Dead Space

Una miscela esplosiva sta per invadere i vostri schermiScritto da Vincenzo "Yury" Asprinioil 18 novembre 2008
Dead Space Recensione

In questo periodo ricco di nuove uscite, anche un titolo come Dead Space potrebbe rimanere nell’ombra. Electronic Arts sforna un prodotto che, a differenza di quanto a prima vista possa sembrare, merita davvero tutte le vostre attenzioni. Non è un’esperienza di tutti i giorni vivere in mezzo a dei necromorfi nello spazio, in una claustrofobica nave in balia di sè stessa, soprattutto quando questi esseri dall’aspetto riprovevole “escono dalle fottute pareti”, facendovi letteralmente balzare dal divano ogni tre minuti.

Il titolo nasce da un fumetto e tutto il lavoro di post produzione è strettamente legato alla concezione artistica degli splendidi artwork originali, unita a un’atmosfera di gioco degna di un film hollywoodiano. Questo aspetto rende tutta l’esperienza di gioco un’approfondita rivisitazione poligonale (in terza persona) di quelle che sono le eroiche gesta di un ingegnere appartenente alla C.E.C. (Concordance Extracion Corporation): una società che manda enormi navi nello spazio con il fine di ricavarne minerali. Non tutto però si svolge secondo i piani.


Non siamo soli

Una richiesta di soccorso. Proprio da qui inizia la sfortunata avventura del nostro protagonista di gioco, nel momento in cui un segnale S.O.S. arriva direttamente dalla USG Ishimura (una nave di classe Planet Cracker che frantuma enormi asteroidi per ricavarne minerali). L’arrivo dell’equipaggio non è però dei migliori, in quanto il tutto si traduce in una rovinosa collisione delle due navi, mettendole entrambe fuori uso. Cosa succede quando ci si trova nello spazio con i propulsori ridotti a un ammasso di ferraglia incandescente? Si finisce per perdere le speranze, considerato che la mancanza di energia generale, oltre a interrompere ogni possibile comunicazione con la Terra, rende ostici persino i passaggi da una sezione all’altra della stessa astronave, traducendosi il tutto in una serie di brevi missioni consistenti nel solito ciclo “sblocca la porta - ristabilisci l’energia - ripara il guasto - torna indietro”. Se nei primi minuti di gioco le oscure e claustrofobiche ambientazioni, popolate da esseri mostruosi, rendono l’esperienza interessante e coinvolgente, alla lunga il susseguirsi delle missioni porterà a una ripetitività di fondo legata alle azioni da svolgere e alle ambientazioni di gioco che vi ritroverete a visitare. Ripetitività che comunque non va ad inficiare la surreale esperienza caratterizzata da scontri a fuoco con un arsenale vario e ingegnoso, salti antigravitazionali ed enigmi da sbrogliare per ristabilire il pieno funzionamento dei numerosi meccanismi presenti a bordo dell’immensa nave spaziale.

Il sistema di controllo è intuitivo, tant’è che vi basteranno pochi minuti per familiarizzare con i comandi necessari per affrontare i numerosi nemici equipaggiando le armi a disposizione, comodamente richiamabili agendo sulla croce direzionale. Armi tanto potenti quanto originali, sia per quanto riguarda la tipologia di modalità di fuoco (due per ogni arma), sia per il danno che saranno in grado di infliggere al nemico. Se degli spaventosi arti affilati rappresentano un serio pericolo per la vostra incolumità, basta selezionare la lama al plasma per affettare il nemico che rimarrà inerme in attesa del colpo di grazia finale, inflitto da un potente cannone a ricarica energetica che finirà per smembrare il povero (ma non troppo) mostriciattolo di turno. Armi che potranno essere acquistate in numerosi punti sparsi per la mappa, utilizzando i crediti che potranno essere racimolati attraverso una breve esplorazione dei livelli o vendendo gli oggetti di troppo presenti nel vostro inventario. Quello che fa di Dead Space un prodotto riuscito, soprattutto da punto di vista della giocabilità, è l’originale interfaccia grafica poco invasiva, in quanto tutti i menu appariranno sotto forma di ologramma solo nel momento in cui verranno richiamati e senza spezzare il gioco, compresa l’energia vitale del protagonista (rappresentata da segmenti luminosi posti sul retro della tuta spaziale) e il numero di munizioni (visibili a schermo nei pressi dell’arma selezionata). Aspetto che comporterà comunque qualche grattacapo di troppo, considerato che la selezione di armi e oggetti vari non fermerà i movimenti dei nemici, che avranno tutto il tempo per avvicinarsi e attaccare.

Una caratteristica che lega Dead Space al genere dei GdR è rappresentata dalla possibilità di potenziare l’arsenale a disposizione, utilizzando i nodi di potenza che andranno a colmare l’assenza dei collegamenti su una scheda elettronica, necessaria per aggiornare costantemente le vostre capacità offensive e difensive (dalla potenza di fuoco alla velocità di ricarica, dal danno inflitto al numero delle munizioni). Affrontare i nemici sparando come dei forsennati non è il giusto approccio alle missioni, in quanto ogni singola munizione o oggetto sarà fondamentale in determinate sezioni, e ogni spreco andrà a incidere negativamente sulla vostra probabilità di sopravvivenza.


