I brand di successo vengono sfruttati a dovere per evitare che l’interesse del pubblico scemi, e per rimanere sulla cresta dell’onda, così da vedere diversi capitoli pubblicati a brevi distanze l’uno dall’altro. Il caso più lampante è quello di
Guitar Hero, che nello scorso anno si è concesso ben tre uscite tra episodi a tema, spin-off e un nuovo capitolo,
Guitar Hero 5. Mentre adesso è già la volta di
Guitar Hero: Van Halen che fu annunciato la scorsa estate, lo stesso che nel suolo americano veniva distribuito tramite una promozione a chi, lo scorso novembre, aveva preordinato il quinto capitolo; praticamente
aggratis.
Solo oggi pubblicato in territorio europeo, sorretto dallo stesso motore grafico di quel
World Tour datato novembre 2008, nonostante il franchise si sia evoluto qualche mese fa con
Guitar Hero 5. Un problema quindi non da poco, che penalizza in maniera particolare questo Van Halen, a prescindere dalla sua qualità effettiva.
Sin dalla nascita di
Guitar Hero: Aerosmith si era fantasticato su un possibile episodio a tema
Van Halen, e durante lo sviluppo dell’episodio ‘
Metallica’ le voci si erano fatte sempre più persistenti, finché circa un anno fa, i fan dei
Van Halen non poterono che gioire all’annuncio ufficiale da parte di
Activision. Così, dopo trenta e fischia anni di onorata carriera, tra separazioni, reunion e problemi vari, i precursori dell’heavy metal sono ancora una volta riuniti in tutto il loro poligonale splendore nel gioco musicale più in voga degli ultimi tempi.
Il titolo si apre in maniera piuttosto spartana, non presentando difatti alcun filmato introduttivo a tema
Van Halen, facendo storcere il naso dopo i primi minuti di non-gioco visto il diverso trattamento riservato a questo episodio, contrariamente a quanto accaduto con le precedenti iterazioni.
Le cose non vanno certo meglio una volta appurato che anche la carriera pullula quasi nell’anonimato a parte gli (indiscutibilmente) ottimi brani della band: a differenza di quanto accadeva in
Guitar Hero Metallica, qui è praticamente assente una componente narrativa, ciò equivale a dire che non vivremo i magici anni ottanta scalando il successo, vivendo la carriera del gruppo statunitense, ma ci limiteremo a suonare i loro pezzi più famosi alternandoli con quelli di altri artisti. Davvero un gran peccato, soprattutto considerando quanto i
Van Halen abbiano contribuito alla nascita del genere musicale a cui si rifanno; un’occasione sprecata per rendere omaggio alla loro carriera e alla loro impronta nel panorama musicale.
La scaletta è composta dai brani storici della band, da
You Really Got Me già apprezzata in
Guitar Hero 2, alla famosissima
Jump, passando per gli assoli impossibili di
Eruption nella quale i giocatori più esperti troveranno pane per i loro denti.
Purtroppo però
Activision non ha avuto la briga di coprire i diritti delle canzoni pubblicate dopo l’allontanamento di
David Lee Roth dal gruppo e la tracklist è stata infoltita da brani che, a dirla tutta, nulla hanno a che fare coi Van Halen; segnaliamo comunque tra le migliori I
Want it All dei
Queen o
Master Exploder dei
Tenacious D che offrono una piacevole alternativa ai brani
Van Halen, mentre quel che ci lascia basiti è lo scarso numero delle canzoni di questi ultimi che coprono solo una buona metà della tracklist mentre il restante è costituito da canzoni ‘esterne’, le quali risultano più un riempitivo che altro. Certo, i grandi successi ci sono tutti, ma sicuramente avremmo preferito
un Guitar Hero: Van Halen ‘più Van Halen’ anziché un titolo che si lascia influenzare dalla presenza di artisti esterni.
Tornando alla modalità
Carriera questa funge in modo simile a
Guitar Hero Metallica, ovvero bisogna accumulare stelle per proseguire alla scaletta successiva, in questo modo il gioco invita ad impegnarsi maggiormente nell’esecuzione di un brano, per esibirsi in performance sempre migliori. Com’è giusto che sia, il gioco segue la scia del
World Tour proponendo quindi una modalità carriera affrontabile in
solo o in gruppo. Inutile sottolineare che il divertimento in questi frangenti la fa da padrone, soprattutto se giocato in locale con altri tre amici. Di modalità multiplayer ce ne sono quanto basta, sia cooperative che competitive, online o offline.
Presente anche la modalità
Studio che permette a novelli
Eddie Van Halen di comporre i propri brani per suonarli in un secondo momento; in questo caso il nostro consiglio è di armarvi di tanta sana e buona pazienza data la macchinosità nella navigazione dell’interfaccia; pezzi musicali fatti in casa quindi da condividere poi in
GH Tunes, affidandosi all’enorme libreria online in comune col resto del mondo, e attraverso il quale è possibile sbirciare le novità del momento o i brani più quotati stesi dall’enorme community dietro il brand
Guitar Hero.
Purtroppo risulta impossibile importare i brani di
Guitar Hero: Van Halen in
Guitar Hero 5 per ovvi motivi di compatibilità a cui si faceva riferimento nelle prime righe. Mentre, altra nota dolente, dobbiamo considerare l’assenza di extra sostanziosi per quanto riguarda la band, non un video di
Making-of né uno che raffiguri le performance dei Van Halen, soltanto una misera opzione che riporta ai testi delle canzoni presenti, niente più e niente meno.
In definitiva possiamo dire che maggiore attenzione poteva (e doveva, forse) essere posta nello sviluppo di questo titolo, che pare essere stato concepito in maniera piuttosto frettolosa, soprattutto se confrontato ai due
Guitar Hero a tema; confronto attraverso il quale
Van Halen ne esce come il più fallimentare, proponendo difatti pochissimo materiale legato alla band, che non va oltre alla tracklist e la riproduzione virtuale dei membri storici (sia in versione moderna che ‘originale’). Inoltre il numero di brani è alquanto basso, considerando soprattutto i pochi che portano la firma
Van Halen.
Ecco che qui, alla luce di tante deficienze, sorge spontanea una domanda:
e se Guitar Hero Van Halen fosse stato un DLC?