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Just Cause 2 ( X360 )

Just Cause 2 ( X360 )
Informazioni Just Cause 2
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Recensione Just Cause 2  Scritto da: Matteo "Scanna" Scannavini | Data: 2010-04-15

Una gita nell'isola della distruzione.

Dentro ogni videogiocatore c'è il cuore del bambino che una volta era in lui. Quel bambino che forse non amava sempre giocare a pallone con tutti gli altri o cantare nel coro della scuola; quel bambino preferiva il suo angolo, i suoi giocattoli, la sua vaschetta di sabbia nel parco, dove ogni cosa che la sua fervida immaginazione pensava possibile si avverava, dove prendevano vita le storie più incredibili. Certo, nulla di così romantico avviene in Just Cause 2, anzi, il gioco partorito dagli svedesi di Avalanche Studios non ha proprio niente che non sia frenetico, tosto o violento, ma la base di libertà, di possibilità, d'interazione con l'ambiente è la stessa, in una parola: sand-box.
Molti giochi hanno già tentato in passato di metterci a disposizione un mondo vivo, reale e tangibile da poter modellare a nostro piacimento, da poter affrontare nella maniera che più ci aggrada, ma l'isola di Panau ha qualcosa di speciale, qualcosa che la eleva al di sopra di Liberty City, del mondo di Oblivion e Fallout 3 e della Pacific City di Crackdown, forse il titolo che più rassomiglia a questo sfavillante Just Cause 2.

Una gioia per gli occhi.

Innanzitutto possiamo affermare che nessun gioco con queste caratteristiche ha mai avuto una grafica così variopinta, spettacolare, ma allo stesso tempo funzionale, come Just Cause 2. L'isola di Panau (e relativi arcipelaghi satellite) dove avverranno le nostre scorribande è sfavillante e prende forma sotto i nostri occhi stupiti, mentre ci aggiriamo tra i paesaggi più disparati nelle 40 miglia quadrate che compongono la mappa di gioco.
Montagne innevate, piccoli laghetti cristallini, cascate, una giungla lussureggiante, barriere coralline: a Panau è la natura a fare da padrona, dipingendo un affresco di pura sapienza tecnica realizzato in toto dal motore grafico, l'Avalanche Engine 2.0, versione aggiornata di quello, già ottimo, del primo capitolo della serie. Oltre alla forza e alla spettacolarità della natura, troviamo però l'uomo, colonizzatore poco rispettoso di un mondo così accogliente e bello, che si trova costellato suo malgrado di basi missilistiche e nucleari, insediamenti militari e corrotte metropoli portuali.
Proprio in questi insediamenti, villaggi e città, è la malavita a regnare, con un dittatore corrotto e malvagio, tale Baby Panay, il quale opprime la povera popolazione, oltretutto assoggettata alle tre bande criminali che si cercano di dividere il bottino di traffici di armi, merci, narcotici e al contempo cercano di ostacolare il governo per incentivare i propri sporchi affari (anche a voi è venuto in mente Crackdown qui? NdR). In questo quadretto non certo idilliaco arriva il nostro eroe, in arte Rico Rodriguez, del primo Just Cause, agente americano appartenente ad una non meglio identificata Agenzia Governativa, in cerca di un suo precedente superiore che ha ora tradito la causa e trovato riparo a Panau.
Spinto dai suoi superiori, a Rico spetteranno due compiti: da una parte il principale obiettivo di trovare e catturare o eliminare il disertore (che scoprirete presto non nascondersi certo dietro una palma impaurito dalla vostra presenza), dall'altra l'obbligo morale di riportare l'ordine sull'isola e liberare dalle grinfie di Baby Panay e delle bande la gente del luogo.

Caos regolarizzato.

