Fallout: New Vegas

La visione post-apocalittica di Obsidian ritorna, ma stavolta a Las Vegas!
Scritto da Tigej "Exsos" Trudenil 22 ottobre 2010
Fallout: New Vegas Recensione

Quando le saghe storiche passano di mano in mano, cambiando sviluppatore, produttore o parte di quello che era l'originale team, spesso ci si ritrova con il dover fare i conti con nuove idee, nuovi contesti e nuove forme, alla ricerca di un nuovo modo per gestire una saga che per cause di forza maggiore ha bisogno di rientrare in un contesto tecnologico più moderno.

Nel nostro caso, Fallout, storica saga ideata da Tim Cain insieme al suo gruppo Black Isle Studios (Tim ha poi lasciato lo sviluppo del terzo capitolo e i diritti a Bethesda Softworks per “concessione” di Interplay), ha cambiato forma più volte, ma quello che fortunatamente non è mai cambiato è la sottile ironia che fa da sfondo ad un mondo oramai al collasso dell'esistenza, tipico di questa saga. Su questa idea probabilmente è nata la voglia di crearne la rappresentazione più ironica e fugace, che prende il nome di Fallout: New Vegas. Quest'ultimo capitolo nato dalle mani di Obsidian Entertainment sotto la supervisione di Bethesda ci vede attraversare il confine tra California e Nevada negli eventi che ci porteranno a visitare Las Vegas in chiave Fallout rinominata appunto New Vegas.


Non tutti escono da un Vault

La storia di questo capitolo ci vede interpretare la parte di un corriere che a sua insaputa verrà catapultato in una serie di eventi al di fuori dell'ordinario. Ritrovandosi ad un passo dalla morte il protagonista dovrà fare i conti con la realtà dei fatti, invischiato in una guerra di territori, fazioni e interessi che vanno ben oltre l'ordinaria amministrazione della vita di un qualsiasi corriere che abbia girato per le zone contaminate. New Vegas comincia con lo sfruttare l'espediente della riabilitazione del protagonista come punto d'inizio, per il rilevamento delle abilità con il classico uso del sistema S.P.E.C.I.A.L., che aiuta il giocatore a scegliere la fisionomia che vorrà dare al proprio personaggio e le abilità che da qui alla fine dell'esperienza lo distingueranno. Non esistono classi particolari fra cui scegliere, ma il giocatore dovrà ponderare per bene la decisione su quali “doni” affidarsi inizialmente e quali caratteristiche classiche potenziare, come: forza, stamina, carisma ecc. Ovviamente questa è solo la fase che accompagna il giocatore inizialmente e comunque ad un certo punto si potranno cambiare le decisioni in merito alle scelte iniziali.

Una volta riabilitati saremo “pronti” ad affrontare la zona contaminata della California. Come prima cosa, verremo subito a contatto con le novità che riguardano il contesto di gioco. In New Vegas, infatti, il concetto di “zona contaminata” è meno oppressivo e la zona mostra un aspetto meno contaminato rispetto a quella di Washington D.C. mostrata in Fallout 3. Il cielo è terso e l'aspetto generale riporta tanto al West/Country, con Saloon, fattorie e campi agricoli, per passare poi alle parti desertiche del Mojave fino agli agglomerati cittadini di New Vegas. La scelta è data dal fatto che per decisioni di storyline questo particolare frangente d'America non venne colpito in modo drastico dagli eventi delle guerre nucleari che hanno sempre distinto la serie. L'alone di desolazione e distruzione accompagnato dall'ambiente “selvaggio” è comunque rimasto come sfondo del gioco, non dissociandosi dall'esperienza di viaggio tipico della saga.

I cambiamenti ambientali non sono comunque gli unici tratti che distinguono New Vegas e le novità che comportano dei cambiamenti, in special modo rispetto a Fallout 3, sono diverse e degne tutte di approfondimento.


Amico, Nemico o passante?

