Il novello agente 007 dell'MI6, al secolo James Bond, è stato visto l'ultima volta sul grande schermo in occasione di Quantum of Solace, ventiduesimo film del fortunato binomio cinema-spionaggio firmato Ian Fleming. L'attore che impersona la spia britannica negli ultimi anni è il biondo Daniel Craig, affiancato dalla sempreverde Judi Dench nei soliti panni di M, il capo di Bond. A dispetto del mezzo più apprezzato da registi e sceneggiatori, per portare in auge le avventure di 007 in questo anno, Activision e Bizarre hanno spiazzato tutti e hanno proposto i famosi attori in una veste del tutto nuova, quella digitale, in uno sparatutto in terza persona che ha poco da condividere con i film visti nelle sale: James Bond 007 Blood Stone.
Quando cinema e videogioco si uniscono per lo spettacolo
La storia che gravita intorno al biondo agente di Sua Maestà è scritta dallo stesso autore di “Goldeneye” e “Il Domani non muore mai”, due film di vecchia data che gli appassionati di certo ricordano. Gli attori che hanno prestato volto e gesti al lavoro dei grafici sono i già citati Daniel Craig e Judi Dench, senza dimenticare Rury Kinnear nel ruolo di Tanner e la splendida Joss Stone, nell'immancabile ruolo di “Bond girl” di turno. In questo caso il prode 007 è chiamato prima a sventare un attentato terroristico e poi ad indagare su illeciti traffici di armi bio-chimiche. Il tutto, ovviamente, è condito da altissime dosi di azione, sparatorie e inseguimenti al cardiopalma. Gli ingredienti per un clamoroso successo ci sono tutti, ma vediamo più dettagliatamente cosa ci offrono Bizarre e Activision.
Tanta tantissima azione in poco tempo
Il genere di appartenenza di Blood Stone è quello degli sparatutto in terza persona. Ne consegue che i modelli di ispirazione sono quelli di Gears of War e Uncharted. Dal primo viene ereditata la ricerca, a tratti ossessiva, delle coperture da cui sporgersi per sparare o sorprendere ignare sentinelle. Dalle fatiche di Naughty Dog si evince l'ispirazione per le brevi ed intense scene di intermezzo realizzate con il motore di gioco, nonché la piccola variante di veloci scazzottate con gli avversari. Il ritmo dell'azione è ben dosato, frenetico e avvincente, le ore di gioco passano velocemente – forse anche troppo - e in men che non si dica ci ritroveremo ai titoli di coda alla fine di un intenso pomeriggio. Sembra, purtroppo, che la durata standard dell'esperienza in single-player stia calando tristemente a circa quattro o cinque ore complessive e la cosa non riguarda solo Blood Stone ma anche illustri predecessori.
A spezzare l'esplorazione di livelli lineari quanto basta, ed elementari “quick time events” per disabilitare le telecamere di sorveglianza, accorrono i famigerati inseguimenti. Tra motoscafi, Aston Martin e hovercraft ci sarà da divertirsi per un po'. Peccato che l'abilità di guida del giocatore è tutta relativa e basterà schivare quei pochi ostacoli che cercheranno di rallentare le nostre corse per superare queste sezioni. A parte questa “pochezza” di fondo, il modello di guida è convincente, la fisica non è ultra-realistica ma fa il suo dovere e la sensazione di velocità è discreta.
Graficamente ordinario, sonoro convincente
L'engine grafico su cui rivive James Bond è lo stesso visto in azione in “The Club”, in questo caso maggiormente ottimizzato e tirato a lucido. La scelta di un motore decisamente datato è motivata dalla natura multipiattaforma del titolo, che tra le tante deve andar bene anche sulle configurazioni pc di fascia media. Ciò non toglie che il livello di dettaglio sia di tutto rispetto, dalla resa dei modelli poligonali e relativi abiti fino alla realizzazione dei volti e delle animazioni facciali, molto ben renderizzati. Gli effetti delle esplosioni sono un po' sottotono, ma l'effetto è passabile. Il reparto che stupisce di più è quello sonoro, a partire dalla canzone d'apertura, affidata ovviamente all'ugola d'oro di Joss Stone e per finire al suono di armi e musiche di sottofondo. Sembra, nel complesso, di giocare un film di James Bond di fattura originale e non un semplice (e banale) tie-in.
Per (s)fortuna c'è il multiplayer
Solitamente ad una veloce esperienza in singolo sopperisce un'infinita modalità multiplayer. Purtroppo per 007 non è questo il caso. Le modalità sono le tre classiche: Deathmatch a squadre, cattura la bandiera e “survival” in cui vince l'ultimo a restare in vita. La situazione diventa ancora più desolante a pensare che i server sono praticamente deserti, probabilmente perché tutto il mondo “fragga” tra Modern Warfare 2 e CoD Black Ops.
The End? Speriamo di no!
Pur essendo uno dei titoli meno longevi della storia, l'esperienza di gioco in singolo ci ha lasciati parecchio soddisfatti. Peccato soltanto che sia molto, troppo, breve per consigliarne l'acquisto ad occhi chiusi. Tutti i fan di James Bond andranno in brodo di giuggiole e raccomandiamo il gioco anche a tutti gli appassionati di sparatutto in terza persona che cercano una qualità sopra gli standard.