Deus Ex: Mankind Divided

Il ritorno di Deus Ex
Scritto da il 29 agosto 2016
Deus Ex: Mankind Divided Recensione

Se nel 2027 non era la fine del mondo ma potevamo vederla da vicino, due anni dopo possiamo osservare da vicino la fine della razza umana. Cinque anni dopo Human Revolution, torniamo a vestire i panni potenziati e ancora piu' tecnologici di Adam Jensen in Mankind Divided, questa volta nel ruolo di una agente antiterrorismo alle prese con un mondo più che mai afflitto da contrasti e complotti.


City 17, Praga

Deus Ex: Mankind Divided riparte direttamente da dove era finito Human Revolution. Se vi siete persi il titolo del 2011 potrete comunque godervi appieno questo sequel, grazie anche ad un discreto filmato riassuntivo iniziale, assolutamente mediocre dal punto di vista visivo ma esauriente da quello narrativo. Il succo del discorso comunque è che c'è stato un incidente causato volontariamente da Hugh Darrow, elemento di spicco di Human Revolution, per cui chiunque avesse un impianto di potenziamento è impazzito facendo una strage di umani non potenziati. Sulle macerie di quel mondo, fisiche e psichiche, si basano la storia e le ambientazioni di Mankind Divided. Immensi edifici incompleti e ancora disseminati dei cadaveri della manodopera potenziata che vi lavorava, quartieri trasformati in ghetti per potenziati, check point e polizia brutale e più in generale un odio globale e trasversale verso chiunque abbia un innesto. All'interno di questa spiacevole situazione si muovono logicamente personaggi ambigui, dal piccolo criminale di strada ad una cerchia di potenti che trama nell'ombra, passando ovviamente per varie gang e organizzazioni mafiose. In tutto questo si muove anche Adam Jensen, unico potenziato assegnato alla Task Force 29, unità antiterrorismo creata dall'ONU per contrastare la diffusione globale del crimine. Jensen ha mantenuto buona parte dei potenziamenti acquisiti nel corso della precedente avventura, così come Mankind Divided, pur citando spessissimo il Deus Ex di JC Denton, ha mantenuto e migliorato il gameplay tipico della serie.

Praga è l'enorme hub di Mankind Divided. Ricca di missioni, subquest e, come da tradizione, di molti percorsi per giungere all'obiettivo, Praga è la città simbolo del tanto abusato termine "mechanical apartheid", locuzione che in questi mesi ha riempito gli sproloqui dei bacchettoni retrogradi che, nel 2016, ancora ragionano con l'equazione terrorista=giocava a GTA5. In realtà Praga è il simbolo di un universo di gioco perfettamente oggettivato e credibile: Jensen vi arriva in treno, è accolto da guardie a volto coperto e circondato da gente trattata come bestie durante i controlli; cammina per strade piene di polizia fin troppo zelante, sotto un cielo grigio e immerso in una atmosfera di minaccia incombente. Il tutto ulteriormente sottolineato da ebook e notiziari in cui si evince che dare la colpa ai potenziati è una comoda strategia per riscuotere consensi, e dove ci si può fare una interessante cultura sul modo in cui ogni nazione ha reagito all'incidente del 2027. I richiami con la città di Gordon Freeman, cromatici, architettonici ed emozionali sono evidenti, con la minaccia tecnologica a sostituire quella aliena. Un mondo a tinte cupe percorso da intrecci e trame a vari livelli di profondità. Un mondo che ha permesso agli sviluppatori di creare una fitta rete di subquest e punti di interesse che va oltre il semplice dualismo del "lo faccio stealth" piuttosto che "vi ammazzo tutti". L'esplorazione è sempre incoraggiata e rispetto a Human Revolution, troviamo molte più strade per raggiungere lo stesso obiettivo. Una esplorazione che inoltre porta XP necessari per ottenere i kit Praxis e che spesso invoglierà ad esempio a crackare computer inutili ai fini della missione, solo per il gusto delle ricompense che ne derivano. Oltretutto il Jensen del 2029 dispone di potenziamenti di altissimo profilo che incentivano ulteriormente ad accumulare Praxis. Piuttosto discutibilmente, nel menù principale di Mankind Divided è possibile acquistare dallo store online pacchetti di Praxis e chip di credito: si tratta di una feature atipica per la campagna single player e che sicuramente risulta indigesta anche se si parla di Breach e della sua forte componente multiplayer, senza scordarsi che accumulare Praxis pagando moneta reale sminuisce e toglie quel senso di progressione che deriva da una build più impegnata e ragionata del proprio Jensen.


Nostalgia e novità

Parlando di gameplay vero e proprio, anche questo capitolo della serie riconferma le sue caratteristiche di base migliorando alcuni degli aspetti più deboli del predecessore. Sebbene l'approccio stealth rimanga ancora quello più appagante, gli scontri a fuoco appaiono più bilanciati grazie alle nuove armi ed alla corazza che Jensen può ora attivare per brevi periodi. I combattimenti cruciali di ogni livello sono costruiti meglio e devono molto alle innovazioni introdotte nella Director's Cut di Human Revolution. Rimane una certa supremazia di Jensen negli scontri a fuoco da posizioni elevate, contro cui l'IA raramente riesce ad essere efficace, ma per il resto tutti i canoni tipici della saga sono presenti ad ottimi livelli.

Mankind Divided si ispira moltissimo al primo Deus Ex, molto di più che ad Human Revolution. Il fatto che Jensen lavori in una task force voluta dall'ONU è un chiaro punto in comune con il primo titolo della serie. La distribuzione dell'inventario, la barra alla base dello schermo, ma soprattutto nomi e modelli delle armi nonché la possibilità di potenziarle, sono parimenti un lampante richiamo al capostipite della serie. Anche in questo capitolo ritroviamo le radio che trasmettono la soundtrack storica della saga, affiancata da una esecuzione musicale perfettamente riuscita e in puro stile Deus Ex, che accompagna il giocatore in quasi tutti i luoghi del gioco.

