Fallout 3

VGNetwork esce dalla Vault 101
Scritto da Mail@ F_Gransil 29 novembre 2008
Fallout 3 Recensione

Abbiamo rischiato di perderlo per sempre e di dimenticarcene in fretta senza che le nuove generazioni lo avessero potuto apprezzare; abbiamo rischiato di vederci strappare via una delle pagine più belle del fantastico mondo dei GDR che in “esso” trovarono luce ispiratrice e sostegno; abbiamo rischiato di perdere un capolavoro assoluto di cui la memoria, a più di 10 anni dalla sua comparsa, è ancora viva e lucida; abbiamo rischiato, insomma, di non vedere mai più un Fallout.

La serie dei GDR con ambientazione post-atomica debuttò nelle nostre vite nel lontano 1997, scuotendo violentemente quello che era il mercato dei videogiochi dell’epoca e imponendosi come uno dei capolavori indiscussi del mondo video-ludico. Dopo un seguito altrettanto acclamato e uno spin-off denominato Tactics, la casa produttrice del gioco, nonché detentrice dei diritti d’autore, andò incontro al fallimento, chiudendo di fatto le porte ad un ipotetico terzo capitolo della serie. Le cose cambiarono quando la software house Bethesda Softworks, nota soprattutto per la fortunatissima serie The Elder Scrolls di cui fanno parte gli arcinoti Morrowind e Oblivion, acquistò i diritti d’autore di Fallout, dando così a noi tutti una nuova speranza sul suo destino. E le fantasie divennero finalmente una realtà concreta quando nel 2006 fu annunciato con grande orgoglio che Fallout 3 era in lavorazione. Adesso, dopo due anni in cui l’hype è cresciuto esponenzialmente, l’attesa è finalmente giunta al termine: Fallout 3 è tra noi.


Lì dove tutto ha inizio

Washington D.C., anno 2277: una vecchia radio in uno scuolabus riprende misteriosamente a funzionare intonando una lenta melodia che ricorda uno stile retrò anni ’50 che, con innata malinconia, introduce la nostra vista alla tragica realtà che circonda quel canto fievole. La telecamera si allontana gradualmente e man mano sullo sfondo s’inizia a delineare un paesaggio triste, cupo e segnato da una profonda devastazione causata dal terribile conflitto atomico che si scatenò ben 200 anni prima e dalla quale l’umanità non ha saputo più rialzarsi. Tutto intorno sembra essere sinonimo di distruzione, tutto è immobile e minacciosamente silenzioso; tutto eccetto una misteriosa figura di quello che presumibilmente è un uomo, corazzato e armato di tutto punto, che ci fissa e sembra darci a suo modo il benvenuto in quelle lande oramai selvagge, ma che un tempo ospitavano una comunità viva e numerosa come quella di Washington D.C..

Non tutta l’umanità, però, è perita durante la guerra: molti, infatti, sono coloro che, non senza difficoltà, sono riusciti a salvarsi e a riorganizzarsi in piccole comunità organizzate dove la collettività è l’unica legge vigente; altri più fortunati invece hanno trovato rifugio all’interno delle Vault, dei grandi bunker sotterranei, nelle quali il genere umano è riuscito a resistere, a riorganizzarsi e a prosperare, ma non mettendo più piede nel mondo esterno. Ed è proprio all’interno di uno di questi rifugi, precisamente il 101, che la nostra avventura inizierà nel momento unico e irripetibile della nostra nascita: così, dopo un filmato che altro non era se non il trionfo della morte, assistiamo in prima persona al miracolo della vita di cui noi saremo i protagonisti.