Una potenza spaziale

Non abbiamo alcun dubbio sulle reali potenzialità della PlayStation 3, e Dead Space è il classico titolo in alta definizione in grado di esprimere le caratteristiche tecniche di questa console e dell’impianto audio ad essa collegata. Dal punto di vista tecnico il titolo EA non presenta alcun problema che possa seriamente inficiare l’esperienza di gioco, considerati i notevoli effetti d’illuminazione, quelli particellari relativi alle esplosioni e la fluidità del motore grafico, che non presenta alcun rallentamento nemmeno nei passaggi video più critici. Il lavoro sulla componente tecnica del titolo è da lodare soprattutto per quanto riguarda la fisica del gioco, credibile al punto tale da immergervi completamente negli spazi antigravitazionali di una nave danneggiata. Il personaggio fluttuerà in assenza di gravità in modo credibile, e la componente tecnica del titolo risulterà coerente non solo relativamente alla fisica del motore (che gestisce con realismo tutti gli spostamenti degli oggetti in un livello a zero G), ma anche per quanto riguarda l’audio, in grado di riprodurre fedelmente la propagazione del suono nello spazio.

Tecnica e gameplay rappresentano la miscela perfetta per un survival/horror spaziale come Dead Space, che tanto richiama le tipiche situazioni dei grandi blockbuster cinematografici del calibro di Alien, con mostri che spuntano da ogni angolo nel momento meno atteso, il tutto accompagnato da una colonna sonora che contribuisce ad aumentare la tensione durante i numerosi spostamenti all’interno di una nave (solo apparentemente) desolata. Dead Space non è un gioco solo bello da vedere, considerate le caratteristiche delle armi che lasceranno completa libertà di sperimentare diverse tipologie d’attacco, a seconda dei punti di forza/debolezza dei nemici e del modo con cui sbrogliare i numerosi enigmi, che ostacolano l’apertura di una porta o la piena funzionalità degli strumenti elettronici costantemente fuori uso. Varietà che viene espressa anche dalle specifiche abilità (da potenziare gradualmente), come la cinesi (possibilità di spostare gli oggetti con la forza del pensiero) e la stasi (ridurre drasticamente la velocità di movimento di nemici e oggetti). Varietà e coerenza artistico/tecnica, in un survival horror originale e piacevole da giocare dall’inizio alla fine.


Enormi asteroidi fluttuano nello spazio

Il pericolo è costante, quando una nave con i propulsori fuori uso viene bersagliata da una pioggia di meteoriti che non lasciano scampo. Il protagonista di gioco sembra l’unico in grado di poter porre rimedio allo spiacevole destino a cui vanno incontro gli ultimi sopravvissuti a bordo della nave, e questo vi terrà costantemente impegnati dall’inizio alla fine, attraverso delle sezioni di gioco che prevedono anche il controllo di una torretta laser per frantumare i meteoriti prima che giungano a destinazione. Mezzi che, da un certo punta di vista, non giustificano il fine, considerato che per una buona parte dell’intera avventura non ci sarà alcuno spunto interessante dal punto di vista della trama e della caratterizzazione dei pochi personaggi presenti. Il tutto si traduce in una serie di missioni senza che vi sia alcuna reale motivazione nel portarle a termine. Ma poco conta, quando basta un salto in assenza di gravità, per fluttuare nell’aria e assaporare ogni caratteristica tecnica che il titolo è in grado di esprimere in maniera convincente, tra un combattimento con esseri disgustosi e la soddisfazione di aver superato una sezione di gioco solo apparentemente impossibile da sbrogliare. Una costante sollecitazione che finirà per portarvi ai titoli di coda, proprio come un oggetto lanciato nello spazio, che avanza per inerzia in assenza di gravità fino a raggiungere la sua inevitabile destinazione.

COMMENTO
Vincenzo "Yury" Asprinio

Dead Space vi catapulterà nello spazio a bordo di una nave popolata da sgradevoli mostriciattoli, che gradiscono esclusivamente la carne umana. L'unico fine è quello della sopravvivenza, attraverso una serie di missioni che consistono nell'attivare ascensori, porte e propulsori. Alla lunga la ripetitività delle azioni da svolgere potrebbe presto stancare, nonostante una scenografia interessante da ammirare con il battito cardiaco accelerato. Nonostante il prodotto assomigli a una versione poligonale del grande Aliens, è doveroso riconoscere nel prodotto targato Electronic Arts un titolo interessante da tutti i punti di vista. Se amate la roba à la Resident Evil, e magari adorate Alien, non fatevi sfuggire Dead Space. Non ve ne pentirete. Parola di Yury.

GRAFICA:8Qualche scalettatura di troppo in prossimita delle ombre, ma nel complesso Dead Space è bello da vedere quanto è bello da giocare.
SONORO:8.5Realistici gli effetti sonori, soprattutto per quanto riguarda la propagazione del suono nello spazio. Occhio al subwoofer!
GIOCABILITà:9Sistema di controllo preciso e interfaccia grafica a ologramma. Peccato che questo comporti dei problemi con i nemici nei paraggi.
LONGEVITà:8Dura quanto basta, ma manca di una modalità multiplayer. Leggera ripetitività di fondo che lo renderà difficilmente rigiocabile.
VOTO FINALE8.5
PRO:- Atmosfera da brividi
- Fisica realistica
- Effetti sonori credibili
CONTRO:- Leggera ripetitività
- Scalettature nelle ombre
- Problemi con la selezione degli oggetti
Alone in the Dark ( PS3 )Cupo e in terza persona proprio come Dead Space. Ma qui non siamo nello spazio.
Bioshock ( PS3 )Passate dalla terza alla prima persona, e fatemi il piacere di giocare questo piccolo capolavoro.
SCHEDAGIOCO
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