Disney Infinity 3.0

Infinity si presenta alla cura Star Wars per il salto di qualità definitivo
Scritto da Mail@ mattscannail 09 settembre 2015
Disney Infinity 3.0 Recensione

Immaginate di essere in casa da soli, un po’ abbacchiati o stanchi e sentire la fame che sale. Sono le otto di sera di un cavolo di martedì, non avete la forza di fare nient’altro che mettere su l’acqua, tirare fuori la passata dalla credenza e un pugno di spaghetti, così, senza pesarli, andando a occhio come sempre. L’acqua bolle, il tempo trascorre e alla TV passa la pubblicità di Master Chef. La fame aumenta, il languorino chiede qualcosa di più di un banalissimo spaghetto al pomodoro. E così, di punto in bianco, l’illuminazione: padellina, un filo d’olio, triturate una cipolla e via, la protagonista, la raison d’étre del piatto si manifesta davanti a voi. In arte, la pancetta, in grado di rivoluzionare la vostra cena e renderla la spinta giusta per avere la forza di accendere la Play e andare avanti in quella benedetta missione di Metal Gear Solid V.Mi immagino Disney Interactive e Avalanche Studios a volte nella loro sala riunioni, in sede di brainstorming di idee per il nuovo Disney Infinity, nella stessa situazione. Il prodotto – il piatto – è buono, certo, basato sulle miriadi di brand del colosso di Burbank, ma manca qualcosa, manca l’ingrediente speciale in grado di rendere interessante anche una conferenza di quattro ore sui bachi da seta vietnamiti. Ed è così che la pancetta di Disney Infinity 3.0 è qui, assieme al nuovo Starter Pack: ecco a voi Star Wars, il risolutore di tutti i mali. La terza iterazione di Disney Infinity perciò, anche e soprattutto per chi vi scrive, è passata sin dall’annuncio (atteso in verità sin dall’acquisizione del brand da parte della compagnia che fu di Walt) da essere “l’ennesima release invernale della quale mi potrebbe fregare di meno” a “mmh, interessante”. E devo dire che il tempo che ho speso in questa recensione è stato alquanto piacevole, senza però riuscire a superare i difetti e i limiti, sì, meglio chiamarli limiti, di questa joint venture tra Avalanche e altri 4 o 5 studi di sviluppo.


​Vi mancava Jar Jar, vero? Vero?

3.0 presenta piccole novità dedicate alla Toy Box, come lo storico cinema El Capitan di Los Angeles riadattato come vetrina per i livelli user-created (anche se al momento è popolato quasi solo da sforzi del team di sviluppo), la sala giochi di Finn di Tron riutilizzata come base per le missioni online e il nuovissimo Toy Box Hub, dove esplorare tutte le possibilità della scatola dei giochi guidati da alcuni tutor d’eccezione, contribuendo a creare un necessario tutorial mascherato per una modalità tanto completa quanto difficile da approcciare. Tuttavia, l’attenzione mediatica intorno a questo nuovo episodio non si è certo concentrata su queste cesellature, ma piuttosto sul grande nome di Star Wars stampato sulla confezione del – più economico ma senza power disks – Starter Pack di quest’anno. Il primo playset (piccole campagne contenute in una action figure NFC specifica) dedicato al brand di Lucasfilms si chiama Il Crepuscolo della Repubblica e ci porta per una manciata di ore nel mondo della Guerra dei Cloni con una semplice storyline ambientata tra episodio 2 ed episodio 3. Impersonando Anakin Skywalker o Ahsoka Tano (quella Jedi dai capelli strani simil rasta, oggettivamente inclusa solo per continuare la tradizione di un personaggio femminile in ogni scatola, a costo di farla sembrare oggettivamente fuori luogo, ndr) o magari uno dei personaggi aggiuntivi come il giovane Ewan McGregor (scherzo, Obi Wan Kenobi va meglio) o il maestro Yoda, affronteremo la minaccia dei Sith in un action adventure inedito. Saltellando tra location della galassia pre-Impero conosciute e molto curate sia artisticamente che graficamente, dovremo sgominare un piano malefico di Darth Maul, in quello che sembra tanto un “filler” – prendendo in prestito un termine dal mondo degli Anime – della serie regolare di Star Wars. Sebbene la storia, la quale include poco convincenti sessioni aeree e una gara con gli sgusci, si lasci giocare tranquillamente ma voli via piuttosto in fretta, Avalanche Studios ha piazzato una serie di missioni davvero idiote, passatemi il termine, per allungare il brodo. Non se ne sentiva il bisogno: come si può pensare che il maestro Yoda perda tempo ad aiutare nelle consegne il corpulento cuoco amico di Obi Wan in L’attacco dei Cloni o preparare la parata per la festa di compleanno del senatore Palpatine (!). Non fa ridere, non c’entra nulla con Guerre Stellari e non è giustificabile anche se si tratta di un titolo dedicato ai più piccoli, in quanto la noia e la ripetitività si manifesteranno dopo due minuti. Quello che invece è migliorato esponenzialmente rispetto al passato e che mi ha divertito assai è il sistema di combattimenti, nel quale si nota certo la mano di Ninja Theory (Ninja Gaiden, DMC), intervenuta nello sviluppo degli scontri corpo a corpo con spade laser. Coadiuvati dai nuovi e più dettagliati alberi delle abilità, i maestri Jedi diverranno dopo poche sfide delle vere e proprie macchine da guerra, abili nello sfoderare combo aeree o a ritmo classiche degli action games più quotati. Certo, non si può avere la profondità di un Bayonetta e nemmeno il ritmo di un Devil May Cry, ma non ce n’era neanche bisogno: i risultati sono già stati più che buoni, tanto da spingermi a provocare zuffe in ogni momento possibile.