In New Vegas la particolarità che apparentemente è più distinta è quella che riguarda la popolazione e la relazione che il giocatore avrà con essa. Quello che è chiaro già dall'inizio è che l'appartenenza ad un determinato gruppo o fazione all'interno del gioco fa in modo di aprire strade e parti della storia altrimenti invisibili, a seconda del comportamento del giocatore. Non esiste una vera distinzione tra amico e nemico se non quando viene palesato da tratti particolari. Inizialmente tutti i PNG del gioco avranno un atteggiamento Neutro nei nostri confronti e questo cambierà a seconda delle nostre decisioni. In particolar modo un gruppo generalmente avrà la tendenza a trattarti bene o male per l'aiuto che gli verrà offerto. Questo sistema che viene utilizzato per ogni cittadina o gruppo che si visiterà verrà però distinto dal comportamento verso il singolo personaggio. Ad esempio se decidessimo di aderire ad un gruppo di rivoltosi non è detto che incontrando persone dello stesso gruppo nella zona contaminata, questo non ci attacchi. Far parte di una determinata fazione inoltre ci garantirà dei bonus quali sconti nei negozi, equipaggiamenti particolari e magari anche qualche abilità altrimenti preclusa.

Nonostante questi espedienti, il giocatore è comunque libero di giocare liberamente senza doversi curare troppo di questo aspetto, e generalmente il non decidere da che parte stare o quale atteggiamento seguire porterà a conseguenze spesso non piacevoli. Un’altra novità è data dall'abbigliamento corrente. Difatti, portare un particolare abbigliamento sarà un tratto distintivo di un determinato gruppo e causerà l'immediata reazione, positiva o negativa dei personaggi di un'altra fazione. Questo metodo permetterà al giocatore d'intrufolarsi in un gruppo e avere accesso più facilmente a delle aree altrimenti delimitate. Le fazioni in gioco sono davvero tante, ben distinte fra loro, e la serie di eventi che porteranno il giocatore ad incontrarle determineranno l'andamento della storia.


Posto che vai Quest che trovi...

Il sistema di quest è rimasto simile a quello di Fallout 3, differenziandosi solo nello spiccato senso di connettività tra persone ed eventi di diverse fazioni e luoghi. I personaggi dimostrano di avere più sfumature rispetto a quelli visti in Fallout 3 e soprattutto una personalità che li distingue nel contesto di appartenenza. In particolare, spesso verrà chiesto al giocatore di esaudire qualcosa in più che una semplice serie di richieste, bensì un insieme di azioni che contribuiscano a creare una determinata fama verso un determinato gruppo. Risolvere le richieste singolarmente avrà quindi un effetto lieve su un gruppo, mentre completando vari compiti per diversi membri della stessa fazione, aprirà anche quest particolari e come già descritto precedentemente una serie di vantaggi. Le quest sono sicuramente più variegate e dimostrano una buona fantasia, sia in termini di scelte di risoluzione che di andamento degli eventi. La stessa quest, può essere risolta in modi diversi e spesso richiede anche un approfondimento che va ben oltre la semplice esecuzione del compito assegnato. Inoltre, la missione principale ha un andamento che spinge a coinvolgere il giocatore in tutti gli eventi e le missioni extra senza possibilità di tralasciare qualcosa, ma lasciando comunque il piacere della scoperta. Non mancano anche le quest “nascoste” già viste in Fallout 3, dove guardando con attenzione si possono intravedere nei luoghi pezzi di storie mai risolte come, audionastri o bigliettini cartacei che, per chi ha pazienza e spirito d'investigazione, possono portare a premi ed abilità inaspettati.

Parlando di abilità inaspettate vale la pena di approfondirne una in particolare; all'inizio del gioco verrà data la possibilità al giocatore di scegliere se vivere durante la partita una serie di avvenimenti al di fuori dell'ordinario tramite l'abilità zona contaminata selvaggia. Questa abilità garantisce una certa dose di pazzia al gioco che lo rende più consono a chi ama gli eventi al limite dell'allucinogeno o personaggi strambi e fuori dal comune, anche per la zona contaminata. In toto il numero di quest a portata del giocatore garantisce tranquillamente un centinaio di ore di gioco per i più smaliziati che non vogliono lasciare nulla al caso. I giocatori meno esigenti potranno finire la quest principale in una ventina d'ore buone, senza restare insoddisfatti.