Per metterla in termini più “ignoranti” possibili, alla base di questo ultimo prodotto Square-Enix (anche se è quasi paradossale paragonarlo ai giochi che escono solitamente dalla casa di Dragon Quest e Final Fantasy) sta la distruzione totale di qualsiasi tipo di nemico e mezzo avversario, ma anche di edifici e installazioni rivali o governative. Per dare una motivazione a tutta questa sequenza di esplosioni nella balbettante (pur se non oggettivamente orribile) trama del gioco viene data questa spiegazione: facendo saltare depositi di carburante, statue celebrative, antenne radio o quant'altro appartenenti al regime, ossia creando Caos, si liberano allo stesso tempo villaggi e città dal Caos stesso e si riporta la regolarità sull'isola.
Non a caso, in queste righe abbiamo riportato la parola Caos con la lettera maiuscola, infatti esso in Just Cause 2 è praticamente il punteggio di base intorno al quale si sviluppa tutto il gioco. Distruggendo oggetti guadagneremo punti Caos; facendo esplodere il nostro elicottero contro un molo faremo altrettanto, così come completando missioni o sfide contro il tempo. Queste missioni, che ci siano assegnate dall'agenzia o dalle bande criminali con le quali, giocoforza, dovremo entrare in contatto per scoprire informazioni sul fuggitivo, faranno proseguire la narrazione degli eventi e saranno molto eterogenee tra loro: si passa dalle infiltrazioni in basi nemiche stipate di mezzi e soldati agguerriti, a sabotaggi di lanci missilistici a scontri con i più disparati assassini o addirittura Ninja. Certo, la qualità e la varietà di esse è altalenante, ma, come da tradizione del genere, il vero divertimento in un sand-box game va trovato in altro, nelle ore passate a girovagare per l'isola senza una meta precisa, raccogliendo bonus, portando morte e distruzione o semplicemente facendosi un giro sul lungomare alla guida di una bella moto con un romantico tramonto.
Su Panau potremo passare così il tempo in tantissimi modi, continuando a collezionare e creare Caos, il quale ci permetterà inoltre di sbloccare nuovi oggetti, veicoli o sfide/missioni, raggiungendone certe quantità prefissate.

Rampino e paracadute: fidi compagni di viaggio!

Gli approcci possibili a Just Cause 2 sono praticamente infiniti: la quantità di veicoli, armi, missioni, sfide, bonus e località ne fanno uno dei giochi più longevi che potreste trovare sul mercato, se riuscirete a entrare nella sua mentalità e vorrete liberare (tramite la distruzione) ognuno delle centinaia di avamposti presenti sull'immensa mappa di gioco.
Oltre ai veicoli, i quali spazieranno da motociclette a motoscafi, da elicotteri da guerra a velivoli a reazione (avremo anche la possibilità di guidare un Boeing 737!), il vero modo con cui esplorare e godere appieno dell'agilità e delle abilità di Rico sarà quello di affidarsi ai due suoi inseparabili arnesi: il rampino e il paracadute, in particolare quando usati in combo.
Il rampino di Rico è forse l'oggetto più avveniristico del suo arsenale, in quanto può appendersi a qualsiasi albero, edificio, mezzo o terreno che possiate immaginare, e trasportare Rico verso di esso in un baleno, permettendogli di compiere acrobazie impensate o di sfuggire a qualsiasi nemico. Un esempio può essere quello di neutralizzare un elicottero da guerra “semplicemente” aggrappandovici sotto ed entrando poi nella cabina di pilotaggio per buttarne fuori il conducente, oppure arpionare un pericoloso cecchino appostato su una torre e gettarlo giù da essa, causandone una morte rapida senza spreco di preziosissime (ne troverete poche) munizioni, oppure ancora arrampicandoci sulla cima di un vicino grattacielo per seminare i soldati nemici. E non è finita qui, in quanto il rampino può anche funzionare per collegare tra loro due oggetti, aprendoci ancora più opzioni e modi per uccidere o distruggere, come legare una jeep ad una statua per tirarla giù o trascinare per chilometri di strada dietro al nostro coupè il cadavere di un particolarmente ostico colonnello delle truppe di Panay.
Ad accompagnare il rampino c'è il paracadute, suo perfetto complemento per gli spostamenti (si può infatti attivare ogni volta che stiamo usando il rampino o ci siamo gettati da un dislivello) e anch'esso dotato di tecnologia non indifferente, se non realmente impossibile, in quanto si può aprire e ripiegare a piacimento, senza limiti di sorta. Se imparerete a padroneggiare la combo Rampino+Paracadute, ne vedrete (e farete) delle belle.
La cosa che esalta di Just Cause 2, del suo motore fisico (l'ormai inossidabile Havok) e del suo fresco gameplay è come in fondo qualsiasi cosa vi possa venire in mente di provare sia in realtà possibile e le combinazioni che potete realizzare sono miriadi.

Tutto rose e fiori? Quasi...

