La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor

Vendetta all'ombra del Nero Cancello
Scritto da @ GuidoSora7il 08 ottobre 2014
La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor Recensione

Ci sono delle saghe che hanno fatto la Storia. Racconti di fantasia talmente ben costruiti da entrare nell’immaginario comune per non uscirne più. E poi ci sono i videogiochi. Ah, quante volte abbiamo vissuto le disavventure di Frodo e della Compagnia dell’Anello armati del nostro fido joypad! E quante volte siamo rimasti profondamente delusi! Del resto si sa, il percorso è sempre lo stesso: il libro porta a un film, e il film porta a un videogioco (spesso creato per approfittare dell’onda cinematografica e per finire nel dimenticatoio). Ma diciamoci la verità: quante volte la trasposizione videoludica di una saga celebre funziona davvero? Il Signore degli Anelli torna ora sulle console di vecchia e nuova generazione, con lo scopo di sfatare quella che ormai è diventata una maledizione ben più potente di quella degli Anelli del potere.


Un Sacrificio di Sangue e Ossa

Per cambiare le cose ogni tanto è richiesto qualche piccolo sacrificio. Monolith Productions, per rendere chiara l’idea che L’Ombra di Mordor non vuole essere un mero mezzo per raccogliere consensi dai soli fan della saga, ha preso una decisione importante. In questo titolo i protagonisti dei film di Peter Jackson non c’entrano nulla; in realtà c’entrano poco anche i film veri e propri. Il titolo stesso del gioco, “La Terra di Mezzo”, indica che i film e il videogame condividono solo l’ambientazione (ed alcuni dei personaggi principali, estranei comunque alle vicende narrate), dato che tutti gli eventi racchiusi ne L’Ombra di Mordor si svolgono in un arco temporale compreso fra “Lo Hobbit” e “Il Signore degli Anelli”.

La storia segue le disavventure di un ranger di Gondor, Talion, stanziato di guardia ai cancelli di Mordor, una barriera eretta da Sauron in persona per impedire ai suoi nemici di accedere alla regione. La routine quotidiana dei guardiani dei cancelli viene interrotta da un improvviso attacco dei temibili Uruk-Hai, che sterminano tutti, Talion e famiglia compresi. Prima di ricevere il colpo fatale il ramingo però viene gettato in uno stato a metà fra la vita e la morte dalla Mano Nera, fedele servitore di Sauron, tramite un rituale oscuro che lega l’anima dell’umano con quella di un elfo deceduto secoli prima. Il nuovo compagno di viaggio di Talion non ricorda granchè della sua esistenza, ma condivide con il ramingo un odio sconfinato nei confronti di Sauron. Di comune accordo i due decidono di partire per placare la propria sete di vendetta

Per poter attuare il proprio piano vendicativo i protagonisti dovranno però farsi largo fra le fila degli Uruk, creando una rete di complotti all’interno dell’esercito di Sauron stesso. Così si apre L’Ombra di Mordor, e in effetti, a parte questo incipit, la narrazione in generale trova poco spazio all’interno del gioco. Il plot a dire il vero è di tutto rispetto, e questo si deve anche alla mano sapiente di Christian Cantamessa, autore tra l’altro del pregevole storyboard di Red Dead Redemption. Per una decisione quantomeno curiosa, gli sviluppatori durante le prime presentazioni del gioco hanno già svelato l’identità dell’elfo che condivide la sua anima con quella di Talion (identità che non sveleremo in questa sede, per non rovinare la sorpresa a chi non l’avesse già scovata sul web). Poco male comunque, dato che a farla da padrone è il solidissimo gameplay. 


