Duke Nukem Forever

Il ritorno di un uomo con le palle d'acciaio!
Scritto da Vincenzo "Vinz" Petrassiil 16 giugno 2011
Duke Nukem Forever Recensione

Ebbene, Duke Nukem Forever è uscito! Sul serio, non è uno scherzo, aprile è passato… a questo giro ci sono riusciti davvero! Ci sono state rotte le scatole per dodici anni, era diventata la barzelletta annuale, una serie interminabili di lavori in corso poi smantellati e ricominciati con un nuovo engine, un'estenuante ricerca di perfezione che non erano capaci di ottenere i nostri vecchi amici di 3D Realms, ma l’attesa è finita. È tornato in pompa magna grazie a Gearbox Software. VGNetwork festeggia il ritorno di un uomo… uno con le PALLE D’ACCIAIO!


I’m back, baby!

Era il 1996 quando Duke Nukem fece il suo passo nel mondo del 3D, e che passo! Era il 1996 quando 3D Realms rilasciava il grandissimo Duke Nukem 3D, terzo episodio del muscoloso e stereotipato eroe, che si classificò come uno dei più grandi FPS di tutti i tempi. L’irriverenza, l’ottimo level design e l’interattività lo fecero preferire da molti giocatori al tuonante Quake di id Software. Duke non poteva contare su un livello tecnico e sonoro al livello di Quake, ma aveva stile, carisma da vendere, era divertente come pochi, tra i portabandiera del genere FPS degli Anni Novanta.

Era proprio quell’anno quando alla fine del gioco usciva scritto a caratteri belli grossi “A presto il seguito!”, essì, bella promessa. Era l’E3 del 1998 quando 3D Realms mostrò il primo trailer di Duke Nukem Forever, un titolo che di per sé diventò subito una presa in giro perché, guardacaso, quella fu un inizio di un attesa che sembrò davvero durare PER SEMPRE. Tuttavia, dopo dodici maledettissimi anni di trailer, annunci e smentite, ecco che Duke è tornato, finalmente, in un gioco che tra volgarità, citazioni e ironia fa la gioia dei suoi fan che sono rimasti fedeli sino alla fine.

È venuto il momento di spaccare i culi e mangiare girelle… ma le girelle le abbiamo appena finite!


Duke vive!

“Quei maledetti alieni, me la pagheranno per aver distrutto la mia nave…”

Così recita un Duke palesamente incazzato ad inizio gioco, mentre sta svuotando la sua enorme vescica in un gabinetto dello stadio, dove infuria una grande battaglia che sicuramente i fan ricorderanno. Il tempo di capire cosa sta succedendo e disegnare qualcosa sulla lavagna dei soldati, magari qualcosa di fallico che verrà subito apprezzato dall’uomo a fianco, che si va incontro al grosso ciclope bastardo in mezzo al campo da rugby armati di enforcer. Sì, è quello che state pensando: è il boss finale di Duke Nukem 3D.

Con accortezza evitiamo i suoi colpi e scarichiamoci addosso la nostra fedele arma mentre dal cielo arrivano i rifornimenti. Una volta abbattuto il ciclope , gli saltiamo adosso e in una sequenza QTE stacchiamo via i tubi di energia sulle spalle ammazzandolo e calciamo un bel fuoricampo col suo occhio per festeggiare: “E va a segnare!”


Ti è piaciuto il gioco, baby?

E quello che abbiamo appena giocato nel prologo altro non era che un videogioco dedicato al nostro protagonista, mentre questi veniva “intrattenuto” da due petulanti gemelle che chiedono se gli è piaciuto. Ironicamente Duke risponde che l’ha apprezzato, e non dovrebbe essere altrimenti dopo ben dodici fottutissimi anni che lo aspettava! Ma ci credete? L’autoironia in questo gioco non manca sicuramente. Duke ha salvato il mondo dodici anni prima, è una star planetaria: ha un suo palazzo, un suo show TV, una sua catena di fast food, una piazza dedicatagli, ecc.

In questa prima parte di gioco girovaghiamo per l’immensa reggia, ammiriamo tutti i titoli celebrativi del Duca cogliendone eventuali citazioni, interagiamo con una vasta gamma di oggetti per aumentare il nostro Ego, così è chiamata la salute nel gioco. Azioni come ammirarsi allo specchio, sfogliare riviste erotiche, preparare il popcorn nel microonde e fare fotocopie del nostro didietro, la prima volta aumentano la barra di diversi punti. Il resto è costellato di altrettanti minigiochi come il tavolo da biliardo subito disponibile, per poi passare al flipper a tema Duke Nukem finendo alle slot machine e video poker. Certamente c’è molto in cui sbizzarrirsi anche perché l’irriverenza di questo gioco la si può vedere molto, ma molto spesso tra allusioni esplicitamente sessuali, turpiloquio e altre amenità come gettare in giro un escremento trovato in un water (sì fa schifo ma è bello sentire Duke che si lamenta quando lo prende XD ndr).

