Dungeon Siege III

Il ritorno di Dungeon Siege e della Decima Legione
Scritto da Tigej "Exsos" Trudenil 25 agosto 2011
Dungeon Siege III Recensione

Gli instancabili ragazzi di Obsidian prendono in mano un altro brand storico, sotto l'egida di una Square Enix aperta al mercato dei giochi occidentali, è cosi che viene fuori il terzo capitolo di Dungeon Siege, ambientato molti anni dopo la guerra con i Seck, nelle terre di Ehb.


La decima legione vive ancora... si fa per dire

La nostra storia ci porta nuovamente a seguire gli eventi della decima Legione, distrutta da una guerra civile cominciata da Jane Kassynder, carismatica rivoluzionaria che accusa la stessa Legione di aver ordito una macchinazione per uccidere il Re in carica. Con il passare degli anni la Legione è stata decimata e perseguitata fino a ridursi a pochissimi elementi, in fuga e ricercati. Da qui comincerà la storia, nella quale impersoneremo alcuni tra gli ultimi discendenti della Legione che avranno la missione di riscattarne il nome e liberare il popolo.La prima cosa che salta subito all'occhio in questo nuovo Dungeon Siege è la decisione presa dagli sviluppatori di delineare dei protagonisti predefiniti. Il giocatore si ritroverà a dover scegliere tra 4 protagonisti ognuno con una classe ben definita che intersecheranno le loro storie per arrivare ad uno scopo comune. Lucas Montbarron è il classico personaggio guerriero, un po' templare che non guasta mai, capace di usare tecniche con spade e scudo, Katarina sorellastra di Lucas, la strega Lescanzi che utilizza armi da fuoco come carabine e pistole insieme alla magia, Anjali, una ragazza che fonde attacchi con lancia ad un potere innato degli spiriti del fuoco Archon ed infine Reinhart un mago che utilizza un miscuglio di scienza e occulto, attraverso un guanto, per creare trappole e magie debilitanti ma che non disdegna gli attacchi diretti.

Ogni protagonista ha una serie di abilità che si dividono principalmente in 3 categorie. Le prime due riguardano gli stili di combattimento, ad esempio Lucas può utilizzare attacchi con una lama lunga e uno scudo o utilizzare uno spadone a due mani, Katarina può passare dall'utilizzare una carabina per attacchi dalla lunga distanza a utilizzare 2 pistole e via dicendo. La terza categoria riguarda le abilità di difesa, che prevedono il recuperò dell'energia o la creazione di barriere protettive. Ognuna di queste categorie ha un grado di crescita diviso in: recluta, legionario e maestro, più alto sarà il grado più ovviamente le abilità saranno potenti. Man mano che i personaggi saliranno di livello, a seconda del numero, il giocatore potrà scegliere come spendere i punti ottenuti tra: abilità, per scegliere quali rendere attive visto il grado raggiunto di cui si parlava precedentemente; Punti capacità, che delineano quale tendenza deve avere l'abilità in uso, principalmente divisa tra malus al nemico o bonus personaggio; Punti talenti, che agiscono direttamente sulle statistiche del personaggio, sempre seguendone il grado. Il giocatore deve anche tenere conto del fatto che più usa una determinata abilità, più il grado di maestria di essa aumenta e quindi la possibilità che la percentuale dei bonus/malus descritti abbia effetto.

Giusto per non lasciare niente al caso (si fa per dire) i personaggi entreranno in possesso di vari bonus a seconda delle scelte effettuate durante la trama: aiutare un determinato numero di cittadini o non accettare le ricompense, ad esempio, garantirà un bonus Vitalità al personaggio. Oltre a questi fattori descritti ovviamente si potrà contare sull'equipaggiamento indossato dal personaggio in uso: ogni oggetto, dalle armi alle armature per finire agli accessori avrà un effetto sulle varie caratteristiche del personaggio che dovrà bilanciarli per il miglior uso (l'equipaggiamento come di consueto è diviso per grado di rarità). Fortunatamente gli sviluppatori hanno deciso di aggiungere un opzione diretta dall'inventario che garantisce la vendita immediata degli oggetti in esubero, nonostante non manchino i momenti in cui decidere cosa mantenere nel proprio ci farà entrare in crisi, visto la quantità di oggetti che si otterranno andando avanti nella nostra campagna. A penalizzare questo fattore anche la scelta degli sviluppatori di mantenere un inventario unico per tutti i personaggi, ma a questo arriveremo fra poco.

