Fairy Fencer F

Buona la prima per Galapagos RPG
Scritto da il 15 agosto 2015
Fairy Fencer F Recensione

I JRPGisti della scorsa generazione hanno imparato a conoscere Compile Heart, soprattutto per la serie Hyperdimension Neptunia, che si caratterizza, oltre che per il basso budget, per dosi massicce di demenzialità, parodia e fanservice. Una strada simile è stata seguita anche con i due Mugen Souls usciti su PlayStation 3, ricchi di meccaniche fuori di testa.

La software house di Tokyo nel 2013 ha inaugurato un nuovo brand, Galapagos RPG, che si caratterizza per la collaborazione di Amano e di Uematsu, nonché per un piglio diverso rispetto alla maggioranza delle altre opere di Compile Heart. Il primo esponente di questa linea è Fairy Fencer F. Vediamo in cosa si distingue rispetto alle serie citate sopra. E vediamo in cosa si sostanzia la collaborazione con i due mostri sacri del passato di Final Fantasy.


Come Re Artù, o quasi...

Il titolo del gioco si riferisce alle tre parole chiave attorno a cui ruotano trama e gameplay. Cominciamo dal Fencer: egli è un guerriero in grado di brandire la Fury, una speciale arma in cui è incorporata una Fairy. Tramite queste creature magiche è possibile risvegliare le due divinità sigillate in un'epoca ancestrale. Ovviamente una è benevola, mentre l'altra è malvagia...

A Fang, il protagonista, inizialmente non interessa nulla di tutto ciò. Il suo unico pensiero è mangiare e vivere pigramente. Un giorno, passeggiando, si imbatte in una spada conficcata nel terreno. Un passante lo informa della leggenda secondo la quale chi sarà in grado di estrarre l'arma vedrà un suo desiderio esaudito, sicché egli decide di fare un tentativo: mal che vada non succede niente, mentre in caso di successo potrà avere tutto il cibo che vuole! Estratta la Fury, compare Eryn e, in seguito ad alcune peripezie, Fang le promette di aiutarla a recuperare la memoria raccogliendo le altre armi. Ben presto i due si imbattono nella bella Tiara e poi in molti altri personaggi.

La trama si discosta da quella di prodotti come Hyperdimension Neptunia e Mugen Souls, essendo caratterizzata da momenti altamente drammatici. Anche il fanservice, seppur presente, è stato ridimensionato. Ciò, però, non significa che Fairy Fencer F vada accostato a serie come Final Fantasy, perché il piglio è più leggero grazie a numerosi elementi di comic relief, come le scene opzionali, che possono ricordarci le skit di Tales, anche se solitamente sono meno articolate. Anche i dialoghi tendenzialmente sono spiritosi, con i continui battibecchi tra Fang, Tiara ed Eryn e gli interventi di altri personaggi più spiccatamente umoristici, come l'improbabile Pippin (ridicolo per lo stridore fra la sua saggezza e le sue sembianze) e l'ingenuo Galdo, accudito dalla propria Fairy come un mammone.

Il comparto narrativo e la caratterizzazione dei personaggi sono nel complesso discreti. Il primo fa il suo dovere senza mai brillare: pesca a destra e a manca dai topoi del genere e li mescola secondo una ricetta collaudata. Difficile restare di stucco davanti a una qualche trovata. Meglio i personaggi, che, grazie anche ad una certa verbosità, riescono ad avere una personalità abbastanza marcata, e pure in evoluzione. Ciò vale soprattutto per Fang, Eryn e Tiara, ma anche gli altri membri del party possono contare su uno screen time soddisfacente.


Sempre e comunque low budget

Se Fairy Fencer F si discosta dalla produzione recente di Compile Heart per i toni non demenziali/parodistici, purtroppo non riesce a fare altrettanto per il comparto tecnico, che resta smaccatamente low budget. Ciò impatta negativamente sul coinvolgimento, perché vanifica in parte l'impostazione più seria: attraverso la consueta narrazione per artwork, infatti, le scene più concitate e quelle più drammatiche perdono pathos e stentano a lasciare il segno. Nei momenti in cui da un Final Fantasy vecchio stile vi aspettereste un filmato, in Fairy Fencer F vedrete due linee incrociate (simboleggianti due lame che si scontrano) solcare lo schermo. A ciò si deve aggiungere il solito disagio del frame rate instabile nelle fasi esplorative, che piagava in modo terribile Mugen Souls; fortunatamente il problema è stato ridimensionato, e, grazie anche all'assenza delle tonnellate di blur che “appannavano” l'avventura di Chou-Chou, aggirarsi per i dungeon è decisamente più agevole.