Tutto sembra scorrere tranquillo, se non fosse che gli alieni cattivi sono tornati, ma sembrano inizialmente avere intenzioni neutrali. Duke discende nella Duke-Caverna nella quale lo stesso Presidente ci dice che vuole trattare con l’Imperatore Cycloid e tenerci a freno, onde evitare un altro macello che distrugga di nuovo Las Vegas per causa “nostra”. Ebbene, Duke vorrebbe tanto acconsentire, ma il caso vuole che gli invasori rompano il presunto trattato di non belligeranza e irrompano nel suo palazzo nel tentativo di ucciderlo! Mai avessero fatto questo errore: Duke è incazzato, si sono permessi di irrompere in casa sua, adesso i suoi cazzotti si faranno sentire.


This really pisses me off!

Duke Nukem Forever è un FPS classico, lineare e frenetico. Non ci si sporge dagli angoli, non ci sono coperture, c’è il confronto diretto con l’avversario e al massimo ci si nasconde accovacciati dietro qualcosa. Accoppati i primi incursori ci si appropria dei loro fucili laser e ci si fa strada nel sotterraneo del suo palazzo, si cerca di raggiungere una potente torretta da adoperare in cima passando per condotti e riattivando nel mentre l’energia dell'IA che regola tutto trovando tre cariche speciali, di cui una da recuperare con una macchina telecomandata!

Sterminata la prima orda di alieni in cielo si passa ad altre sessioni frenetiche nonché una spassosa sequenza nel quale da lillipuziani ci facciamo strada tra le gambe dei cattivi e fuggiamo via a bordo di una macchina giocattolo in un livello che sa molto di Re-Volt (non lo conoscete? Che peccato! Ndr) a base di ostacoli e rampe fatte di oggetti domestici. Dovremo pure scendere dalla macchina per attivare interruttori che aprono porte saltellando sui vari mobili e smuovendo oggetti alti che facciano da passerelle. Presto, si ritorna normali e finita di debellare l’incursione e prossimi ad una ricompensa delle gemelle, assistiamo al rapimento delle nostre pupe. Gli alieni ci riprovano.


Nobody steals our chicks, and lives!

Ancora più incazzato di prima, Duke ricomincia la guerra che si ripete. Tutti vogliono il suo aiuto, lo stesso Presidente lo incolpa di aver rotto la pace, ma a lui non gliene importa nulla. Nessuno tocca le nostre donne!

Nella sua linearità, Duke Nukem Forever non lesina su sequenze platform nella forma rimpicciolita: certo, non sono il massimo, ma riescono a creare situazioni alternative, come quando ci ritroviamo contro avversari immensi. Ben ideati, invece, sono i puzzle, che rievocano quelli a base di fisica di Half-Life 2: capita spesso di dover accatastare bidoni pesanti per fare da contrappeso, o di interagire con macchinari come una gru, usata per sfondare un muro, o una grande statua del Duca da posizionare in modo tale da creare un ponte. Ancora, sono presenti delle sezioni di guida, che, al di là della macchina giocattolo all’inizio, vedono Duke ai comandi di un monster truck, denominato Mighty Foot, per le dune e mosso da una fisica piuttosto riuscita (o almeno così pare a me ndr), peccato sia una sezione un po’ dilungata.

Negli scontri prendono parte tutti i tipi di alieni visti in Duke Nukem 3D. Tornano gli sbirroporci (aka Pigcops), non molto intelligenti, che caricano spesso a testa bassa, specialmente quando, in fin di vita, vanno in modalità berserk saltandoci addosso e avviando sequenze QTE corpo a corpo nelle quali spacchiamo le loro fauci. Suddivisi in più categorie di grandezza e cattiveria sempre maggiori, sono equipaggiati con fucili, pistole, lanciarazzi e granate; cercano spesso pure di usare torrette. Di seguito abbiamo tre tipi di incursori, rettiliani che usano specifiche armi laser; si teletrasportano alle nostre spalle quando minacciati e accerchiano spesso, usano i jetpack e, nella versione più grossa, si muniscono di scudo. Seguono altri tipi di nemici di maggiore potenza, come la grassa razza volante che lancia missili “dalle parti basse” e carica in volo, per poi arrivare ai fastidiosi Octabrain che usano la telecinesi per lanciare addosso oggetti dello scenario causando danni ingenti oppure sfere di energia, concludendo poi coi monumentali boss che segnano la fine di alcuni passaggi chiave di gioco, sfide piuttosto ardue ma mai impossibili.

