Deus Ex: Human Revolution

Il ritorno di una grande serie
Scritto da Marco "Thresher" Accogliil 15 settembre 2011
Deus Ex: Human Revolution Recensione

Sono passati ben undici anni dall’uscita dell’originale Deus Ex, frutto della mente di Warren Spector, un gioco che inizialmente riscosse poco successo e piano piano arrivò a conquistarsi una grossa fetta di appassionati, proponendo un approccio al gameplay totalmente libero unito a una trama dal sapore cyberpunk ricca di colpi di scena. Purtroppo la collaborazione tra Eidos e Ion Storm durò poco, vista la chiusura di quest’ultima software house dopo lo sviluppo, tra gli altri, dell’ottimo Thief 3 e del mediocre Deus Ex: Invisible War. Oggi, Eidos decide di ripescare il marchio Deus Ex dal cilindro e ci propone un prequel agli eventi del primo capitolo.


Tornando indietro di 25 anni…

Deus Ex: Human Revolution è ambientato nel 2027: il protagonista è Adam Jensen, ex SWAT e responsabile della sicurezza di una famosa azienda di innesti biomeccanici, la Sarif Industries, che attualmente controlla l’industria dei potenziamenti, una tecnologia ancora agli albori che nel primo Deus Ex viene ritenuta sorpassata in favore dei nanopotenziamenti. Subito dopo un breve tour all’interno dello stabilimento in compagnia della sua ex ragazza, la dottoressa Megan Reed, Adam viene chiamato a fronteggiare un assalto alla struttura, in un breve tratto di gioco utile come tutorial per ambientarsi con i controlli. Subito dopo l’incipit, il protagonista viene ferito gravemente e Megan viene rapita da un gruppo di persone dotate di innesti cibernetici. Da qui, viene sottoposto a una delicata operazione volta a salvargli la vita, sostituendo le parti danneggiate del suo corpo con nuovi arti meccanici all’avanguardia. Quindi, dopo sei mesi di recupero, Adam torna a investigare sull’attacco, nel tentativo di scoprire chi ha attaccato il complesso e perché.

Non vi riveleremo ulteriormente il complesso plot di Human Revolution, che verte principalmente sulla questione etica tra il potenziarsi meccanicamente e la propria umanità, tra cospirazioni, bugie e segreti.

Ed ecco quindi che il transumanesimo riveste una parte importante del gioco, nel quale una delle fazioni che sarà apertamente ostile è quella dei conservatori, che hanno come obiettivo l’annullamento dello sviluppo tecnologico, prima di perdere il controllo su di esso. Lo stesso Adam nel corso del gioco si farà domande riguardanti la sua umanità, in quanto a differenza di altri, lui non ha scelto di potenziarsi. Domande a cui voi sarete tenuti a rispondere.


È anche uno sparatutto

La componente GDR si mostra abbastanza presto, nel corso di alcuni dialoghi tra i personaggi chiave dell’avventura: il giocatore ha la possibilità di scegliere in base alla propria coscienza tra diverse linee di dialogo che porteranno a risultati diversi. I dialoghi rivestono un punto importante, in quanto ci consentono di acquisire nuove informazioni, punti esperienza e addirittura nuove subquest, in base alle risposte date. Le conseguenze delle stesse poi si notano nel corso dell’avventura, con occasioni che possono presentarsi o meno a seconda del comportamento tenuto con una data persona.

