perfettamente allo stile generale dell’opera, Dead Space 2 fa sicuramente per voi, a patto di avere il coraggio di giocarlo al buio. Urlate pure se volete: nello spazio, nessuno potrà sentirvi.

COMMENTO
Mail@ BlackDukeITA

Considero Dead Space uno delle più belle sorprese di questa generazione, e da amante della fantascienza e dei survival-horror non poteva essere altrimenti. Dead Space 2 migliora qua e la, ma non cambia assolutamente la sostanza, anzi la perfeziona rendendola ancora più rifinita. Il risultato è di quelli che si ricordano, e gustarselo di notte con un impianto audio buono è davvero fantastico. In più, è stata aggiunta una modalità multiplayer forse un pò confusa ma comunque divertente, e Dead Space Extraction non fa che aggiungere ore di gioco al pacchetto completo. Dead Space 2 diventa così, a mio parere, uno dei migliori titoli di questa generazione.

GRAFICA:9.5Fantastica cura per i (mostruosi) dettagli di una stazione spaziale devastata. Stile sci-fi alle stelle, integrato con il gameplay, e viceversa.
SONORO:9.5Ottimi effetti sonori, pronti a spaventare il giocatore in ogni momento. Colonna sonora che fa quel che deve, mentre il doppiaggio si trova su livelli molto buoni.
GIOCABILITà:9.5Il gameplay tipico della saga, con nuove armi e nuovi mostri. Avrete seriamente paura di girare il prossimo angolo buio.
LONGEVITà:9La modalità in singolo dura a sufficienza, e c'è una nuova componente multiplayer. E nella versione PS3 è incluso anche un titolo per Move!
VOTO FINALE9.5
PRO:-Gameplay solido come sempre.
-Nuove armi per nuovi mostri
-Grande cura per i dettagli
CONTRO:-Modalità multiplayer un pò confusa
-Linearità di fondo
Resident Evil 5 ( PS3 )L'origine videoludica di Dead Space risiede sicuramente nella storica serie di Resident Evil. Ma il quinto episodio, in realtà, ha solo da imparare dal lavoro Visceral Games.
Vanquish ( X360 )Come gameplay ha in comune solo il fatto di essere un TPS, ma condivide con Dead Space un'ambientazione sci-fi ben curata. Ritmi completamente diversi,comunque.
SCHEDAGIOCO
Cover Dead Space 2

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