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F.E.A.R. 3 ( PS3 )

F.E.A.R. 3 ( PS3 )
Informazioni F.E.A.R. 3
7

Recensione F.E.A.R. 3  Scritto da: Simone "Alpha&Omega" Azzini | Data: 2011-07-18

Fettel e Point Man sono di nuovo qui, più arrabbiati che mai.

Sono passati ormai, ahimè, alcuni anni da quando Monolith sbarcò con F.E.A.R. – First Encounter Assault Recon: un titolo sparatutto dal sistema piuttosto classico con ambientazione e forti elementi horror la cui ispirazione è arrivata anche dal mondo cinematografico a detta degli stessi sviluppatori, The Ring su tutti.
Si rivelò essere un capolavoro sotto molteplici aspetti, ma venne un po’ penalizzato dai requisiti di sistema necessari, al tempo di livello medio-alto. Il secondo capitolo non tenne testa, lasciando dell’amaro in bocca ai fan più sfegatati in attesa di un ritorno di Alma.
Monolith passa ora la palla del terzo capitolo ai Day 1 Studios, fra tutti divenuti famosi per la trasposizione console del primo FEAR e per Fracture, TPS di buona fattura.

Di nuovo insieme.

Siamo chiamati ancora una volta a salvare il mondo da eventi paranormali di portata epica. Questa volta Alma, la madre di tutti i prototipi concepiti fino a quel momento, porta in grembo un altro figlio. Se nascesse sarebbe un evento molto pericoloso: un individuo dai forti poteri psichici fuori controllo.
E’ necessario intervenire, ma il protagonista Point Man al momento è impegnato in una prigione costruita appositamente per individui portatori di certe capacità. Nel bel mezzo di un interrogatorio appare però una vecchia conoscenza che stende le guardie: Fettel, il rivale del primo capitolo dai forti poteri; figlio di Alma nonché fratello di Point Man. Nonostante alla fine del primo capitolo quest’ultimo gli abbia piazzato una pallottola in fronte il legame famigliare è più forte: Fettel non è una persona in carne ed ossa, ma un’apparizione, un fantasma accompagnatore nelle avversità.
Liberati dalle guardie si parte verso l’avventura: primo obiettivo fuggire dalla prigione e subito dopo cercare una vecchia conoscenza: Jin, membro della (ex) squadra FEAR. In ogni caso la tensione e la diffidenza fra i due fratelli sarà sempre presente: compagni d’armi per convenienza.
Vecchie ambientazioni verranno anche riproposte quali Fist Point, la città da cui tutto è cominciato. Le ambientazioni, vecchie o nuove che siano, cercano sempre di rispecchiare i toni originali voluti da Monolith per i primi due giochi capisaldi

Two is meglio che one.

Rispetto agli scorsi due capitoli il gameplay è stato un po’ rivisto. Anzitutto notiamo l’eliminazione degli oggetti quali medikit e la stamina che ricaricava i riflessi del protagonista, permettendoci di attivare il rallentatore. Come vuole la tradizione più moderna tutto si ricarica con il tempo, quindi se veniamo feriti vedremo lo schermo diventare sempre più rosso, ma ci basta nasconderci in un angolo ed attendere che le ferite passino.
Il cambiamento più grande però resta la possibilità di giocare la campagna principale in co-op online, in LAN o anche in split-screen (bestia sempre più rara negli ultimi tempi, ndr): un giocatore prenderà le parti di Point Man, mentre l’altro vestirà come Fettel (anche se è possibile vestire come quest’ultimo anche in singolo sbloccandolo). Abbiamo apprezzato molto il fatto che i due personaggi hanno metodi di gioco molto diversi fra loro, infatti se Point Man è il più classico imbracciando armi a tutto spiano, Fettel da bravo fantasma non impugna armi da fuoco ma può lanciare attacchi psichici, lanciare oggetti pericolosi con la forza del pensiero ed innalzare per alcuni secondi uno scudo a suo fratello che lo rende invincibile. Per finire ha la capacità di prendere possesso dei nemici, permettendoci di fare una strage da dietro direttamente da dietro le linee nemiche… Anche se, ovviamente, quest’abilità ha un termine di tempo.
Avere un compagno di squadra è certamente essenziale a livelli di difficoltà elevati; in ogni caso l’esperienza risulta davvero completa solo giocando in cooperativa in quanto il secondo personaggio non sarà pilotato dal computer, ma non sarà proprio presente. Inoltre è necessario anche per avere una vera alternativa arrivati al finale: alla fine di ogni missione saranno infatti mostrate le statistiche di entrambi i giocatori con relativi punteggi. Non vogliamo rivelarvi nulla, ma sappiate che questi vanno ad influire sul risultato finale del gioco.

