Destiny

Il Destino di diventare Leggenda
Scritto da Mail@ BlackDukeITAil 13 settembre 2014
Destiny Recensione

Prendete Bungie, tra gli sviluppatori più apprezzati del panorama videoludico degli ultimi anni, autori di quel million-seller ed iconico Halo. Uniteli ad Activision, uno dei colossi dell’industria videoludica, publisher della serie che, sostanzialmente, ha preso il posto di Master Chief sul trono degli FPS (stiamo parlando di Call of Duty ovviamente). Mischiate insieme un budget colossale, tempi di sviluppo non troppo affrettati e una campagna mediatica potentissima. “A Match made in Heaven” direbbero gli anglofoni: l'ambizioso progetto di Destiny ha tutto ciò che serve per far nascere una delle serie più caratterizzanti di questa nuova generazione di console e dei prossimi anni. Ma tutto ha un inizio, e dopo ore spese nelle versioni Alpha e Beta, finalmente è arrivato il momento di provare con mano il prodotto completo. Il tanto atteso Destiny avrà saputo mantenere le altissime aspettative poste sulle sue spalle?

IFrame


Guardiani della Galassia

Destiny è ambientato nel nostro Sistema Solare, in un remoto futuro. Il Viaggiatore, misteriosa e gigante entità sferiforme, è al centro di tutti gli eventi narrati da Bungie, fornendo da principale catalizzatore per la trama. Quando l’umanità scoprì il Viaggiatore sulla superficie di Marte, seguì un’epoca di benessere e di esplorazione spaziale, bruscamente interrotta dall’arrivo del nemico del misterioso visitatore: l’Oscurità. Da questa sorta di “età dell’oro” si è quindi passati ad un medioevo fantascientifico, nel quale i Guardiani sono gli unici esseri in grado di utilizzare il residuo potere del Viaggiatore. Compito dei Guardiani è quello di difendere quel che resta dell’umanità dall’oscurità che la circonda, sconfiggendo le temibili creature che hanno colonizzato i pianeti una volta rigogliosi e abitati dall’uomo.

L’avventura in Destiny inizia quindi con la creazione del proprio Guardiano, potendo scegliere dalle tre classi disponibili, ognuna ovviamente con le proprie abilità peculiari e i propri punti di forza e debolezza. Il Titano è un soldato eccezionale, che con la sua bruta potenza di fuoco domina i campi di battaglia. Lo Stegone, invece, meno abile con le armi, possiede però la capacità di utilizzare come nessun altro il potere del Viaggiatore, risultando in potenti attacchi magici. Il Cacciatore, infine, fa dell’agilità il suo punto di forza, potendo contare su una invidiabile letalità negli scontri corpo a corpo. Ogni classe di Guardiano possiede poi due sottoclassi, garantendo una più ampia varietà di abilità tra cui scegliere, ma la seconda verrà sbloccata soltanto nelle fasi più avanzate del gioco, e richiederà di ri-acquisire le abilità guadagnando nuova esperienza.

Una volta ultimato il proprio Guardiano, si entra a tutti gli effetti nel mondo di Destiny. Un mondo con un background interessante, sulla carta, fatto di diverse razze aliene, di creature, luoghi e manufatti leggendari, ma che non riesce ad esprimersi al meglio attraverso la trama, mai realmente coinvolgente e sempre piuttosto oscura. In Destiny non si vestono i panni dell’eroe pronto a tutto per sconfiggere il male, ma a tratti sembra di essere “uno dei tanti” Guardiani, più in cerca di loot che altro. Manca un nemico comune, manca un obiettivo chiaro, e si avanza di checkpoint in checkpoint senza troppo coinvolgimento emotivo. Quel sottile filo di trama che unisce le varie missioni proposte da Destiny viene raccontato tramite brevi sequenze filmate o direttamente dalla voce del nostro Spettro, fedele compagno d’avventura, senza troppa convinzione.

IFrame


La formula giusta è una difficile alchimia

Già nella nostra analisi delle versioni Alpha e Beta avevamo paragonato il prodotto Bungie ad una difficile, ma intrigante, ricetta. Destiny vuole essere un incontro di diversi “sapori”: rimane alla base un FPS, con la solidità tipica marchiata Bungie; il pizzico di RPG aggiunge sostanza alla formula, catturando il giocatore in un continuo ciclo di caccia-loot-potenziamento-caccia, vera forza motrice dell’esperienza di gioco complessiva; la componente MMO rappresenta l’ingrediente esotico, peculiare di Destiny, aiutando a creare qualcosa di unico e nuovo; il tutto, se vogliamo, diluito in mondi open-world vasti sì, ma non poi così densi. Una formula sicuramente complessa, che soltanto sapienti mani come quelle di Bungie possono riuscire a mettere insieme. Ma se la componente FPS funziona bene, riprendendo molto dal tanto apprezzato Halo, come la verticalità dell’azione, il “gioco di scudi”, la precisione delle meccaniche di fuoco e la conseguente soddisfazione nei tanti scontri armati, nel resto della formula c’è ancora qualcosa da rivedere.

