Kick & Fennick

Il fascino della semplicità
Scritto da Leandro “White Lhio” Rossiil 15 giugno 2016
Kick & Fennick Recensione

Anche i videogiochi, come tutte le cose di questo mondo, sono sottoposti all'inevitabile azione del progresso. Col passare del tempo e l'uscita di nuove console (accompagnate, talvolta, da innovativi sistemi di controllo) vengono prodotti titoli sempre più complessi che richiedono tempo e dedizione per poter essere compresi appieno. Basta prendere in mano un normale pad per rendersene conto: dagli albori del gaming ad oggi il numero dei pulsanti messi a disposizione è aumentato notevolmente, a dimostrazione che l'intuitività e l'immediatezza che caratterizzavano i giochi di una volta è andata lentamente scomparendo. Questo non è un male, come in molti sostengono, dato che aumentare le possibilità del giocatore, rendere l a sua esperienza più ricca e variegata, non può che essere positivo. A volte però si sente il bisogno di fare un passo indietro, di tornare al punto di origine per riscoprire quella semplicità che sembravamo aver dimenticato. Kick & Fennick risponde a questa necessità, nel bene e nel male, proponendo una formula di gioco di certo elementare ma anche interessante e originale. 


Il peggiore dei risvegli

Kick & Fennick si racconta attraverso pochissime scene di intermezzo, lasciando al giocatore il compito di ricostruire (o di immaginare) lo svolgersi degli eventi. La mancanza di dialoghi non fa che incentivare l'utilizzo delle nostre capacità interpretative, anche se vengono comunque forniti molti elementi che permettono di comprendere meglio il contesto entro cui la vicenda prende il via. 

In un mondo fantascientifico, un ragazzino si sveglia all'interno di una capsula di contenimento con indosso una strana tutina spaziale. Non sappiamo cosa sia accaduto precedentemente, ma il luogo appare abbandonato da tempo date le condizioni disastrose in cui versa la struttura: la vegetazione ha ormai preso il sopravvento, non vi è alcun segno di esseri umani e le pareti cadono a pezzi. Dopo aver girovagato un po', il piccolo incontra un esserino robotico dall'aspetto simpatico e senza troppi giri di parole i due decidono di proseguire il viaggio assieme. Unendo le forze, riescono successivamente a mettere le mani su quello che pare essere un lungo fucile di metallo, strumento che permetterà loro di superare in modo molto creativo ostacoli e nemici. Tuttavia, la conquista della libertà e la ricerca di pezzi di ricambio si rivelerà più ardua del previsto: delle sentinelle robotiche, infatti, per motivi che non sono affatto chiari, tenteranno di impedire alla strana coppia di abbandonare quei luoghi pericolosi.

Pur non dimostrandosi particolarmente originale, la trama del gioco (che in realtà si riduce più che altro ad un pretesto narrativo) riesce nel difficile compito di stimolare il giocatore grazie soprattutto alla scelta fatta dagli sviluppatori di non rivelare troppi dettagli. La libertà d'interpretazione che ci viene lasciata, unita ai vari indizi “visivi” disseminati un po' ovunque donano al tutto un certo fascino, un'aura di mistero che ci spingerà a proseguire fino alla fine per scoprire cosa sia accaduto ai protagonisti e quale sia la loro origine. Lascio a voi il piacere di portare a galla la verità anche se non è detto che alla fine otterrete risposte a tutte le vostre domande...


Un mondo perduto

In merito alla grafica, si vede fin da subito che quello di cui stiamo parlando non è un titolo pensato per PS4. Non fraintendete pero: Kick & Fennick è un prodotto che regala alla vista momenti piacevoli, pur senza raggiungere vette particolarmente alte in questo senso. 

Un primo aspetto positivo riguarda senza ombra di dubbio la fluidità del gioco, che si mantiene costantemente sui 60fps senza alcun calo visibile. Pur non trattandosi di un platform particolarmente frenetico ho apprezzato molto questo fatto, soprattutto perché occorreva compensare alcune piccole mancanze che balzano immediatamente all'occhio. Per esempio, la qualità delle texture è generalmente modesta e lo stesso si può dire dei modelli poligonali a volte un po' troppo spigolosi. Maggiore attenzione è stata invece dedicata alla realizzazione delle animazioni, che si lasciano apprezzare specialmente durante le sequenze di intermezzo. Buono anche il livello di dettaglio che, nonostante la monotonia delle ambientazioni, permette una maggiore immersione all'interno del mondo di gioco: un mondo colorato e vivace, se si esclude la desolazione apparente e le fredde macchine assassine. 

Insomma, K&F non è un gioco capace di reggere il confronto con la media dei titoli per PS4, ovviamente, ma ha dalla sua un certo appeal che lo rende tutt'altro che anonimo. 


