Far Cry 4: Valle degli Yeti

La vita dell’esploratore non conosce sosta!
Scritto da @ Dagheloril 17 marzo 2015
Far Cry 4: Valle degli Yeti Recensione

Dopo aver abbondantemente discorso, negli scorsi mesi, delle vicissitudini del buon Ajay Ghale, dapprima con il titolo ufficiale, un Far Cry 4 premiato sulle nostre pagine con un sonante 9, e poi con il DLC Fuga da Durgesh che, bisogna dirlo, non ha convinto pienamente come il gioco di riferimento, torniamo ancora una volta nelle sterminate lande del Kyrat, pronti ad accompagnare di nuovo il nostro “eroe-per-caso” a svelare le inedite insidie che gli sviluppatori hanno pensato bene di confezionare questa volta. Mettete il cappotto pesante, che farà freddo!


Buttati, che è morbido!

Non poteva che cominciare in modo disastroso anche questa nuova avventura firmata Far Cry, ed infatti sarà questa volta con un disastro aereo che le peripezie di Ajay prenderanno il là. Dopo esser precipitato con il proprio elicottero, il nostro protagonista si troverà solo e senza risorse a dover fronteggiare l’asprezza – sia climatica che “faunistica” – del massiccio Himalayano, set prescelto per questo nuovo contenuto aggiuntivo del titolo sviluppato in casa Ubisoft. Il primo passo da fare sarà quello di cercare, e possibilmente trarre in salvo, il pilota del mezzo, precipitato al fianco di Ajay, ma misteriosamente scomparso dal luogo dell’impatto. I pochi mezzi di facile reperimento saranno un coltello ed arco e frecce, che tramuteranno istantaneamente l’esperienza ludica nel più puro e crudo degli stealth game. Muoversi silenziosamente sarà indispensabile ovviamente soltanto nella prima, scriptata missione, che ci porterà alla scoperta di quello che sarà il campo base da cui partiremo per i vari incarichi, ed in cui bisognerà rintanarsi per resistere agli attacchi notturni, per poi partire, al mattino, alla ricerca di nuove armi (e risorse), sparse ed evidenziate lungo tutto il mondo di gioco. Ma procediamo per gradi.

Tutta l’area di gioco sarà infestata da adoratori di una misteriosa reliquia, che vedranno in maniera ostile la nostra presenza, e che proveranno dunque in tutti i modi di liberarsi di noi. I giocatori dovranno quindi seguire lo storyline, confezionato dagli sviluppatori, che, missione dopo missione (per un totale di sei), accompagnerà i giocatori a scoprire il vero mistero insito nella Valle degli Yeti. Ogni stage completato porterà ad una sequenza notturna dove i succitati adoratori del culto proveranno in tutti i modi ad assaltare il campo base in cui Ajay si rintanerà, pronti a tramutargli la pellaccia in un colabrodo.


Sopravvivenza a tempo pieno

Un gameplay quindi piuttosto lineare, a cui si accompagnano una buona sfilza di missioni secondarie che incentivano la scoperta dell’area circostante il campo-base: si parte con le missioni di recupero, dove ai giocatori sarà richiesto di prelevare determinati oggetti, siano essi camion con scorte o semplicemente armi, e ricondurle al campo base; questo ricompenserà i giocatori con fortificazioni (altrimenti acquistabili, ed i soldi scarseggiano, all’inizio, ndr) che renderanno la sopravvivenza notturna un pelino più agevole. Anche le abilità dei giocatori, resettate all’inizio della nuova mini-campagna, dovranno essere power-uppate, e per farlo bisognerà raccogliere le giuste pelli, al fine di ampliare fondine, zaino e via dicendo, ed uccidere un buon numero di nemici per ridar vita allo skill-tree che abbiamo avuto modo di amare (ed odiare, per quanto complesso fosse portarlo al massimo, ndr): se da un lato le prime saranno reperibili in quasi tutta la loro totalità nei forzieri sparsi per la mappa, nel secondo caso assistiamo ad un livellamento (verso il basso) degli exp necessari per conquistare gli agognati punti, spendibili per sbloccare le abilità dello skill-tree. Una mossa giusta, considerata la non propriamente estesissima campagna, e che consentirà ai giocatori di arrivare ai titoli di coda quasi definitivamente potenziati, potendo quindi fare affidamento su capacità incrementate per affrontare le ultime, estenuanti fasi di gioco.