Arrampicati come un assassino, combatti come un pipistrello

Sin dalle sue prime apparizioni il titolo di Monolith Productions aveva dato l’impressione di essere una sorta di mix di meccaniche prese da altri titoli appartenenti allo stesso genere. L’Ombra di Mordor in effetti può sembrare ad uno sguardo poco attento un copia e incolla di un po' Assassin’s Creed e un po' Batman Arkham Origins. Pad alla mano però il gioco è molto di più, sebbene riprenda degli elementi dalle serie sopra citate. Nelle fasi di esplorazione infatti richiama i titoli di Altair e compagni, mentre nei combattimenti attinge elementi dalle ultime apparizioni videoludiche del supereroe pipistrello. L’Ombra di Mordor è un titolo free roaming, ragion per cui tutto il mondo di gioco è esplorabile non appena si completa il breve tutorial iniziale. Al giocatore è data la possibilità di accedere in qualsiasi momento al Mondo delle Ombre (il mondo a cui accedono Frodo e compagni quando indossano l’Anello del Potere, NdR) , tramite la pressione di un grilletto dorsale. Quando si entra in questa particolare modalità è possibile visualizzare la posizione dei nemici e di diversi tipi di collezionabili. All’interno di Mordor, inoltre, sono presenti le Torri della Fucina, scalabili solo nel mondo delle ombre. L’ispirazione dai titoli della serie Assassin’s Creed qui è fin troppo evidente, soprattutto nella funzione a cui sono adibite queste strutture, ovvero permettere di svelare sulla mappa le missioni principali, le attività secondarie, gli avamposti degli Uruk e persino i collezionabili. Quest’ultimi, come già detto, andranno individuati accedendo al Mondo delle Ombre, e comprendono degli artefatti contenenti dei “ricordi” molto interessanti che rendono almeno in parte più chiara la storia che sta dietro al gioco. Le memorie degli abitanti della Terra di Mezzo costituiscono una vera chicca, soprattutto per coloro che sono nuovi all’universo creato da Tolkien e sono curiosi di saperne di più. Oltre agli artefatti, all’interno di Mordor è possibile trovare i frammenti di Ithildin, un metallo forgiato dagli elfi. Raccogliendo i frammenti non solo si ricostruisce un particolare dipinto, ma si guadagna anche il Mirian, la moneta di Mordor. Tale valuta può essere spesa nel menù di potenziamento per migliorare le capacità di Talion, per sbloccare nuove abilità o per rendere più potente l’arsenale a disposizione del ramingo.

Sebbene la componente stealth del gioco venga sempre incoraggiata, L’Ombra di Mordor è un titolo votato all’azione. Solo in alcune sezioni si viene obbligati ad agire silenziosamente. Per il resto, sta al giocatore sceglierel’approccio migliore per affrontare i nemici, nell’ombra o apertamente sfruttando l’arco dell’elfo o la spada di Talion. L’arco diventa molto utile, soprattutto per gestire gruppi numerosi di nemici, ma le sue frecce sono “elfiche”, di natura spirituale, vanno raccolte in giro per la regione oppure “prosciugando” (letteralmente) i nemici. I combattimenti sono sempre dietro l’angolo, e questo si deve anche alla sapiente realizzazione delle aree di gioco: a differenza di molti titoli open world, infatti, gli ambienti raramente sono disabitati, e anzi propongono sempre scontri diversi, con gli Uruk oppure con le terribili bestie che popolano Mordor. Il sistema di combattimento trae liberamente ispirazione da quello utilizzato negli ultimi capitoli della serie Arkham di Batman, il “Freeflow”: Il tempismo quindi è una dote essenziale per uscire illesi dagli scontri con gli Uruk. Chi è nuovo a questo tipo di combattimenti però non si spaventi troppo! Nel momento in cui la salute di Talion scende a zero ha il via una sorta di minigioco: Su schermo appare un cerchio, e il giocatore deve prima allineare una freccia al centro di quest’ultimo e poi premere il tasto indicato per vedere il ramingo parare il colpo fatale e recuperare lentamente le forze. 

La componente RPG del gioco fa sempre da sfondo alle azioni del ramingo. Liberando gli schiavi degli Uruk oppure uccidendone i carcerieri è possibile guadagnare punti esperienza, che possono essere spesi per ottenere capacità varie. Oltre a ciò, uccidendo gli Uruk di grado più alto è possibile raccogliere delle Rune, che una volta incastonate nelle armi producono alcuni effetti particolari, fra cui ad esempio la possibilità di mettere in fuga gruppi di nemici uccidendone uno con un headshot. Come in ogni RPG che si rispetti le Rune presentano un “livello” e un grado di “rarità”. Dato che il numero di Capitani e Comandanti affrontabili è pressoché infinito, a volte capita di raccogliere una runa identica a quella utilizzata, ma di livello superiore. In questi casi non c’è problema: basta accedere al menu per “fondere” la runa in eccesso e ottenere Mirian da spendere per i potenziamenti.


