FIFA 12

La difesa prima di tutto.
Scritto da il 11 ottobre 2011
FIFA 12 Recensione

Da instancabili amanti di uno sport che annualmente invecchia più del dovuto a causa di strane vicende passate e personaggi legati al suo mondo, sempre meno limpido ed invaso da interessi multimilionari, l'hype per l'ennesimo capitolo di FIFA è come sempre elevatissimo, e ci mancherebbe. Dopo i miglioramenti sostanziali apportati in quell'ormai lontano 2007, la serie targata EA Sports ha continuato indisturbata il suo processo di crescita e sviluppo, ponendo ai primi posti la volontà di regalare momenti di gioco entusiasmanti; tantissime le ore passate davanti al proprio televisore, cercando di portare il proprio calciatore virtuale sul tetto del mondo o, semplicemente, inventandosi allenatori della propria squadra del cuore. Da quest'anno, e finalmente, EA ha deciso di farne godere tramite lo stesso engine grafico e fisico, le stesse features e gli stessi fotogrammi per secondo, anche ai possessori PC.


ONCE UPON A TIME...

Che più di qualcosa fosse cambiato lo si era capito da tempo, dai primi trailer rilasciati e dalle prove al GamesCom per esempio, ma per la stragrande maggioranza dei videogiocatori le prime conferme sono arrivate con l'uscita della demo, che condivide con la release completa il breve tutorial iniziale riguardante il nuovo sistema difensivo (Tactical Defending). Insieme ad esso EA Sports ha deciso di lanciare l'Impact Engine e rivedere completamente il lato multiplayer del gioco, regalando (forse per il primo anno dopo FIFA 08) un prodotto rinnovato sotto molti aspetti, ma limitandosi al “compitino” in ambito offline. C'è tanto di cui parlare, forse anche troppo visto che trattasi pur sempre di un videogioco di calcio, ma sarebbe fuori luogo negare che ci troviamo dinnanzi al miglior esponente simulativo del genere. Almeno fino al prossimo anno.

Tra i nuovi ingressi FIFA 12 propone anche una particolare funzionalità, denominata EA Sports Football Club, che connette tra loro i tifosi di un determinato club. Il funzionamento è molto chiaro: nelle prime schermate di gioco ci viene chiesto per quale squadra di calcio condividere punti esperienza, accumulabili durante i match da noi giocati; da qui prendono forma le classifiche mondiali, aggiornate in tempo reale, con quella che è la media aritmetica di tutti i PE raccolti dai fan dello stesso club, in modo da non svantaggiare i team minori che vantano un numero di sostenitori decisamente minore rispetto ai top team europei. L'accesso agli ultimi aggiornamenti avviene tramite semplice pressione di un tasto pre-assegnato ('select' su PlayStation 3), d'interesse soprattutto per chi non vuole perdersi nulla del nuovo mondo di FIFA 12, e per chi è attratto dalle sfide lanciate che ci portano a rivivere, e riscrivere, i risultati di particolari e recenti eventi sportivi. Nuovo mondo ma non del tutto, sia ben chiaro, visto che la modalità in singolo è rimasta pressoché invariata se non per qualche micro aggiunta rispetto all'ormai riposto FIFA 11. In particolare ci riferiamo alla possibilità di acquistare giocatori tramite la formula del prestito con diritto di riscatto o al countdown nel menu principale della modalità allenatore per le ultime 24 ore di calciomercato. Ad affiancarli l'introduzione della squadra Primavera, del morale e delle conferenze stampa! La prima permette di acquistare e far crescere nel miglior modo possibile giovani talenti; la seconda rappresenta un aspetto che in un gioco come FIFA difficilmente prenderà piede. Si tratta di una componente particolare, ottima per titoli appartenenti al genere manageriale, ma chi cerca immediatezza non si farà di certo influenzare troppo dal morale dei giocatori, visto che una volta scesi in campo non emerge in alcuna maniera, a differenza della forma fisica e dell'energia dei singoli più realistiche che mai.

