Sulla Terra invece potrebbe capitare, specialmente le prime volte che giocherete ad Inertia: Escape Velocity, platform 3D di ambientazione fantascientifica, i cui pregi (e difetti) poggiano tutti sulla manipolazione della forza di gravità. Hermes, il protagonista, è un rigattiere spaziale, impegnato a setacciare l'intero universo alla ricerca di navi abbandonate per recuperarne le parti ancora utilizzabili. Qualcosa però va storto ed Hermes, dopo aver distrutto la propria navicella in un atterraggio di emergenza, si trova bloccato su un cumulo di rottami interstellare. Il nostro compito, sarà quello di aiutare il povero astronauta a trovare tutti i pezzi di ricambio per ricostruire la navetta e riprendere così il viaggio verso casa.
Se solo Newton potesse vedervi
La storia, per la verità, è appena accennata e nel corso dei 35 livelli che compongono questa avventura non vi è alcuna progressione narrativa. Ciò che tiene unito un livello all'altro è solamente la quantità di pezzi di ricambio da dover raccogliere per poter avanzare e sbloccare la successiva galassia. Tutta questa apparente semplicità viene meno non appena iniziamo la carriera di rigattieri spaziali. Fin dal tutorial, il titolo dimostra quanto le mie aspettative fossero sbagliate. Pensando di avere tra le mani un classico platform con qualche ostacolo da superare e niente più, il tentativo di padroneggiare le leggi fisiche e la manipolazione della gravità ha messo duramente alla prova la mia pazienza.
Il sistema di controllo è il cruccio principale di tutta l'esperienza di gioco. Pur presentando ben 8 differenti possibilità di scelta, dovrete faticare prima di riuscire a prendere confidenza coi piccoli comandi; il sistema infatti è poco immediato e abbastanza scomodo, dando ai movimenti del protagonista un senso di eterna “casualità” ( in special modo quando Hermes, per effetto dell'antigravità rimbalza per tutto il livello come un flipper ).
Capita infatti di non toccare il comando giusto, o di mancarlo del tutto, mandando all'aria l'intera combinazione di movimento, salto e antigravità richiesta per superare l'ostacolo. Tutto ciò in un primo momento può apparire assai frustrante e basterà questo per far abbandonare il titolo ai più; invece Inertia, dopo aver superato le prime incomprensioni col sistema di controllo, riesce a regalare anche qualche sudata soddisfazione, esaltando le nostre capacità di coordinazione. Fortunatamente gli sviluppatori hanno approntato un valido sistema di checkpoint (sparsi in punti strategici) che ci permette di non perdere tempo (e pazienza) nel ricominciare tutto da capo.
Voglio lo Spazio in HD
Ogni singolo livello è ben articolato e presenta una difficoltà non indifferente, con ostacoli costanti e dispositivi magnetici di ogni sorta, che vi faranno riflettere sulla traiettoria da imprimere al vostro astronauta, sfruttando al meglio ogni opzione e coordinando attentamente i giusti controlli. Col progredire dell'avventura, i livelli aumenteranno in difficoltà e in ampiezza, creando una buona varietà che terrà impegnati i più ostinati di voi per delle ore, nel tentativo di raccogliere tutti gli oggetti e di battere il tempo proposto per ogni sessione.
Questa complessità è sostenuta da un comparto grafico totalmente in tre dimensioni, che rende l'ambiente di gioco delineato, con fondali profondi, caratteristici e veramente ben realizzati. L'unica pecca riscontrabile nell'ambito visivo si deve alle differenti versioni presenti nello Store. Per chi possiede uno dei dispositivi di ultima generazione si consiglia la versione in alta definizione, dato che la versione in low definition propone una grafica poco pulita, scalettata con modelli poligonali quanto mai grezzi.
La colonna sonora recita a dovere la sua parte, con motivetti ricorrenti che si adattano al contesto fantascientifico e non stancano a lungo andare. Gli effetti ambientali invece, sono giustamente ridotti all'essenziale, dato che il protagonista si sta muovendo nello spazio profondo ed in assenza di gravità.
Dal diario di Hermes
Inertia: Escape Velocity è sicuramente un platform 3D ben realizzato dal punto di vista tecnico (ha vinto anche alcuni premi, tra cui miglior Indie Game 2011, ndr.) e si nota la volontà di rendere la fisica dei movimenti e della manipolazione gravitazionale quanto più “reale” possibile.Purtroppo un sistema di controllo poco immediato, tende a rendere l'esperienza di gioco un po' troppo frustrante, allontanando i giocatori più casual, poco inclini a perdere tempo nel capire e nel padroneggiare la tecnica. Invece chi desidera un'esperienza impegnativa, ha trovato pane per i suoi denti. Il valore del titolo emerge nel corso di tutti e 35 i livelli e le soddisfazioni, per esser riusciti a battere il tempo stabilito o per aver azzeccato la traiettoria ideale superando un ostacolo ostico, non tarderanno ad arrivare. Inoltre, tramite il classico acquisto in app, è possibile scaricare il pacchetto Inferno, che aggiunge un livello di difficoltà superiore aumentando, assieme alla connettività Open Feint, la longevità del titolo.