Diablo III: Ultimate Evil Edition

Nessuno può sconfiggere la Morte.
Scritto da Mail@ Meghar1il 21 agosto 2014
Diablo III: Ultimate Evil Edition Recensione

"Respirare l'oscurità è come immergersi in un mondo nuovo, grottesco, senz'anima. Niente anima, niente rimpianti. Basta con la squallida vita, la libertà è nella Morte."

Diablo III: Ultimate Evil Edition è senza dubbio la cosa più bella dell'estate. L'edizione finale di Diablo III arriva su console (anche old-gen, PS3 e Xbox 360, seppur in questa sede tratteremo di "robba nuova" con la versione PS4 da noi testata) e lo fa in maniera più che roboante. Con tutte le novità che essa implica, ci vorrebbe un libro per scrivere tutto, ma noi siamo più scaltri - e adoriamo il fancazzismo - e faremo un sunto per farvi comprendere al meglio cosa dovete pensare di Diablo III: Ultimate Evil Edition.


Crazy little thing called Death

Come sicuramente sapete già, la novità più "evidente" di questa Ultimate Evil Edition è senza dubbio il quinto atto, l'arrivo di Malthael nelle nostre vite. Per chiunque detesti gli spoiler e non abbia ancora giocato Diablo III, suggeriamo di saltare a piè pari praticamente tutta la recensione e concentrarsi sui voti (i più bastardi di voi lo fanno già, sprecando il nostro lavoro in maniera ignobile, VERGOGNA!). L'Arcangelo della Saggezza, o ciò che ne rimane, è Malthael, fratello spirituale di Tyrael, il nostro buon amico, anch'egli "ex" della schiera angelica. Un breve riepilogo della vicenda? Presto detto: siamo a qualche attimo dopo la sconfitta del Primo Maligno, con la Pietra Nera delle Anime che contiene il Male allo stato puro, l'oscurità più nera, il terrore e la nefandezza del mondo, e probabilmente anche la discografia di Gigi D'Alessio. Tutto questo concentrato di putridume convince il buon Tyrael a nascondere la Pietra in fondo ad una struttura sconosciuta, per sigillare la reliquia ed evitare che il Male torni ad infestare il mondo. Mentre un gruppetto di Horadrim (ehi, allora ce n'erano ancora, e pensare che Cain s'è rubato la scena per anni) si occupa di portare la Pietra in un luogo sicuro, compare Malthael, ora nelle inquietanti vesti di Angelo della Morte, colui che dà il sottotitolo al quinto atto di Diablo III: il Reaper of Souls. Dopo aver sottratto la Nera Pietra, Malthael scompare e Tyrael deve rintracciare il nostro adorato eroe, il Nefilim che ha sconfitto Il Primo Maligno


Mamma, ho Il Male nella console!

Fondamentale per la valutazione di questa Ultimate Evil Edition è capire come si gioca a Diablo III su console. Ovviamente per la specifica completa dei controlli e di come Blizzard abbia svolto egregiamente il lavoro, rimandiamo alla nostra recensione del titolo originario senza dimenticare che è d'obbligo anche rimandarvi alla recensione di Reaper of Souls per PC, stilata dal nostro amato furetto erotomane Elio "Kable" Capalbo, così che abbiate un quadro più che chiaro delle novità introdotte, che qui riassumeremo per amor di sintesi. Prima di fare un resoconto delle news, è bene specificare che tecnicamente Diablo III: Ultimate Evil Edition è una gioia per occhi e orecchie. Graficamente è ottimo, benché un filo datato se messo a confronto con la nuova generazione, ma fluidissimo - specie su PS4, i 1080p sono una realtà conclamata - e pieno di effetti di luce importanti e ben realizzati. L'audio è sui soliti livelli, musiche accattivanti e coinvolgenti, doppiaggio ben concepito e gli effetti sonori rendono molto bene, lasciandoci anche l'occhietto lucido nel caso di effetti sonori "storici". Molto buono il lavoro di porting, ancor meglio che su PS3 e Xbox 360. La giocabilità è rimasta quella, con la "schivata" (stick destro) che rimane una mossa in più rispetto alla versione PC, un po' più grezza rispetto a quelle degli action più noti, ma comunque utile per la svolta d'azione che ha preso il titolo con il passaggio su console. 


Novità? Novità? Poche, ma buone!