L'ultima, quella della conferenza stampa, permette di rilasciare semplici dichiarazioni prima dei big match, scegliendo tra un paio di opzioni che andranno a surriscaldare un pre-partita già teso di suo o a stemperare gli animi. In ogni caso, a seconda della scelta fatta, le ripercussioni sul morale dei giocatori, nostri e avversari, paiono gli unici fattori che tali conferenze vanno ad influenzare. Ma è un'aggiunta inutile, a conti fatti, visto che il tutto avviene in modo abbastanza confuso nella schermata principale di gioco, che ancora una volta non presenta un'organizzazione visiva d'effetto. Così come dispiace che il team di sviluppo non sia riuscito ad abbattere i lunghi tempi morti richiesti per simulare le giornate (molto spesso senza alcun evento sportivo programmato) che ci separano dal nostro prossimo incontro.

Una volta scesi in campo, rimandando l'analisi sulle nuove ed interessanti features al prossimo paragrafo, è facile notare come l'IA dei portieri (scandalosa nella versione uscita nel 2010) sia migliorata sensibilmente, seppur qualche sbavatura rimanga soprattutto riguardo alcuni tempi di intervento spesso tardivi e su alcune parate ai limiti del ridicolo (più simili a giocate da pallavolista). E' altrettanto facile osservare come, ancora una volta, le sostituzioni non siano “intelligenti”, quindi influenzate e gestite a seconda del risultato di gara o in vista di eventuali cambi tattici necessari; così come lascia perplessi il fatto di non poter giocare le coppe internazionali al primo anno di carriera con le squadre che, sul campo vero e proprio, hanno raggiunto quel traguardo. A chiudere il quadro, i video di esultanza mostrati subito dopo la vittoria di una coppa o campionato. Non sono importanti e non influiscono nel voto finale di un prodotto simulativo come FIFA 12, ma da EA Sports ci aspettiamo scelte ponderate e sviluppate in maniera certosina quindi, se proprio devono esserci, gli spezzoni di esultanze post-gara dovrebbero regalare al giocatore qualche decina di secondi d'effetto, non da brivido freddo ed orrore!

Per l'anno prossimo probabilmente il team di sviluppo deciderà di dare una rinfrescata alle modalità offline, visto che l'intera esperienza appare sin troppo piatta e noiosa dopo appena qualche stagione. Perché se è vero che la creazione del Giocatore Virtuale esalta ogni amante di FIFA, grazie alle sfide da sbloccare per far crescere il nostro campione personale, è altrettanto evidente che questo FIFA 12 se non giocato online non riesce ad offrire una varietà di gioco cosi ampia e stimolante. In parte il team di sviluppo s'è fatto perdonare introducendo da subito l'Ultimate Team, amato da milioni di videogiocatori, ma anche in tal caso i server giocano qualche brutto scherzetto, come del resto avveniva l'anno passato...


CARNE FRESCA, OSSA ROTTE!

I punti di interesse nevralgico riguardano però le tanto chiacchierate nuove caratteristiche, che a detta degli sviluppatori elevano l'attuale FIFA a migliore simulazione calcistica di sempre ed in parte è vero, almeno concettualmente. Questo perché quando ci si trova col pad in mano, soprattutto nelle prime ore di gioco, si fa una fatica incredibile nel gestire la nuova difesa, completamente rivisitata. Che il gioco inizi con un breve, e secondo noi insufficiente, tutorial, la dice lunga. Un modo di intendere il calcio giocato, in tal caso la difesa, completamente nuovo e che a molti potrebbe non piacere affatto. Anche perché questa volta a farne le spese è lo stile di gioco proposto nei passati capitoli, dato che in FIFA 12 il posizionamento difensivo, l'ordine dei ruoli e il tempismo perfetto dell'intervento (dimenticate contrasti e scivolate sempre vincenti) è quello che si richiede al player di turno per non fare magre figure nei confronti di una IA artificiale già di suo scarsamente bilanciata. Insomma, chi si aspettava qualcosa che rendesse il gioco ancor più fluido e veloce ne rimarrà assolutamente deluso, visto che al momento tutta la fase difensiva non è equilibrata in maniera idonea, anche a causa della legnosità dei movimenti degli addetti a quei lavori (i difensori), diventando frustrante se si decide di intraprendere la carriera offline ad un livello di difficoltà sostenuto.

