Il Regno di Ga'hoole: La Leggenda dei Guardiani - Il Videogioco

Hoot Hoot, un mondo pennuto
Scritto da Matteo “Scanna” Scannaviniil 06 dicembre 2010
Il Regno di Ga'hoole: La Leggenda dei Guardiani - Il Videogioco Recensione

Mi chiedo ancora come abbiano fatto dei gufi, in possesso solo di ali, becchi e artigli, a costruire fortezze e castelli. Questa è la frase che mi frulla in testa da quando ho fatto conoscenza con il mondo di Ga'Hoole, ossia da quando ho messo le mani su Il Regno di Ga'Hoole La Leggenda dei Guardiani per Xbox 360. Al di là di questa mia triviale – ma forse neanche troppo – curiosità, molti di voi potranno essere avidi lettori della saga di libri partorita dalla sapiente penna di Kathryn Lasky, molti altri potranno aver visto il film d'animazione realizzato dai creatori di Happy Feet o forse hanno soltanto sentito parlare di questo magico mondo pennuto. Ebbene, non era il mio caso e certamente questo titolo Warner Bros. non mi ha certo aiutato nella comprensione di questo universo fatato e tremendamente intricato.

Detto che la trama del gioco – intelligentemente – si discosta da quella della pellicola, ogni fan di quest'ultima o comunque avvezzo a queste alate vicende si sentirà a casa: il Grande Albero di Ga'Hoole, i Rostri, i Puri e tutto il mondo di gioco in generale sono farina del sacco della Lasky, eccetto il nostro protagonista Shard.


What the Hoot Hoot?

Shard è un giovane gufo residente a Ga'Hoole, figlio di un famoso eroe del passato, caduto però in disgrazia dopo una sfortunata vicenda che portò alla morte di numerosi soldati, apparentemente causata dalla sua negligenza. Anche la madre di Shard morì quando il pennuto era ancora in fasce e ora, Shard, sta studiando come apprendista per diventare Guardiano, ossia protettore dell'albero e delle terre di Ga'Hoole. Un giorno però il suo lento progresso per diventare un uomo viene accelerato dall'arrivo della minaccia dei Puri, un gruppo di gufi malvagi, i quali rapiscono cuccioli dall'albero per costringerli a lavorare in segrete miniere. Durante la trama, ricca di colpi di scena e narrata tramite disegni animati dal dubbio gusto, scopriremo cosa tramano i Puri e accompagneremo Shard alla ricerca di notizie sul proprio passato. Non da solo, ma aiutato da altri gufi come Ezylryb, il magnifico Gufo Cornuto che ha come nome una specie di codice fiscale. 

Nonostante un doppiaggio sinceramente tra i migliori degli ultimi anni, come già accennato a inizio recensione è difficile per i neofiti del ventriglio (per chi non lo sapesse: http://it.wikipedia.org/wiki/Ventriglio) comprendere tutti i risvolti che la trama possiede, finendola per dimenticare e pensando soltanto al farsi strada tra i livelli. Peccato, perché il potenziale per una storia avvincente c'era tutto, bastava soltanto una bella introduzione (vedi un qualsiasi Zelda, per fare un esempio) o alcune schede ricche di info per ovviare a questa lacuna.


HHH: How to Hoot Hoot

Oltre la trama ed il mondo di Ga'Hoole, esiste anche un gioco, neanche tanto malvagio. Dopo aver scelto il proprio gufo tra Grande Gufo Grigio, Gufo Maculato, Barbagianni e Gufo Cornuto, ognuno con diverse caratteristiche (anche se in realtà resterete sempre Shard) e aver assistito ad un breve filmato iniziale, ci troveremo già in volo. In questo lavoro di Krome Studios infatti, non passeremo neanche un istante con gli artigli appoggiati per terra, ma saremo sempre in aria combattendo nemici di ogni tipo. I comandi di gioco sono semplici: alla levetta analogica sinistra è affidato il controllo del gufo in volo, mentre per volare e guadagnare velocità dovremo premere velocemente il grilletto destro. I tasti colorati (o ricchi di forme geometriche, a seconda della console che userete) sono dedicati ai vari tipi di attacco e al bubolare (lo sapevate che si chiamava così il verso del gufo? By National VGNeografic), con il dorsale sinistro si possono inquadrare i nemici, con quello sinistro scatenare le nostre Ali (gufi alleati che volano con noi) sul malcapitato di turno e infine la levetta destra è adibita alle acrobazie in volo.

L'arsenale del nostro gufo è molto semplice all'inizio, con a disposizione solamente un attacco base, ma cresce col passare del tempo, incorporando la possibilità di lanciare i nemici in giro – utile se vicini all'acqua o a montagne – e un'altra carica distruggi armature. Durante le battaglie potrebbe capitarvi di non capire dove si trovino gli avversari: niente paura, un comodo sistema di puntamento dovrebbe rendere le cose più semplici. I combattimenti sono abbastanza adrenalinici in primis, ma diventano molto ripetitivi dopo un'oretta scarsa di gioco: ok, tre attacchi e le varie combinazioni che portano a combo diverse, potrebbero sembrare abbastanza, ma in fondo l'approccio ai vari scontri non cambia mai e la noia è la compagna di volo "preferita". Meno male che almeno le sezioni in volo e la fisica delle traiettorie alate sono sufficienti in quanto a realizzazione, benché molto semplicistiche e “accondiscendenti” con il giocatore alle prime armi.


