Double Dragon Neon

Torna la coppia di fratelli più gettonata degli Anni Ottanta!
Scritto da Mailil 20 settembre 2012
Double Dragon Neon Recensione

Di questi tempi sembra che i remake vadano di moda: infatti sono molti i giochi che stanno tornando in auge con la grafica in alta definizione, come ad esempio Project Giana - remake di Great Giana Sisters in uscita il prossimo anno - oppure Toki, ma anche classici come Space Invaders e Galaga.

Il gioco che vi proponiamo oggi ha segnato il genere dei picchiaduro a scorrimento, diventando un vero e proprio pezzo di storia videoludica: stiamo parlando di Double Dragon. Il gioco in questione è stato appunto un beat’em up Anni Ottanta uscito sia in sala che nelle console dell’epoca e i meno giovani di voi lo ricorderanno senz’altro; la versione Neon è il ritorno del brand sulle console dell’attuale generazione, proprio in concomitanza con il suo venticinquesimo anniversario, e porta con se diverse novità e un rinnovamento grafico.

IFrame


Salvare una ragazza non è facile

Appena avviato il gioco di WayForward e premuto il tasto start, ci siamo ritrovati alle prese con un piccolo deja vu: assistiamo infatti ad una scena piuttosto familiare, che vede la giovane Marion rapita da un gruppo di loschi figuri in un vicoletto buio; subito dopo fanno la loro comparsa i due fratelli Billy e Jimmy Lee, in uscita da un garage con l’intento di portarla in salvo. Questa infatti era l’intro originale di Double Dragon, e continuando a giocare i ricordi riaffiorano passo dopo passo dando l’impressione del solito remake: dopo un po’ però ci siamo invece resi conto di essere di fronte ad un vero e proprio reboot per la serie, ma andiamo con ordine. Il gioco ci da la possibilità di giocarlo sia da soli che con un amico in locale, con il primo giocatore che controllerà Billy e il secondo Jimmy: le meccaniche di gameplay sono quelle classiche del genere, con qualche novità in più. Un esempio risiede nel fatto che i due fratelli possono alternare diversi attacchi dando vita ad una serie di combo, con la possibilità di effettuare attacchi in corsa, attacchi dall’alto e attacchi bassi, con la capacità anche di schivare gli attacchi, raddoppiando i danni per un piccolo lasso di tempo; altra particolarità è lo stordimento dei nemici che, “entrati” momentaneamente in questo stato, danno ai giocatori la possibilità di afferrarli con una presa, colpirli con un uppercut oppure continuare a colpire l’avversario mentre è in aria, scatenando delle vere e proprie devastanti combo. Ma, come tutti i beat’em up dell’epoca, ci sono anche modi alternativi per eliminare i propri nemici: infatti disseminate nei vari livelli ci sono armi di ogni genere, quali mazze da baseball, pistole, coltelli, shuriken e perfino teste di zombi, per non parlare poi della facoltà di lanciare bidoni o barili esplosivi. Ma il nostro arsenale non finisce qui, dal momento che i nemici uccisi alcune volte lasceranno a terra delle musicassette, contenenti delle abilità speciali che si dividono rispettivamente in passive e attivabili: le prime aumentano semplicemente gli status del proprio personaggio mentre le seconde hanno diversi effetti, e vanno ad infliggere danni ai nemici, con fulmini, granate, palle di fuoco e perfino un potente drago fiammeggiante. Le abilità appena citate possono anche essere acquistate nei negozi nascosti nei livelli, oltre ad essere potenziate dal fabbro, grazie al Mytrhill rilasciato dai boss di fine livello.

Per quanto riguarda il gioco in cooperativa, essenzialmente non abbiamo nulla di nuovo tranne alcune cose, come ad esempio le abilità speciali non condivise, con ogni giocatore intento a comprare e raccogliere individualmente le musicassette per poi usarle a proprio piacimento; in caso di dipartita di uno dei due, i fratelli potranno rianimarsi a vicenda con un simpatico mini gioco oppure battere il cinque: nell’ultimo caso ci sono tre vie a propria disposizione, ed a seconda della direzione della levetta analogica avremmo un effetto diverso, come il raddoppio del danno, divisione equa dell’energia dei due giocatori e “rubacchiata” ai danni del proprio compagno, un azione non proprio amichevole, ma che nelle situazioni più estreme potrebbe tornare utile.