Tecnica.

Dal punto di vista della grafica non abbiamo trovato nulla di particolare da segnalare. Dal punto di vista del doppiaggio però abbiamo riscontrato alcuni difetti non tanto per le voci in se (che non brillano, ma non le abbiamo trovate nemmeno da scartare) quanto per i livelli di mixaggio talvolta troppo sballati. Troppo spesso Fettel cerca di parlare ma le parole risultano del tutto incomprensibili coperte e mescolate con la musica ed i rumori. Il problema non si risolve nemmeno giocando un po’ con i livelli dell’audio.
Altro problema che abbiamo riscontrato è la difficoltà di trovare partite online, sia competitive che in cooperativa, nonostante la struttura del gioco che dovrebbe invece favorire un matchmaking molto rapido (e manuale).


Sommando tutti gli aspetti, FEAR 3 si presenta come un titolo dalla buona fattura e la modalità co-op porta davvero il gioco ad un altro livello; inoltre avremo accesso a nuovi retroscena degli esperimenti Fettel-Point Man sin ora inediti. Tuttavia i fasti di un tempo, raggiunti solo con il primo capitolo, restano ancora solo un ricordo.

In alternativa a F.E.A.R. 3
F.E.A.R. ( PS3 )F.E.A.R. ( PS3 )

Primo titolo, caposaldo della serie. Ancora imbattuto in quanto a qualità e i computer odierni non faticano a farlo girare tranquillamente.
F.E.A.R. 2: Project Origin ( PS3 )F.E.A.R. 2: Project Origin ( PS3 )

Il secondo capitolo di FEAR. Non raggiunge i livelli del primo, ma Monolith si è difesa bene.
Il commento dell'autore su F.E.A.R. 3
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Simone "Alpha&Omega" Azzini

Giudicare FEAR 3 non è stato semplice. Giocandolo si capisce che lo spirito del primo sta andando sempre più perdendosi in favore di gameplay più veloci e meno paurosi. Inoltre il primo FEAR fece gridare al miracolo per l’IA dei nemici allora ad altissimi livelli, ma non è stata proseguita la tradizione.

Nonostante questo si è dimostrato un titolo dalla buona fattura, da non scartare a priori se si cerca qualche FPS e del sano divertimento.


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Pregi del gioco

Coop avvincente

Retroscena inediti

Personaggi diversi
Difetti del gioco

Mixaggio dei volumi

Matchmaking problematico

FEAR si sta perdendo…

Pagella del gioco
Voto grafica
7
Nulla di particolare da segnalare. Non brilla fra i suoi colleghi, ma certamente non si fa disprezzare.
Voto sonoro
6.5
Musiche ed effetti sono passabili, anche il doppiaggio lo sarebbe, ma le prime due coprono troppe volte l’ultima a causa del mixagio dei volumi sbagliato a monte.
Voto giocabilità
7
Il gameplay è stato rivisto eliminando i medikit e gli oggetti in generale. La modalità co-op è ben sviluppata e porta davvero la partita ad un livello diverso da quello che si può giocare in singolo.
Voto longevità
6.5
Nella media per un FPS, la storia si sviluppa senza forzature all’interno dello spazio a disposizione (otto missioni). Il titolo si termina tranquillamente in poco più di un pomeriggio. Il comparto multiplayer sarebbe potuto venire in soccorso se fosse sviluppato di più.

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