Capriola viola! Ehm...


Scelte, pad alla mano

Nonostante la mole di informazioni sopra descritte possa spaventare i meno avvezzi al genere, le scelte di Obsidian sono state al quanto propense a rendere il gioco, adesso multipiattaforma, più incline ad un gameplay per console. Difatti il gioco presenta un sistema di gioco quanto di più basilare si possa richiedere da un titolo di questa categoria. Principalmente i comandi sono gestiti dall'attacco base stile “smash button” tipico del genere H'&S (Hack'n'Slash ndr) dove sarà l'IA a decidere il valore di danno ottenuto tramite i soliti parametri percentuali calcolati. Gli altri tasti sono adibiti all'utilizzo delle abilità, per le quali una barra definita Focus definirà quale quantità di energia è necessaria per utilizzarle. Questa barra aumenterà o diminuirà a seconda degli attacchi effettuati o subiti, e nello stesso tempo sostituirà la classica linea degli MP. Difatti nel gioco non sono presenti nessun tipo di oggetti di ripristino o pozioni varie, sostituiti quindi dalle abilità stesse dei personaggi che permettono di curarsi o ottenere i vari bonus sopra descritti. Il giocatore avrà anche la possibilità di parare e schivare gli attacchi tramite l'apposito tasto, utilizzando la levetta sinistra per decidere la direzione; lo stesso tasto dà poi accesso alla categoria di abilità difensive selezionabili sempre tramite i tasti prefissati.La gestione del “party” è relegata soltanto alla scelta delle abilità che i compagni potranno utilizzare, ma non c'è alcun modo di definire quali e quando vengano usate durante i combattimenti. Il giocatore potrà scegliere un compagno tra i 3 disponibili, una scelta dipendente dal momento della storia e, ovviamente, dal personaggio scelto per giocare ad inizio campagna. L'IA dei personaggi non è eccellente ma per lo meno si prenderanno la briga di riportarvi in vita qualora il giocatore dovesse morire, in caso contrario si andrà incontro al game over, per poi ricominciare dall'ultimo punto di salvataggio. Come anticipavamo precedentemente, gli sviluppatori hanno deciso di semplificare il più possibile l'aspetto dell'inventario, lasciandolo soltanto a mero contenitore con una capienza definita, dal quale si potrà attingere dalla voce equipaggiamento e dopo scegliere cosa indossare tramite un elenco. Questo fa sì che nello scegliere cosa utilizzare o meno dovremo far conto anche della capienza per ogni personaggio.I giocatori potranno comunque stare tranquilli, il gameplay difficilmente risulterà noioso: buona parte del tempo viene speso nel buon numero di quest secondarie o nell'esplorazione del dungeon di turno, sempre in cerca del miglior pezzo di equip. Per quel che riguarda le scelte imposte durante la trama, il giocatore potrà avvalersi della classica suddivisione tra azioni buone, cattive, o indifferenti. Fatto conto che nel gioco non esiste nessun parametro di allineamento del personaggio, queste scelte procureranno alla fine solo un diverso finale, con un sistema non dissimile da quello proposto in Fallout New Vegas.

Fuoco Sacro! WAAAH!