Per un pugno di tappi

In un gioco dove il nome riporta alla città per eccellenza del gioco d'azzardo non potevano mancare giochi a tema, ed infatti New Vegas garantisce al giocatore la possibilità d'intrattenersi con i classici giochi da casinò quali: roulette, blackjack, slot machine ecc. Nonostante possa sembrare fuori luogo per un gdr di stampo post-apocalittico, l'inserimento di queste possibilità dà a New Vegas quella giusta sfumatura di contesto che rende il tutto più reale. A rafforzare quanto detto, viene in aiuto anche uno degli spunti iniziali del gioco, che mette in mano al protagonista quasi da subito un mazzo di carte per partecipare ad un intrigante gioco chiamato Caravan, basato sul blackjack. Il giocatore dovrà battere l'avversario riuscendo a creare più file di carte con un punteggio tra il 21 e il 26. Durante le escursioni il giocatore s'imbatterà in carte di diversa tipologia e qualità e, una volta raccolto un mazzo di 30 che soddisfi i propri desideri, potrà cimentarsi con diversi personaggi del gioco in partite all'ultimo punto.

Dal punto di vista del gameplay New Vegas porta qualche novità rispetto al suo predecessore che farà la felicità di molti giocatori. In particolar modo è stata sensibilizzata la parte dei combattimenti con le armi da fuoco: Adesso sarà infatti possibile scegliere la possibilità di un’inquadratura che porterà il giocatore dietro il mirino dell'arma per garantire una migliore precisione di puntamento, ed ovviamente essendo un gdr le abilità con le determinate armi garantiranno più o meno il successo degli attacchi. Le armi hanno subito una migliore distinzione, sia a livello di equilibratura che di tipologia. Usare un’arma a proiettili o una a energia farà la differenza a seconda del nemico, ma non solo perché anche la scelta del proiettile diventerà fondamentale. In New Vegas, infatti, viene data al giocatore la possibilità di scegliere tra diverse tipologie di proiettili, ognuna con la sua particolare funzione. Si passa dai proiettili esplosivi a quelli perforanti, e per ovviare alla possibile mancanza di munizioni adesso si potranno riciclare i bozzoli per riutilizzarli tramite appositi banchetti che creano nuove munizioni; inoltre, la scelta di esse avrà un enorme peso sulle condizioni dell'arma in uso. Fare affidamento su proiettili di scarsa fattura, tenderà a rovinare l'arma e a far sì che si rompa prima del tempo. La varietà è molto migliorata, sono state aggiunte parecchie armi nuove insieme a quelle già note, come pistole o mitragliette a 9 mm o fucili stile vecchio West con una maggiore potenza di fuoco. Inoltre, tra le novità si presenta la possibilità di modificare le proprie armi tramite altri componenti come mirini, canne lunghe o caricatori più capienti. Ovviamente questi componenti non saranno semplicemente a portata di mano, ma spesso bisognerà guadagnarseli o pagarli con denaro sonante, e vista la scarsità dello stesso è sempre meglio risolvere una quest per guadagnare qualche buon gadget. Per chi invece preferisce picchiare i propri avversari a mani nude sono stante aggiunte diverse possibilità di scelta. Girovagando per la zona contaminata sarà possibile incontrare dei cosiddetti “maestri” che potrebbero insegnare qualche tecnica d'attacco speciale a qualcuno degno di tale dono. Le armi bianche adesso sono ben distinte e in qualche caso anche sorprendenti per efficacia e potenza.

Per chi non ama troppo l'azione c'è sempre il buon vecchio sistema di puntamento assistito denominato S.P.A.V., grazie al quale mettendo il gioco in una pausa istantanea, si potrà scegliere chi colpire e dove colpirlo con una precisione basata sulle proprie abilità e la distanza tra il giocatore ed il nemico. Visto che New Vegas dimostra un grado di difficoltà maggiore rispetto a Fallout 3 è meglio scegliere bene come muoversi, e disarmare o azzoppare un nemico diventerà fondamentale, sia per risparmiare punti azione che per garantirsi vita facile negli scontri con più avversari.