Duke Nukem Forever, come il predecessore, offre una sfida elevata già a difficoltà normale. I nemici fanno tanto male, attaccano in tanti, alcuni passaggi sono snervanti, ma Duke ce l’ha più grosso, il fucile! Riprendiamo in mano tutte le armi già utilizzate quindici anni fa, manca il mighty foot (ma il nome è stato usato per il monster truck), ma sferriamo cazzotti che pesano quanto il piombo. La pistola è precisa e buona contro porci e incursori deboli, il fucile a pompa sarà il nostro amico più caro perché è una cannonata dalla corta distanza, la sventratrice scarica proiettili come il miglior mitragliatore ma ha il vizio di esaurire in fretta i colpi, così come l’avaro lanciarazzi che può contare su cinque razzi solamente, il fucile a rotaia è una bella railgun per la lunga distanza e il devastator è un lanciamissili a ripetizione prezioso ma molto raro. Ci stanno le tre armi delle tre classi di incursori, la prima basata su laser semplice, la seconda sembra una mitragliatrice e la terza lancia tre missili a ricerca. Infine, troviamo il riduttore, che rimpicciolisce gli alieni consentendoci di calpestarli, e il congelatore, che si autoricarica nel tempo e congela i nemici. L’aspetto che può lasciare basiti riguardo le armi è che se ne possono portare solo due alla volta, scelta che va a cozzare con lo spirito old school del gioco ma che in realtà è ben studiata visto che ad ogni stage ci sono poche armi da raccogliere, che sono perlopiù specifiche per i nemici presenti. Ad accompagnare gli strumenti di morte ci sono quattro “gadget”, da selezionare con la croce direzionale. Ci sono le lenti che permettono la visione notturna, la lattina di birra che rende più resistenti ai danni, gli steroidi che fanno andare in berserk come il marine di Doom 3 e permettono di dare ubercazzotti che fanno a pezzi i nemici, mentre l’holoduke crea un nostro ologramma per un periodo di tempo limitato mentre agiamo indisturbati e invisibili.

Ultimo aspetto di questo gameplay è la salvaguardia della salute del Duca. L’Ego si autorigenera dopo che si rimane nascosti per qualche secondo, il che rende i combattimenti un continuo sparare e ripararsi mentre gli alieni sembrano scriptati in modo tale da non venirci addosso in questi momenti. Duke non indossa armature - dice che sono per le fighette, riferendosi a quella di Master Chief che gli viene proposta - ma deve evitare di essere incoerente, in Duke Nukem 3D ce l’aveva, e certamente l’autohealing non lo rende più virile, anzi, è l’aspetto che più scontenta di questo gioco che avrebbe potuto benissimo ospitare dei classici medikit, ma tant’è, i tempi cambiano e anche Duke Nukem si adegua.

In sintesi, Duke Nukem Forever è un FPS classico, di quelli forti sotto il profilo del gameplay. Nella sua linearità, dalla durata di otto o dieci ore circa se si perde tempo coi minigiochi, offre molta sfida già a livello normale, puzzle, sezioni di guida e di platform; il problema delle due armi alla volta trova giustificazione, i nemici sono piuttosto vari e neppure tanto stupidi, l’autorigenerazione era abbastanza evitabile e, nel globale, sì, riesce nell'intento di intrattenere i fan dell’old school.


“Man, i’m looking so good…” “humm... no duke non direi!”

Duke Nukem Forever è un gioco datato, ma proprio tanto. Dal punto di vista grafico, il Duca si presenta in pessima forma; segno, questo, di una produzione lunga e travagliata, che è passata di volta in volta ad engine grafici sempre diversi, perlopiù quelli di id Sofware, partendo da quello di Quake, passando per l’id Tech 4.0, e finendo a questa forma malsfruttata di Unreal Engine 3. È la fiera della bassa risoluzione, dei modelli poligonali poveri, delle animazioni legnose, degli effetti visivi superati, ecc. Sin dall’inizio si notano tutte queste mancanze, e procedendo col gioco non si migliora affatto, neppure con l’intervento di Gearbox.