Hoot Hoot, ancora?!?

Il Regno di Ga'Hoole La Leggenda dei Guardiani quindi funziona discretamente bene, joypad alla mano, ma trova i suoi problemi nella mancanza di stimoli per andare avanti e nella longevità, ridotta all'osso. Penserete voi: “Eh, ma se un gioco è corto è un bel problema se è anche ripetitivo”. Eh, infatti.

Per completare le 27 missioni della Modalità Storia ci vogliono non più di quattro ore, passate per lo più a premere gli stessi pulsanti e a compiere le stesse tre azioni in croce: salva, proteggi, distruggi. Anche le missioni bonus, ambientate in livelli simil-All Range Mode di Star Fox, non riescono a sfuggire all'abusato canovaccio del gioco, vedendoci vagare senza meta per cercare pergamene nascoste (una volta collezionate, sbloccano una galleria di immagini) o sub-quest poco ispirate e cortissime da affrontare a spron battuto. Sì, perché per guadagnare le “ambitissime” medaglie d'oro di questo gioco, dovremo finire i livelli più in fretta possibile. “Ma non è un gioco corto? Se poi è anche richiesto di attraversare in fretta le missioni, non diventa ancora meno longevo?”. Eh, infatti.


Hoot Hoot, la conclusione

Prima di giungere alle considerazioni finali, quasi saltava il riferimento ai settori tecnici di Ga'Hoole, benché solo accessori in una produzione di questo genere. Graficamente, il lavoro svolto è funzionale e non da buttare via, seppur di qualità altalenante. Alcuni ambienti come i canyon e le distese di ghiaccio sono davvero ben fatti, mentre altri sono realizzati con pigrizia e quantità di texture irrisorie. I nemici sono tutti uguali, mentre le animazioni di Shard meritano un bell'otto in pagella. Come audio, già parlato dell'eccellente doppiaggio, bisogna menzionare anche la colonna sonora notevole e ricca di brani epici, tanto da meritare anche alcuni premi e un'uscita su CD, che vi raccomandiamo di fare vostro. Tutto sommato, giudicato nella sua ottica di gioco dedicato alle famiglie e tie-in di una pellicola animata di medio livello, questo gioco può essere definito un vincente. Il gameplay funziona, e ripassare sui nemici decine di volte con artigli affilati è divertente a tratti; in più la grafica fa il suo e, acusticamente, è una meraviglia per le orecchie.

Allora dove sono i problemi della produzione Warner Bros.? Innanzitutto la difficoltà, risibile per un giocatore mediamente esperto, in secondo luogo la ripetitività delle missioni e degli attacchi e, ultimo ma non ultimo, il problema della longevità: 4-5 ore al massimo.

Nel caso in cui conosciate la saga (se siete tra i pochi preparatevi ad aggrottare la fronte più e più volte nel vano tentativo di capire dove vi troviate e perché stiate comandando un gufo gigante verso orde di pipistrelli in un continente ghiacciato) o avete semplicemente voglia di un po' d'azione in alta quota, rivolgetevi pure agli amici pennuti di Ga'Hoole. Basta anche solo per un noleggio, non dovrebbero volerci più di tre giorni di impegno moderato per raggiungere il traguardo.

Malgrado tutto, sufficienza piena.

COMMENTO
Matteo “Scanna” Scannavini

Beh, che dire? Mi aspettavo un disastro e invece mi sono ritrovato un breve gioco ma discretamente divertente. Per il pubblico a cui è destinato (famiglie e fan dei libri/film) svolge il suo lavoro egregiamente e si lascia giocare anche dagli altri. Mi sono guadagnato 800 Gamerpoints in tre giorni di gioco e me la sono spassata, volando da una foresta al deserto. per arrivare ai ghiacci perenni con il mio fidato barbagianni.

GRAFICA:6Qualità altalenante, ma non ci si può lamentare in fondo.
SONORO:9Uno spettacolo. Doppiaggio come in un film d'animazione, musiche da concerto.
GIOCABILITà:7Volare è divertente, picchiare anche, peccato che manchi la varietà.
LONGEVITà:4Il punto debole. Poco da fare e poco interessante.
VOTO FINALE6.5
PRO:- Volare è divertente!
- OST e doppiaggio splendidi
CONTRO:- Dura poco
- Sempre la stessa solfa
- Non chiaro nella trama
Ace Combat Joint AssaultSarà strano, ma controllare i gufi di Ga'Hoole assomiglia tanto a controllare i moderni caccia di Ace Combat.
Harry Potter e i Doni della Morte - Parte Uno ( X360 )Altro adattamento videoludico di un successo cinematografico di questi mesi. La qualità però pare nettamente inferiore!
SCHEDAGIOCO
Cover Il Regno di Ga'hoole: La Leggenda dei Guardiani - Il Videogioco

Il Regno di Ga'hoole: La Leggenda dei Guardiani - Il Videogioco

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