Avventura di gruppo

Come ogni H'&S che si rispetti Dungeon Siege 3 ha una modalità multiplayer, principalmente divisa nella modalità a 2 giocatori offline - in cui un secondo giocatore prende il posto di uno dei compagni di viaggio, anche di quelli fino ad allora non disponibili nella trama - e quella  online, che consente di giocare in quattro a patto che si scelga uno dei personaggi predefiniti disponibili. Questa scelta impone al giocatore di turno, che si unisce o crea la partita, di restringere le proprie abilità e l'equipaggiamento soltanto alla partita in corso con tutte le scelte effettuate fino ad allora dall'host, non potendo cosi importare un personaggio o relativo equipaggiamento. Una scelta che se da un lato può essere giustificata per garantire sempre un livello di sfida pari per tutti i giocatori, diventa però insensata se si pensa che si sarebbe potuto semplicemente importare un personaggio, con eguale livello, ma con un equipaggiamento realizzato secondo il proprio gusto. Da segnalare inoltre l'inutile capacità dei giocatori di scegliere risposte alternative ai dialoghi, in quanto ai fini della decisione effettiva risultano vane, in quanto resta sempre l'host a scegliere cosa rispondere o meno, creando cosi una serie di bivi che dovrebbero avvicinare o allontanare i giocatori, senza una reale motivazione.

Lama infuocata spacca mostri! VAII!


Datato nel corpo e nell'anima

Tecnicamente purtroppo DS3 non spicca per niente nell'insieme delle produzioni del genere. Nonostante gli sforzi evidenti di Obsidian per rendere il tutto il più gradevole possibile, la grafica risulta decisamente datata, non al passo con i tempi. Risulta sì piacevole alla vista e il motore fisico fa il suo dovere nel gestire un buon numero di nemici su schermo, ma questo è tutto.Dal punto di vista sonoro anche qui sufficiente, la OST mantiene alto l'andamento del gioco proponendo i soliti temi tipici del genere, ma non presentando niente che rimanga nella mente del giocatore.Dal punto di vista della longevità il gioco si attesta su 30 ore di gioco buone, se poi si conta il multiplayer e la possibilità di giocare la campagna con altri personaggi il numero aumenta esponenzialmente. Anche se questo espediente non garantisce chissà quali spunti narrativi.Concludendo Dungeon Siege 3 non risulta essere un brutto gioco, ma visto dall'ottica generale dei giochi odierni, sembra che Square Enix abbia forzato la mano ad Obsidian per sfruttare un IP occidentale, a cui sembra non aver dato il giusto peso, creando cosi un prodotto inferiore rispetto ai precedenti capitoli della saga.

COMMENTO
Tigej "Exsos" Truden

Alcune scelte mi hanno fatto storcere il naso, ma la mancanza di titoli del genere nell'ambito console, soprattutto dal punto di vista del multiplayer online, ha creato dei punti a favore che alla fine mi hanno intrattenuto piacevolmente per una buona dose di ore.

GRAFICA:6.5Graficamente datato, qui e lì si vede qualche sforzo per definire il mondo di gioco, ma spesso rimane anonimo.
SONORO:7Fa giusto il suo dovere, niente di memorabile, parlando di una produzione seguita da Square Enix ci si poteva aspettare sicuramente di più.
GIOCABILITà:7Semplice ed immediata, forse troppo. Molti degli elementi della serie sono andati persi per fare posto a nuovi elementi.
LONGEVITà:7.5Più di 30 ore di gioco garantite per un plot che non risulta malvagio e fa seguire gli eventi della trama con piacere, seguiti da una buona dose di quest secondarie e molte ore di gioco online.
VOTO FINALE7.5
PRO:- Campagna offline ed online a più giocatori
- Plot interessante quel tanto da far proseguire il gioco con voglia
CONTRO:- I vecchi appassionati della saga storceranno non poco il naso
- Alcune scelte sul multiplayer discutibili
Sacred 2: Fallen Angel ( PC )Un altro seguito molto discusso ma che di certo non dispiace agli amanti di questo genere.
TorchlightIl titolo dei Runic Game, pur mancando di una modalità online, regala ore e ore di sanissimo divertimento.
SCHEDAGIOCO
Cover Dungeon Siege III

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