Oltre le migliorie sopra descritte New Vegas porta una ventata di freschezza nella gestione di quei compagni che ci affiancheranno durante le varie missioni (una volta sbloccati ovviamente). Per interagire con loro e con le loro azioni Obsidian ha ben pensato di tirar fuori una ruota dei comandi, in modo da disporre in maniera veloce, semplice e precisa degli ordini; di certo un passo avanti rispetto all'espediente a tavola usato su Fallout 3. La lista dei comandi vede il susseguirsi delle solite azioni quali: segui, attacca, curati ecc. Inoltre, quando entreremo in possesso di una qualche locazione, potremo gestire in modo marginale anche il loro inventario. I compagni che ci seguiranno avranno delle storie ben delineate e seguendo la trama potremo sbloccare degli eventi dedicati degni di nota.


Il suono della contaminazione

Fallout: New Vegas non manca di stupire anche dal punto di vista sonoro, in particolar modo i temi che ci accompagneranno nella zona contaminata saranno ben distinti e, grazie ad un sistema ben studiato, si attiveranno in modo consono alle situazioni di gioco. Infatti, il tutto non sarà solo un aggravarsi di suoni o un affievolirsi di temi a seconda degli avvenimenti imminenti, ma pare più una realizzazione volontaria di contesto sonoro che accompagnerà anche il calare del sole all'orizzonte o l'incessante percorso di una scalata in profondità di una grotta. Chi ha amato le stazioni radio di Fallout 3 non resterà scontento di certo di quelle che, sempre tramite il nostro fidato pip-boy, saranno a disposizione del giocatore da subito. Le canzoni saranno quelle pop/jazz degli anni 30/40 come la famosa Why Don't You Do Right? di Joe McCoy cantata da Peggy Lee. New Vegas è completamente tradotto nel nostro idioma, il doppiaggio è di medio livello e capita qualche volta che le frasi siano fuori luogo o totalmente errate rispetto ai sottotitoli.

Graficamente il gioco non ha cambiato forma e lo stile è sempre quello modellato sul motore grafico gamebryo da Bethesda, con la variante di toni meno cupi e spesso di tratti particolarmente vivaci. La zona contaminata, come al solito, è resa in modo ostile, ma l'aggiunta di una location particolare quale il deserto del Mojave o la stessa New Vegas ha reso gli ambienti pieni di particolari e piccoli accorgimenti che non fanno rimpiangere più di tanto motori grafici più realistici e performanti. I personaggi e le varie fazioni sono ben caratterizzate e la realizzazione grafica tutto sommato risulta gradevole, cercando di sfociare più sulla varietà che sulla quantità dei modelli a schermo. Quello che manca rispetto a Fallout 3 è la rappresentazione cittadina che si palesava in centinaia di tunnel della metro tutti uguali, che per ovvi motivi in New Vegas viene sostituito da un ambiente aperto più caratterizzato. La mappa di gioco non è grande come quella di Fallout 3 ma allo stesso modo è priva di tutti quei “km” di orizzonte desertico. Insomma più quantità in meno spazio ma sfruttata meglio. A fare da scheletro alla fisica troviamo il ben noto havoc, comprensivo dei suoi pregi e difetti. Il gioco riporta sempre i combattimenti in chiave splatter, quindi si vedranno come al solito teste mozzate e arti volanti dappertutto come nel migliore o peggiore dei b-movie, sottolineato sempre dall'ironia del rallenty che enfatizza l'uccisione.

Purtroppo bisogna dire che il gioco tecnicamente non si presenta nel migliore dei modi ed in fase di recensione sono stati notati i soliti bug che prontamente fanno da capolino negli ultimi giochi Bethesda: qualche personaggio che si inchioda e qualche generico crash della console. Il framerate ha subito un peggioramento visibile in molte circostanze, scattando e bloccandosi per qualche secondo mentre ci si sposta da una zona all'altra. Nulla di apocalittico o che possa lenire l'esperienza di gioco, ma che sarebbe meglio risolvere prima dell'uscita del gioco nei negozi, previo rilascio di una patch, volendo.


