Jotun: Valhalla Edition

Di sola arte non si campa
Scritto da Mailil 27 settembre 2016
Jotun: Valhalla Edition Recensione

Jotun è uno dei tanti figli di Kickstarter, oramai più prolifico della proverbiale madre degli scemi. Quando venne lanciata la campagna di crowdfounding non nego che rimasi estremamente colpito dalla direzione artistica del titolo, che presenta una mitologia norrena squisitamente disegnata a mano. Però come ben sappiamo solo di splendidi disegni non si campa, ci vuole anche un gameplay stimolante, o quantomeno un approccio emotivo come nel recente Abzu. Purtroppo il titolo Thunder Lotus Games su questi ultimi aspetti scivola malamente, non riuscendo ad allineare la qualità giocosa a quella estetico-artistica.


Impressionare gli Dei

Thora è una guerriera di grande capacità e coraggio. O meglio, era una guerriera, perché purtroppo la sua vita è terminata in un naufragio, così da non meritare l’accesso al Valhalla, concesso solo a chi è caduto con una morte onorevole. L’unico modo che avrà per poter raggiungere Odino sarà impressionare gli Dei uccidendo Jotun. Ambientato così nella mitologia norvegese, il gioco è il viaggio di Thora nel purgatorio. Durante il viaggio scopriremo, tramite la voce della guerriera stessa, le vicissitudini della famiglia e scopriremo dettagli sulla mitologia norrena. La storia raccontata è molto affascinante, ed ha il sapore di una fiaba antica, violenta e pregna di tradimenti e voglia di potere. Il team sembra aver lavorato più sull’impianto estetico e narrativo che sul gameplay però, purtroppo.


Cose di mazzate

Jotun è un action adventure con visuale isometrica. Nei panni di Thora dovremmo esplorare, come già detto, il purgatorio norreno e far fuori dei giganti boss. Le ispirazioni più dirette sono certamente Shadow of the Colossus e The Legend of Zelda, anche se alcune sezioni di combattimento contro orde di nemici ricordano da vicino classici come Gauntlet. Ci saranno dieci aree che fanno da preludio a cinque boss, ed ogni zona proporrà un ambiente differente in cui sarà necessario raccogliere la runa finale. Inoltre sarà possibile trovare, esplorando, delle mele che allungano la barra della vita e degli attacchi speciali. Ogni due zone completate, e due rune raccolte, si può affrontare il boss. Gli enigmi da risolvere sono solitamente poco complessi, così come il sistema di combattimento, quest’ultimo addirittura troppo semplificato. Fondamentalmente si fa solo questo in Jotun, si esplora e si combatte. Il problema delle diverse locations è che sono spesso scarne, vuote, in definitiva noiose, e l’unico sprone all’esplorazione è la bellezza degli ambienti. Le boss fight, vero cardine del gioco, mancano di mordente. I pattern dei nemici sono piuttosto semplici, ed il fatto che Thora possa solo portare un attacco debole e uno forte non stimola il giocatore, che semplicemente deve decidere se ha il tempo per un attacco più lento. I vari poteri che si possono raccogliere, a loro volta, non aggiungono chissà quale risvolto strategico, così il gioco non riesce ad acquisire mordente neanche alla luce di questi. Tutto ciò è un gran peccato, perché Jotun, con un sistema di combattimento più complesso, mappe più grandi e più intricate, più combattimenti intermedi e puzzle più strutturati, sarebbe stato un gioco meraviglioso.


Dove Jotun è fantastico

L’aspetto tecnico di Jotun è sicuramente il suo fiore all’occhiello. Visivamente il gioco è davvero notevole, ricorda l’animazione Disney dei vecchi tempi, quelli in cui ancora si disegnava a mano, con uno stacco netto tra i fondali, più rifiniti, e gli oggetti in movimento riempiti di colori pieni e più piatti. Le cose più belle sono certamente i boss, nei quali si possono vedere le imperfezioni del disegno a mano soprattutto grazie alle enormi dimensioni di questi. Viene così tratteggiato un Purgatorio meraviglioso, che fa sentire il giocatore immerso in quella meravigliosa mitologia. L’accompagnamento sonoro, a sua volta, propone brani epici di ottima fattura, ma la ciliegina sulla torta la mette voce narrante, che con un meraviglioso doppiaggio islandese ci avvicina ancora di più alle storie piene di violenza, mostri e Dei tipici delle fiabe dell’antico Nord Europa.

PRO:- Direzione artistica sublime
- Belle musice
- Voce narrante
CONTRO:- Sistema di combattimento troppo semplice
- Esplorazione noiosa
Bastion ( PS4 )Un gioco dal gameplay molto simile a Jotun, ma più divertente
ICO & Shadow of the Colossus CollectionDue giochi, il secondo soprattutto, a cui Jotun deve molto.
VOTO FINALE6
SCHEDAGIOCO
Cover Jotun: Valhalla Edition

Jotun: Valhalla Edition

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Jotun: Valhalla Edition2016-09-27 15:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/jotun-valhalla-edition-54219/Di sola arte non si campa1020525VGNetwork.it