Accolti dallo sguardo premuroso e rassicurante di nostro padre, comincerà il gioco vero e proprio, con un rito ormai consolidato all’interno della cultura GDR: la modellazione del personaggio. Dopo la classica domanda di rito sulla scelta del sesso, ecco presentarsi a noi un editor facciale che tanto ricorda quello di Oblivion, che però mostra il risultato di anni di sviluppo e miglioramento con una vastissima gamma di combinazioni possibili e con un dettaglio di gran lunga maggiore. Conclusa la modellazione del nostro “futuro” alter-ego, il tempo scorrerà rapidamente verso un'altra data fondamentale a un anno di distanza: saremo catapultati nel giorno in cui impareremo a camminare e nello stesso tempo delineeremo in maniera definitiva i nostri attributi principali. Infatti, dopo una breve scena dal sapore familiare, tramite la lettura di un libricino per bambini intitolato “You Are S.P.E.C.I.A.L.”, dovremmo scegliere in maniera immutabile quali saranno le qualità dominanti in noi: questa scelta è fondamentale e segnerà inequivocabilmente le nostre caratteristiche e quindi, di conseguenza, anche il nostro modo di giocare, dimostrando come Fallout 3 sia un GDR dalle potenzialità enormi, visto che la caratterizzazione del personaggio, arrivati a questo punto, è ancora agli albori, e arriverà a toccare il suo punto massimo con il G.O.A.T. e l’introduzione dei “perks”.

Il G.O.A.T. altro non è che una sorta di test attitudinale che ogni ragazzo o ragazza nati all’interno delle Vault devono sostenere all’età di 16 anni per poter stabilire, in base alle loro capacità, la loro futura mansione all’interno della “società”. Rispondendo alle domande previste nel test, arriveremo al punto in cui decideremo come dovrà essere il nostro personaggio scegliendo, per esempio, di essere un brillante scienziato esperto di informatica e di medicina, ma incapace di reggere in mano un’arma più grande di una pistola; o magari uno specialista di armi pesanti ma talmente idiota da non saper neanche accendere un terminale; oppure un essere silenzioso, capace di aggirare i propri nemici muovendosi nell’ombra e dotato di un’eloquenza al quale nessuno può resistere: insomma, le possibilità che Fallout 3 ci offre sono davvero infinite ed ognuna di esse ci permetterà di completare il gioco con lo stile che più si adatterà alla nostra “personalità”. Ad aggiungersi a questa miriade di possibilità ci sono poi i perks, una sessantina per l’esattezza, che altro non sono se non delle caratteristiche speciali le quali ci permettono di ottenere dei bonus permanenti in determinate caratteristiche e sotto determinate condizioni: tra queste ricordiamo ad esempio “Lady Killers” e la sua controparte per le donne “Vedova Nera”, che permettono al giocatore di infliggere più danni agli NPC del sesso opposto.

Fallout 3 ci mette davvero a disposizione una gamma vastissima di caratterizzazioni e ci permette, come non accadeva da tempo in un videogioco, di creare un personaggio su misura per noi e di giocare secondo la nostra indole più naturale, senza dover per forza seguire degli stereotipi prefissati.


Il miglior amico dell’uomo: il Pip Boy!

Arrivati al nostro decimo anno di età, durante la festa a sorpresa organizzata da nostro padre, riceveremo in regalo uno degli oggetti storici della serie di Fallout che viene puntualmente riproposto anche in questo terzo capitolo: il Pip-Boy, modello 3000. Quest’aggeggio da polso che tutti i membri della Vault portano al braccio sinistro racchiude in sé un po’ tutte le funzioni fondamentali come inventario, statistiche, mappa e molte altre informazioni. Tramite esso, infatti, potremmo gestire la nostra salute e curarci al momento opportuno e nelle zone opportune; controllare lo status delle missioni e la mappa di gioco; gestire gli item e le nostre armi, riparandole se disporremo delle capacità necessarie; dare una occhiata alle nostre statistiche e alle nostre abilità: quando si dice avere tutto a portata di mano (o di polso se preferite).