Partiamo dalla componente open-world del titolo: i mondi messi in piedi da Destiny, ambientati nei principali pianeti e satelliti del Sistema Solare interno (Terra, Luna, Venere e Marte) sono bellissimi da vedere, vasti e complessi nella loro composizione, che spesso si estende in profondità al di sotto della superficie in grotte o strutture popolate dalle varie razze aliene presenti nel gioco. Il titolo Bungie non riesce però a stimolare la libera esplorazione di tali mondi, che risultano in effetti un po’ vuoti. I forzieri pieni di equipaggiamento o soldi tipici di ogni RPG che si rispetti sono davvero scarsi, funzionando più da “segreti” che da stimolo alla loro ricerca e alla conseguente esplorazione del livello. Il loot, in generale, presenta una buona varietà, con vari tipi di rarità, diversi sub-potenziamenti di ogni equipaggiamento e un piacevole senso di progressione e potenziamento, pur in un ambito da RPG comunque leggero e snello. Il risultato visivo, una volta equipaggiato al meglio il proprio personaggio, è entusiasmante, andando a caratterizzare ogni singolo Guardiano in modo piuttosto univoco, ma complessivamente tale loot viene fornito in modo troppo meccanico e asettico. Manca, in sostanza, il “fattore Skyrim”, o Borderlands se più vi piace, ovvero quella sana voglia di libera esplorazione che nasce istintivamente dal chiedersi quale prezioso tesoro sia nascosto in fondo alla grotta appena intravista. Destiny, in ogni caso, presenta aree segrete difese da nemici ben al di fuori delle nostre (attuali) possibilità, ma non ci aspettiamo di trovare poi chissà cosa. Non convince nemmeno la divisione così netta tra missioni della Storia e missioni di Esplorazione, che spezza di fatto la continuità tipica di un mondo open-world. Gli stessi obiettivi di missione sono piuttosto ripetitivi, non discostandosi dai classici del genere, risolvendosi il più delle volte nello sterminio di ondate di nemici. A modificare in positivo il ritmo ci pensano eventi pubblici istantanei, nei quali i vari Guardiani presenti in partita dovranno difendere un particolare obiettivo o uccidere un certo potente nemico entro il tempo prestabilito.


Guardiani: mai veramente soli

​E con questo ci ricolleghiamo alla componente da MMO del titolo, che con tutta probabilità rappresenta il fattore determinante di certi chiari limiti di Destiny. L’obiettivo di Bungie è stato sin dal principio quello di creare un mondo costantemente connesso, nel quale fosse possibile incontrare senza soluzione di continuità altri giocatori alle prese con le loro missioni e far nascere una sana collaborazione. In questo aspetto Destiny riesce nel suo obiettivo, e giocare con un gruppo di amici risulta in una esperienza decisamente più entusiasmante. A stimolare ulteriormente l’incontro tra giocatori troviamo missioni tipiche da MMO come la modalità Assalto, dove tre Guardiani si dovranno prendere cura di boss decisamente fuori portata per un singolo giocatore, collaborando attivamente per la riuscita della missione, in vista della ricompensa finale. Non possiamo ancora dirvi nulla, invece, sulla modalità Incursione, pensata per gruppi di sei giocatori che abbiano raggiunto un livello minimo davvero molto alto, dato che verrà introdotta nel corso dei prossimi giorni, ma Bungie ci assicura che saranno sfide davvero ardue, dove la collaborazione nel gruppo sarà fondamentale. E in questo sta un altro dei punti forti dell’esperienza di Destiny: come ogni MMO, il gioco continuerà ad evolvere costantemente nel tempo, garantendo una continua vivacità al mondo online. Nuove missioni Assalto, nuove Incursioni, nuove playlist, nuovi eventi pubblici, e anche nuove modalità multiplayer verranno costantemente proposte da Bungie nel corso di particolari eventi a tempo, con ricompense esclusive per i Guardiani più intrepidi e attivi.