Dentro fuori

La versatilità di Disney Infinity 3.0 si manifesta – Star Wars a parte – nel secondo playset finora rilasciato (un terzo, dedicato alla trilogia originale di Luke e Darth Vader – mi rifiuto di chiamarlo Fener – è in arrivo entro fine mese e ci sarà anche un quarto set di livelli ispirato al Risveglio della Forza) e datomi in gentile concessione da Disney Italia per il test: sto parlando di Inside Out. Il geniale – fidatevi, l’ho visto – film della Pixar basato sulle emozioni antropomorfizzate di una ragazzina di 11 anni non è ancora arrivato in Italia, ma è già un successo non da poco nel resto del mondo, tanto che Disney ha appunto deciso di dedicargli un set per il suo titolo più di richiamo. Il tono di Inside Out in Infinity 3.0 è quanto di più lontano ci sia rispetto al suo cugino spaziale: vista la demografica storica della serie orientata sui più giovani e molto affine anche al mercato femminile, era giusto presentare un’alternativa ai toni – seppur mitigati – più violenti di Star Wars. Il playset di Inside Out esplora un ramo narrativo inedito, slegato dalla trama del film, quindi non esiste problema di spoiler per chi non lo avesse ancora visto e si traduce in un platform 2D e 3D dalle meccaniche di base molto banali ma con qualche twist simpatico legato alle caratteristiche dei cinque personaggi giocabili. Non preoccupatevi nel caso non aveste i soldi per acquistare tutte e cinque le action figures, un comodo sistema di “costumi” vi permetterà di completare al 100% i livelli, diversamente da quello che accade a volte nel esoso Skylanders. L'unica nota negativa Inside Out è tecnica: graficamente presenta una qualità terribile, inadeguata davvero per PS4 e Xbox One


Opere d'arte NFC

L’ultima novità con cui vorrei chiudere è quella delle vere protagoniste di ogni “toys-to-life” ovvero le action figures NFC-dotate di Disney Infinity 3.0. Oltre ai già citati Jedi e i protagonisti di Inside Out, troverete nei negozi anche modellini da Thor Legacy, la serie di Star Wars Rebels e i classicissimi Topolino e Minni, oltre al simpatico Olaf di Frozen. Altre statuette sono in arrivo nelle prossime settimane, incluse quelle dedicate alla trilogia originale e a The Force Awakens ovviamente. Una nota di plauso: la qualità di queste action figures è davvero ottima, senza dubbio la migliore sul mercato.Disney Infinity perciò migliora, portando qualche novità strutturale e due playset interessanti seppur imperfetti per ragioni diverse. Il richiamo di Star Wars è ovviamente tanto e il brand è ben sfruttato, ma proprio nel gameplay devo dire di aver notato una certa limitatezza rispetto a un gioco molto più definito e completo come Skylanders, il vero rivale prodotto da Activision. Voler essere action, platform e adventure è forse troppo per pretendere un’esperienza finemente cesellata, non credete? Per i più piccoli o per i più fantasiosi infine, la Toy Box offre numerose possibilità, ma personalmente mi è sembrata un calderone fin troppo confuso e di difficile godimento, al di là delle buone premesse.

COMMENTO
Mail@ mattscanna

Vi dirò: mi aspettavo di più. Le statuette sono pazzesche, ma il gioco semplicemente non mi ha mai appassionato. Sono un fan clamoroso di Guerre Stellari e alcune scelte di “bastardizzazione” del brand non mi sono piaciute, inoltre tecnicamente non ci siamo, nella maggior parte delle situazioni. Sembra che tutti stiano sperticando lodi su quanto Infinity 3.0 sia migliorato rispetto a un anno fa; il che mi fa pensare che non mi sia perso nulla a iniziare da questo capitolo la mia avventura con la serie.

GRAFICA:6.5Le ambientazioni di Star Wars sono buone, ma spesso mostra un look vetusto.
SONORO:8Le musiche originali, peccato che non ci siano anche tutti i doppiatori ufficiali.
GIOCABILITà:7Combattimenti molto migliorati, senza troppe pretese.
LONGEVITà:7.5La Toy Box è potenzialmente infinita, i playset no.
VOTO FINALE7.5
PRO:- Star Wars
- Il lavoro di Team Ninja si sente
- Toy Box sempre più completa…
CONTRO:- … Ma anche confusionaria
- Graficamente scadente in molte situazioni
- La varietà va a scapito della profondità del gameplay
Skylanders SuperChargers ( Wii U )Vedremo come andrà lo Skylanders con le macchinine. Di base, tra le due serie c’è una bella differenza in termini di qualità a favore di Activision.
LEGO Dimensions ( XBOX ONE )I mattoncini danesi pronti all’esordio nel mercato dell’NFC.
SCHEDAGIOCO
Cover Disney Infinity 3.0

Disney Infinity 3.0

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Disney Infinity 3.0 2015-09-09 15:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/disney-infinity-30-50531/Infinity si presenta alla cura Star Wars per il salto di qualità definitivo1020525VGNetwork.it