Conosci il tuo nemico

La caratteristica peculiare de L’Ombra di Mordor è sicuramente il suo "Nemesis System”, una componente che approfondisce il rapporto esistente fra il protagonista e la sua nemesi come mai prima d’ora in un videogioco. I nemici acquisiscono esperienza in tempo reale, e muoiono o sopravvivono a lotte interne per ottenere posti migliori all’interno dell’esercito dell’Oscuro Signore. In ogni momento è possibile consultare lo stato degli Uruk, attraverso un menu richiamabile con il tasto Options. Ma prima di poter visualizzare i “Capitani” dell’esercito nemico bisogna conoscerli, interrogando i cosiddetti “vermi”, ossia orchi che contengono all’interno della propria mente informazioni preziose riguardanti i propri superiori. Di volta in volta si possono ottenere informazioni riguardanti i gradini più alti delle fila nemiche, fino ad arrivare ai “Warchiefs” veri e propri. Inoltre, il giocatore stesso può decidere chi far progredire nelle gerarchie, eliminando personaggi scomodi per far avanzare di grado elementi più facili da sottomettere.

Questa caratteristica rende ogni playthrough completamente diversa dall’altra, e soprattutto permette di vivere avventure sempre nuove. Di volta in volta è possibile scoprire tutte le diverse sfaccettature degli Uruk che si affrontano, ma soprattutto si avverte un senso di profonda immersione nelle vicende di Mordor. I nemici in un certo senso sono molto più caratterizzati rispetto al protagonista del gioco, e catalizzano letteralmente l’attenzione del giocatore. Gli Uruk non solo ricorderanno ogni incontro avuto con Talion, ma uccidendolo otterranno automaticamente una promozione. Uccidendolo, sì, perchè nel gioco è contemplata anche la morte del ramingo. Ogni qualvolta si perde la vita in uno scontro però non si ritorna ad un checkpoint, ma si viene automaticamente trasportati alla Torre della Fucina più vicina. Il tempo nel frattempo avanza e si verificano dei cambiamenti nell’esercito, e l’Uruk che ci ha tolto la vita avanza di grado, mentre i capitani eliminati in precedenza vengono sostituiti da nuove leve. Insomma, la vita va avanti. Anche per i seguaci di Sauron.


Nella Terra di Mordor, dove l'Ombra cupa scende

Mordor non è di certo un’oasi felice, né la meta perfetta per le vacanze estive. La regione, già da sé cupa e desolata, nel titolo di Monolith Productions prende vita come un insieme di rovine in cui gli Uruk allestiscono accampamenti e campi di prigionia. Gli ambienti non spiccano per varietà, e le specifiche tecniche di PS4 di certo non sono messe a dura prova, ma dal punto di vista tecnico il lavoro compiuto è impeccabile. A colpire sin da subito è sicuramente il sistema di illuminazione, che rende più piacevoli i lugubri panorami offerti dal mondo di gioco. L’ottima realizzazione dei cicli giorno/notte e dei diversi fenomeni atmosferici poi fanno de L’Ombra di Mordor una piccola perla di questo autunno videoludico. I modelli dei nemici sono realizzati alla perfezione, e soprattutto nei Capitani e nei Comandanti dell’esercito di Sauron è possibile notare la cura minuziosa dei particolari anche minimi da parte degli sviluppatori. Passiamo al comparto audio: i fan dei film di Jackson che si aspettavano una rivisitazione o un remix delle melodie cinematografiche forse rimarranno delusi, ma la colonna sonora prodotta per il gioco è di altissima qualità. Il doppiaggio forse in alcuni casi non è all’altezza della versione in lingua originale, ma si può sempre ovviare a questo piccolo inconveniente selezionando la lingua Inglese nei menu del gioco.

