Freedom Planet

Da un porcospino blu ad una draghetta viola!
Scritto da Mailil 12 novembre 2015
Freedom Planet Recensione

Con l’affermazione dello sviluppo indipendente c’è stato un grandissimo ritorno di videogiochi decisamente old fashioned. Nonostante suoni paradossale, questo trend non può che essere stato una boccata di aria fresca in un mercato che era oramai saturo di roba più moderna, per quanto ridondante e stantia. Wii U sembra una piattaforma fortunata in questo senso, avendo lanciato quel super successo che è stato Shovel Knight, poi uscito su altri lidi, oltre a roba, come Shantae and the Pirate’s Curse e questo Freedom Planet di cui ci apprestiamo a parlarvi più nel dettaglio nelle prossime righe. Go!


Papà Castoro ci racconti una storia?

Chi gioca ad un platform per la trama? Nessuno, era facile. Seconda domanda: chi mette una trama banale e scritta male, per poi allungarla all’infinito, in un platform 2D anni ’90? GalaxyTrail, era facile anche questa visto che si parla del suo gioco. Almeno - vedremo poi perché - è possibile evitarla del tutto.

Un bel giorno, su un pianeta diviso in tre regni orientaleggianti abitati da animali antropomorfi simili alle fanart furry (vi venisse in mente di informarvi sui furry tenete in considerazione che i risultati della ricerca sono solitamente NSFW, NdR), un’astronave precipita per mancanza di energia. Il proprietario del mezzo è il perfidissimo Lord Brevon, che architetta un malvagissimo piano per rubare l’unica fonte energetica presente sul pianeta. Ovviamente a risolvere il problema interverranno i nostri eroi, Lilac, Carol e Milla. Fino a qui non c’è problema, non fosse altro che il gioco ci farà conoscere miliardi di cose sul mondo di Avalance, come le cariche politiche, le guerre interne, la religione, che si direbbero utili a costruire la lore del gioco; peccato che questo è un gioco di piattaforme ed il mostrare filmati che durano anche 4/5 minuti non ha minimamente senso. La scrittura è banalotta, ed alterna in modo totalmente illogico momenti piuttosto cruenti con altri decisamente comici; se proprio volevano spingere nel gioco una trama, almeno potevano farlo bene.

Gli sviluppatori però hanno evidentemente pensato che a nessuno interessasse granchè delle vicende di questi animaletti bipedi, così da inserire la modalità Classic in cui tutte le cutscene sono mancanti, rendendo il titolo un susseguirsi di soli livelli. Alleluja!


Trust me and we will escape from the city!

Abbiamo iniziato parlando della trama non tanto per consuetudine, quanto per levarci subito di torno la parte meno riuscita e utile del gioco e passare alle cose belle, perché ce ne sono.

Freedom Planet è un omaggio al Sonic dell’epoca Megadrive, e questo potrebbe da solo bastare a spiegare per sommi capi il gameplay. Galaxy Trail, però, ci ha messo del suo e ha espanso la formula, nonostante la struttura di base rimanga quella, per l’appunto, dei vecchi Sonic a 16bit. Il primo distaccamento forte dalla formula "porcospinesca" è la proposta di tre personaggi giocabili che non sono semplici reskin, ma si giocano in modo diverso. Lilac, la protagonista, è quella che più si avvicina ai vecchi titoli SEGA, avendo come principale caratteristica la corsa. Inoltre, dispone della possibilità di volteggiare una volta concluso un salto, rendendo le sue giravolte di fatto un secondo salto che le permette di raggiungere maggiori altezze. Carol corre meno, alla fine di un salto può lanciarsi in orizzontale e può compiere 4/5 attacchi in serie. Può inoltre guidare una moto ed aggrapparsi a delle piattaforme rosse per poi saltare direttamente ad altre più elevate. L’ultima del trio, Milla, la quale non è giocabile nell’Adventure Mode, può creare uno scudo, sparare un raggio verde e far comparire cubi da lanciare, oltre a svolazzare utilizzando le orecchie. Insomma, è piuttosto chiaro che l’approccio ai livelli dipende dalla scelta del personaggio. A questo sono state aggiunte limitate sezioni che esulano dalla formula del Sonic classico per avvicinarsi, ad esempio, a Gunstar Heroes di Treasure, o a brevi sezioni sparatutto a scorrimento laterale, con tanto di scritta “Warning” all’arrivo del boss di turno. 