Anche se trovate tutto nella recensione di Reaper of Souls, è bene chiarire anche qui che questa Ultimate Evil Edition porta in dote la corposa patch 2.0.1. Questo aggiornamento imponente (a parte decretare la chiusura della schizofrenica Casa d'Aste in denaro reale) porta con sé il sistema Loot 2.0 e il Paragon 2.0. Il Loot 2.0 è una vera e propria rivoluzione nel sistema di Loot, infatti i nemici - Elite inclusi - dropperanno molti meno items, che però saranno quasi sempre attinenti alla classe che stiamo utilizzando in quel momento. Chiaramente il sistema è da una parte utile, dall'altra un po' troppo facilitante, specie se si utilizza la nuova classe introdotta dall'espansione di Reaper of Souls: il Crociato. Esso infatti è un tank da combattimento, un animale capace di fronteggiare orde di avversari senza subire troppi graffi, e se usato da mani sapienti risulta l'arma definitiva contro il Male. Dopo questa digressione sul Crociato, sappiate anche che il Level Cap 70 è praticamente svanito, infatti il sistema Paragon 2.0 ci consente di aumentare il nostro livello di combattimento sempre di più, in modi abbastanza variegati (riferitevi sempre al papiro-recensione di Kable per delucidazioni più specifiche). 


Problemi? Qualcuno...

I primi problemi di questa (stupenda) edizione di Diablo III si sono presentati quando abbiamo effettuato dei tentativi di multiplayer. In teoria dovrebbe esser presente il decantato Apprentice Mode, nel caso in cui ci sia differenza eccessiva tra i personaggi, il più debole viene livellato (temporaneamente) a quello più forte, consentendo una sessione di multiplayer equilibrata e divertente. Purtroppo gli errori nelle sessioni non sono stati rari, dunque è stato complesso testare per bene la modalità. Oltre questo, abbiamo sentito la mancanza di qualche aggiunta in più, come un'altra Classe di personaggi, per dirne una. Poi l'Atto V è sicuramente longevo (almeno 5 ore di sano impegno le offre), ma alla fine del medesimo avevamo ancora voglia di Diablo. Insomma, uno sbarco su next-gen poteva anche meritare qualcosa di più. 

Tutto sommato, dobbiamo promuovere questa Ultimate Evil Edition a pieni voti, perché sarebbe da pazzi fare diversamente. L'Edizione definitiva per godere al meglio di Diablo III è sicuramente questa, forse persino in barba al capitolo "originario" su PC

COMMENTO
Mail@ Meghar1

Dopo i primi improperi per il sistema di controllo diverso dal solito, ho goduto come una scrofa umidiccia a giocare questo Diablo III: Ultimate Evil Edition. 

Malthael è uno splendido antagonista, il mondo di gioco è sempre figo e la ricerca dell'armamentario è ogni giorno più arrapante. Insomma, se non sono eccitato sessualmente, è solo perché non ho scelto un personaggio femmina. 

GRAFICA:9Portare su console un gioco come Diablo non è mai semplice, ma se tutti i porting fossero così, vivremmo in un mondo migliore.
SONORO:9Musiche, doppiaggio ed effetti (anche quelli storici) d'altissimo livello. Bravi ragazzi.
GIOCABILITà:9.5Non ci aspettavamo una trasposizione di giocabilità così ottimale, venendo da un mondo tutto tastiera e mouse, ma Blizzard ha lavorato alla grandissima.
LONGEVITà:9Avrete da giocare per mesi, tra storia, dungeon sempre nuovi e livelli di difficoltà elevati.
VOTO FINALE9
PRO:- L'edizione definitiva di Diablo III
- La Morte
- Fluido, bellissimo e raffinato
CONTRO:- Alcune problematiche con la gestione del multiplayer
- L'atto V è quasi "pochino"
- Solo il Crociato, come nuova classe
Diablo III ( PC )L'inizio di tutta la storiaccia. Naturalmente su PC.
Diablo III: Reaper of SoulsL'espansione, Reaper of Souls. Diablo III è incompleto, senza.
SCHEDAGIOCO
Cover Diablo III: Ultimate Evil Edition

Diablo III: Ultimate Evil Edition

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Diablo III: Ultimate Evil Edition2014-08-21 16:15:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/diablo-iii-ultimate-evil-edition-46881/Nessuno può sconfiggere la Morte.1020525VGNetwork.it