Purtroppo questo congegno tanto utile si dimostra talvolta inadeguato a svolgere il suo compito, quantomeno per quanto concede all’immediatezza e alla sua comprensione. Infatti, una volta che gli item diverranno consistenti, scorrerli tutti sarà davvero una missione impegnativa, anche perché il Pip-Boy è suddiviso in numerose sottosezioni che posso portare allo smarrimento il giocatore. Inoltre, nella versione PC, il Pip-Boy soffre leggermente di “consolite”, poiché, qualunque sarà la nostra configurazione mouse-tastiera, i riferimenti sul Pip-Boy saranno sempre espressi mediante i pulsanti del controller della Xbox360, causando una confusione non indifferente ai “Pc-isti” più accaniti. Insomma, un grande oggetto che purtroppo qualche lieve malformazione rende ostico da utilizzare in alcuni frangenti.


Il mondo al di fuori della Vault 101

La vita all’interno della Vault scorrerà tranquilla fino al nostro diciannovesimo anno di età, quando un giorno ci accorgeremo di non essere più graditi all’interno del rifugio e che dovremo fuggire per avventurarci nel mondo esterno, alla ricerca di nostro padre. Dopo una breve fuga all’interno della Vault, e alcuni lievi scontri a fuoco, eccoci finalmente dinanzi al cospetto di quella fatidica porta che per 20 lunghi anni ci ha tenuti al sicuro dalle insidie del mondo esterno e che adesso, invece, rappresenta la nostra unica speranza di sopravvivenza. Prima di uscire ci sarà chiesto, in pieno stile Oblivion, se vorremmo cambiare qualcosa del nostro personaggio ed è l’unica volta che potremmo fare delle modifiche di base al nostro alter-ego; dopodiché il mondo di Fallout 3 e la vallata di Washington ci daranno ufficialmente il loro benvenuto.

Dopo che i primi bagliori di sole avranno abituato i nostri occhi al mondo esterno, ecco pararsi dinanzi a noi uno spettacolo mozzafiato: esteso in un orizzonte pressoché illimitato, il mondo si mostrerà a noi con una bellezza e un fascino che non sembrano appartenere a questa dimensione. Il panorama è di quelli che tolgono il respiro e lasciano ammaliati gli intenditori e sbalorditi i giocatori casuali; per entrambi la sensazione di trovarsi dinanzi a qualcosa di sublime sarà ineguagliabile. Non volendoci fermare al primo impatto, ci avventuriamo giù per il colle verso un qualcosa d’ignoto, spinti da un’irrefrenabile voglia di vedere ed essere di nuovo stupiti da Fallout: e Fallout non ci deluderà. Arrivati al più vicino avamposto, chiamato Megaton, verremo accolti prima da un avveniristico robot e poi da uno pseudo-sceriffo che si professa difensore della legge del luogo nonostante non esista più nessun regolamento. Addentrandoci all’interno della città potremo notare molto del lavoro svolto dagli sviluppatori per rendere il mondo di Fallout 3 quanto più “realistico” possibile: sia all’interno che all’esterno potremo notare un contesto rifinito e realizzato in maniera certosina, effetti di luce tra i più belli mai visti, specchi d’acqua convincenti; il tutto immerso in un mondo dove il futuro è mescolato ad arte con la cultura e lo stile degli anni ’50 americani, che rivivono in Fallout 3 attraverso fast-food, vignette, oggetti, abitazioni, automobili, abiti; tutto opportunamente modificato per essere compatibile con uno scenario post-atomico. La devastazione che la guerra portò con sé è palpabile tanto all’interno dei piccoli barlumi di civiltà, quanto all’esterno, dove tutto è rimasto immutato sin dallo scoppio delle atomiche e dove è possibile ritrovarsi in situazioni dalle tinte forti, che sanno fondere benissimo insieme l’humour nero, tipico della saga di Fallout, e la tragedia, che segnò crudelmente Washington e i suoi abitanti. Le ambientazioni sono splendide e riescono a regalare varie emozioni a seconda di dove ci si trovi: ci sentiremo come dei turisti mentre, con un Gatling in mano, passeremo sotto i resti del Campidoglio, uno dei simboli del potere americano, ora è ridotto in rovina; sentiremo la tensione crescere man mano che ci avventureremo all’interno della fitta rete di metropolitane cittadine, diventate ormai il rifugio di mutanti e mostri; ci guarderemo spaesati ed esterrefatti mentre passeggeremo nelle terre grigie e desolate di Wasteland osservando i frutti di una guerra a noi sconosciuta; ci sentiremo vicini alla compassione nell’osservare la fine di coloro che non ce l’hanno fatta, bambini o adulti che siano, e che ora silenziosamente vigilano sulla loro terra. Le cose da vedere e da scoprire ci saranno e in grande quantità, complici soprattutto una mappa smisurata e una totale libertà di movimento, il che ha anche l’effetto collaterale, oltre che costare ore di camminate, di provocare un senso di smarrimento all’interno del giocatore che viene attratto come le api al miele verso una qualunque location che può avere anche solo il vago aspetto di nascondere qualcosa di interessante, facendogli perdere di vista, in più di una circostanza, l'obiettivo della missione.