Duke Nukem Forever sarebbe dovuto uscire almeno cinque anni fa, avrebbe fatto una figura molto più pulita, e no, non sarebbe stato sulla cresta dell’onda, ma sicuramente sarebbe stato accettabile, perché, purtroppo, ci ritroviamo con superfici in bassa risoluzione quasi ovunque. Gli effetti particellari sono poveri, i resti dei nemici sono miseri, lo stesso Duke allo specchio si muove male e la realizzazione dell'acqua fa rimpiangere Morrowind, un gioco del 2002. Tutto sommato, però, fa la sua bella figura l’effetto distorsione legato al calore, specialmente in una parte in cui, da lillipuziani, ci avventuriamo dentro degli ingranaggi incandescenti, mentre per il resto, scariche elettriche incluse, ogni cosa è veramente pessima. Anche gli oggetti distruttibili dello scenario lasciano molto a desiderare: sì, c'è una certa interattività con l’ambiente, ma i resti degli elementi distrutti non è niente di che, specialmente le parti in legno di abitazioni e simili che finiscono travolte dal monster truck.

Duke però ha la fortuna di muoversi all’interno di una grande varietà di scenari, che spaziano dalla sua lussuosissima reggia a canali sotterranei infestati, strade in preda alla guerra, fogne, una diga, una città fantasma nel deserto in stile western che era pure evitabile ma, chissà, ce l’hanno inclusa durante le corse nelle dune.

Purtroppo, Duke Nukem Forever è da bocciare completamente nel comparto grafico, a causa di una lavorazione non certo filata liscia. Come se ciò non bastasse, il porting su Xbox 360 e Playstation 3 non è dei migliori, soffrendo di texture ancora più sfocate nonché tempi di caricamento lunghi, fastidiosi negli stage dove si muore spesso.


Let’s rock!

Ecco il bello: il comparto sonoro. Duke Nukem Forever vanta riarrangiamenti dei brani passati come il leggendario main theme, e conta allo stesso tempo su nuove musiche create ad hoc che spaziano da genere a genere: dal rock più puro a quelle metal e altre orchestrali inclusa una versione remix roccheggiante di William’s Tell davvero bella da ascoltare, passando per altre tracce più leggere e anche cupe di alcune sezioni tetre e raccapriccianti come il sotterraneo di Los Angeles infestato.

Insieme alle musiche abbiamo effetti sonori piuttosto convincenti, anch'essi un po’ datati, ma senz'altro efficaci. Dall’altra parte, però, ci ritroviamo col gioco doppiato in Italiano. Il Duca è doppiato decentemente, non si sarebbe potuta trovare una voce più adatta a sostituire quella leggendaria di Jon St. John e, sebbene in inglese possa vantare una musicalità e una carica di tamarraggine non indifferente, in italiano riesce a rendersi ascoltabile; il resto del cast sta tra la mediocrità e la sufficienza. Se avete la possibilità di giocarlo in inglese, però, fatelo al volo che male non fa, anzi!


Tra citazioni, ironia e volgarità

Duke Nukem Forever è destinato ad un pubblico adulto poiché, se non si fosse capito, sono presenti massicciamente turpiloquio e allusioni sessuali molto esplicite e senza censure. Un esempio lampante è lo strip club, visitabile più o meno a metà del gioco, dove alla richiesta di una spogliarellista dobbiamo andare alla ricerca di oggetti d’intrattenimento abbastanza “inusuali” mentre possiamo osservare in giro ragazze seminude e sentire molti commenti ammiccanti e fare interazioni piuttosto disinibite.

A fare da piatto forte comunque c’è la grande ironia di Duke che non si lascia sfuggire offese e commenti su quasi qualunque nemico o situazione. Non manca di imbattersi in citazioni da altri videogiochi come Half-Life, Dead Space, persino Donkey Kong, o film piuttosto famosi. Una delle battute migliori riguarda certamente quella della morte un po’ tragica di un suo commilitone in cui dice beffardamente “beh, non ci sarà nel seguito!” Il gioco offre infatti un tipo di comicità non proprio adatta a tutti: qualcuno detesterà tutta questa volgarità e non coglierà tutte le citazioni. Duke Nukem Forever ha un carisma tutto suo, che deve il suo successo alla presenza di Duke Nukem, il quale è l’unico a giustificare tale stile, che con un altro personaggio sarebbe passato per un mediocre e stupido; Duke è un’icona, e lui può cose che altre produzioni si sognano di proporre.


La guerra dei cloni, il multiplayer

Ad affiancare la solida campagna in singolo troviamo anche una classica modalità multiplayer che spazia tra modalità viste e riviste, una decina di mappe e molte sfide da superare. Possiamo batterci in tre modalità diverse: il classico deathmatch, quello a squadre, il re della collina e una versione alternativa del cattura la bandiera dove invece dobbiamo portare alla base una petulante sexy ragazza in groppa. Le dieci mappe, che ospitano fino ad un massimo di otto giocatori, sono piuttosto carine e reincarnano le ambientazioni della modalità singlw player. Si possono usare quasi tutte le ami del single ed è disponibile solo in questa sede lo storico jetpack.