Tuttavia gli sviluppatori hanno inserito un paio di scorciatoie che possono venirci incontro in più di un modo: le sliders e il ritorno al vecchio sistema difensivo. Le prime, personalizzabili dal menu carriera, permettono la customizzazione di una doppia lista di parametri equivalenti, che influenzano però le nostre giocate e il modo di giocare della cpu. Vanno dalla velocità allo scatto dei singoli giocatori, dalla percentuale d'errore di tiri e passaggi alla velocità degli stessi; riguardano inoltre la frequenza e la gravità degli infortuni, e permettono anche il settaggio delle abilità del portiere, delle fasi di marcatura e degli inserimenti. Infine quelle riguardanti altezza, lunghezza ed ampiezza difensiva, con tanto di parametri a modifica del posizionamento degli esterni difensivi. Un'ampia scelta di personalizzazione quindi, che da una via rende le cose un bel po' meno complicate (e chi ha provato il gioco sa quanto sia utile nelle prime partite d'approccio), dall'altro fanno porre più d'una domanda visto che, poi, i livelli di difficoltà inseriti risultano essere troppo distanti tra loro. Sarebbe bastato addolcire un pelino la reattività della cpu di default e consentire il settaggio dei soli parametri difensivi, oltre ad un lavoro più accurato sui valori reali dei singoli giocatori e una ottimizzazione delle fasi difensive e di attacco artificiali, che sembrano onnipotenti ed onniscienti sulle mosse che stiamo per eseguire!

Lo stesso vale per il ritorno alle vecchie marcature, quelle fatte di pressing asfissianti che rendevano il sistema non così simulativo tutto sommato, col quale in tanti saranno più a loro agio; ciò non toglie che è un po' un controsenso tornare al passato quando, presa un po' di dimestichezza e settati alcuni parametri, il Tactical Defending riesce a regalare una esperienza non perfetta ma degna di nota e quantomai vicina al realismo, sopratutto se paragonata a quanto accadeva nelle precedenti release. Invariata è rimasta la possibilità di richiamare un proprio compagno, gestito dalla cpu, per stringere su un avversario o fare un raddoppio. Il problema è che questo opera quasi soltanto in maniera contenitiva, senza intervenire, il più delle volte creando caos ulteriore.

A formare la lista delle novità c'è anche l'Impact Engine, che consiste in una evoluzione del motore fisico riguardante i contatti di gioco, qualunque essi siano. Sebbene l'idea e la realizzazione di un sistema di questo tipo possano amplificare immersione e verosimiglianza tra un match virtuale ed uno realmente giocato, EA Sports non è riuscita a confezionare un sistema solido e preciso, difatti mostra continuamente grosse lacune, salvo regalare ottime sensazioni in piccoli sprazzi che fanno ben sperare per un prossimo futuro. In particolare diventa facile notare come la stragrande maggioranza dei contatti tra i giocatori siano del tutto irrealistici e anche divertenti da guardare (al circo), o come più calciatori rimangano bloccati a terra come se fossero incatenati tra loro, fino a che ne arrivi un altro (gestito dalla cpu) che decide di far suo il pallone e ripartire palla al piede. E diventa ben presto una routine finire in contatto con degli avversari, anche quando non si dovrebbe, e perder palla soltanto perché il sistema ha falle in ogni dove, o che l'arbitro – nonostante siano stati migliorati e non vedremo più espulsioni per fallacci sull'erba – lasci correre azioni in cui l'ostruzione dell'avversario, per colpa dell'Impact Engine, è evidente perfino al neofita del genere o al completo disinteressato del calcio videogiocato.