Amano e Uematsu?

Sul versante artistico, Galapagos RPG si fregia della collaborazione di Amano e di Uematsu, ma il contributo effettivo di queste grandi personalità è limitato. Il primo ha realizzato solo il logo e alcuni artwork, senza occuparsi del character design, in mano alla solita Tsunako, che collabora stabilmente con Compile Heart dai tempi di Cross Edge. I fan di Hyperdimension Neptunia si sentiranno subito a casa, mentre gli amanti dell'artista di Shizuoka resteranno delusi, anche se c'era da aspettarselo, se si pone mente al fatto che Amano non si dedica più al ruolo di character designer da quasi quindici anni.

Ciò che invece lascia maggiormente contrariati è il contributo di Nobuo Uematsu alla colonna sonora. Il Maestro ha firmato giusto un paio di pezzi, mentre gli altri sono farina del sacco di altri sei compositori, principalmente di Kenji Kaneko, anch'egli (come Tsunako) a stretto contatto con Compile Heart. Non che l'OST faccia ribrezzo, anzi, è una delle migliori nell'ambito dei titoli della software house, però chi si aspettava un'opera di Uematsu può passare oltre.

Per completare il discorso sul sonoro, spendiamo due parole sul doppiaggio. Come è ormai tradizione consolidata per NIS America, i personaggi parlano in Inglese e in Giapponese, opzione senz'altro preferibile, non solo perché si tratta del doppiaggio principale, ma anche perché il lavoro anglofono non spicca per qualità.


La firma di Compile Heart

Se già il lato artistico di Fairy Fencer F è facilmente riconducibile al suo sviluppatore, quello ludico lo è ancor di più. Chi scrive ha avuto l'impressione di trovarsi fra le mani un Mugen Souls, solo meno strampalato. Abbiamo ancora una volta un JRPG classico turn-based, caratterizzato da dungeon di proporzioni ridotte e con mob visibili; l'unica differenza è che l'hub non è esplorabile, ma strutturato a menu, come in un Etrian Odyssey a caso (ma potremmo citare altre mille saghe). Ancora una volta le fasi esplorative si rivelano il punto debole, a causa di un dungeon design povero e dei problemi tecnici di cui abbiamo già parlato, specialmente il frame rate, ma va detto che rispetto a Mugen Souls siamo su un altro pianeta: la fluidità è “meno peggio”, non c'è il terribile blur e la telecamera (regolabile) è meno bizzosa.

Il battle system fonde turni, scanditi dall'ormai consueta barra verticale a lato dello schermo, ed elementi posizionali, lasciando ai personaggi libertà di muoversi e di colpire uno o più nemici nel proprio raggio d'azione. I combattimenti si basano principalmente sugli attacchi fisici, e in particolare sulle combo, personalizzabili a piacimento con le mosse apprese, e sugli Avalanche Attack, che sono speciali super-combo che coinvolgono più personaggi. Ciò non significa che manchino altre opzioni, fra skill e magie, ma solo che si rivelano meno utili che in altri giochi, eccezion fatta per gli incantesimi curativi.

Ciascuno dei tre combattenti (liberamente switchabili nel corso della pugna) dispone di una Fury Form: si tratta di una fusione tra Fairy e Fencer, attivabile quando la barra della tensione diventa verde. La Fury Form incrementa attacco e difesa fisici, ponendo ancor più l'accento sulle combo. Ciò può fare pensare ad una certa ripetitività degli scontri, problema effettivamente esistente, ma ridimensionato dall'assenza di incontri casuali e dalla rapidità dell'azione garantita dall'animation skip attivabile con L2.

Un'ultima nota sui combattimenti riguarda le boss battle. Chi scrive ha trovato seccante che esse fossero spesso interrotte da un certo numero di ciarle e poi ricominciate daccapo. Fastidioso anche il fatto che, nonostante un party di sei membri, diversi momenti della trama costringano il giocatore a controllare solo Fang, il quale non dispone di abilità curative.