Bilanci e sbilanciamenti

Non è però tutto rose e fiori, sui massicci Himalayani: se da un lato abbiamo un gameplay che potrebbe prestarsi a grandi cose, la mancanza di un reale ciclo di alternanza giorno/notte consente ai giocatori di potenziare tutte le proprie abilità, senza parlare poi delle fortificazioni del campo-base, in assoluta tranquillità già prima dell’inizio dello storyline vero e proprio, abbattendo clamorosamente il livello di sfida nelle prime fasi del gioco: sarà l’utente a decidere quando dare il via alla notte, e quindi all’invasione di invasati. Certo, la curva della difficoltà arriva a bilanciare il tutto nelle fasi finali, ma uno sblocco progressivo delle varie fortificazioni avrebbe reso comunque il tutto più gradevole, per non dire equilibrato, sotto il profilo del gameplay. Veri protagonisti, loro malgrado, dell’esperienza ludica saranno poi ovviamente gli Yeti: questi pelosi mostriciattoli abnormi saranno dei veri e propri treni senza freni, quasi impossibili da evitare quando caricano, e che solo una buona dose di colpi alla testa porterà vacillare, esponendo la schiena ad una scalata e successivo colpo di grazia; delle mine vaganti decisamente pericolose, ma che sarà possibile (ed utile) adoperare a proprio vantaggio, lasciandoli operare come meglio credono quando attaccheranno i nemici (d’altronde, il nemico del mio nemico è mio amico, almeno finché non si concentra su di me, ndr)

Di ritorno dalla Valle degli Yeti, il parere riguardo la nuova avventura confezionata dagli Ubisoft non può che essere positivo: certo, un po’ di varietà in più non avrebbe guastato, ma ci troviamo comunque di fronte ad un buon prodotto che, per 14,99€ (o gratis, qualora si fosse in possesso del Season Pass) promette tante altre ore a spasso per un’inedita, ed innevata, località del Kyrat!

COMMENTO
@ Daghelor

Ogni nuovo contenuto legato al mondo di Far Cry è sempre una scoperta: m’incuriosisce vedere, ogni volta, se e come gli sviluppatori sapranno miscelare una struttura collaudata a campagne più o meno ridotte, ed in questo caso non posso che ritenermi soddisfatto del lavoro degli Ubisoft, che hanno tarato in maniera ottimale l’intero gameplay, per offrire un’esperienza completa e mai frustrante. Bene così!

GRAFICA:
SONORO:
GIOCABILITà:
LONGEVITà:
VOTO FINALE8
PRO:- Tante attività da portare a termine
- Level up del personaggio veloce
CONTRO:- Troppa libertà di potenziamento data fin da subito
Far Cry 4 ( PS4 )Giocare il capitolo originale, per quanto non indispensabile, è quasi un must: d'altronde, perchè dovreste comprarlo solo per giocare questo DLC?
Far Cry 4: Fuga da Durgesh ( PS4 )Si poteva fare di più, è vero, ma Fuga da Durgesh risulta essere comunque ampiamente godibile!
SCHEDAGIOCO
Cover Far Cry 4: Valle degli Yeti

Far Cry 4: Valle degli Yeti

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Far Cry 4: Valle degli Yeti2015-03-17 18:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/far-cry-4-valle-degli-yeti-48905/La vita dell’esploratore non conosce sosta!1020525VGNetwork.it