L'ultima feature riguarda il nuovo sistema di dribbling, il Precision Dribbling, che fa il suo effetto quasi esclusivamente con giocatori molto dotati tecnicamente (C. Ronaldo e Messi su tutti), facendo risultare i cosiddetti "numeri" un po' più apprezzabili, ma sicuramente più difficili da realizzare rispetto a quanto avveniva in FIFA 11.


ONLINE RIVOLUZIONATO

L'aspetto che più di tutti ha beneficiato di quest'anno di lavori è sicuramente il comparto multiplayer. Il nuovo sistema di ranking, in effetti, stupisce e regala una immersione che mai prima d'ora avevamo avuto. Il funzionamento è quanto di più semplice esista, a dimostrazione che spesso ci vuole ben poco per migliorarsi: EA Sports ha in pratica suddiviso l'esperienza online in pseudo-stagioni composte ognuna da 10 partite. Scelta la nostra squadra e sistematala come preferiamo in campo, ora questo passaggio avviene prima del matchmaking ed è una mossa astuta per eliminare il fastidioso fattore attesa, non dobbiamo far altro che dare il nostro meglio e portare a casa il risultato. Terminata la prima stagione verrà mostrato il bilancio, secondo il quale potremo essere promossi in una serie maggiore o retrocessi in una minore. Il tutto risulta davvero molto stimolante, anche perché si può prender parte a coppe specifiche (quattro in totale) che tolgono molte ore di vita sociale ad ogni amante del genere. Oltre alla Stagione Testa a Testa, il multigiocatore di FIFA 12 si compone di modalità quali il Pro Club, il FIFA Interactive World Cup, l'EA Sports Arena e di Amichevoli Online da giocare coi propri amici, le cui sfide andranno a comporre una sorta di stagione testa a testa con bilanci finali e, nel caso, di vittoria del titolo. Un'offerta senz'altro corposa in ambito multiplayer, che da sola costituisce la quasi totalità dell'esperienza complessiva, alla quale si aggiunge anche il miglioramento delle leghe personalizzate. Non mancano tuttavia alcune cose da risolvere, dai quitter ai quali non si è ancora posto rimedio, arrivando al lag e alle disconnessioni continue, lamentate già da una sostenuta percentuale di utenti, che i “capoccia” di EA non sembrano essere in grado di risolvere in tempi brevi. Alcune perplessità esistono anche per il matchmaking che mostra il peggio di sé talune volte, perché come termini di ricerca ci si aspetta qualcosa di più che la stessa squadra contro per svariati match di fila.

Infine, qualcosa andrebbe fatto anche per la modalità 11vs11, in cui la volontà comune di voler aggredire subito palla ed avversario, sviando quelli che sono i compiti tattici e di posizionamento all'interno del campo, si tramutano troppo spesso in fasi di gioco confusionarie e di scarso interesse per chi predilige il gioco serio ed organizzato, che proprio in questo FIFA, piuttosto che in altri, è semplicemente d'obbligo.


IL DUO INCOMPRESO

Tecnicamente FIFA 12 si attesta pressapoco sugli stessi livelli dello scorso anno. I miglioramenti più evidenti riguardano i volti dei calciatori (qui uno screen bellissimo!), molto vicini al fotorealismo, nonostante esista ancora qualche caso in cui il risultato finale non sia per niente esaltante. Migliorati anche agli effetti luce, al contrario della telecronaca che necessita di un completo reset e, volendo, di due voci nuove. Fin troppi i dialoghi e le linee di telecronaca riciclate negli anni, che vanno molto spesso a creare situazioni al limite del paradosso. Sulla versione da noi testata, quella PS3, la possibilità di scegliere la telecronaca in un'infinità di lingue è sicuramente uno dei motivi per i quali ci sentiamo di consigliare l'acquisto, proprio perché è più completa. Sorvolando su quelle che possono essere le telecronache ungheresi piuttosto che russe, senza dubbio quelle inglesi risultano le più esaltanti ed ottimizzate di sempre. Con un totale di ben quattro commentatori, e quindi di due telecronache, i giocatori di questa lingua madre non possono chiedere niente di più al comparto audio, che è contornato da effetti sonori e cori, perlopiù già sentiti in passato, ma che fanno la loro parte.

