Il rischioso progetto di Telltale Games.
A quasi vent'anni dal film diretto da Steven Spielberg, basato sul libro di Crichton, campione d'incassi ed ancora punto di riferimento cinematografico per l'uso di effetti speciali incredibili (eravamo nel 1993), Jurassic Park torna a farsi ammirare, ma in un videogioco.
Il progetto interessante, avvenuto per mano di Telltale Games, è soltanto una delle licenze acquistate dal team di sviluppo americano che ha deciso di puntare fortissimo in questo settore, quello dei tie-in. Un ramo che, per la verità, è riuscita a far vedere di cosa è capace soltanto con i recenti Batman e Spider-Man, ma per il resto ha sempre mostrato i suoi limiti.
Non dire dinosauro se non ce l'hai nel sacco!
Inizialmente previsto per aprile 2011, Jurassic Park – The Game ha richiamato a sé l'attenzione dei tanti fan sparsi per il mondo. Nonostante il prodotto si fosse mostrato soltanto con qualche artwork e breve filmato gameplay, durante l'E3 2011 fu possibile osservarlo più da vicino e capire meglio cosa avesse in mente il team di sviluppo. Sull'onda del buon successo raggiunto con la serie Back to the Future, Telltale Games ha quindi deciso di realizzare qualcosa di diverso e più rischioso, intrecciando nuove situazioni a quelle del primo film. L'inizio, che avviene subito dopo il fallimento del piano di Nedry (tecnico informatico che era stato corrotto per rubare gli embrioni delle specie di dinosauri), è coinvolgente e promettente anche grazie al ritorno di Harding. A prender parte a questa “strana” avventura anche sua figlia, Jessica, Nima Cruz e due mercenari al soldo della InGen. Le loro storie, e le loro vite, s'intrecceranno durante tutta l'avventura che riesce a regalare buoni momenti di pathos, a scapito di molti altri che non hanno quel richiamo tipico del film.
Una delle prime particolarità che viene alla luce è che i quattro episodi di cui è composto il gioco sono già tutti disponibili e ovviamente diventano giocabili soltanto dopo aver completato quello che lo precede. Questo è sicuramente un punto a favore di Telltale Games, che evidentemente ha dato ascolto alle lamentele ricevute per una suddivisione dell'esperienza di gioco (e quindi tempi di attesa per i successivi capitoli) troppo frammentata e spezzettata. Gli episodi, ognuno composto da scenari (in totale 45) in cui riceveremo delle medaglie di oro/argento/bronzo a seconda della nostra bravura, sono stati stati chiamati The Intruder, The Cavalry, The Dephts e The Survivors.
Il punto di riferimento o almeno quello che ha dato il via ad una realizzazione piena di Quick Time Event (che d'ora in avanti chiameremo QTE) è stato Heavy Rain, l'ottimo titolo di Quantic Dream che ha deliziato tutti coloro che hanno avuto la fortuna di giocarlo su sistemi PlayStation 3. Il peccato, e presto capiremo meglio perché, è che quelli di Telltale Games, piuttosto che prendere spunto e cercare di proporre qualcosa di simile ed altrettanto allettante, hanno creato un videogioco in cui i QTE rappresentano l'anima essenziale di una produzione che di avventura punta-e-clicca non ha nulla, tanto che non prenderemo mai il controllo diretto dei personaggi inseriti. Situazione che diventa abbastanza paradossale visto che anche per gli indizi sparsi nella location dovremo soltanto muovere la nostra visuale e premere il tasto dedicato a quel particolare hotspot per esaminarlo.
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