Gli unici motivi di fastidio all’interno di quello che sembra un “paradiso” tecnico, sono alcune pecche che purtroppo non passano inosservate e rovinano, se pur in maniera molto lieve, l’esperienza di gioco. Il maggior difetto è costituito dai vertiginosi cali di frame rate, che rendono il gioco impraticabile in svariati frangenti; come se non bastasse il motore grafico, tanto osannato fino ad ora, mostra comunque delle lacune evidenti, soprattutto in alcune texture del terreno e degli edifici.

La musica è concentrata tutta nelle stazioni radio che potremmo captare grazie all’onnipresente Pip-Boy: senza di esse, però, l’unico suono che ci accompagnerà sarà un silenzio desolante che da un lato rispecchia fedelmente quella che è la realtà del luogo, che dall’altro sembra fin troppo orfana di effetti sonori convincenti. Comunque, con la radio accesa, la “musica cambia”: potremo scegliere infatti tra varie stazioni che andranno dalla radio nazionalista prodiga di discorsi patriottici alle radio nostalgiche che suonano i grandi classici del passato che fu.

Il mondo di Fallout 3 affascina e sa portare il giocatore a sé, a scoprirlo avidamente e con curiosità, ma purtroppo non è esente da difetti, i quali sono comunque talmente piccoli rispetto ai pregi da risultare poco decisivi nel giudizio finale del titolo.


Il V.A.T.S., questo sconosciuto

Oltre a camminare, esplorare e parlare con la gente, la maggior parte del nostro tempo sarà impiegata nei combattimenti. Ora, se intendete giocare Fallout 3 come un qualsiasi sparatutto riceverete una cocente delusione già al primo incontro con un qualunque scarafaggio radioattivo, a dimostrazione del fatto che, nonostante la visuale in prima persona possa ingannare, il gioco è tutto fuorché un FPS, rivelandosi invece un ottimo GDR, grazie anche all’innovativo sistema V.A.T.S.. Il V.A.T.S. altro non è che il sistema di combattimento a turni implementato per Fallout 3 e che rende ogni scontro tra il nostro alter-ego ed un qualsiasi nemico una intensa sequenza cinematografica dettata dai nostri attributi (non pensate male) e dai nostri valori. Esso ci permetterà di mettere il gioco in pausa ogni qualvolta avvisteremo un nemico, dandoci così la possibilità di scegliere con cura ed attenzione, in base alle possibilità di successo del colpo indicate per ogni parte del corpo dell’avversario, dove effettuare l’attacco, spendendo così degli appositi punti guadagnati: dopodiché l’azione riprenderà e a noi non ci resterà che assistere allo svolgimento della sequenza di attacco, sia nostra che del nostro avversario, e vedere se andrà a buon fine. Se malauguratamente il nostro avversario dovesse sopravvivere alla prima raffica, non ci resterà che decidere se provare ad abbatterlo direttamente con la nostra mira, oppure attendere che i nostri punti si ricarichino per portare a termine un altro assalto con il V.A.T.S..