Inoltre c'è ancora la possibilità di personalizzare cori e brani audio, come accadeva per la versione precedente. Anche in questo caso, tra le versioni console si presta meglio quella per PlayStation 3, visto che con un paio di semplici passaggi potremo inserire cori della nostra squadra del cuore e brani audio che adoriamo (anche perché la colonna sonora di quest'anno è abbastanza anonima). Più difficile il percorso su Xbox 360, non tanto per l'hardware piuttosto per le restrizioni che la console di Redmond si porta appresso da tempo. Difatti, per personalizzarle dovremo prima masterizzare un cd audio coi brani selezionati, poi inserirlo nella console copiandoli e creando una apposita playlist, successivamente (e se siamo stati un attimo fortunati) condividere il tutto in FIFA. Troppi passaggi e tempo da perdere insomma, con un buon fattore di rischio oltretutto, che rende le operazioni poco convenienti.

Gli ultimi appunti vanno scritti riguardo l'engine fisico del pallone, un po' più realistico che in passato. E' possibile accorgersene crossando o battendo calci d'angolo e punizioni: le impressioni avute evidenziano che il peso della sfera è stato adattato per consentire tiri più verosimili e, di conseguenza, un'esperienza di gioco che rispecchi quanto più possibile la realtà. Ma lo si osserva anche nei rimbalzi ed in alcuni effetti, o particolari traiettorie, che fino a qualche mese fa erano un semplice miraggio. Naturalmente sarà importante tener conto del piede con cui si arriva alla conclusione: caricare una botta di destro dal limite, con un mancino naturale, non porterà quasi sicuramente a nulla di buono. E questo ci piace.


SULLA STRADA GIUSTA PER DIVENTARE UN MMO?

L'offerta videoludica del nuovo prodotto EA Sports è indiscutibile. Ci sono tanti problemi, certo, ma quel che va sottolineato è che il nuovo arrivato se non giocato in rete (e serve un pass online per ogni profilo giocatore) mette in mostra soltanto una piccola parte del pacchetto complessivo. EA da anni è affezionata ai suoi account specifici, che richiedono l'uso di una email con tanto di password d'accesso direttamente dal gioco (ed anche per questo i server di gioco vanno a rilento...), ma non ci sembra condivisibile la scelta di dover aggiungere altri euro alla “stangata” del prezzo da day-one se si vuole giocare online con un altro profilo e sulla stessa console, magari di un fratello, una sorella o un fratello-mezzo-sorella e viceversa!

Non sono da meno tutte le micro transazioni introdotte già da qualche anno, in molti casi nemmeno tanto micro, che rendono il prodotto “antipatico” a molti, almeno sotto questo punto di vista. L'esempio lampante è la Live Season, acquistabile con 4 euro aggiuntivi per un solo campionato o con altri 8 per tutti i principali. Una mossa meschina nei confronti di chi ha pagato quei 60-70 euro per accaparrarsi l'ultima fatica di EA Sports; d'altronde la ricerca del profitto nel mondo videoludico sta diventando l'unico pilone che mantiene l'intero sistema, anche se fortuna vuole che molte altre aziende badino sempre più al servizio offerto all'utente, ponendo il rispetto al primo posto. E non ci vuole poi molto, pare evidente.


