Deadlight: Director's Cut

Chi non muore si rivede. A volte anche chi muore
Scritto da il 27 giugno 2016
Deadlight: Director's Cut Recensione

Poco meno di quattro anni fa, Deadlight faceva il suo debutto su Xbox 360 fra i titoli di punta della Summer of Arcade 2012. Dopo il buon successo di pubblico ottenuto sulla console di Microsoft, il gioco fu portato su PC qualche mese più tardi con qualche miglioria.

Adesso l'opera di Tequila Works (ora al lavoro su Rime) compie il salto generazionale grazie alle cure di Abstraction Games, specialista in fatto di porting, più o meno enhanced. Vediamo com'è questo.


Il gioco, in breve

Fortunatamente, il prode Leandro a suo tempo realizzò un'esaustiva recensione della versione primigenia di Deadlight, sgravandomi del compito di analizzare il gioco nel dettaglio; ad ogni modo, ricordiamo brevemente anche in questa sede in cosa consiste l'opera di Tequila Works.

Il giocatore dovrà affrontare un viaggio infernale nei panni di Randall Wayne, un guardiaparco in cerca della propria famiglia nel bel mezzo di un'apocalisse zombie. L'avventura si svolge secondo i dettami del platform 2.5D cosiddetto “cinematico” à la Another World, citato dagli sviluppatori stessi, insieme a Flashback e Prince of Persia; dalle fluide animazioni che ricordano gli anni del rotoscoping al trial and error, Deadlight non si fa mancare nulla.

A questa formula classica Tequila Works ha aggiunto un elemento che nella scorsa generazione di console sembrava immancabile, cioè gli zombie, che introducono un elemento survival horror nel contesto di un gioco, che peraltro rimane essenzialmente un cinematic platform. Randall non è un grande combattente e non può contare su un ricco arsenale, quindi gli incontri con i morti viventi (soprattutto quando sono più di due) si trasformano perlopiù in fughe, anche con la prospettiva di tendere qualche trappola ai pericolosi ma stupidi nemici, inclini a cadere dai dirupi o a essere schiacciati da vari elementi dello scenario.

Uno degli aspetti maggiormente lodati quattro anni fa dalla stampa internazionale è la direzione artistica, ricca e raffinata, che si serve di un ottimo sistema di illuminazione. In ogni schermata si può notare qualche preziosismo, che può essere costituito da un dettaglio del paesaggio o da un raggio di luce che filtra da uno spiraglio. La personalità che a Deadlight manca nel comparto narrativo si manifesta in quello grafico, che è senz'altro il maggior pregio del gioco.


Migliorie e aggiunte

Ed è proprio la grafica a beneficiare maggiormente del restauro di Abstraction Games: oltre all'immancabile risoluzione 1080p, la Director's Cut si avvale anche di qualche nuova animazione che incrementa ulteriormente la fluidità. Non serve nient'altro all'opera di Tequila Works per impressionare anche nel 2016.

Ciò che invece continua a deludere è il sistema di controllo. Il principale difetto di Deadlight, che avrebbe dovuto essere limato da questo enhanced port, almeno stando a quanto prometteva il comunicato ufficiale, resta l'unica grande delusione anche nella Director's Cut. Questo difetto, sommato alla natura trial-and-error caratteristica del genere ludico, rende le morti molto frequenti, e in alcuni casi frustranti. Nulla di cui non si possa venire a capo, beninteso, ma da un gioco che contiene sequenze platform moderatamente impegnative era lecito aspettarsi qualcosa di più, soprattutto in questa sede di revisione.

Viste le (talvolta presunte) migliorie, consideriamo le aggiunte. L'unica vera novità è la survival mode, in cui il giocatore deve sopravvivere il più a lungo possibile in una location da cui è impossibile uscire. Chi scrive non ama questa modalità nella generalità dei giochi, ma la trova particolarmente superflua in Deadlight, visto che non mette in risalto il suo maggior pregio, cioè la direzione artistica; inoltre, con controlli non molto affidabili, la sfida potrebbe rivelarsi proibitiva (se intendete ottenere i due obiettivi/trofei dovrete impegnarvi seriamente). Per il resto, la Director's Cut contiene anche la modalità Incubo, già presente nella versione PC di Deadlight: si tratta del livello di difficoltà definitivo, in cui non esistono checkpoint. Orbene, una speedrun dura un'oretta, quindi per completare la modalità Incubo dovrete giocare per un'ora senza mai morire. Con quel sistema di controllo. Accomodatevi pure...


Conviene?

Come avviene quasi sempre in questi casi, l'acquisto di Deadlight: Director's Cut è consigliato solo a quanti non abbiano già giocato la versione primigenia, dal momento che le aggiunte e le migliorie non giustificano l'esborso di denaro, soprattutto per quanti abbiano il porting PC, dotato di una grafica migliorata e di una modalità in più rispetto alla versione per Xbox 360. Ad oggi (e fino al prossimo 4 luglio), l'acquisto più conveniente è proprio Deadlight su Steam: grazie ai saldi, vi costa appena € 2,39, mentre la Director's Cut, scontata “solo” del 15%, richiede l'esborso di ben € 16,99 (il prezzo di lancio, anche su Xbox One e PlayStation 4 è € 19,99). Se siete “consolari” e non avete ancora provato Deadlight, oppure se siete amanti del retail, puntate pure sulla Director's Cut. Vale la pena di essere giocato.

PRO:- Deadlight debutta su console Sony
- Grafica migliorata
- Una nuova modalità di gioco e le aggiunte della versione PC...
CONTRO:- … ma longevità è comunque scarsa, soprattutto in relazione al prezzo
- Permangono problemi al sistema di controllo
Deadlight ( PC )Fino al 4 luglio l'originale Deadlight costa € 2,39 su Steam. Il risparmio è consistente e le migliorie della Director's Cut non sono imperdibili...
Another WorldUn classico a cui Deadlight si ispira apertamente.
VOTO FINALE7.5
SCHEDAGIOCO
Cover Deadlight: Director's Cut

Deadlight: Director's Cut

Scheda completa...
Deadlight: Director's Cut2016-06-27 15:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/deadlight-director-s-cut-53880/Chi non muore si rivede. A volte anche chi muore1020525VGNetwork.it