Hardcore mode, l'altra faccia di New Vegas

Se siete insoddisfatti del sistema di gioco originale, Obsidian ha messo a disposizione una nuova modalità per affrontare il gioco in modo originale. Questa new entry, chiamata Hardcore Mode, aumenta la difficoltà del gioco dal punto di vista della sopravvivenza. Nella modalità in questione il nostro personaggio soffrirà dei bisogni comuni di ogni persona. Fame, sete e sonno accompagneranno il giocatore durante il proprio viaggio e non soddisfare questi bisogni si ripercuoterà anche in modo grave sulle condizioni fisiche dell’alterego, che ben presto mostrerà segni di disidratazione o inedia. Ovviamente, per far fronte a questi bisogni elementari, il gioco offre la giusta struttura. Girovagando per le lande della zona contaminata non mancheremo di trovare piante da frutto, ortaggi, pozze d'acqua o distributori automatici, che ci aiuteranno nel sostentamento, il tutto con la sua buona dose di radiazioni (d'altronde parliamo sempre di una zona contaminata, ndr). Un altro fattore importante in questa modalità sarà dato dall'impossibilità di curarsi immediatamente con gli stimpak. La cura infatti si propagherà nel tempo e saremo impossibilitati ad utilizzarli per curare un arto menomato, fino a quando non troveremo un dottore o una borsa medica. Quindi, se l'esperienza di Fallout New Vegas vi sembra fin troppo semplice, noi consigliamo vivamente di approcciarsi a questa modalità, molto più avvincente e realistica di quella classica.

Fallout New Vegas è un buon gioco che sensibilizza l'esperienza già provata in Fallout 3, aggiungendo qualche piacevole novità e una migliore cura generale per le quest. Qualche incertezza dal punto di vista tecnico ancora rimane, ma nulla di irrisolvibile. New Vegas non stravolge ad ogni modo l'idea originale, ed è difficile che chi non ha amato il terzo capitolo possa amare questo, pur con i miglioramenti apportati da Obsidian Entertainment. Ad ogni modo rimane un’esperienza gradevole e non si dimostra per niente un semplice spin-off di poco conto, regalando un graditissimo titolo a tutti i giocatori che avranno la buona volontà di spulciarlo in ogni suo anfratto per molte ore di sano divertimento.

COMMENTO
Tigej "Exsos" Truden

New Vegas mi ha sorpreso piacevolmente, e se pur con qualche piccola incertezza tecnica, le novità mi hanno coinvolto, così come l'hardcore mode che viene recepito come un espediente geniale, da provare assolutamente. Per essere uno spin-off mi ha divertito e sono sicuro mi divertirà per parecchio tempo ancora, e non dimentichiamoci dei DLC. Acquisto consigliatissimo.

GRAFICA:8Il motore grafico a volte ti sorprende ma spesso rimane un punto debole del gioco.
SONORO:8.5Buono dal punto di vista dei temi e delle musiche, discreto dal punto di vista del doppiaggio in italiano.
GIOCABILITà:8.5Un sensibile miglioramento per chi ama giocarlo come un FPS. Per il resto nessun cambiamento drastico nel gameplay.
LONGEVITà:8.5Dalle 20 alle 100 ore a seconda del proprio stile di gioco. Regala comunque una piacevole esperienza a chiunque si approcci al gioco, consapevole a cosa va incontro.
VOTO FINALE8.5
PRO:- Sistema delle armi e quest sensibilmente migliorati
- Hardcore mode da provare, per un'esperienza piacevolmente alternativa
CONTRO:- Realizzazione tecnica poco curata
- Difficilmente potrà attirare i detrattori del terzo capitolo
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SCHEDAGIOCO
Cover Fallout: New Vegas

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Fallout: New Vegas 2010-10-22 18:27:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/fallout-new-vegas/La visione post-apocalittica di Obsidian ritorna, ma stavolta a Las Vegas!1020525VGNetwork.it