Un’altra importante caratteristica del gioco sono i punti esperienza: essi vi vengono assegnati in base a diversi fattori, come il modo con cui eliminate un nemico, come completate una quest e la vostra capacità di esplorazione. Una volta raggiunto un quantitativo sufficiente di punti esperienza essi vengono convertiti in punti Praxis, utili per sbloccare nuovi potenziamenti o aumentare l’efficienza di quelli già installati. Ed è qui che si giunge a uno dei punti cardine di questo Deus Ex: in base a come deciderete di spendere i vostri punti, otterrete un personaggio specializzato in una certa area piuttosto che un’altra. Ad esempio coloro che vorranno spianarsi la strada armi in pugno troveranno particolarmente utile attivare la resistenza ai danni e migliorare la precisione, mentre coloro che preferiscono un approccio silenzioso non potranno fare a meno dell’invisibilità e di ridurre il rumore prodotto dai propri passi. Naturalmente esistono anche svariati potenziamenti utili al di fuori delle battaglie, come il Potenziamento Sociale, che vi permette di influenzare i dialoghi che avrete con alcuni personaggi chiave, oppure il sistema di atterraggio Icarus, che vi consente di cadere da altezze altrimenti letali. I potenziamenti disponibili sono veramente tanti e ovviamente non riuscirete a raccogliere un numero sufficiente di punti per sbloccarli tutti, quindi è bene stare attenti ad attivare solo quelli che sono vicini allo stile di gioco del giocatore. Inoltre, le armi possono essere modificate con appositi kit per assolvere determinati compiti.

Deus Ex: Human Revolution ci permette quindi di scegliere il modo più congeniale per affrontare un livello, a partire dal classico metodo ad armi spianate, oppure infiltrandosi senza farsi vedere nel cuore dell’obiettivo. O ancora, potete hackerare i diversi terminali sparsi per il gioco rivoltando bot e torrette contro i nemici mentre voi vi allontanate indisturbati. Naturalmente una vasta scelta di approcci non sarebbe utile se i livelli fossero totalmente lineari, ma fortunatamente Human Revolution possiede un level design ottimo, che premia l’esplorazione degli ambienti, ricompensando il giocatore con oggetti segreti e passaggi seminascosti utili per sorpassare i nemici senza farsi vedere o per prenderli alle spalle. Difficilmente sarete costretti a seguire la via prestabilita dai programmatori, esiste solo quella evidente e quella più discreta. Ad esempio è possibile sgusciare in uno dei condotti di ventilazione per superare un posto di guardia troppo ostico o un bot troppo zelante. In generale consigliamo di tenere gli occhi aperti per scovare eventuali strade alternative che permettono di risparmiare munizioni e guai. Le conseguenze delle nostre azioni si riflettono sul mondo in cui viviamo e ciò si riflette sui PNG e le varie subquest, ma anche sui combattimenti: Adam ha la possibilità di stordire i suoi avversari per mezzo di attacchi corpo a corpo e armi tranquillanti oppure di ucciderli con una dieta a base di piombo. I vantaggi di stordire gli avversari risiedono in un quantitativo maggiore di punti esperienza e nel mantenimento di un basso profilo, in modo da non essere scoperti, ma bisogna fare attenzione ad occultare il corpo in quanto, se i nemici vedono un loro compagno addormentato, si insospettiscono e lo svegliano, annullando di fatto la possibilità di colpire un nemico e allontanarsi aspettando che si calmino le acque.

Parlando dell’IA, essa si dimostra sufficientemente sveglia da organizzare delle tattiche di gruppo nel caso qualcuno abbia notato qualcosa di sospetto. Molto spesso i nemici agiscono in gruppo e tendono a coprirsi l’un l’altro e nelle sparatorie hanno una mira molto precisa, che ad alte difficoltà renderà certi passaggi molto ostici. Di contro, quando le guardie non sospettano nulla eseguono dei percorsi di pattuglia predefiniti, rendendo prevedibili i loro movimenti.

In ogni caso, ad aiutare i nostri movimenti ci pensa il sistema di coperture in terza persona attivabile in qualsiasi momento con il tasto destro del mouse, in perfetto stile Gears Of War. Come nel gioco targato Epic, anche in Human Revolution potrete infatti ripararvi dietro una copertura per proteggervi dal fuoco nemico, sporgervi per attaccare o semplicemente nascondervi agli occhi dei nemici. Il sistema di controllo è molto comodo e viene padroneggiato dopo pochi minuti di gioco.