Chiudiamo la nostra analisi parlando della longevità. Per completare le 20 missioni che compongono la storia principale de L’Ombra di Mordor bastano circa 15 ore. L’esperienza di gioco però non si esaurisce con la Storia. La miriade di attività secondarie e la raccolta dei vari collezionabili sparsi per la mappa contribuiscono infatti ad aumentare sensibilmente la longevità del titolo. Come già detto in precedenza inoltre il Nemesis System garantisce playthrough sempre diverse, quindi c’è anche un buon margine di rigiocabilità. Una longevità davvero elevata quindi, soprattutto se si considera che L’Ombra di Mordor non ha una componente multiplayer. A venire incontro a questa mancanza c’è però una categoria di sfide secondarie che permettono di interagire con gli amici che si hanno sul PSN (o Xbox Live). Se malauguratamente uno dei vostri amici che gioca a L’Ombra di Mordor morisse in combattimento contro un Capitano o un Comandante vi viene data la possibilità di vendicarlo eliminando il suo uccisore. Non si tratta di un multiplayer vero e proprio quindi, ma è sempre qualcosa. 


Il ramingo che aspettavamo

Non c’è che dire, L’Ombra di Mordor ci ha davvero convinto. La paura iniziale di trovarsi di fronte ad un intruglio senza né capo né coda lascia ora spazio ad una profonda ammirazione verso il lavoro di Monolith Productions. Anni e anni di delusione sono stati ripagati con un titolo che non solo ripropone alla perfezione meccaniche già utilizzate tante volte in passato, ma addirittura le migliora grazie alle aggiunte RPG. Il Nemesis System crea esperienze sempre diverse, ed è davvero l’arma in più de L’Ombra di Mordor. Si spera solo che questo elemento di innovazione rimanga tale, e non venga utilizzato in modi sbagliati in un eventuale seguito del gioco o in altri titoli appartenenti allo stesso genere.

COMMENTO
@ GuidoSora7

Finalmente possiamo dirlo: la maledizione degli Anelli è spezzata! Chi temeva che L’Ombra di Mordor potesse essere una semplice accozzaglia di cose già viste può pure dormire sonni tranquilli. Il titolo di Monolith Productions non solo ripropone meccaniche già rodate, ma fornisce elementi innovativi per tutti i titoli del suo genere. Che siate fan del Signore degli Anelli o meno non importa, perché L’Ombra di Mordor merita di essere giocato in entrambi i casi. Parola di Ramingo! 

GRAFICA:8.5Dal punto di vista grafico non “spreme” le nuove console, ma offre un bel colpo d’occhio.
SONORO:8.5Colonna sonora inedita che non fa rimpiangere la pluripremiata OST dei film di Peter Jackson.
GIOCABILITà:9L'ispirazione ad alcune meccaniche già viste è evidente, ma il Nemesis System è una bellissima novità.
LONGEVITà:9Per completare la storia principale sono necessarie almeno 15 ore di gioco. Ma per scoprire tutto ciò che ha da offrire Mordor ci vorrà molto più tempo.
VOTO FINALE9
PRO:-Il Nemesis System è una ventata d’aria fresca per il genere
-Colonna sonora davvero evocativa
-Gli ambienti sono sempre pieni di vita…
CONTRO:-…ma non sono poi così vari
-Doppiaggio non sempre all’altezza
-Sistema di salto a volte impreciso
Assassin's Creed IV: Black Flag ( PS4 )L’ultimo capitolo della celebre serie firmata Ubisoft. Ancora Assassini contro Templari, ma i protagonisti stavolta sono i Pirati!
Batman: Arkham Origins ( X360 )Il titolo da cui L’Ombra di Mordor mutua il sistema di combattimento. Nei panni del supererore di DC Comics avremo il compito di salvare Gotham City.
SCHEDAGIOCO
Cover La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor

La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor

Scheda completa...
La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor2014-10-08 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/la-terra-di-mezzo-l-ombra-di-mordor-47352/Vendetta all'ombra del Nero Cancello1020525VGNetwork.it