Danzando coi fucili

 

Come avevamo anticipato all'inizio, le meccaniche di gioco sono estremamente semplici, quindi non ci dovremo dilungare troppo nel parlare di questo aspetto, per quanto importante. L'intero sistema si basa sull'utilizzo di un lungo fucile di metallo che ci permetterà di rimbalzare e di attaccare. Per quanto riguarda il combattimento, le dinamiche si rivelano piuttosto intuitive: basterà puntare l'arma contro il nemico (in genere non sono presenti più di due o tre robot nella stessa schermata) e fare fuoco. Non occorre alcun approccio strategico o abilità particolare quindi, da questo punto di vista, non esiste una vera e propria difficoltà; a parte qualche situazione eccezionale i combattimenti servono più che altro come un riempitivo, come uno stratagemma per dare al gioco maggior varietà d'azione. Le Boss fight invece sono tutta un'altra storia dato che, per abbattere le grandi sentinelle, dovremo risolvere piccoli enigmi ambientali e farci strada a suon di platforming. 

E veniamo così a parlare del cuore del gameplay: prima di tutto va messa in evidenza la mancanza di un pulsante dedicato al salto. Suona piuttosto strano dato che stiamo parlando di un platform, e invece tutto il gioco si basa proprio su questo particolare. Per muoverci dovremo sfruttare l'arma metallica a nostra disposizione la quale, una volta puntata verso il terreno, genererà un'onda d'urto capace di scagliarci via di diversi metri. Sarà quello il modo tramite cui ci sposteremo in giro per i livelli, e per rendere l'esperienza meno frustrante, dato che è comunque richiesta una certa precisione, il tempo rallenterà per qualche secondo ogni volta che rivolgeremo il fucile in una qualsiasi direzione (quindi anche mentre cercheremo di prendere la mira per abbattere i nemici). Sarà perfino possibile aggiustare il tiro a mezz'aria visto che il nostro giocattolo potrà sparare due colpi consecutivamente prima di doversi ricaricare. Con l'ausilio di alcuni power up, inoltre, riusciremo ad aumentare la potenza del raggio, riuscendo così a superare voragini enormi o a raggiungere cime altrimenti impossibili da scalare. Per rendere il tutto più intuitivo è stata inserita una linea tratteggiata che compare ogni qualvolta punteremo il fucile, così da capire in quale direzione verremo proiettati dopo aver premuto il grilletto. Per il resto, durante il gioco sarà possibile raccogliere ingranaggi luminosi e altri collezionabili piazzati in luoghi segreti. Questo e... Basta! Ebbene si, non c'è veramente altro di cui parlare visto che tutta l'esperienza si riduce a saltellare a destra e a manca nel tentativo di arrivare all'uscita.

La domanda più ovvia sarà dunque: basta tutto questo a rendere Kick & Fennick un gioco meritevole di attenzione? La risposta è, in fin dei conti, positiva: nonostante l'estrema semplicità del gameplay il titolo diverte, anche se si fonda interamente su quell'unica feature che vi abbiamo descritto in precedenza. Peccato solo che dopo un po' la mancanza di nuovi stimoli si faccia sentire dato che lo stesso schema viene riproposto, seppur con molte varianti, fino ai titoli di coda. Questo influisce negativamente sulla rigiocabilità, è vero, anche perché il livello di sfida appare piuttosto basso: i vari ostacoli che incontreremo durante il tragitto (campi elettrificati, barriere architettoniche ecc...) ci porteranno via poca energia e per recuperarla basterà raccogliere gli ingranaggi luminosi sparsi comodamente un po' dappertutto. Sarebbero bastati nuovi potenziamenti e magari un comparto artistico più ricercato per attenuare il senso di ripetitività che si prova più o meno già dopo la prima ora di gioco. 


Un fato incerto

Kick & Fennick forse non è un gioco destinato a far parlare di se negli anni a venire: cade lentamente nella ripetitività, non è impressionante da un punto di vista grafico e il livello di sfida si dimostra piuttosto basso. Tuttavia, quell'unica idea originale intorno a cui è stato costruito si rivela abbastanza interessante, e non dovrete combattere con la noia per arrivare ai titoli di coda. Un prodotto nella media dunque, poco impegnativo e facilmente digeribile, ma in possesso di una marcata personalità che gli consente di distinguersi dalla massa. Ricordatevi di esso quando sarete alla ricerca di “un qualcosa” dal gusto classico e genuino.

PRO:- Idea di base efficace
- Atmosfera intrigante
- Adatto praticamente a tutti
CONTRO:- Davvero facile
- Diventa ripetitivo già prima della metà
- Graficamente poco accattivante
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Cover Kick & Fennick

Kick & Fennick

  • data d'uscita: 02 giugno 2016
  • produttore: Green Hill
  • sviluppatore: Jaywalkers Interactive
  • Genere: Piattaforma
  • Multiplayer: No
  • Supporto: PlayStation Network
Scheda completa...
Kick & Fennick2016-06-15 11:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/kick-e-fennick-53827/Il fascino della semplicità 1020525VGNetwork.it