L’età dell’oro

Stilisticamente, Deus Ex: Human Revolution si presenta molto curato, con un uso dei colori tendente al giallo-oro, per simboleggiare il progresso tecnologico che il mondo sta affrontando. In base al luogo, le architetture variano venendo incontro ai gusti tradizionalisti dei rappresentanti del fronte umanitario oppure in favore dei progressisti con un design decisamente più futuristico. Peccato che a tanta cura degli ambienti non corrisponda altrettanta cura dal punto di vista prettamente tecnico (Il motore grafico usato è lo stesso di Tomb Raider: Legend), mostrando quindi texture poco al passo coi tempi e un dettaglio dei modelli passabile, che migliora però nelle espressioni facciali dei PNG e in particolare quelle del protagonista. Ottime comunque le animazioni, ma soprattutto gli effetti speciali.

Dal punto di vista del sonoro ci troviamo su alti livelli. La colonna sonora del gioco sottolinea ogni momento donando atmosfera al titolo. Il doppiaggio in lingua originale è ottimo, mentre quello in italiano è buono, ma soffre di alcune sezioni fuori sincrono e in certi punti la voce di Adam è stata un po’ forzata per sembrare simile a quella originale. Nulla che comprometta la qualità globale ovviamente.

La longevità del gioco è sopra la media dei giochi attuali, offrendo almeno 15 ore di single player che aumentano se si sceglie un approccio più silenzioso, e quindi più riflessivo, e se si sceglie di completare tutte le subquest. Una volta completata l’avventura però non fate l’errore di rimettere il gioco sullo scaffale, ma piuttosto ricominciate la partita, seguendo un approccio totalmente diverso e facendo delle scelte diverse dalla partita precedente, oltre che naturalmente assistere a un diverso finale sui quattro disponibili. È completando il gioco più volte che potrete capire quanta cura abbia messo Eidos nella realizzazione di questo titolo. Purtroppo il multiplayer è assente, ma è una caratteristica rinunciabile a fronte dell’eccellente storia.

Difetti? Pochi. A parte alcuni piccoli cali di ritmo, l’unico difetto particolare è quello delle boss fight: in pratica si deve solamente scaricare quanto più arsenale possibile sul nemico fino alla sua dipartita, senza alcuna velleità tattica. Coloro che prediligono un approccio silenzioso si ritroveranno senza armi particolarmente efficaci per far fronte a queste occasioni, ed è una grave caduta di stile.

Alla fine dei conti, Deus Ex: Human Revolution si è rivelato un titolo dotato di un’ottima giocabilità, trama di alto livello e longevo, ma soprattutto dimostra di reggere il confronto con il primo, grande capitolo di questa saga. I richiami ad esso non mancano e gli appassionati saranno felici di riconoscere molte citazioni che sono sparse in giro per il gioco.

COMMENTO
Marco "Thresher" Accogli

Da grande fan dell’originale Deus Ex, avevo delle aspettative molto alte per questo seguito, ben sapendo che avrebbe dovuto confrontarsi con il predecessore. Mi aspettavo che ne uscisse con le ossa distrutte, invece Human Revolution mi ha divertito fino alla fine ed è riuscito a mantenere lo stesso livello qualitativo, a differenza di Invisible War. Eidos ha capito come va fatto un seguito, speriamo che le altre software house seguano la sua direzione.

GRAFICA:7.5Il notevole stile artistico sopperisce a una povertà di texture e modelli poligonali.
SONORO:9Colonna sonora ottima e doppiaggio in italiano ben fatto, anche se un po' forzato. Buoni anche gli effetti sonori.
GIOCABILITà:9.5Libertà d'approccio totalmente plasmabile secondo le esigenze del giocatore.
LONGEVITà:8.5Niente multiplayer, ma il single dura 15 ore abbondanti ed è altamente rigiocabile.
VOTO FINALE9
PRO:- Gameplay non lineare e altamente rigiocabile
- Adam Jensen ha tanto carisma
- Trama e atmosfera ottime
CONTRO:- Boss fight da dimenticare
- Motore grafico poco curato
Resistance 3Un'esclusiva PS3 di grande valore, perfetta per gli amanti del genere FPS.
Mass Effect 2 ( PC )Il secondo capitolo di una delle saghe più amate degli ultimi anni, made in BioWare.
SCHEDAGIOCO
Cover Deus Ex: Human Revolution

Deus Ex: Human Revolution

Scheda completa...
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