Il sistema è davvero molto utile e bello da vedere, soprattutto perché renderà ogni scontro diverso tatticamente l’uno dall’altro, dato che in gioco entreranno una miriade di fattori che vanno dallo stato di usura dell’arma alla nostra propensione ad utilizzare l’arma impugnata in quel momento: potremmo avere anche un lanciamissili in mano e trovarci a meno di un metro dal nostro avversario, zoppo per giunta; se non saremo bravi con le armi pesanti mancheremo quasi sicuramente il bersaglio. L’unico intoppo nel sistema e che quando bisognerà aspettare che i punti si ricarichino avremo due possibilità: scappare e andarci a nascondere se il nostro nemico è fuori la nostra portata oppure girare vorticosamente attorno ad esso in attesa di potere di nuovo utilizzare il V.A.T.S., scelta quest’ultima che rende gli scontri, nonostante la buon I.A. mostrata dai nostri avversari umani e non, a volte un po’ monotoni e sicuramente poco realistici.


Sii ciò che vuoi essere e fa ciò che vuoi fare

Data la natura del gioco, questa frase potrebbe esserne tranquillamente uno slogan perché, siamo in grado di dirlo con tranquillità, la libertà di azione che Fallout 3 ci offre è davvero vasta. Libertà non tanto intesa come il libertino sentimento comune di sfuggire a vincoli o situazioni di prigionia, ma piuttosto come la concreta possibilità di impersonificare, a seconda delle nostre abilità e caratteristiche scelte, un personaggio sempre differente e sempre valido nel godersi appieno il gioco. Infatti, nel corso dell’avventura, si presenteranno innumerevoli dialoghi e situazioni che saranno esclusive di alcuni tipi di giocatore e allo stesso tempo saranno preclusi ad altri, invogliando, a chi davvero vorrà gustarsi tutta l’essenza di Fallout 3, a rivivere ogni volta il gioco con personaggi diametralmente opposti. Le nostre abilità avranno davvero un ruolo e un peso fondamentale, accreditando ancor di più Fallout 3 come un ottimo GDR e regalandoci di volta in volta esperienze ludiche completamente diverse: se sceglieremo attributi prettamente fisici, ci risulterà senz’altro più facile ottenere ciò che vogliamo con la forza anziché con l’eloquenza, contrariamente ad una donna carismatica ed affascinante che si farà facilmente strada senza dover neanche estrarre una 9mm, ma semplicemente utilizzando tutta la sua capacità nel parlare ed ammaliare.

La mancanza di un organo di legge, inoltre, apre in Fallout 3 uno scenario altrettanto interessante da intraprendere: non dovremmo necessariamente essere dei buoni per terminare il gioco. Nessuno, infatti, ci costringerà a seguire delle norme e le uniche regole vigenti saranno quelle imposte dalla nostra etica e dalla nostra indole video-giocosa; potremo essere dei veri bastardi e far soffrire, senza rimpianti, qualunque essere vivente incontreremo, oppure essere caritatevoli con chiunque e comportarci secondo una certa morale benigna: la scelta dipenderà solo da noi, sicuri del fatto che nessuna ci precluderà la possibilità di proseguire nel gioco, ma saremo solo noi e la nostra coscienza gli unici giudici del nostro “modus operandi”.


Non è un FPS, non è il seguito futuristico di Oblivion... È Fallout!

Molti, ancor prima della sua uscita, già etichettavano Fallout 3 come il seguito futuristico di Oblivion, visto la comune casa di sviluppo, e avevano paura che i vecchi fantasmi del passato potessero tornare a galla a guastare l’immagine di Fallout 3, o quantomeno la sua componente ruolistica che in Oblivion è stata oggetto di mille critiche che si protraggono tuttora. Dopo di ciò, un'altra schiera di protestanti, vedendo le prime immagini di Fallout 3 con visuale in prima persona, aveva il timore che la BS avesse oltraggiosamente snaturato la vera essenza dei Fallout, rendendolo un "misero" FPS. Ebbene, ora che il titolo è finalmente sotto gli occhi di tutti, possiamo dire con relativa sicurezza che queste due paure erano e sono rimaste prive di fondamenta e, soprattutto, carenti di un riscontro reale. Innanzitutto Fallout 3 non è nella maniera più categorica un FPS: provateci a giocare con lo stesso stile che utilizzate per titoli come Crysis e ci sono scarse probabilità che riuscirete anche solo a scappare dalla Vault.

