Ether One

L’odissea nei ricordi firmata White Paper Games approda finalmente su PS4
Scritto da @ GuidoSora7il 21 maggio 2015
Ether One Recensione

Che splendido dono la memoria. Raccogliere informazioni su informazioni, per riutilizzarle quando ne abbiamo la necessità. Il tempo però è tiranno, e col passare degli anni i ricordi sbiadiscono, con essi il nostro passato. Per alcuni il danno è lieve, quasi naturale, e comporta la perdita di minuscoli ed insignificanti frammenti di vita. Ma per altri invece il danno è ben più esteso, e a sparire col passare del tempo sono interi anni ed esperienze passate, affetti e memorie che vengono spazzati via come sabbia al vento. Chi ha incontrato persone affette dal Morbo di Alzheimer saprà sicuramente di cosa parlo in questa mia (personalissima) introduzione. Poco più di un anno fa White Paper Games faceva il suo esordio nel mondo videoludico con Ether One, un’avventura in prima persona in cui il videogiocatore veniva spedito letteralmente a caccia di ricordi. Ma dopo un esordio convincente su PC… il risultato sarà memorabile anche su PS4?


Il corpo non importa, ciò che conta è la mente

In un futuro non troppo lontano il Morbo di Alzheimer è solo un lontano ricordo. La medicina ha fatto passi da gigante, e in tutto il mondo esistono cliniche specializzate in grado di curare ogni caso di demenza senile. Per farlo però, queste cliniche hanno bisogno di Ristoratori, degli individui in grado di entrare a contatto con i ricordi dei pazienti e di riportare tutto alla normalità. L’operazione di “restauro” però non sempre va a buon fine, e ciò porta le corporation mediche a scegliere sempre nuovi volontari per portare avanti le terapie. Nell’istituto di Medicina Telepatica Ether, un nuovo soggetto viene condotto in una camera di Ristorazione con lo scopo di ricostruire i pensieri di Jean Thornton, una anziana donna affetta da demenza. Guidato dalla voce di Phyllis (uno dei medici dalla corporation), il neo-assunto Ristoratore intraprende il suo viaggio in un mondo ricco di ricordi. 


Esplorando i ricordi di Pinwheel

Dopo una breve introduzione alle meccaniche basilari del gioco, il videogiocatore è subito chiamato ad esplorare Pinwheel, una piccola città mineraria situata in un punto imprecisato delle coste Britanniche. Phyllis guida i nostri incerti passi verso uno strano fiocco rosso, che ad un nostro semplice tocco si dissolve. Scossi dall’accaduto veniamo subito tranquillizzati dal medico della Ether, che si congratula con noi per aver raccolto il primo frammento dei ricordi di Jean e ci ordina di proseguire la nostra ricerca. Se ci si ferma a questo aspetto del gameplay, Ether One può essere considerato come un puro titolo story-driven, poco più che una semplice passeggiata nella mente di un’anziana signora. Una volta recuperati 8 fiocchi rossi si ottiene un artefatto, grazie a cui è possibile avvicinarsi ulteriormente alla “Core Memory”, l’obiettivo finale del processo. 

Ma la ricomposizione dei ricordi è solo una delle tante attività da portare a termine nell’esteso mondo di gioco. Sebbene Pinwheel sia completamente deserta, in ogni suo angolo è infatti possibile rinvenire testimonianze sulla vita dei suoi abitanti, raccolte in diari o in semplici annotazioni. Oltre ad avere una notevole valenza narrativa tali documenti vanno sfruttati in numerosi enigmi davvero interessanti, la cui risoluzione del rompicapo permette di ricostruire un Proiettore, utile per svelare ulteriori dettagli su ciò che avviene al di fuori della simulazione creata dalla Ether. Questa componente puzzle del titolo richiama pietre miliari del genere, ed amplia in maniera esponenziale l’esperienza offerta dal gioco. Tuttavia, non è tutto oro quel che luccica. Gli enigmi sono sì interessanti e ben diversificati, ma in alcuni casi le interazioni con gli elementi dello scenario non funzionano come dovrebbero, con il rischio di dover ripetere numerose volte la stessa operazione per giungere alla sospirata chiave di volta. Fortunatamente si tratta di una pecca marginale, risolta dai developer britannici con un espediente davvero originale. Tramite la pressione del tasto triangolo al giocatore viene sempre data la possibilità di rientrare nel “Caso”, un hub in cui è possibile rileggere tutti i documenti raccolti o depositare oggetti più o meno utili per la causa del Ristoratore. Un utilissimo block notes da consultare in caso di necessità, che rende piacevole anche la risoluzione degli enigmi più complessi. 