Dalle – lusinghiere – parole spese finora per Just Cause 2 sembra di trovarsi di fronte ad uno dei titoli dell'anno, ma il quadro, visto con occhio più inquisitore, non è proprio perfetto.
Il principale difetto del seguito di Just Cause e unico aspetto in cui il predecessore non è stato surclassato da questo secondo episodio è il comparto audio, davvero povero e mal fatto, in particolare se rapportato all'ottima qualità media del resto del pacchetto. Poche musiche e poco ispirate, che impallidiscono di fronte alla colonna sonora del principale rivale, Grand Theft Auto IV, e che poco aiutano l'atmosfera della bellissima Panau. I suoni di armi ed esplosioni sono accettabili, ma un altro punto debole è il doppiaggio, al limite del ridicolo sia in versione originale americana che in quella italiana, dove le cose però migliorano leggermente. Non che i personaggi o la storia siano centrali o di rilievo in Just Cause 2, ma la qualità scadente si fa comunque sentire.
Volendo poi trovare il pelo nell'uovo, anche nella grafica qualche errore di pop-up o tearing dello schermo può fare capolino, ma tutti questi rimangono piccoli errori in un mare, anzi in un'isola, di belle cose.
Just Cause 2, pur nel suo essere un titolo senza pretese di riscrivere la storia dei videogames per la sua trama profonda o la sua fisica simulativa all'inverosimile o i suoi personaggi carismatici, riesce perfettamente nell'obbiettivo prefissatosi: divertire e coinvolgere il giocatore. La splendida Panau, con la sua natura, le sue attrattive e le sue mille opportunità immerge il giocatore in quella vaschetta di sabbia che sembra quasi una spiaggia, data la grandezza forse mai raggiunta prima da altri, né da GTA né da Crackdown né tanto meno da Mercenaries. Avalanche Studios ci regala un titolo da 2010 come comparto grafico, probabilmente al livello delle più costose produzioni della concorrenza e ci riporta bambini, a creare avventure, a costruire castelli... solo che questa volta, nella sabbia, i castelli li faremo saltare a colpi di lanciamissili.

Appendice Lost.

La recensione è oggettivamente finita ed il giudizio è già stato deciso, ma è fondamentale per me stesso aggiungere questa appendice, che riguarda un'isoletta minore nella quale potrete imbattervi a nord di Panau durante le vostre esplorazioni della mappa di Just Cause 2: l'isola di Lost.
Evidentemente il team di sviluppo è appassionato della serie sci-fi vista su Fox e ha deciso di inserire come bonus un'isola che ricorda quella dove si svolgono le intricate vicende dello sceneggiato americano.
Non aspettatevi di trovarne una rivisitazione completa, ma alcuni elementi come la famosa botola scoperta al termine della prima stagione, così come i resti di un disastro aereo saranno presenti se ne esplorerete con cura i meandri. Altro elemento divertente: provate a vedere che fine farà il vostro aeroplano se proverete a sorvolarla... uomo avvisato...
In alternativa a Just Cause 2
Grand Theft Auto IV ( PS3 ) Grand Theft Auto IV ( PS3 )

Un'ambientazione completamente diversa e una freschezza sicuramente minore, ma un carisma e una profondità invidiabili per il gioco Rockstar.
Crackdown 2 Crackdown 2

In attesa del promettente seguito, se volete un tono più scanzonato ancora e con elementi da Rpg, scegliete il sottovalutatissimo shooter di Realtime Worlds.
Il commento dell'autore su Just Cause 2
Avatar di Matteo
 
Matteo "Scanna" Scannavini
Personalmente non sono mai stato un amante di questa tipologia di giochi, ma Just Cause 2 in poco tempo mi ha rapito, trasportandomi su di un'isola fantastica e coinvolgente, di ottima realizzazione tecnica, immediatezza e divertimento. Il plus finale dell'isola di Lost, per un fan sfegatato della serie Tv come me, ha sancito la mia definitiva infatuazione per questa ultima fatica di Eidos e Avalanche Studios.

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Pregi del gioco

Grafica celestiale per un sandbox.

Divertente e “ignorante” al punto giusto, ed estremamente pieno di contenuti.

L'immensa Panau è già entrata nei nostri cuori.
Difetti del gioco

Comparto audio sotto il Par.

Per alcuni potrà sembrare ripetitivo.

Pagella del gioco
Voto grafica
9
L'isola di Panau è uno spettacolo per la vista.
Voto sonoro
6
Poche musiche dimenticabili, doppiaggio al limite della decenza.
Voto giocabilit
9
Le possibilità sono innumerevoli e tutte maledettamente divertenti e funzionanti.
Voto longevit
10
Potrà rapirvi per decine e decine di ore in giro per l'isola senza mai annoiarvi.

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