Devil May Cry 4 Special Edition

Devil May Cry 4 non muore mai!
Scritto da @ GuidoSora7il 09 luglio 2015
Devil May Cry 4 Special Edition Recensione

Non è certo un segreto che Capcom voglia puntare tutto sui remaster. La software house nipponica negli ultimi mesi ha sfornato edizioni next-gen di grandi classici del suo vasto repertorio, composto da titoli che hanno fatto la storia del mondo videoludico. Fra questi ovviamente non poteva mancare uno dei marchi più famosi della casa giapponese, Devil May Cry, che sembrava poter davvero durare in eterno ma che più volte è caduto in disgrazia. Il reboot datato 2013 (giunto su PS4 e Xbox One negli scorsi mesi, NdR) infatti aveva spento gli animi di tutti i fan, modificando radicalmente l’aspetto e la personalità di Dante, il carismatico protagonista della serie. In linea con le attuali strategie di mercato e (si spera) per spianare la strada ad un nuovo capitolo della saga, il 23 Giugno scorso Capcom ha deciso di riproporre Devil May Cry 4 anche su console next-gen, ritoccando per l’occasione il look grafico del titolo e aggiungendo qualche piccolo extra. Ma ne sarà valsa la pena? Scopriamolo insieme!


Il Diavolo piange ancora?

In Devil May Cry 4 siamo chiamati a vestire i panni di Nero, un giovane abitante di Fortuna, una città fortezza in cui da generazioni viene venerato Sparda, un potente demone che difese gli umani in una lotta millenaria contro i suoi simili. La nostra avventura ha inizio quando, durante una cerimonia tenuta nella cattedrale della città, Dante fa improvvisamente il suo ingresso in scena e fredda con un colpo alla testa il leader del culto. In cerca di vendetta, e nel disperato tentativo di proteggere la sua amata Kyrie, Nero si lancerà subito al suo inseguimento, Lungo il percorso il giovane cavaliere però scoprirà che l’ordine che ha protetto così strenuamente nasconde molti macabri segreti. Ma, come ogni titolo della serie, la narrazione e i personaggi sopra le righe fungono semplicemente da cornice all’ottimo gameplay.


Smokin’ Sick Style!

Quando fece il suo esordio nel 2008, Devil May Cry 4 si distinse subito per le grandi novità apportate al sistema di combattimento. Sebbene gli scontri si svolgessero sempre con il tipico sistema di ranking (dalla D alla SSS) e con le classiche combo della saga, nel quarto capitolo l’esordio di Nero vide anche l’introduzione del Devil Bringer, un braccio demoniaco che permetteva di attirare i nemici e di effettuare delle prese devastanti. Anche la rimasterizzazione oggetto della nostra review si distingue in positivo proprio grazie ai combattimenti, impreziositi dall’ingresso in scena di tre nuovi personagg giocabili: Vergil, Trish e Lady. Il lavoro svolto dal team nipponico in questo senso è davvero di ottima fattura; ben lontani dall’essere semplicemente delle skin alternative, ciascuno dei nuovi personaggi presenta il proprio stile di combattimento. Lady è lenta negli attacchi ravvicinati, ma devastante con i colpi a distanza. Al contrario Trish è rapidissima nelle combo, e dà il meglio di sè negli scontri all’arma bianca. Il terzo ed ultimo dei nuovi combattenti è Vergil, uno dei personaggi storici della saga, che si distingue anche in questa nuova edizione grazie al suo particolare stile di combattimento rapido ed essenziale. 