Un’avventura (ancora) memorabile?

Dal punto di vista tecnico Ether One non ha nulla da invidiare ad altre produzioni indie giunte sulla console ammiraglia Sony. Nonostante sia del tutto deserta, la città di Pinwheel regala scorci meravigliosi realizzati in tinte pastello e curati nei minimi particolari grazie ad un motore grafico interamente in cel shading. Anche il comparto sonoro si mantiene su standard davvero elevati, grazie ad un voice acting british di prim’ordine e ad una colonna sonora che accompagna al meglio i momenti culminanti della narrazione.

Se in termini generali la realizzazione tecnica del gioco risulta convincente, pad alla mano la versione PS4 di Ether One soffre di alcune problematiche dovute ad una ottimizzazione del titolo non proprio eccezionale. In alcuni casi durante il nostro test siamo stati costretti a riavviare il gioco a causa di cali di frame-rate o di blocchi improvvisi dell’applicazione. Sembra però che la situazione sia destinata a migliorare, e grazie alla seconda patch distribuita nei giorni scorsi siamo riusciti a portare a termine la nostra epopea nei ricordi di Jean in circa 4 ore di gioco, lasciando irrisolti numerosi enigmi e trascurando tutti i collezionabili sparsi per Pinwheel. Ma gli spunti per tornare ad esplorare la silenziosa cittadina non mancano, grazie alla presenza di un ambito Trofeo di Platino e di una trophy list che eccezion fatta per due Trofei di Argento vanta solo Trofei d’Oro. 

In conclusione Ether One è un’avventura memorabile, che grazie ai suoi pregi e nonostante qualche piccolo difetto non fa che arricchire ulterirormente il parco titoli di PlayStation 4. Nonostante una ottimizzazione non proprio felice, l’avventura creata da White Paper Games merita senz’altro una chance anche dai possessori di PS4, grazie anche alla presenza del titolo nella Instant Game Collection di questo mese.

COMMENTO
@ GuidoSora7

Sin dal suo esordio su PC mi ero ripromesso di giocare Ether One. La tematica affrontata dal gioco mi è particolarmente cara, e dopo averlo completato non posso che complimentarmi con White Paper Games per l’eleganza e per il tatto con cui hanno sviluppato la narrazione all’interno del gioco. Se siete abbonati al servizio PlayStation Plus poi non avete scuse… Pinwheel vi attende!

GRAFICA:8Colorata e curata nei minimi particolari.
SONORO:8Voice acting eccezionale e OST varia e ben composta.
GIOCABILITà:6.5Ottimizzazione non perfetta e piccole pecche nella risoluzione di alcuni enigmi.
LONGEVITà:7.5Per raggiungere i titoli di coda possono bastare 4 ore, ma la risoluzione di tutti gli enigmi richiede molto più tempo.
VOTO FINALE7.5
PRO:-Narrazione coinvolgente
-Enigmi interessanti e vari...
CONTRO:-… ma in alcuni casi fin troppo complessi
-Ottimizzazione non proprio eccezionale
-La mancanza della localizzazione in lingua italiana può farsi sentire
The Vanishing of Ethan Carter ( PC )Avventura in prima persona che condivide con Ether One il focus sull’esplorazione e sulla risoluzione di enigmi ambientali.
Outlast ( PS4 )Horror Indie in cui si vestono i panni di Miles Upshur, un giornalista chiamato ad indagare su strani avvenimenti verificatisi nel manicomio di Mount Massive.
SCHEDAGIOCO
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Ether One2015-05-21 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/ether-one-49499/L’odissea nei ricordi firmata White Paper Games approda finalmente su PS41020525VGNetwork.it