SENZA RIVALI

FIFA 12, dunque, stravince di nuovo e senza rivali all'orizzonte. PES sta tentando di risalire la china, ma lo stampo tipicamente arcade non lo rende un prodotto nemmeno troppo paragonabile a quello di Electronic Arts, eppure il distacco tra i due sarebbe potuto essere ancor più netto quest'anno. Questo perché, da sempre, è l'attenzione al più minuscolo dettaglio a fare di un ottimo gioco un capolavoro. E FIFA 12, nonostante le novità molto interessanti, ha in un certo senso “steccato” l'appuntamento più importante. Non si sta criticando la scelta di portare cosi tante nuove features in una sola volta, ma che proporle in questa maniera e senza troppa convinzione, in virtù del fatto che la classica “pezza” (o patch, che dir si voglia) pare del tutto improponibile visto che andrebbe ad interessare il codice alla base del gioco, è stato un rischio davvero inutile. Anche perché il team di sviluppo non aveva il bisogno di recuperare terreno sul rivale... Una mossa azzardata quindi, che solitamente i grandi team di sviluppo non commettono. Peccato. Davvero.

COMMENTO

Che attendessi con trepidazione questo ennesimo update della serie è fuori dubbio, ma che ci fossero così tanti problemi sparsi qua e là, francamente, non me lo aspettavo. Va sicuramente riconosciuto il merito di aver portato maggiori novità rispetto al passato, ma al contempo e col senno di poi, sarebbe stato sicuramente meglio realizzarne meno e in miglior modo. La prossima release potrebbe essere LA svolta, a patto che gli sviluppatori vogliano migliorarsi dopo il consenso di critica finora ricevuto, a mio modo di vedere assolutamente esagerato. Tuttavia, da amante obiettivo della serie, non posso dire che questo Fifa sia inferiore a quelli degli scorsi anni, cosi come che sia quello “definitivo” per sensazioni pad in mano (sulla carta dovrebbe esserlo). Ma il confine tra un ottimo titolo e quello ultimo, non migliorabile, diviene sottile, sottilissimo, per molti sviluppatori capaci; per tutti gli altri rimane semplicemente irraggiungibile. In eterno. A quale categoria EA Sports appartenga ce lo dirà soltanto il tempo, e una prima risposta, seppur non frantuma-sogni-sportivi-forevà, arriverà nel 2012. E poi nel 2013 e 2014, finché l'arbitro (per molti sempre cornuto) non ci separi!

GRAFICA:8.5Sostanzialmente invariata rispetto a FIFA 11 fatta eccezione per miglioramenti sulle textures facciali dei calciatori più famosi (non tutti). Sicuramente meglio gli effetti luce.
SONORO:7Il pubblico è partecipe come mai, ma il duo Caressa-Bergomi è stancante (è ora di prendere esempio dalle telecronache inglesi). Colonna sonora anonima, e personalizzarla con propri brani (insieme ai cori) può essere la via da seguire.
GIOCABILITà:8Le novità ci sono, ma non funzionano come dovrebbero e molte scelte fatte dagli sviluppatori hanno marcato una sostanziale indecisione a riguardo. La speranza é quella di vederle al top della forma nella versione 2012.
LONGEVITà:8.5In singolo regala tante ore di gioco, ma l'assenza di novità dopo un pò si fa sentire; in multiplayer tende all'infinito.
VOTO FINALE8
PRO:-Nuove features...
-Online rivoluzionato
-Ultimate Team subito disponibile
CONTRO:-...che non funzionano come dovrebbero
-In singolo serve freschezza, ora più che mai
-Pass online e server ballerini
FIFA 11 ( PS3 )In mancanza, la versione passata fa ancora il suo.
SCHEDAGIOCO
Cover FIFA 12

FIFA 12

  • data d'uscita: 30 settembre 2011
  • produttore: EA Sports
  • sviluppatore: EA Canada
  • Distributore: Leader
  • Genere: Calcio
  • Multiplayer: 1-22 giocatori Online e Locale
  • Supporto: PlayStation Network
  • Pegi: 3+
  • Sito di FIFA 12
Scheda completa...
FIFA 122011-10-11 15:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/fifa-12/La difesa prima di tutto.1020525VGNetwork.it