Nonostante questo sport abbia assunto così tanto interesse in Italia soltanto negli ultimi anni, le release del genere sono sempre più presenti sul mercato. Oggi è il turno di parlare di Jonah Lomu: Rugby Challenge, targato Sidhe, che ha portato in ottima maniera la disciplina sui nostri schermi, sia su console PlayStation 3 ed Xbox 360 che su personal computer.
Chi è Jonah Lomu
Tutti coloro che sono “freschi” allo sport potrebbero non saperlo, ma l'atleta (anzi, l'ex atleta) che presta il nome a questo prodotto è uno di quei giocatori che hanno contribuito a rendere grande il panorama rugbistico degli ultimi anni. Da esordiente di soli 19 anni negli All Blacks, non ci mise troppo per vincere dei premi come miglior giocatore (nel mondiale del '95), stabilendo anche un record per mete realizzate negli anni successivi. Non stiamo parlando di un giocatore qualsiasi, bensì di quello considerato la prima e vera superstar del rugby a livello mondiale. Uno capace, nonostante i quasi 2 metri d'altezza e i 120 kg di peso, di correre i cento metri in meno di undici secondi, risultando devastante e di difficilissima marcatura.
Insomma, un gradito "ritorno" allo sport grazie alla sua partecipazione nella fase realizzativa di questo videogioco, soprattutto perché la malattia diagnosticatagli qualche anno fa non fu un bel momento per lui, né per i suoi fan.
Muovere i primi passi, migliorarsi nella carriera ed affrontare match online
La formula degli sviluppatori è chiara, e si avvicina anche a chi di questo sport sa poco e nulla. I tutorial iniziali, suddivisi in quattro livelli di apprendimento a seconda di azioni di gioco più o meno difficili da realizzare, pongono forti basi per quella che sarà l'esperienza di gioco vera e propria, in singolo ed online. E' tutto essenziale, con un HUB di gioco chiaro e ridotto all'osso, che non restituisce una mole spropositata di informazioni a schermo ma, al contrario, richiama la nostra attenzione tramite brevi video introduttivi agli esercizi, che poi dovremo ripetere per procedere ed apprendere le basi di gioco. Tutto questo con una particolarità: a seconda dei risultati raggiunti nei singoli training sarà possibile vincere una determinata quantità di denaro virtuale da spendere nel Rugby Store, una sezione extra in cui sbloccare immagini e video delle fasi di realizzazione del videogioco. Tuttavia, anche raggiungendo obiettivi nei vari campionati e modalità carriera è possibile ottenere ulteriori crediti da spendere nella sezione sopra descritta. Un piccolo particolare, probabilmente inutile per molti, ma che diventa motivo d'interesse per i tanti appassionati dello sport che, come un tempo, venerano ancora Jonah Lomu.
Il sistema di gioco è molto semplice, fluido e veloce, legato all'uso di pochi tasti e funzionale ai massimi livelli se si fa uso di un joypad anche per la versione computer, che potrebbe dare qualche grana in più in fase di apprendimento per i comandi alla tastiera. Quindi, un tasto dorsale per la corsa, un paio per i passaggi ai compagni (a destra e sinistra), che poi tornano utili in fase difensiva per placcaggi veloci o potenti, mischie e calci piazzati. Tutto questo in poche mosse, apprese nel migliore dei modi possibili grazie alle fasi tutorial, che servono per ingranare e dare il meglio nel campo vero e proprio, dove la rivalità si fa sentire. Sempre, anche grazie ad una buona IA che non delude a livello di difficoltà più elevato, mostrando purtroppo abbastanza pecche in quelli più semplici.
Immedesimarsi nel gioco è di una facilità impressionante, anche grazie ai 96 team ufficiali e alle svariate competizioni (con licenza) presenti, tra cui l'ITM Cup, la Bledisloe Cup, l'AU/NZ Super Rugby, l'Aviva Premiership Rugby ed altro. Tutte destinate a soddisfare un pubblico di appassionati, anche se la mancanza di licenze ufficiali della World Cup si fa sentire abbastanza.
Quest'aspetto, su cui il rivale Rugby World Cup 2011 ha fatto per forza di cose meglio, è tuttavia quasi del tutto nascosto grazie ad una modalità carriera interessante e che permette di creare giocatori e squadre tutte nostre, per prender parte a vari match e manifestazioni, cercando di raggiungere il risultato ultimo: la vittoria!
Il clima che si respira è ottimo, anche grazie a presentazioni dei match buone, che si ripetono un po' troppo spesso per effetti, ma sanno fornire quel qualcosa in più rispetto ai concorrenti. L'esperienza continua online, dopo aver fatto la dovuta pratica con le prime stagioni di carriera, non c'è cosa più bella che buttarsi nella mischia online e darsi da fare in divertenti e ben bilanciati match online ad 8 giocatori (4 contro 4). A sostegno di tutto anche un netcode assolutamente valido, perfino su computer (in versione Steam) e popolato da una community sufficiente, ma non elevatissima purtroppo.
Bello anche da vedere
Il lavoro sui comparti tecnici è stato realizzato in maniera tutto sommata buona, nonostante i risultati ottenuti non siano così elevati. Dal punto di vista delle grafiche, la realizzazione degli stadi e degli effetti pre-match sono sicuramente buoni, con una resa dei terreni di gioco quasi perfetta ed effetti atmosferici e di luce davvero curati. Per gustare il tutto in ottima maniera, però, serve un computer abbastanza performante, in alternativa è preferibile “buttarsi” sulle versioni console. Quello a cui si è mostrata poca attenzione sono le animazioni e le textures facciali, molto abusate, che ben presto fanno rendere conto che su questi aspetti il team di sviluppo non ha potuto permettersi di fare di più. Questo però non deve far pensare male, visto che l'azione di gioco non è mai interessata da rallentamenti e cali di frame rate, nonostante siano ben 30 i giocatori in campo.
Per il sonoro, nonostante la telecronaca in tempo reale, che insieme alle presentazioni del match donano ottimi momenti d'atmosfera, il livello di qualità è altalenante. Si passa da ottimi effetti di gioco ad attimi in cui il commento tecnico risulta fin troppo spento. Sidhe ha però creato un gioco di rugby piacevole da giocare, il migliore uscito in questo 2011, e a scapito (probabilmente) di un budget non troppo elevato ha dovuto far fronte a questi problemi nella maniera migliore possibile.