Breach, cui vi avevo accennato in precedenza, è una modalità multiplayer, del tutto trascurabile rispetto alla campagna in singolo del gioco, in cui si utilizza una sorta di rappresentazione virtuale di un hacker, infiltrato in vari server, con lo scopo di raccogliere quanti più dati possibili e poi fuggire. Il giocatore viene pagato a seconda di quanti TB è riuscito a recuperare, e tramite upgrade tecnologici e di Praxis si può costruire un alter ego virtuale con varie abilità. Purtroppo Breach trasmette la sensazione di essere un passatempo più che una modalità online competitiva, colpa di un level design lineare e fin troppo monocromatico, ma sopratutto per via di un gameplay che non c'entra molto col resto del gioco. Certo potrebbe essere un buon passatempo e la presenza di classifiche in cui confrontarsi, ma la già citata presenza delle microtransazioni lo rende un add-on di secondo piano.


Alba potenziata

A fianco di queste rifiniture tipiche della serie, abbiamo un comparto grafico sostenuto dal nuovo motore proprietario di Eidos Montreal, il Dawn Engine, evoluzione del Glacier 2 visto nell'ultimo Hitman. Rispetto al precedente episodio, Mankind Divided offre mappe decisamente più ampie, con un level design più coraggioso e ricercato, al contempo offrendo pochi caricamenti nel contesto. Su console l'obiettivo del team è stato quello di ancorare il gioco il quanto più possibile ai 30 fps, cercando di non comprometterne la componente artistica e l'ambizione stilistica. Il risultato, su PlayStation 4, è complessivamente positivo - anche se non di clamoroso impatto - con qualche calo nelle situazioni più affollate, specialmente nelle sezioni ambientate in quel di Praga, il tutto ad una risoluzione di 1080p (soli 900p per la versione Xbox One).

Per quanto riguarda la versione PC, la situazione è la stessa dell'ultima avventura dell'agente 47, vale a dire che anche per Mankind Divided la versione con le DirectX 12 non funziona, almeno fino al 5 di settembre. Attualmente il gioco si presenta ricchissimo di dettagli e opzioni grafiche in grado di adattarlo anche a configurazioni meno performanti, ma purtroppo si presenta ottimizzato in maniera molto approssimativa, risultando in un frame rate abbastanza instabile a prescindere dalla potenza di calcolo delle macchina su cui gira. Tralasciando per ora il discorso tecnico di cui parleremo meglio in occasione dell'update alle DX12, va comunque ricordato che Mankind Divided è un gioco pieno zeppo di dettagli: che sia la vetrina di un negozio o il disordine di un appartamento, tutto è realizzato con cura e abbondanza, così come ogni dettaglio di umani, potenziati, armi e vestiti è reso in maniera eccellente. Tutto questo va a pesare sulle richieste di sistema, allo stato attuale non corrispondenti a quanto dichiarato nei requisiti ma, come dicevamo, l'abbondanza di filtri prova a colmare la scarsa ottimizzazione in attesa di qualche patch.


Parliamo di un videogioco

Fin dai primi trailer si è fatto un gran parlare, spesso a sproposito, di Deus Ex: Mankind Divided. Come dicevamo, c'è chi ha visto nel termine di mechanical apartheid una sorta di insulto verso gli anni della segregazione razziale, altri che sottolineano come certi contenuti siano troppo labili, che la simulazione geopolitica non sia credibile. Ebbene, non deve essere per forza credibile: Mankind Divided dipinge un universo alternativo, il Deus Ex Universe per l'appunto, in cui tutto quello che vediamo non è inventato a caso ma frutto di scelte e conseguenze, di una trama solida sostenuta da una miriade di dettagli e informazioni sparse in tutto il gioco. Un universo indubbiamente di fantasia, ma perfettamente plausibile, bello a vedersi e interessante nelle sue interazioni, decadente e inquietante, che a volte spinge anche a riflettere veramente su cosa potrebbe essere il futuro dell'umanità. Unica pecca, un finale che lascia un po' di amaro in bocca, privo di quel climax che ci aspetta in certe situazioni, ma chissà che la vera rivelazione non avvenga in un prossimo capitolo? Comunque sia Deus Ex: Mankind Divided è quanto di più vicino ci sia al capolavoro pubblicato da Spector ben 16 anni fa: dal 2029 al 2052 la strada è ancora lunga, nel frattempo un remaster di quel titolo sarebbe un modo splendido di chiudere questa trilogia.

PRO:- Level design vario e ricco
- Straordinariamente dettagliato e curato
- Gameplay ancora più vario
- Tanti nuovi potenziamenti
CONTRO:- Alcune incertezze nell'IA
- Qualche problema di ottimizzazione
- Doppiaggio con qualche pecca
Dishonored Definitive Edition ( PS4 )Corvo Attano è un Adam Jensen stile fantasy. In attesa di Dishonored II c'è la Definitive Edition.
Metal Gear Solid V: The Phantom Pain ( PC )L'ultima opera kojimiana è un fantastico ibrido di stealth e azione, in un Metal Gear per la prima volta open world.
VOTO FINALE9
SCHEDAGIOCO
Cover Deus Ex: Mankind Divided

Deus Ex: Mankind Divided

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Deus Ex: Mankind Divided2016-08-29 08:50:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/deus-ex-mankind-divided-54133/Il ritorno di Deus Ex1020525VGNetwork.it