Ma, se da un lato i nuovi personaggi costituiscono una novità interessante, dall’altro l’assenza di una campagna dedicata ad ognuno di essi lascia l’amaro in bocca a chi si aspettava qualcosa di nuovo in termini di narrazione. Ci si ritroverà dunque a ripercorrere gli stessi scenari della campagna principale, senza però poter godere delle spettacolari sequenze di intermezzo (altro particolare di pregio della saga). Le aggiunte di questa Special Edition però non si fermano qui. Oltre ai nuovi personaggi questa edizione vanta infatti altre due opzioni: “Legendary Dark Knight Mode” e la “Turbo Mode”. La prima consiste in un livello di difficoltà supplementare che vedrà un numero apocalittico di nemici in campo sin dai primi scenari, mentre la seconda permette di aumentare in maniera sensibile la velocità di gioco, rendendo ancora più frenetici gli scontri.

Con le ottime novità sopra citate Capcom ha quindi svolto un lavoro encomiabile, ma forse alcune migliorie all’impianto originale del titolo avrebbero giovato al risultato finale. La nuova incarnazione di DMC 4 in effetti è decisamente fedele all’originale… Anche nei suoi difetti. Nel 2008 l’avventura di Nero non riuscì a convincere tutti, a causa dell’eccessivo backtracking unito a sezioni platform in cui l’obbligo di utilizzare il Devil Bringer rendeva tutto frustrante. A distanza di anni le stesse pecche sono tornate dolorosamente a galla, rendendo molti momenti di gioco snervanti e ripetitivi.


Cacciando demoni in 1080p

Se dal punto di vista del gameplay la nuova edizione di DMC 4 spicca per le interessanti novità introdotte, anche dal punto di vista tecnico il lavoro svolto da Capcom è davvero degno di nota. I modelli dei personaggi sono stati rimasterizzati per l’occasione, e le nuove inquadrature permettono di apprezzare al meglio i filmati di gioco. Il risultato finale è sì un titolo che mostra i segni dell’età, ma che non sfigura affatto sulle console di nuova generazione. Con l’upgrade a 1080p inoltre arrivano anche i 60fps, solidissimi anche con lo schermo brulicante di demoni.

In conclusione, l’ennesima remaster di casa Capcom ci ha convinto, ma solo in parte. Alle interessanti nuove opzioni la software house nipponica non è stata in grado di aggiungere migliorie. Devil May Cry 4 rimane un ottimo titolo, ma ci sentiamo di consigliare l’acquisto di questa Special Edition solo ai fai più assidui di Dante e a chi nel 2008 se lo era lasciato scappare. 

COMMENTO
@ GuidoSora7

Nel 2008 intrapresi l’avventura di Nero con grande entusiasmo, ma le numerose sezioni di backtracking resero frustranti le mie partite. 7 anni dopo ho ritrovato un ottimo titolo, con gli stessi enormi pregi, ma con altrettanti difetti. Spero solo che questa remaster di Devil May Cry 4 sia d’ispirazione per un degno seguito della saga… Magari con il ritorno del vero figlio di Sparda!

GRAFICA:7Restyling ben fatto, ma il titolo mostra i segni dell’età.
SONORO:7.5OST di spessore ed effetti sonori coinvolgenti.
GIOCABILITà:8Sistema di combattimento profondo e framerate solidissimo.
LONGEVITà:7.5Per completare la campagna principale sono necessarie 15 ore, ma i nuovi personaggi e le opzioni extra ampliano l’esperienza offerta.
VOTO FINALE7.5
PRO:- Sistema di combattimento unico
- Tre nuovi personaggi da padroneggiare
- Interessanti opzioni aggiuntive
CONTRO:- Backtracking eccessivo
- Fasi platform a tratti frustranti
- Assenza di campagne dedicate ai nuovi personaggi
DmC Devil May Cry: Definitive Edition ( PS4 )Il reboot firmato Ninja Theory che ha diviso a metà i fan della saga. Merita una chance.
Devil May Cry HD Collection ( PS3 )La trilogia pubblicata per la prima volta su PS2 torna rimasterizzata e con diverse aggiunte. Disponibile su PS3 e Xbox 360.
SCHEDAGIOCO
Cover Devil May Cry 4: Special Edition

Devil May Cry 4: Special Edition

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