Ricco ma non astruso

Le altre meccaniche del gameplay sono numerose ma non raggiungono i livelli di astrusità visti in altre opere di Compile Heart, grazie anche a tutorial finalmente realizzati con una certa cura. Il sistema di crescita dei personaggi è ancorato al Level Up e allo Weapon Boost, che consente di spendere gli WP guadagnati in battaglia per boostare le statistiche e apprendere mosse e abilità di vario tipo. A completare il quadro si aggiunge un marginale sistema di Challenges, che garantisce piccoli stat boost in conseguenza del raggiungimento di determinati obiettivi (ad esempio, attivare l'Avalanche Attack un certo numero di volte). Il sistema di Weapon Boost, posto che difficilmente sbloccherete tutto, “impone” al giocatore di selezionare le caratteristiche essenziali di ogni combattente e di puntare su quelle, al di là di alcuni potenziamenti che è bene ottenere per tutti al più presto.

Oltre a quella dei personaggi esiste anche la crescita delle Fairy che vengono raccolte nel corso dell'avventura. Ogni combattente, oltre alla sua Fury (unica arma disponibile), può equipaggiare una Fairy, che gli conferisce alcuni stat boost e abilità speciali. Non è possibile utilizzare altre Fury, invece, se non per conficcarle nel terreno e modificare le proprietà del dungeon, ad esempio cambiando i mob nell'area. Le Fury ottengono queste proprietà in seguito ad un rituale divino che può essere effettuato alla locanda, e, in base al loro rango, possono ottenere abilità migliori. Ciò spinge il giocatore a ricercare anche le Fury opzionali, che si ottengono sconfiggendo boss altrettanto opzionali, situati in zone già visitate.


Poca sostanza?

Chi non sia interessato a svolgere incarichi opzionali arriverà ai titoli di coda in ben meno di trenta ore, una durata inferiore alla media dei JRPG classici, ma del tutto adeguata all'offerta ludica. Anzi, considerata la presenza del backtracking, il gioco avrebbe potuto durare anche di meno. Quel che si può apprezzare è la sostanziale assenza di filler, anche se esistono comunque cali di ritmo nella vicenda. Esistono tre finali, che possono essere sbloccati con una sola playthrough, con il solito sistema di salvataggi “tattici”.

Ad allungare il brodo ci pensano 29 Trofei (tutti segreti) e numerose subquest. Esse si dividono in boss opzionali (ancora backtracking) e in incarichi della locanda, che richiedono l'uccisione di un certo numero di nemici o la raccolta di alcuni oggetti. Queste missioni risultano poco stimolanti e risentono anche di un bestiario un po' avaro di informazioni. Sempre meglio del compendio degli oggetti, che è del tutto assente; in un gioco che contiene elementi di crafting, seppur non indispensabili, è una carenza abbastanza ingiustificata.

Nonostante le pecche evidenziate, Fairy Fencer F si rivela un buon JRPG classico e un promettente esordio per il brand Galapagos RPG. Speriamo che alcune asperità (almeno quelle tecniche) vengano limate con il secondo capitolo, già annunciato per PlayStation 4.