L’altra faccia di Destiny: Crogiolo

L’ultima fetta dell’esperienza complessiva di Destiny è rappresentata dal Crogiolo, la parte multiplayer competitiva del titolo che merita una descrizione a sé stante. Utilizzando lo stesso personaggio e lo stesso equipaggiamento delle nostre scorribande contro l’Oscurità (livellato, a meno di eventi speciali), potremo darci da fare nel PvP nelle quattro modalità proposte di base: Controllo, dove due squadre da sei Guardiani combattono per la supremazia di tre aree sparse sulla mappa; Scontro, il classico Team Deatmatch; Rissa, sostanzialmente un Tutti contro Tutti; ed infine Schermaglia, sempre un Team Deathmatch per due squadre da tre guardiani. Non una grande varietà oggettivamente, e soprattutto nulla di nuovo, ma per fortuna di tanto in tanto verranno proposte nuove modalità, come Recupero, dove due squadre si contendono il controllo di particolari reliquie, o l’evento Iron Banner, dove i Guardiani si sfideranno senza livellamento dell’equipaggiamento. Il ritmo delle schermaglie invece è buono, pur con il limite di dodici giocatori, e la struttura dei livelli dona agli scontri quella verticalità tipica della già citata serie di Halo. Nonostante l’esperienza di Bungie nel campo sia una garanzia, c’è comunque qualche problema di bilanciamento, reso piuttosto complesso data la struttura intrinseca di Destiny, ma contiamo che venga risolto nel costante processo di aggiornamento a cui il titolo verrà chiaramente sottoposto. Le mappe di gioco, 10 in totale e ambientate sui vari pianeti del Sistema Solare, presentano dimensioni variabili, da piccole arene per gli scontri 3vs3 a grandi spazi aperti con tanto di veicoli da pilotare e portare in battaglia. Rimane costante la connessione con il resto dell’avventura di Destiny, potendo guadagnare equipaggiamento ed esperienza per il proprio Guardiano proprio come una qualsiasi missione della Storia.


Fantascienza nella nuova generazione

Lo stile grafico dell’ultima fatica Bungie affascina sin dal primo momento, richiamando spunti non solo da altri titoli del genere o da celebri film come Star Wars, ma da tutta la fantascienza nel suo complesso. Di sottofondo è sempre presente un buon comparto tecnico, che si preoccupa più che altro di mantenere stabili i 30fps a 1080p delle versioni PS4 e Xbox One, di fornire una ottima distanza visiva conservando il dettaglio grafico, di colpire con qualche effetto di luce interessante e di riempire il mondo di gioco di nemici spesso numerosi. Alcuni paesaggi sanno togliere il fiato, e si sente la mancanza di un photomode, oggi come oggi quasi imprescindibile nei titoli di nuova generazione, rispetto ai quali Destiny non pone di certo nuovi standard visivi, ma il risultato, per un titolo comunque cross-gen e open world, è più che soddisfacente.

La colonna sonora, da sempre uno dei punti di forza delle produzioni Bungie, si conferma efficace ed evocativa, con buoni effetti sonori a completare l’opera. Il titolo è completamente doppiato in italiano, e la voce di Gaetano Varcasia (doppiatore “ufficiale” di Peter Dinklage aka Tyrion Lannister) accompagna ogni nostro passo nei panni dello Spettro, con un risultato più che sufficiente ma di certo non da antologia.


Ad un passo dalla Leggenda

Nonostante i problemi segnalati nel corso di questo articolo, Destiny è un titolo coinvolgente, risultando, pad alla mano, assolutamente divertente ed accattivante, specialmente per affiatati gruppi di amici. Lo stile visivo, la piacevole e costante progressione, le varie modalità cooperative catturano e regalano ore e ore di divertimento, in un mondo affascinante e con valori di produzione certamente elevati. La componente multiplayer, di “Shared World Shooter” come amano definirla nei piani alti di Bungie, è sostanzialmente riuscita, forse a discapito di chi era in cerca di un corposo titolo da giocare, spolpare, vivere in solitaria ed in sporadica compagnia. A Bungie è però mancato il colpo da KO, quella completezza di contenuti che poteva fare di Destiny un titolo da avere a tutti i costi, fermandolo di fatto ad un passo dall’eccellenza, ad un passo dalla Leggenda.

COMMENTO
Mail@ BlackDukeITA

Destiny è un titolo che, da amante della fantascienza, mi ha appassionato e catturato da subito. Peccato che l'universo messo in piedi da Bungie si lasci esplorare poco, quasi fosse timido nello svelarsi completamente. La serie ha sicuramente del potenziale, e i prossimi mesi determineranno la longevità del titolo grazie ai continui update in lavorazione presso Bungie.

GRAFICA:8.5Comparto tecnico pulito e rifinito, più affascinante che stupefacente.
SONORO:9Come da tradizione Bungie, la colonna sonora è su alti livelli. Buono il resto.
GIOCABILITà:8.5Le basi da FPS sono solide, la componente da RPG leggera ma buona, ma manca di mordente nelle fasi di esplorazione.
LONGEVITà:9La storia non dura molto, ma c’è comunque tanto da fare, e i continui aggiornamenti propongono novità tanto apprezzate.
VOTO FINALE8.5
PRO:-Un mondo affascinante
-Buone meccaniche FPS e online
-Continue novità
CONTRO:-Trama non coinvolgente
-Scarsi incentivi all’esplorazione
-Poche novità nel multiplayer competitivo
Borderlands 2 ( PS3 )La magnifica serie Gearbox gronda loot da ogni poro. Punto di riferimento per il genere.
Mass Effect 3 ( X360 )L’universo di Bioware si lascia vivere con più passione, nei panni di un vero eroe con decisioni da prendere.
SCHEDAGIOCO
Cover Destiny

Destiny

Scheda completa...
Destiny2014-09-13 12:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/destiny-47106/Il Destino di diventare Leggenda1020525VGNetwork.it