Grand Kingdom

Monochrome Corporation ci trasforma in abili strateghi
Scritto da il 17 giugno 2016
Grand Kingdom Recensione

Caro dolce Giappone, terra di meraviglie e stranezze che tanto ci ha fatto sognare nel corso degli anni. Alcuni dei giochi realizzati da questo incredibile paese sono unici nel loro genere, basti pensare a Metal Gear Solid o Shadow of the Colossus, tanto che possono essere considerati vere e proprie pietre miliari che hanno definito un intero mercato. Pensate che il Giappone ha avuto un ruolo talmente importante nel mondo videoludico al punto da contribuire alla creazione del nome di un intero genere, i Japanese Role Play Games. Nati negli anni 80, questi titoli si sono via via sempre più evoluti fino ad assumere le forme più disparate ed andando ad ibridarsi con altri generi come gli action, i tattici, le avventure testuali ed i simulatori di appuntamento. Tra i nomi più noti troviamo senza dubbio Final Fantasy, Dragon Quest, Kingdom Hearts, Tales of, Fire Emblem, Shin Megami Tensei e Persona, ognuno con una fortissima personalità, ognuno con un gameplay unico ed inimitabile. Tuttavia il Giappone è anche sinonimo di piccoli team di sviluppo e, di conseguenza, piccole produzioni. Non stiamo parlando di sviluppatori indipendenti, che in effetti è un fenomeno di stampo prettamente occidentale, quanto piuttosto di vere e proprie aziende che seppur non producano titoli tripla A riescono comunque a rimanere all’interno del settore. Come dicevo questo paese è in parte una terra di stranezze proprio perché anche chi realizza produzioni di nicchia ha in ogni caso il suo piccolo seguito di fan accaniti che gli permette di ottenere un bilancio positivo alla fine di ogni anno, situazione che difficilmente potremmo riscontrare qui in occidente. E’ forse per questo quindi che molti prodotti non riescono ad essere convertiti in una lingua comprensibile all’occidente: troppi rischi, investimenti di conversione e pubblicazione elevati e nessuna garanzia di successo. A volte però la voglia di rischiare, di tentare il tutto e per tutto è maggiore delle preoccupazioni di un fallimento ed è probabilmente proprio questo irresistibile stimolo che ha spinto Monochrome Corporation e Spike Chunsoft a pubblicare anche da noi Grand Kingdom, un JRPG tattico dalle potenzialità non indifferenti.


Storie di soldati, storie di guerra

Il comparto narrativo di Grand Kingdom, seppur non rivoluzioni ne inventi nulla all’interno del genere dei JRPG tattici, resta comunque un piacevole elemento che vi accompagnerà di missione in missione. Il titolo si svolge all’interno di un mondo tormentato dalla guerra, nel quale il protagonista Vlad svolge uno dei pochi lavori che davvero permettono di vivere con almeno un briciolo di dignità ovvero il mercenario. Dopo il suo ultimo incarico il soldato decide di informarsi alla gilda locale per ottenere nuovi contratti e proprio in quella sede farà la conoscenza di Liyas, personaggio chiave delle vicende che lo affiancherà durante le sue imprese. Quello che seguirà sarà un classico susseguirsi di scontri nel quale una delle super-potenze della regione, l’Impero di Uldein, cercherà di guadagnare sempre più potere così da prevalere sugli avversari. 

Tuttavia ciò che davvero colpisce di Grand Kingdom sono i contenuti di questa edizione occidentale. Il gioco infatti prevede la bellezza di altre quattro campagne della durata simile a quella principale, con un aumento della longevità davvero vertiginoso. Ognuna delle campagne andrà ad approfondire personaggi, mondo di gioco e nazioni in guerra permettendo così alla narrazione di guadagnare un certo spessore. 


Brillante stratega

Osservando da vicino Grand Kingdom ci si accorgerà di come il battle system sia abbastanza atipico per un tradizionale JRPG tattico. I campi di battaglia infatti non sono strutturati a griglia bensì si sviluppano orizzontalmente e su tre differenti linee. Il giocatore avrà a disposizione quattro unità da comandare all’interno di questa area, ognuna con una propria barra di stamina che si esaurirà mano a mano che verranno spostati o si eseguiranno azioni di vario tipo. La pianificazione dei movimenti e le posizioni occupate sono quindi cruciali per la buona riuscita di uno scontro in quanto avere un mago o un arciere a portata di nemico equivale ad una possibile sconfitta. Un altro elemento molto interessante da segnalare è poi la presenza di oggetti che possono essere piazzati all’interno del campo di battaglia i quali possono per esempio fungere da supporto per le nostre unità o da vero e proprio ostacolo per l’avanzamento nemico. Attenzione inoltre al fuoco amico: come avviene in molti titoli appartenente al genere tattico, anche in Grand Kingdom le nostre unità possono colpire accidentalmente gli altri membri della squadra causando ingenti danni. 

L’ordine di attacco è basato su turni rigidi come il più classico dei JRPG mentre la tipologia di missioni con cui si avrà a che fare non è particolarmente numerosa ma riesce comunque ad essere discretamente assortita. Ciò in cui invece eccelle questo prodotto è l’ottima gamma di classi a disposizione, in tutto 17, le quali garantiscono un’elevata personalizzazione della propria squadra. Avere una vasta scelta è fondamentale in ogni tattico che si rispetti in quanto permette di meglio adattare l’intero impianto di gioco al personale stile di combattimento dell’utente. 


Il caro, vecchio 2D

Tra i prodotti visivamente più belli degli ultimi anni troviamo senza ombra di dubbio le produzioni Vanillaware. Ecco, Grand Kingdom riesce incredibilmente ad avvicinarsi ai loro valori di produzione regalando una resa davvero piacevole ed intrigante. Il titolo infatti utilizza un motore grafico completamente bidimensionale sia per l’esplorazione della mappa stilizzata di gioco che per gli scontri ed il risultato, manco a dirlo, è dei migliori. Le ambientazioni sono ricche di dettagli e realizzate con cura mentre i modelli di personaggi e nemici risultano animati in maniera egregia. Anche lo stile fantasy-medievale scelto è stato reso con estrema cura e precisione da Monochrome Corporation, che ha cercato di curare a dovere anche i menù e l’interfaccia grafica, componenti fondamentali quando si parla di JRPG tattici. Piacevole ed epica al punto giusto infine la colonna sonora, così come risulta sorprendentemente curato il doppiaggio in lingua inglese. 


Fino all’ultimo turno

L’arrivo in occidente di Grand Kingdom è senza ombra di dubbio un’ottima cosa: la creature di Monochrome Corporation riesce infatti a convincere su più versanti e costituisce un acquisto praticamente obbligatorio per ogni appassionato di JRPG. Non solo tutti i DLC della versione giapponese sono qui inclusi in forma totalmente gratuita, ma l’impianto di gioco stesso è estremamente solido e divertente, qualità non scontata in prodotti dal budget limitato come questo. Certo, narrativamente parlando non ci troviamo dinanzi al nuovo Final Fantasy Tactics, nonostante ciò le vicende si lasciano seguire con piacere e fungono da buona distrazione tra una battaglia e l’altra. Dispiace solo che la modalità multiplayer non sia del tutto riuscita, se però si è disposti a passar sopra a questo trascurabile difetto ci si ritroverà tra le mani un piccolo gioiello giapponese di pregiata fattura.

PRO:- Buon numero e varietà di classi
- Ottimo battle system
- Tanti contenuti
CONTRO:- Multiplayer che lascia a desiderare
- A volte dialoghi troppo prolissi
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VOTO FINALE8
SCHEDAGIOCO
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