In linea generale, il level design si presta a tutte le tipologie di gioco, e riesce ad essere interessante a prescindere dal personaggio scelto; inoltre, l’impossibilità da parte di alcuni dei nostri eroi di raggiungere alcune aree accresce di molto la rigiocabilità e quindi la longevità, comunque non risicata, offrendo Freedom Planet ben 14 livelli dalla durata minima di 20 minuti l’uno (forse anche troppo). Sono sempre disponibili molte vie per arrivare alla fine dello stage, nonostante molto spesso si abbia la sensazione di barare utilizzando il super potere di Lilac o il volo di Milla, superando grandi aree di gioco in un attimo e senza incontrare resistenze. 

Punto a favore sono anche i boss, presenti in grandissima quantità – a volte tre per livello- e dei quali bisognerà sempre studiare attentamente i pattern per riuscire a venirne a capo.


Rule 34

Freedom Planet offre una grafica bidimensionale tanto gradevole nelle sprite e nel design quanto povera nei fondali e nelle ambientazioni in generale. Il problema non è stilistico, sia chiaro, quanto tecnico. Gli stessi elementi dello scenario si ripetono, copiati e incollati, all’infinito; questo sarebbe perfettamente comprensibile se fossimo su Megadrive, la potenza della macchina era quella che era, ma nel 2014/2015 si poteva provare a variare un po’ di più. I fondali, allo stesso modo, soffrono di grande ripetitività, oltre ad essere in questo caso anche poco ispirati. Si poteva giocare molto di più anche sui livelli di parallasse, davvero pochi, spesso solo un paio, e sfruttati decisamente male. Qualcuno dovrebbe anche spiegarci perché il gioco ha una cornice nera se giocato sullo schermo del televisore (difetto non presente sullo schermo del GamePad), piuttosto piccola, ma decisamente fastidiosa.

Le sprite al contrario sono tutte ben disegnate ed animate. Lo stile è quello delle illustrazioni furry di cui è pieno Deviantart, che in realtà non si distaccano più di tanto dallo stile di Sonic (se ne distaccano contenutisticamente, almeno per come SEGA intende Sonic…); anche il design dei nemici si rifà al porcospino blu, spesso sul filo del plagio. Altre fonti di ispirazione certe, con i loro robot e nemici meccanici in generale, sono il già citato Gunstar Heroes, soprattutto per quanto riguarda alcuni boss, e Mega Man.

Al netto dei difetti tecnici non si può che promuovere Freedom Planet come un ottimo platform, adatto a tutti gli amanti del genere, ma soprattutto agli "orfani" del porcospino blu durante l’epoca d’oro di SEGA

PRO:- Un altro bel tuffo nel passato
- Molto rigiocabile
- Livelli davvero ben costruiti…
CONTRO:- …anche se forse un po’ troppo lunghi
- I fondali sono bruttini
Sonic Generations ( PC )I Sonic 3D sono tutti brutti blablabla…. Generations è una bomba!
Shovel Knight ( Wii U )Una pala, un cavaliere, e facciamo finta di avere in mano il pad del NES!
VOTO FINALE8
SCHEDAGIOCO
Cover Freedom Planet

Freedom Planet

Scheda completa...
Freedom Planet2015-11-12 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/freedom-planet-51216/Da un porcospino blu ad una draghetta viola!1020525VGNetwork.it