Ammazzando gli altri giocatori e completando la lunga sfilza di sfide si acquisiscono punti esperienza con cui si sale di livello fino al quarantesimo, sbloccando uno alla volta un pezzo di mobilio per la casa di Duke liberamente visitabile, cioè quadri, statue e anche ragazze (all’inizio sarà disponibile solo una maid francese molto “dotata” alla quale dire qualche frase ammiccante).

Tutto sommato è una modalità classica che magari potrà arricchirsi con futuri DLC (sempre che non siano già annunciati e non lo so… ndr).


Hail to the king, baby!

Eccoci dunque arrivati alla fine di questa recensione, complimenti a chi è arrivato fin qui (perchè voi avete sicuramente letto tutto, neh? Neh? NEH?, NdR) ed è desideroso di sapere il verdetto finale!

Duke Nukem Forever è la fine di una lunga e travagliata storia, è il più grande vaporware di tutti i tempi che diventa realtà grazie a un tema diverso da 3D Realms, che è stata incapace di realizzare un progetto forse mal organizzato sin dall’inizio; Gearbox l'ha ripescato dagli abissi più oscuri, l'ha completato alla meno peggio, ha fatto una campagna pubblicitaria di prim’ordine, e l'ha lanciato sapendo che il nome del Duca fa soldi… mica scemi! Potremmo dire di essere pienamenti soddisfatti del lavoro di Gearbox se solo non si notasse quanto materiale è stato tagliato via: basta vedere i trailer passati per notare quante sezioni siano assenti, come ad esempio quella su motocicletta all'interno di Los Angeles.

È un gioco datato, ma pregno di una forza tutta sua. Vanta un personaggio, che è l’insieme di più stereotipi americani, come Duke Nukem, dotato di un carisma eccezionale. Non è immenso come Duke Nukem 3D, quelli purtroppo erano altri tempi che forse si sarebbero saputi replicare negli anni precedenti, ma purtroppo ci ritroviamo solo con un degno seguito e non un metro di paragone del genere in tempi odierni a meno che non prendiamo in considerazione il solo carisma e carattere di quest’opera. Si sarebbe potuto fare molto di più, ma così non è stato; quel che conta è che adesso moltissimi appassionati abbiano potuto mettere fine alle loro attese e aspettative.

Duke Nukem Forever è dannatamente spassoso a tratti, offre la sua sfida, spacca di brutto per la sua irriverenza, sarà ricordato per il ridicolo sviluppo ma, sul serio, ne siamo rimasti piacevolmente soddisfatti. È il ritorno di un mito, da prendere al volo se amate Duke.

COMMENTO
Vincenzo "Vinz" Petrassi

L'ho aspettato per dieci anni, da quel lontano 2000 quando a casa di un compagno di mia sorella giocai per la prima volta Duke Nukem 3D (che ho poi recuperato in versione completa scatolata :Q__) e mi venne detto che stava uscendo il seguito, essì, da allora l'ho sempre desiderato. Benchè avessi perso anche io la speranza nella sua uscita alla fine mi son dovuto ricredere: Duke è tornato, deve spaccare i culi degli invasori, e noi siamo tutti con lui!

Chi ama Duke alzi personalmente il voto finale di almeno un punto.

GRAFICA:5Duke Nukem Forever è decisamente sorpassato sotto il profilo grafico; per giunta soffre di un porting imperfetto su console. Offre, però, tante ambientazioni.
SONORO:8Musiche piene di spirito e doppiaggio italiano perlopiù sufficiente.
GIOCABILITà:7Uno schema essenzialmente old school va a scontrarsi con qualche scelta non molto coerente. Duke Nukem Forever offre comunque qualche sessione divertente.
LONGEVITà:8Single player intenso dalla durata di otto-dieci ore circa. Multiplayer nella norma.
VOTO FINALE7
PRO:- Finalmente è uscito!
- Irriverente e volgare, ha un carisma eccezionale!
- Un FPS che rende felici gli amanti dell'old school
CONTRO:- Comparto grafico datatissimo
- Alcune scelte discutibili e diverse sezioni, probabilmente, tagliate
- Diversi passaggi frustranti
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SCHEDAGIOCO
Cover Duke Nukem Forever

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Duke Nukem Forever2011-06-16 16:10:12http://www.vgnetwork.it/recensioni/duke-nukem-forever/Il ritorno di un uomo con le palle d'acciaio!1020525VGNetwork.it