Per quanto concerne il paragone con Oblivion, bisogna comunque ammettere che i punti di contatto ci sono e non sono certo pochi, ma la cosa più importante è che i due siano titoli molto diversi fra loro, con Fallout 3 carico di maggiori elementi ruolistici di quanto non fosse Oblivion. Insomma: per chi ha amato Oblivion, il suo richiamo all’interno di Fallout 3 è marcato; per i detrattori di Oblivion, il richiamo è sì marcato, ma le differenze lo sono altrettanto; per gli amanti degli FPS, avete sbagliato gioco…


A volte ritornano… per non andarsene più!

Fallout 3 è senza alcun dubbio un prodotto di indiscusso valore, sia tecnico che prettamente emotivo: splendido lo spettacolo visivo offerto quanto splendide sono le emozioni che sa regalare. Con la sua uscita e la sua affermazione, si è probabilmente scritta una pagina importante della storia del GDR e in generale di quella del videogioco, attestandolo forse prematuramente come capolavoro: prematuramente perché fregiarsi di quel titolo tanto ambito è una grande onorificenza che si guadagna col tempo e col feedback di chi l’ha giocato, amato oppure odiato; noi dal canto nostro ci sentiamo che la strada intrapresa dall’ultima fatica di Bethesda Softworks sia quella giusta per arrivare dove Morrowind è già riuscito in passato.

Nel frattempo, che Fallout 3 faccia il suo corso: i suoi sviluppatori hanno già annunciato al mondo che altri Fallout sono in progettazione e che sicuramente in futuro avremo tra le mani altri titoli in continuazione della serie. In conclusione, dunque, possiamo tirare un sospiro di sollievo, perché il mito è tornato…e stavolta sembra proprio non volersene andare più.

COMMENTO
Mail@ F_Grans
Ho atteso Fallout 3 con fare fiducioso e fortunatamente posso dire che le mie speranze sono state ripagate al 99%. Il gioco ci catapulta in un universo che solo i nostri incubi più remoti sarebbero stati in grado di concepire, donando a Fallout 3 un misticismo e un’immedesimazione incredibile. Il gioco va affrontato in maniera attenta ed equilibrata, altrimenti non passerà molto tempo prima di abbandonarlo per via, comunque, di un grado di difficoltà sopra la media. Quell’1% di delusione è legato ad aspetti secondari di chi si aspettava forse qualcosa di più, o forse qualcosa di leggermente diverso; fatto sta che Fallout 3 è un ottimo titolo di cui sentiremo parlare ancora per molto tempo.
GRAFICA:9Le ambientazioni sono fantastiche e l’immedesimazione è fenomenale; peccato per alcune texture poco curate e per i cali di frame rate improvvisi.
SONORO:8Le radio offrono una costante piacevole compagnia, ma se non fosse per loro, allora il sonoro sarebbe alquanto scarno.
GIOCABILITà:9Semplice ma allo stesso tempo efficace. Meritava un po’ più di attenzione l’interfaccia del Pip-Boy e mancano forse alcune indicazioni quando si usa il V.A.T.S.
LONGEVITà:8.5La quest principale può essere comodamente portata a termine in 15 ore, ma il grandissimo numero di quest secondarie allungano di molto la longevità del titolo.
VOTO FINALE9
PRO:- Ambientazione stupefacente
- Caratterizzazione del personaggio da GDR puro
- Battle system ben inserito
CONTRO:- Visuale in terza persona orrenda
- Audio un po’ povero
- Cali di frame rate inaccettabili
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SCHEDAGIOCO
Cover Fallout 3

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