Botte da orbi a fumetti

Lo stile grafico adottato per il nuovo Double Dragon Neon è molto fumettoso, a partire dai menù fino ai nemici, ai boss e agli stage, il tutto contornato da alcuni elementi retrò che ricordano molto gli Anni Ottanta, come ad esempio le musicassette, oppure riavvolgere il nastro di tale cimelio per rianimare il proprio compagno. I nemici sono animati tutti piuttosto bene, e ce ne sono alcuni familiari e altri del tutto nuovi, come zombie, robot e quant’altro; anche gli stage sono tutti nuovi e spaziano da basi spaziali, cimiteri e laboratori segreti, ad eccezione del primo stage, identico all’originale, ma modernizzato. Questi sono alcuni degli elementi che ci hanno distolti dall’ipotesi del solito remake: anche i boss, compreso quello finale sono completamente nuovi e sono resi davvero bene, soprattutto quelli massicci, come un potente carro armato o una pianta mutante gigante, con l’aggiunta del fatto che sono molto divertenti.

Per quanto riguarda il comparto audio, abbiamo una buona colonna sonora composta da canzoni nuove, sia cantate che strumentali, sempre sullo stile degli Anni Ottanta, con l’interessante aggiunta di alcuni brani in voga in quell’epoca.

Tirando le somme, abbiamo trovato in Double Dragon Neon l’essenza del capostipite, adornato da alcuni elementi completamente nuovi: oltre che ad essere divertente, ad eccezione di alcuni livelli o boss particolarmente ostici; ce la sentiamo quindi di consigliarlo sicuramente a tutti i fan del brand e a tutti i nostalgici del genere.

COMMENTO
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Double Dragon Neon è stato un bel tuffo nel passato: io giocai al capostipite sulla mitica Amiga 500 e, anche se con quest’ultimo ha poche cose in comune, mi sono divertito molto. La grafica è piacevole, alcuni boss sono veramente ben fatti, inoltre c'è una moltitudine di abilità speciali tutte utili e ben fatte. Unico neo è la difficoltà: nonostante abbia giocato alla difficoltà più bassa, alcuni livelli o boss erano piuttosto ostici, ma devo dire che, giocato in due, è più scorrevole. Consiglio il gioco a tutti i fan e gli amanti del genere, anche se il prezzo di € 9,99 è forse eccessivo per un gioco non molto longevo e povero di contenuti.

GRAFICA:8La grafica è accattivante e colorata in stile al quanto cartoon, con alcuni stage veramente azzeccati e dei boss molto piacevoli, soprattutto i più grossi.
SONORO:8La colonna sonora del gioco è ispirata all’epoca anni ‘80, al quale il titolo appartiene, ed alcuni brani cantati sembrano prelevati direttamente dalle pellicole cinematografiche dell’epoca.
GIOCABILITà:7.5Double Dragon Neon è il classico beat’em up, giocato in solitario rimane comunque piacevole anche se ostico in alcuni punti, ma in due è decisamente più divertente e facile. Niente checkpoint.
LONGEVITà:7Purtroppo il titolo, sotto il punto di vista della longevità non è il massimo, essendo un picchiaduro a scorrimento non dura moltissimo, avendo solo 10 stage complessivi; inoltre non ha modalità alternative.
VOTO FINALE8
PRO:- Tante abilità speciali differenti
- Boss veramente ben fatti
- Co op in locale
CONTRO:- Assenza della co op online
- In single può risultare ostico
- Assenza dei checkpoint nei livelli
Scott Pilgrim Vs. The World ( PS3 )Altro picchiaduro a scorrimento, questa volta ispirato all’omonimo fumetto.
Streets of Rage IIForse il miglior picchiaduro a scorrimento dell'epoca.
SCHEDAGIOCO
Cover Double Dragon Neon

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Double Dragon Neon 2012-09-20 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/double-dragon-neon/Torna la coppia di fratelli più gettonata degli Anni Ottanta!1020525VGNetwork.it