Sbagliando (forse) si impara

A cura di Daniele "Jabberwocky" Spelta

Per noi giocatori PC, i JRPG sono sempre stati solo un lontano eco dell'oriente, un genere videoludico relegato quasi esclusivamente alla terra del Sol Levante e che solo sporadicamente faceva qualche incursione sulle console distribuite in occidente. Da qualche tempo però non è più così, il trend si è completamente invertito ed anzi Steam stesso ha iniziato ad essere letteralmente invaso da ogni qual sorte di JRPG, prima del tutto sconosciuto da noi amanti del mouse e tastiera. A riprova di quanto detto, proprio nelle ore della stesura di questo pezzo, sulle pagine della piattaforma digitale di Valve si sta tenendo il "Festival dei giochi indie giapponesi", una raccolta di produzioni nipponiche fortemente scontate. Di questa invasione fa ora parte anche Fairy Fencer F, titolo sviluppato da Compile Hearts e già visto in precedenza su PlayStation 3. Se avete avuto modo di imbattervi in un altro dei molti porting di questo tipo - vedi i due Hyperdimension Neptunia - sapete già bene che spesso non si tratta di un lavoro eccelso, per usare un eufemismo. Non stiamo parlando semplicemente di un livello di dettagli estremamente basso per una produzione PC, bensì di veri e propri "buchi" nello sviluppo, causa di continui crash, salvataggi persi e via dicendo. I primi errori di gioventù sono però serviti e Fairy Fencer F risulta già dal day one un titolo perfettamente giocabile, senza bug o glitch di alcun tipo e finalmente gli sviluppatori sono riusciti compiere quelle piccole migliorie che i giocatori PC richiedevano. Ad esempio - e diciamo finalmente - scegliendo il mouse+tastiera oppure il joypad, i suggerimenti a schermo richiameranno i tasti del sistema di comandi da voi scelto. Inoltre, pur essendo l'unica vera opzione grafica disponibile, Fairy Fencer F supporta la risoluzione in Full HD, senza attuare escamotage di alcun tipo o upscalando una risoluzione inferiore. Ecco, se di note positive ce ne sono, purtroppo terminano qua: i giocatori console di Fairy Fencer F già ai tempi avvertirono un livello di dettagli ed una cura grafica estremamente bassa in alcune situazioni e anche su PC la situazione non cambia, con scenari del tutto spogli e texture veramente in low resolution e "slavate". La conta dei poligoni a schermo si ferma ad una cifra quasi imbarazzante per un gioco PC, ma si sa, gli amanti dei JRPG - con lunghe fasi da visual novel - non sono certo attratti dal livello tecnico del titolo in questione. La situazione migliora invece leggermente durante gli sconti ed i 60 FPS fissi a cui gira Fairy Fencer F danno una grossa mano alle varie animazioni delle combo, le quali risultano piuttosto fluide ed anche gradevoli.

Infine, il vero plus che giustifica l'acquisto della versione PC - disponibile su Steam a 27,99€ - è la presenza di tutti i DLC già inclusi nel titolo, scelta che comunque garantisce un buon risparmio a chi volesse approfondire le avventure di Fang ed Eryn. Tirando le somme, possiamo dire che Fairy Fancer F è del tutto privo di quei grossolani errori di sviluppo che hanno caratterizzato i primi porting ma che, a conti fatti, non possiamo certamente dire che il lavoro svolto dal team di sviluppo può solo raggiungere una modesta sufficienza.

COMMENTO

Tra dungeon crawler, Action-RPG e chi più ne ha più ne metta, era da un sacco di tempo che non mettevo mano ad un JRPG classico; sarà forse per questo che Fairy Fencer F è stato in grado di catturarmi dall'inizio alla fine, anche al di là dei suoi meriti. In particolare, per una volta che Compile Heart sforna un gioco con una trama “drammatica”, mi sono ritrovato a pensare che fosse un peccato che il gioco sia stato sviluppato con due soldi: alcuni punti cruciali risultano poco incisivi a causa della narrazione tramite artwork.

GRAFICA:6.5Grida low budget ad ogni piè sospinto, ma è meglio di un Mugen Souls. Il frame rate è instabile nelle fasi esplorative, ma ciò non inficia troppo l'esperienza.
SONORO:7.5Accanto all'ormai consueto (per NIS America) dual audio (con doppiaggio inglese non ottimo), c'è una buona colonna sonora, che però non è proprio di Uematsu.
GIOCABILITà:7.5Molto è stato preso in prestito da Mugen Souls e Hyperdimension Neptunia, ma Fairy Fencer F può contare anche su alcune interessanti meccaniche inedite.
LONGEVITà:7.5In trenta ore si portano a termine la main quest e una buona parte di subquest. Ci sono tre finali alternativi e 29 Trofei (tutti segreti).
VOTO FINALE7.5
PRO:- Battle system ben realizzato
- Meccaniche interessanti e meno astruse rispetto al solito
CONTRO:- Esplorazioni deludenti
- Subquest molto ripetitive
- Soffre della natura low budget
Mugen Souls ( PS3 )Nonostante il piglio decisamente più serioso, Fairy Fancer F è debitore nei confronti di Mugen Souls per gli elementi strutturali.
Hyperdimension Neptunia Re;Birth1 ( PS Vita )L'altra, famosa, serie di Compile Heart, al suo debutto su PS Vita con il remake del capostipite.
SCHEDAGIOCO
Cover Fairy Fencer F

Fairy Fencer F

Scheda completa...
Fairy Fencer F2015-08-15 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/fairy-fencer-f-47179/Buona la prima per Galapagos RPG1020525VGNetwork.it